Bressanini batte Petrini 8 a zero

26 Set 2011
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Dario Bressanini pubblica oggi un nuovo intervento sull’aumento della coltivazione di mais Bt in Spagna (OGM record in Spagna: 100.000 ettari di mais). Meno male che Dario ha scritto il suo pezzo facendoci raddrizzare una giornata nata con un mediocre articolo di Petrini (Carlo Petrini: sono tornate le api) dove ancora una volta fa correlazioni incomprensibili tra uso di neonicotinoidi e moria delle api. Io avrei una teoria altrettanto valida: le api sono morte perche’ c’era Prodi al Governo e poi quando e’ arrivato Berlusconi nel 2008 la situazione e’ progressivamente migliorata. Secondo me vale tanto quanto la teoria dei neonicotinoidi.

Intanto qualcuno (C’è masi OGM nell’agro romano) parla di mais OGM nel Lazio, ma nessuno ci dice se la presenza di OGM e’ dell’1 per cento o del 99 per cento nel qual caso vorrebbe dire che Futuragra sta facendo scuola, vediamo.

Il parere di Alberto Guidorzi ( una bufala moderna ) sulle api ed i neonicotinoidi in un articolo dello scorso luglio su Spazio Rurale.

21 commenti al post: “Bressanini batte Petrini 8 a zero”

  1. rickNo Gravatar scrive:

    ma petrini è un mestierante che si “guadagna” lo stipendio a suon di ecobuonismo!!!

  2. Giacomo BoschiNo Gravatar scrive:

    Ma comunque la moria delle api è un fenomeno reale, c’è qualcuno che l’ha studiato? Si sa qual è la causa?

  3. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Al Carlin nazionale vorrei fare una domanda: Ha mai visto come si semina il mais?
    I sacchi di semente vengono immessi in una tramoggia sulla seminatrice e il seme percorre un canale chiuso fino al sottosuolo.
    E’ vero, c’é una ventola che crea una depressione sul disco di semina per deporre il seme ordinatamente nel terreno e scarica l’aria in atmosfera. Ma in 30 anni di lavoro non ho mai visto nuvole di neonicotinoidi librarsi nell’aria a caccia di api… La concia del seme é molto ben attaccata al seme stesso perché proprio li serve, non nell’aria circostante! NOn vola e se vola vola molto poco.
    Ho anche avuto per alcuni anni una nutrita colonia di arnie che venivano stagionalmente a raccogliere polline proprio al bordo dei miei campi di mais e vi giuro che le api volavano, eccome se volavano. Mi sono comprato il cappello con la rete per andare a vedere il mio mais in quegli anni per evitare spiacevoli inconvenienti…
    Le api volano, ma guarda! Ci voleva il Carlin nazionale per saperlo…
    é di oggi la notizia sui media che in Italia ci sono 60.000 persone con l’influenza per colpa del clima pazzerello (non c’é solo a marzo). Ma forse non é colpa del clima strano di questo inizio di autunno.
    Forse é il grasso che usiamo per lubrificare i cuscinetti a sfere delle mietitrebbie che sublimando genera nubi tossiche favorevoli allo sviluppo del virus influenzale. Propongo una ricerca in proposito, anche per estendere la proibizione dell’uso dei cuscinetti a sfere a tutti i mezzi di trasporto.
    Mi farei anche promotore di una campagna volta ad incentivare l’uso della carrozza a cavalli per il trasporto urbano.

    Poi l’altra notiziona del giorno! C’é mais OGM nell’agro romano!
    E ci sono mais e soia OGM in tutti i prodotti che tutti noi mangiamo da 15 anni. Ma che notizia.
    Io sono sicuro che se qualcuno lo viene a cercare trova mais OGM (che sia 0,1 o 99 % non é dato di saperlo) anche in tutti i campi coltivati in Italia.
    STOP! Basta polenta, basta latte, basta prosciutto e salami, basta Parmigiano Reggiano e Grana Padano, basta tutto, rischiamo di contaminarci come le api…

    Ma non fatemi ridere…

    Grazie Bressanini per le buone notizie!

    Franco Nulli

  4. PieroNo Gravatar scrive:

    Petrini sostiene anche che con la rotazione si diminuiscono di molto gli attacchi di parassiti risparmiando considerevolmente sui costi.
    Ma allora voi agricoltori siete campioni di autolesionismo…

  5. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Piero

    Non dobbiamo aspettare Petrini per sapere che la rotazione delle coltivazioni è una buona pratica colturale. Solo che Petrini dimentica che se gli agricoltori non fanno rotazione è anche colpa sua, nel senso di voler mantenere in vita microaziende per ergersi a loro paladino e crearsi così la “Clacche”. Come volete che un’azienda di sei ettari (azienda media italiana) faccia rotazione, questo possiede solo la terra e la sua figura di agricoltore è morta e sepolta da anni ormai? Seminerà sempre la coltivazione più facile e che reputa più redditizia. Non si può azzardare a seminare una leguminosa poliannuale come la medica perchè i suo reddito nei 3 o 4 anni di medicaio sarebbe infimo.
    E’ bravo Petrini a dire agli agricoltori di fare rotazione quando lui ha uno stipendio da deputato e relativa pensione.

