Petrini ed il glifosato: una unione incivile [Aggiornato l'8 Marzo]

08 Mar 2016
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Cosa farebbe senza il glifosato Carlin Petrini? Cosa farebbero tanti se non ci fosse Monsanto come recipiente di tutti i mali del mondo?
La multinazionale statunitense fa i suoi interessi e spesso li fa malissimo, sopratutto li fa in maniera muscolare e dannosa per la ricerca pubblica. Ma perche’ un “ghiottone” come lo definisce Luca Simonetti si occupa di glifosato?
Ci potrebbe spiegare il Signor Slow Food (ossia quello che ha come vice presidente del ramo internazionale una signora che racconta senza aver mai mostrato un dato di semi sterili e suicidi di contadini indiani clamorosamente smentita dal NewYorker due anni fa, ma a cui nessuno in Italia ha mai chiesto conto delle sue menzogne, uno Slow Food che ancora non prende posizione su uno dei suoi principali consulenti scientifici, Federico Infascelli, e su questo evito di dire altro), ci poptrebbe spiegare, dicevo, che ne pensa delle uova?
Dico le uova, tutte le uova, comunque ottenute, da qualunque tipo di allevamento a qualunque latitudine ed a qualunque distanza dal luogo dove si consumano. Tutte le uova contengono (anche) benzene. In questo caso non si puo’ incolpare Monsanto, e’ il metabolismo “naturale” dell’uovo che funziona cosi’. Quindi? cosa facciamo non mangiamo piu’ uova perche’ hanno benzene o accendiamo il cervello e ci chiediamo Quanto Benzene? Poco?, Molto? poco ma si accumula e fa male?, oppure mai abbastanza per essere un problema?
I birrai della Baviera dicono che si dovrebbero bere 1000 litri di birra al giorno perche’ il glifosato ivi trovato faccia danni, non lo so se e’ vero, ma almeno loro si sono posti il problema della dose. Perche’ Petrini non smette i panni del puro immacolato e non decide che tutto quello che mangiamo ha cancerogeni (70 molecole cancerogene in ogni tazzina di caffe’, qualunque caffe’) e che non e’ la presenza il problema, ma il dosaggio. Anche il dosaggio nel tempo. Forse perche’ si dovrebbe mettere a studiare, o chiedere a consulenti di studiare per lui. Ma se poi i consulenti si chiamano Shiva ed Infascelli………..
Leggi L’agricoltura chimica è un altro regalo alle multinazionali
Leggi Battaglia sul glifosato, l’erbicida della birra che divide l’europa

E Luciano Capone lo vede con un libro di una nuova Costituzione che vaneggia. Leggi l’articolo su il Foglio

27 commenti al post: “Petrini ed il glifosato: una unione incivile [Aggiornato l'8 Marzo]”

  1. PieroNo Gravatar scrive:

    a Torino si è svolta questa iniziativa
    http://www.festivalgiornalismoalimentare.it/wp/
    a Petrini è stato dato ampio spazio, ma durante i lavori i più attenti avranno notato la stridente contraddizione…
    da seguire, potrebbe rappresentare una importante novità

  2. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Roberto, Alberto, Franco…vi chiedo: quali sarebbero le conseguenze della messa al bando del glifosate? Immagino verrà subito sostituito da uno o forse più…quali? Secondo: la soia rr che importiamo a pacchi dall’estero, dovrebbe essere dichiarata illegale anch’essa?

  3. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    A Carlo Petrini solo che gli rimanga un po’ do polvere di tutti i soldi che riceve e maneggia per le volte che organizza qualcosa diventa miliardario….ma forse lo è già e mi par di sentirlo ridere a crepapelle guardando i gonzi che lo seguono