  6. bacillusNo Gravatar scrive:

    Come si constata dalle mie parti riguardo la piralide, ad esempio, la parcellizzazione degli appezzamenti rende vana anche la rotazione.
    Quindi ancora una volta Petrini parla di cose di cui non sa.

  7. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Bacillus

    E’ provato che un adulto di piralide può deporre uova anche in mais ad 800 metri di distanza

  8. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Come ho già detto il sig. Carlin nazionale dovrebbe venire in campagna a vedere come funzionano le cose prima di sentenziare.
    E forse farsi anche un giro nelle contabilità delle Az. Agricole per capire anche l’impatto economico delle sue teorie.
    Forse sporcandosi le scarpe potrebbe migliorare il suo pensiero (guarire non credo…)
    Farebbe anche bene ad andarsi ad esplorare tutti i link che ci ha fornito Dario Bressanini per conoscere almeno la teoria di quello di cui parla (a proposito grazie Dario per il bellissimo articolo; lo ho appena riletto ed apprezzato ancor più che alla prima rapida lettura di ieri sera)
    Ma credo sia più comodo sedere nei banchi dei Parlamenti e CDA di associazioni varie. Si guadagna di più con meno fatica.

    Franco

  9. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Ho letto l’articolo di Dario…. ed anche i commenti: roba da far cadere le braccia! Possibile che quando si parla di agricoltura ognuno si sente autorizzato a dire la sua anche se non ha mai aperto un libro di agronomia, di genetica, di botanica generale e sistematica, di patologia vegetale, e via elencando e non ha mai vissuto la realtà di un’azienda a gricola? In un articolo su Spazio Rurale di un paio di anni fa, proprio a commento di una trasmissione televisiva che presentava Pane e bugie di Dario Bressanini, facevo notare come anche il bravo e simpatico mio quasi concittadino Michele Mirabella quando parla di medicina invita primari e presidenti di società scientifiche mediche (e nessuno si permette di smentirli!!) mentre per contrastare Bressanini invitò i similpetrini con tutto il bagaglio di stupidagini agricole dovute alla totale ignoranza di ciò che passa nelle aziende agricole e nel mondo scientifico dedicato all’agricoltura. Non so se sbaglio, ma ho la netta impressione che nel dibattito -ugualmente aspro-sulla fecondazione assisitita non passa lo sciocchezzario che passa in quello sugli OGM! Correggeti se sbaglio. Purtroppo, come ho fatto spesso notare, le scelte politiche vengono fatte sulle sciocchezze….e poi diamo la colpa agli altri e alla globalizzazione se le cose vanno male! Chi è cagion del suo mal pianga se stesso! A capirlo!

  10. PieroNo Gravatar scrive:

    Ahimè,anche sulla fecondazione assistita abbiamo dovuto ascoltarne delle belle. Così come sul testamento biologico (una su tutte, Fioroni che “da medico” equipara alimentazione a nutrizione, con quel che segue.
    A consolazione segnalo la recente uscita del libro di Carlo Albero Redi “Il biologo furioso”.
    La butto lì, non so se interessa questo luogo. Fa onore a Il Fatto (di cui non amo certi aspetti) ospitare Bressanini. Sarebbe forse il momento che la sinistra si accorgesse di questi argomenti e si ricordasse che sinistra significa anche razionalità e laicità
    (Da Wikipedia - Il termine laico nell’accezione moderna del termine ha significato di “aconfessionale”, ossia di slegato da qualsiasi autorità ecclesiastica e da qualsiasi confessione religiosa.
    […]
    Laico è anche una persona priva di pregiudizi. Ragionare laicamente è una espressione usata per indicare un ragionamento che non parte da presupposti aprioristici e non sfocia in prese di posizione immodificabili.)

  11. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Antonio Pascale lo aveva detto che Citati parla di cose per sentito dire e qui la teoria di Pascale si conferma…..