  4. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    L’agricoltura non può far senza un diserbante totale per il semplice motivo che nelle coltivazioni primaverili spesso tu ti ritrovi il tuo letto di semina giù inerbito e con erbe troppo sviluppate, quindi devi prima azzerare la vegetazione spontanea, poi si può distribuisce un diserbo selettivo presemina, che è normalmente anti-germinello, (ma non fa morire le piante infestanti già emerse), poi semini e infine intervieni in, sempre se del caso, pre-emergenza delle pianta seminata o in post-emergenza delle piante infestanti. Spesso il trattamento di preemergenza viene sostituito da un diserbo localizzato sulla fila seminata (una striscia di 10-15 cm) e nell’interfila non diserbata si interviene con la sarchaiatrice. Pratica che dovrebbe essere sempre più adottata. Ci tengo a chiarire che non si fanno tutti questi interventi diserbanti, poveri noi, gli agricoltori sarebbero già tutti falliti, ma qui subentra la professionalità dell’agricoltore nel fare le sue valutazioni circa la popolazione infestante e gli stati di sviluppo.

    Lo so che esistono in Italia tanti agricoltori che non sanno diserbare e quindi commettono delle operazione contro l’ambiente che gridano vendetta, ma non per questo si devono eliminare i diserbi, anzi si devono eliminare gli agricoltori incapaci. Ne gode l’ambiente e la produttività del paese.

    Un letto di semina inerbito è sconsigliabile diserbarlo meccanicamente in quanto ormai esso è preparato dall’inverno (in generale a sud del Po) smuovendo il terreno lo si secca e quindi potrebbe venire meno l’umidità necessaria alla nascita del raccolto. Altro aspetto è che le nuove varietà si seminano molto prima di qualche tempo fa (sono state selezionate per germinare a temperature inferiori di prima per allungarne il ciclo o raccorcialo alla fine.

    In conclusione se non è il gliphosate deve essere qualcosa d’altro, ma chi ha adottato di coltivare le piante OGM resistenti al gliphosate non lo bandiranno mai e dato che noi non potremo mai proibire l’importazione di prodotti trattati con gliphosate non faremmo altro che tagliare i perpendicoli ai nostri agricoltore e far mangiare ai consumatori alimenti derivati da importazione. Esempio: in Europa si è proibita l’atraziona, mentre è usata normalmemte in USA ed in altre parti e noi ne importiamo i prodotti. Tra l’altro il gliphosate verrebbe interdetto solo perchè esistono le piante OGM corrispondenti in quanto non esiste nessuna altra controindicazione, anzi sono ammessi altre sostanze di invece di controindicazioni ne hanno molte di più e pertanto esso non sarà mai interdetto su tutto il pianeta.

  5. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Grazie Alberto delle informazioni sul diserbo…in realtà mi ponevo il problema da un punto di vista legislativo…se vieti l’uso del glifosate perchè probabile cangerogeno come pensano di spiegare l’importazione di soia con residui di tale diserbante? La politica è l’arte dell’impossibile, quindi tutto può essere…ma riuscire a spiegarlo credo sia un tantino complicato

  6. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto Mattioli,

    Prima di interdire il gliphosate per la sua “pericolosità” mi debbono prima eliminare la vendita del caffè:

    http://seppi.over-blog.com/2016/02/boire-du-cafe-danger-ou-risque.html

  7. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @ Roberto Mattioli

    Il Glifosate sta diventando fondamentale in tante situazioni.
    Tanto per dirne una all’inizio la manutenzione di bordi strada nelle Autostrade italiane e delle massicciate delle ferrovie…
    A solo titolo di esempio in campo agricolo io ho sposato, anche grazie al PSR di Regione Lombardia di svariati anni fa, la tecnica della “minima lavorazione”.
    La ho sposata non per il PSR, ma perché le attrezzature disponibili in Italia erano diventate mature e, dopo averle ampiamente testate in azienda, le ho adottate, in toto anche con l’aiuto economico di Regione Lombardia.
    Questa tecnica, che non prevede il “rovesciamento” della cotica erbosa che inevitabilmente si forma a primavera, non può prescindere da un diserbo totale prime delle lavorazioni (febbraio/marzo in funzione del clima)
    Non é infatti sufficiente rimescolare le erbe nascenti senza “sotterrarle” con un’aratura per evitare di ritrovarsele puntuali insieme a quanto hai seminato.
    La dose normale di Glifosate che si distribuisce, sotto forma in questi anni di Roundup Platinum, varia da 1 a 2 Kg/Ha in funzione della “dimensione” dell’infestante precoce primaverile. Ovvio che tutti cerchiamo di rimanere al dosaggio inferiore per motivi di costo…
    Per quanto mi risulta, ma posso sbagliare, il Glifosate (N-(fosfonometil)glicina, C3H8NO5P) ha un tempo di decomposizione molto breve e dopo pochi giorni (non so quanti), nel suolo rimangono solo gli elementi chimici che lo costituiscono che sono C H N O P.
    La quota di Glifosate che viene assorbita dalle infestanti, dopo aver svolto il suo ruolo di debellarle, non stento a credere che faccia la stessa fine.
    Alternative? Al momento non ne conosco.
    L’unica alternativa che mi viene in mente é quella di intervenire a coltura in atto con 2 tipologie di diserbanti (sia nel mais che nella soia).
    Graminicidi e dicotiledonicidi di postemergenza con buona probabilità con più interventi nel corso dello sviluppo della coltura.

    Illegalità delle importazioni.
    MI trovi molto in accordo.
    Se Glifosate fa male (ed é anche possibile) non dobbiamo mangiare nulla che derivi anche indirettamente da Glifosate.
    Continuiamo a farci del male con buona pace di Carlin Petrini!!!
    Ergo stop immediato ad importazioni di soia RR OGM.

  8. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Grazie Alberto e grazie Franco…il problema è che hanno e avranno sempre bisogno di un nemico da combattere. Poco importa se si arriverà ad usare più diserbanti o con un impatto ambientale maggiore, poco importa se nelle relazioni si parla di probabile cancerogeno per altissime esposizioni, poco importa se rientra nella stessa categoria di numerosi prodotti che ingeriamo quotidianamente, poco importa se bandirlo significa per logica vietare le importazioni delle colture rr. Possono farlo perchè sanno che non si arriverà mai a bandirlo (io credo)…

  9. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto Mattioli

    ecco una notizia che dovrebbe tagliare la testa al toro. Il gliphosate dovrebbe essere ammesso all’uso in Europa ancora per 15 anni.

    http://www.pleinchamp.com/grandes-cultures/actualites/la-commission-europeenne-propose-de-renouveler-l-autorisation-du-glyphosate

    Avevano tentato di colpire gli OGM per interposta persona ma gli è andata male

    Altra notizia è che dalle analisi sulla birra si sono trovati dei residui di gliphosate (tieni conto che con il miglioramento del metodo d’analisi i residui di tutto ora si trovano “in parti per miliardo”, quando solo 20 anni fa si scoprivano a livello “di parti per milione”). Non solo, ma si è arrivati a scoprire i residui ma non a saperli misurare tanto sono minimi. Quindi dire che si scoprono residui oggi e se non sono fuori dalle norme prefissate, significa lanciare solo allarmi criminali che servono a spaventare le gente e farla convincere sempre più che i prodotti agricoli li avvelenano. Infatti affinchè i residui di gliphosate contenuti nella birra arrivino a raggungere la Dose Giornaliera Anmmissibile(cioè per nulla velenosa) occorrerebbe berne 1000 litri al giorno (hai letto bene è proprio “mille”.

    Renditi conto a che livello di disinformazione siamo arrivati, ma nessun politici si alza a rassicurare, tanto meno il Ministro Martina, e tutti ci marciano. Se poi ti alzi a dire che raccontano balle ti dicono subito che sei amico delle multinazionali … e se c’è uno nemico delle multinazionali sono io perchè imputo loro di aver mandato al macero tanto germoplasma che invece se rimanevano in attività tutte le ditte sementiere che hanno comprato poteva essere valutato e se del caso sfruttato. Solo che a queste ditte non si doveva proibire di usare le moderne biotecnologie altrimenti sarebbero fallite comunque.