    ELZEVIRO
    Sono tornate le api (la poesia è salva)
    Notizie che fanno bene al Paese

    “Natura morta”, Jan Van Kessel, 1680Amo moltissimo il miele. Tutto il miele: il miele d’acacia, di castagno, di timo, di trifoglio, di lavanda, di menta, di salvia, di corbezzolo, di tiglio. Non c’è nessun dolce che lo eguagli: o solo, forse (ma non ne sono sicuro), la marmellata d’arancio inglese. Amo l’ape, che mi sembra la figura simbolica centrale della natura: il segno della metamorfosi vivente, che anima e trasforma le cose che ci circondano, e trasforma noi stessi nel corso dei mesi e degli anni. Ma l’ape, a differenza degli uomini, non trasforma ciecamente: non cambia in miele l’erba, la pianta, lo sterco, qualsiasi fiore; in un caso produce il miele d’acacia, nell’altro quello di castagno, nel terzo quello di tiglio.
    Come sapeva Omero, l’ape e il miele si possono paragonare soltanto ai grandi poeti e alla grande poesia: Dante era un’ape, Petrarca un’ape, Shakespeare un’ape, Leopardi un’ape. Tutti i poeti, fino ai tempi moderni, l’hanno saputo: scrivere poesia è l’esperienza della liquidità: Pindaro beveva acqua - acqua di una sorgente, acqua dell’oceano, prima di comporre versi. Pindaro e Orazio preferivano il miele. Tutto è liquido, dolce, mobile, amabile nella poesia - anche le cose più tragiche -, perché ha sapore di miele.

    Quando possedevo una casa nella campagna toscana, un contadino aveva disposto in fondo al giardino quattro arnie, dove le api secernevano miele di ginestra. Ma non durò a lungo. Vicino al nostro giardino, un orribile commerciante piantò peschi, peri, albicocchi; e per uccidere qualsiasi verme o baco inondò i suoi alberi di pesticidi. Il giardino fu distrutto: nuvole di pesticidi, nere come il fumo del più terribile incendio, penetravano tra le piante, uccidevano i funghi leccini, pioppini, pinaioli, prataioli, che nascevano in ogni luogo, e assassinavano i porcospini, le istrici, le coccinelle, le api, gli uccelli. Lo stesso accadde in tutta l’Italia; e pochi anni fa le api morirono miseramente, e la produzione di miele, in certi luoghi, diminuì del sessanta per cento.

    Su «Repubblica» del 26 settembre, Carlo Petrini dà una buona notizia, in un bellissimo articolo. Nel 2008, il ministero dell’Agricoltura ha sospeso l’uso dei pesticidi. Tutto è cambiato. «Le api non sono mai state così bene, belle e floride, capaci di lavorare meglio e di più. Non si registrano più morie», ha detto Francesco Panella, presidente dell’Associazione Apicultori. La produzione di miele del 2010 è aumentata del 26,3 per cento rispetto a quella del 2009. C’è un solo rischio: che il ministero dell’Agricoltura, cedendo alle fortissime pressioni dei produttori di pesticidi, non rinnovi il divieto anche nei prossimi anni.

    Per una volta, l’Italia, questo Paese divenuto lento, penoso, arretrato, incapace, è all’avanguardia. In Francia il ministero dell’Agricoltura non ha sospeso l’uso dei pesticidi, e la moria delle api è continuata e peggiorata. Dove si vede che ci vuole pochissimo - una piccola legge quasi invisibile - perché il nostro Paese cammini, cresca, proceda, avanzi, migliori. La legge del nostro ministero dell’Agricoltura riguardo ai pesticidi dovrebbe essere stampata a lettere d’oro sui muri di tutti i ministeri, e di tutti gli Istituti pubblici e privati italiani.

    Quella data da Carlo Petrini non è soltanto una buona notizia, ma è una vera notizia. I nostri giornali parlano incessantemente, male o bene, di Berlusconi. Appena trovo questo nome, volto la testa o giro il foglio del giornale. Le notizie su Berlusconi andrebbero abolite, perché Berlusconi non esiste, e quello che fa non ha alcuna importanza. La ricomparsa delle api e del miele è una notizia che andrebbe data in prima pagina su sei colonne, accanto alle vicende economiche dell’Europa e del mondo, alle quotazioni delle borse, agli avvenimenti in Siria, Arabia Saudita e Palestina.

    Pietro Citati
    28 settembre 2011 10:41

  12. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Se avessi messo a disposizione di Repubblica l’articolo che ho scritto su Spazio Rurale sulle api e che ti ho mandato credi che l’avrebbero pubblicato?

  13. claudio (splash)No Gravatar scrive:

    @ Giacomo Boschi:
    le ultime ricerche portano a una (sfortunata) serie di concause, tra cui (in ordine di importanza) funghi, virus, alcuni pesticidi, stress vari. Nessuna di queste, se presente singolarmente, e’ in grado di provocare tali problemi.

    Wikipedia inglese e’ abbastanza dettagliata (http://en.wikipedia.org/wiki/Colony_collapse_disorder), e anche l’Agricultural Research Service degli Stati Uniti (http://www.ars.usda.gov/News/docs.htm?docid=15572).