  10. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Vedi Roberto Mattioli, poco importa comunque…
    Non riesco ancora a capire quale sia la logica perversa che ci impone questo sistema.
    Ma quello di cui ormai, tristemente, sono certo é che …poco importa ciò che noi cerchiamo di fare.
    L’unica cosa che importa é ormai il consenso politico che viene determinato, o quantomeno influenzato pesantemente, da movimenti di opinione che distano anni luce dalla logica e dalle evidenze del progresso che deriva dalla ricerca scientifica.
    Fino a quando si leggeranno articoli sui maggiori quotidiani nazionali che danno credito a pratiche esoteriche come quelle dell’agricoltura biodinamica noi agricoltori siamo destinati a sopravvivere, se ci sarà consentito.
    Mai visto un articolo che descriva i sacrifici cui si sottopongono gli agricoltori (non solo nostrani; anche di oltreoceano) per procurare cibo sano e a buon mercato sui banchi della distribuzione.
    Siamo una categoria citata solo per motivi bucolici; che bello stare a contatto con la natura…
    Nessuno quando va a supermercato si rende conto che per ottenere un sacchetto di riso sbiancato sottovuoto c’é qualcuno che anche di notte va a regolare il livello dell’acqua in risaia. Non sanno nemmeno cosa sia una risaia.
    I bambini di città sono convinti che li Yogurt nasca sua sponte nel retro del supermercato.
    Non scherzo.
    Ho conosciuto bambini (compagni di asilo/elementari dei miei figli una decina di anni addietro) che erano convinti che “gallina” e “vacca” fossero della stessa dimensione (nelle figure dei libri di testo erano ambedue 5X5 cm…)
    La passione per la terra ci permette di continuare a lottare, ma fino a quando?

  11. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Caro Franco…con la pancia piena ci si può permettere di immaginare l’agricoltura bucolica e ci si può permettere di ignorare realmente come funzioni…di quanta conoscenza, competenza e sacrifici servano per portare nei piatti pranzi e cene…

  12. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Aspetto, senza alcuna premura, il momento in cui i ventri non saranno più così pieni.
    Ti confesso anzi che mi auguro che non arrivi mai questo momento, ma…
    Dovesse mai capitare, e gli eventi geopolitici mi lanciano brutti segnali, sono qui ad aspettare i seguaci di SlowFood, i Vegani, gli appassionati del KmZero e quant’altri bucolici idealisti.
    Li aspetto tutti, nel malaugurato caso che dovessimo trovarci nelle condizioni, a pietire qualche sacchetto di riso, una brancata di farina per polenta, 4 uova e un paio di cosce di pollo…
    Ovvio che spero di non trovarmi mai in questa situazione, ma sarebbe istruttivo provare a privare tutti per un paio di mesi del supermercato sotto casa inquinato da “pesticidi” e “Multinazionali”…
    Vedi che poi un po’ di glifosate nella birra, 1.000 ordini di grandezza sotto il limite critico, lo lasciano volentieri nel cassetto del dimenticatoio pur di farsi una bevuta di doppio malto per accompagnare l’ovetto all’occhio di bue recuperato dall’amico “contadino”…

  13. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    “Ecco una notizia che dovrebbe tagliare la testa al toro. Il gliphosate dovrebbe essere ammesso all’uso in Europa ancora per 15 anni”

    Non sono cosi sicuro che il toro abbia la testa definitivamente mozzata.
    In teoria, in Europa dovremmo avere almeno altri 15 anni di tempo per cercare delle alternative all’unico diserbante totale Nella pratica (in Italia causa possibile importazione e diffusione di infestanti già resistenti al glipho e ad altri principi attivi ) potremmo ritrovarsi in meno tempo, con glipho si ancora ammesso, ma inutilizzabile.
    Con ancora nessuna alternativa all’orizzonte , per cercar di sopravvivere dovremo comunque cercare/ sperimentare quelle che al momento sembrano alternative meno comode ed efficaci e senza l’alibi della mancanza di logica, senso pratico, delle varie vispe terese ,Petrini & C . Per cui spero che la Ue d’ora in avanti si adoperi per qualcosa di più delle scaramucce su possibili divieti, risolvibili con le proroghe e smentisca in questo modo il detto “Con le innovazioni : gli americani ci fanno business,i cinesi copiano e gli europei regolamentano.

  14. TC1507No Gravatar scrive:

    Vorrei sapere qualche informazione a riguardo del glufosinate ammonico (o ammonio) visto che molte piante gm coltivate nel mondo (mais, soia, colza, forse anche cotone) ne sono tolleranti. Ha la stessa presunta pericolosità e le stesse problematiche del glifosate? Mi pare che qui in Italia era stato ritirato e poi riammesso. Grazie.

  15. franco nulliNo Gravatar scrive:

    si, il Basta 200 é di nuovo in circolazione, ma applicabile solo a colture arboree al momento.
    Pericoloso per il feto

    .http://www.cropscience.bayer.it/~/media/Bayer%20CropScience/Country-Italy/Prodotti/Etichette/Erbicidi/Basta_200_Etichetta.ashx

  16. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @ franco(l’altro)

    Personalmente non ho mai notato nelle mie campagne infestanti resistenti al glipho.
    Qualcuno ha esperienze personali in proposito?
    Sarebbe interessante eventualmente monitorarne la diffusione.

  17. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco e e TC1507

    Siamo nello stesso caso di quando il marito trova a letto la moglie con l’amante e inveisce solo sull’amante additandolo come unico colpevole.

    Le piante resistenti al gliphosato ci sono perchè le ha lasciate crescere l’agricoltore, nel senso che ha permesso che proliferassero. Sono 40 anni che seguo i diserbi e non ho mai trovato un principio attivo che non avesse qualche pianta che gli sfuggisse o che man man mano divenisse refrattaria al principio attivo. Possibile che solo il gliphosate susciti scandalo?

    Il glufosinate è uno dei principi attivi inclusi nella lista di cancellazione prossima assieme al rame.

    Leggetevi questo se vi volete rovinare la domenica:

    http://www.olioofficina.it/saperi/focus/gli-illusionismi-del-naturale.htm

  18. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Certo Alberto, qualche pianta sfugge sicuramente; a qualunque principio attivo.
    Quello che mi piacerebbe capire é se le “sfuggitive” (perdonatemi il neologismo) sono destinate a diventare un problema a causa della resistenza o solo per motivi di non perfetta distribuzione (avviene anche questo nella pratica di campo…).
    Io non lo ho rilevato per ora il problema come sistematico, ma forse sono orbo…
    Forse anche la rotazione fra tipologie opposte di colture aiuta a contenere il problema.

    Olioofficina: é da un po’ che leggo i tuoi articoli che sono sempre interessanti e istruttivi. Grazie!

    P.S. a breve ci sentiamo per il Parmigiano con la crosta nera… ;-)

  19. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Tornando alla origine della discussione c’é da capire quanto sia “cancerogeno” il “gliphosate”, alias come meglio noto il Round Up della Monsanto (tanto per essere chiari).
    Mi pare di capire (correggimi Alberto) che sia nella stessa categoria, per l’OMS, IARC, & altri Enti del caffè, forse un gradino più in alto ma non sono sicuro.
    Ogni contributo in proposito é gradito.
    MI farebbe molto piacere capire se sto intossicando il mondo intero usando abitualmente il Gliphosate per la normale prassi agricola (1-2 Kg/Ha in prelavorazione con minima lavorazione) o se sto operando scorrettamente pur osservando tutte le norme in vigore.

  20. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco

    Le mutazioni sono avvenute e avvengono ancora (meno male) quindi una pianta che ha un metabolismo un po’ cambiato a causa di una mutazione può essere selezionata se la mutazione la rende resistente a quell’erbicida

    Ora se quella pianta resistente compie il suo ciclo e va a seme produce “n” semi che si disperdono nel terreno. questi l’anno dopo daranno ancora qualche pianta in realazione agli n semi e queste se incontrano la stessa coltura e lo stesso diserbo compiono ancora il loro ciclo completo diffonderanno nel terre n x n semi e così via

    Ecco come si formano le piante resistenti e soprattutto si evidenziano.

    Ma i nostri nonni avevano già questo concetto e senza conoscere il diserbo ma solo la zappa, infatti seminavano la canapa perchè cresceva tanto fitta che non permetteva a nessuna pianta infestante di fare il ciclo completo e di andare a seme. Non solo ma avevano il concetto di pianta sarchiata cioè di piante che permettevano, date che erano seminate a file distanti di fare più passate con la zuppa nel campo ed in questo modo eliminavano le piante intanto che crescevano (anche perchè le piante infestanti sono delle puttane, cioè nascono scalarmente).

    Ora noi non abbiami più la zappa ma abbiamo la sarchiatrice che fa il lavoro permettendoci di star comodi seduti su un trattore, abbiamo varie coltivazioni, ma soprattutto abbiamo una varietà di principi attivi diserbanti che non permetto a nessuna pianta infestante di sfuggire.

    Perchè usiamo male questi strumenti?

    Abbiamo il gliphosate che è un gran prodotto e soprattutto ambientalmente meno impattante, ma perchè agendo da agricoltori incapaci vogliamo spedire fuori dalla nostra azienda uno strumento tanto valido. Questo discorso te lo potrei fare per tutti principi attivi diserbanti.

    Non solo ma le piante coltivate mutano anche loro e possono divenire resistenti ad un diserbo che prima le faceva morire. Ecco in questo frangente in cui gli OGM erano proibiti vi è stato qualcuno che ha pensato (è stato fatto nel caso del girasole) adesso provo a seminare del girasole ed a diserbarlo con l’erbicida che so che lo fa morire, ma voglio vedere se qualche pianta resiste. Ebbene hanno verificato che esistevano e quelle poche piante modificate o mutate ch dir si voglia sono state raccolte ed il loro seme ha dato piante che sono servite per fare incroci con dei girasoli sensibili al diserbo in modo da trasferire il gene mutato e creare nuove varietà resistenti a quel principio attivo. Questo è avvenuto in Francia e sai cos’hanno fatto i i no-OGM francesi, visto che erano stati privati di un bersaglio ideologico? Si sono inventati che quei girasoli (che legalmente non erano OGM) erano degli “OGM caché” (OGM nascosti) e li hanno distrutti e le istituzioni hanno avuto paura ad agire per legge.

    Franco tu non avveleni nessuno usando il gliphosate come lo usi e dato che poi usi altri erbicidi non fai crescere neppure altre infestanti resistenti e a maggior ragione se non le hai mai fatte crescere per incuria.

  21. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ecco qui un ottima relazione sull’affaire gliphosato e il cancro.

    file:///C:/D/ALBERTO/Spazio%20Rurale/Gliphosate%20e%20cancro/Glifosate_%20%C3%A8%20scontro%20perpetuo%20-%20AgroNotizie%20-%20Difesa%20e%20diserbo.html

  22. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Alberto, la relazione non si legge…

  23. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco devi copiarla e portarla su google e poi cliccare e vedrai che compare. E’ un documento che ho preso da un mio archivio.

  24. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Femmine che leggete Salmone siete a rischio a causa delle vosta natura di donne:

    http://seppi.over-blog.com/2015/10/toujours-plus-fort-du-glysophate-dans-les-tampons-hygieniques.html

  25. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Che si arrivasse anche a parlare di OB e TAMPAX OGM free sinceramente era l’ultima che potevo immaginare…
    Bellissima Alberto!
    Una chicca come questa doveva prima o poi arrivare per dimostrare che siamo al ridicolo!
    Usiamo in tutti gli ospedali del mondo cotone OGM anche per le operazioni a cuore aperto e ci dobbiamo preoccupare del problema dei tamponi interni delle nostre mogli o meglio di quelle dei nostri figli ancora in età fertile :-(
    Al ridicolo non c’é limite.

  26. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @ Alberto

    Spiegami con parole semplici come faccio a leggere l’articolo del post 21.
    Sarò anche un tarabuso, ma non ci riesco…
    Grazie

  27. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco

    Ecco ho ripescato l’articolo su internet e te lo posto:

    http://agronotizie.imagelinenetwork.com/difesa-e-diserbo/2015/12/14/glifosate-e-scontro-perpetuo/46685

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