  14. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Alberto

    una delle più prestigiose firme di Repubblica a cui ho chiesto di persona perchè, visto che aveva appena finito di dire che tante delle persone che dicono cose che a noi non piacciono non piacevano nemmeno a lui, sugli OGM poteva solo parlare Petrini, mi ha candidamente risposto che su quel tema Ezio Mauro non voleva sentire ragioni da nessuno e non c’era modo di farlo ragionare. La mia conclusione è che Repubblica è un giornale di nostalgici scritto per vecchi. E la cosa è molto triste.

  15. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Darei un consiglio a Citati: scrivesse e parlasse solo di letteratura! Lì è imbattibile; basta leggere l’ultimo libro su Leopardi, che vi consiglio di acquistare e leggere. Ma di altri argomenti ne capisce poco e si lascia prendere da un errato romanticismo, come quelli di Repubblica, anche se l’articolo è apparso, ahimè, sul Corriere della Sera! Una domanda agli amici: chi ha mai visto una nuvola nera di pesticidi anche se meno nera del peggior incendio come scrive l’ottimo letterato Citati? Il quale, caso forse unico in Italia, di questi tempi parla bene del Mipaaf!

  16. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Ecco finalmente la posizione di Pioneer sulla vicenda del mais con tracce di OGM trovato nel Lazio:

    http://agronotizie.imagelinenetwork.com/vivaismo-e-sementi/2011/09/29/quel-pasticciaccio-brutto-degli-ogm-14034.cfm

    Un paio di osservazioni al volo:
    1. le tracce trovate sembrano essere di ibridi Pioneer, ma ancora non si capiscono le percentuali
    2. se fosse confermato si tratterebbe di eventi non autorizzati per la coltivazione, quindi un caso diverso dai casi friulani. Quindi in questo caso se fossero vere le analisi dell’Arsial le procedure dovrebbero essere diverse da quelle messe in atto in Friuli.

    Resta interessante capire quali sono state le analisi nelle altre 58 aziende analizzate

  17. bacillusNo Gravatar scrive:

    Vi invito, appena verrà pubblicato ad ascoltare il podcast della trasmissione di oggi di Radio3 Scienza. Si è parlato di api ed è stata una mezz’ora semplicemente vergognosa.
    Questo è il messaggio che ho mandato sulla pagina Facebook di Radiotre Scienza (avrei pubblicato un commento, ma le ultime novità del social network mi pare impediscano di farlo senza “amicizia”).

    “Puntata vergognosissima. Un siparietto quasi infinito di luoghi comuni, disinformazione, pseudoscienza.
    In un momento drammatico per il nostro paese ecco che il servizio pubblico, per mano dell’ineffabile Panarese, propina ideologia a piene mani e sparge sterco sul metodo, sullo scetticismo, sul pragmatismo che caratterizzano la scienza.
    Pubblicate il podcast. Poi ne dovrete rispondere.”

    Si tratta del servizio pubblico, signori. Si tratta di un momento in cui dobbiamo far prevalere le virtù e non la demagogia.
    Si faccia qualcosa, per favore.

  18. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Bacillus

    Hai letto l’articolo che ho passato a Defez e che lui gentilmente ha postato facendo un aggionamento all’articolo sopra?

    Sicuramente Lo studio del Prof Settis non l’hanno citato!

  19. bacillusNo Gravatar scrive:

    Massì, Alberto. E’ appunto a quelle analisi da te citate che bisognerebbe fare riferimento.
    E non dimentichiamo i più recenti risultati della ricerca già riferiti da questo sito:
    http://www.salmone.org/premio-da-200000-per-lentomologa-che-ha-spiegato-la-morte-delle-api/

    Insomma, il rapporto diretto causa-effetto tra neonicotinoidi e CCD è ancora del tutto da dimostrare.
    Per non dire di quello che “suggerisce” la logica… ma le avete mai viste le api bottinare sul mais? Vi è mai capitato di sentire quel ronzio cupo di migliaia di operose api su un campo di mais alla terza o quarta foglia dove ovviamente non c’è nemmeno l’ombra del fiorellino di qualche infestante? Che ci vanno a fare le api sul “granoturco”?

    Sull’uva, invece, le nostre amiche ci vanno. Ci vanno quando il frutto è ben maturo e magari qua e là si verifica qualche danneggiamento, qualche rottura degli acini. Ci vanno quando (come quest’anno) non ci sono precipitazioni che dilavano la “dolcezza” da loro cercata.
    Ma poi, vi assicuro, non stanno nemmeno a perdere tempo a cercarle quelle occasioni. Ogni anno, mi basta lasciare per una notte la pigiatrice o la pressa sporche di mosto e l’indomani mi trovo le attrezzature “aggredite” da centinaia di api che recuperano quello che a loro interessa.

    Ovviamente sto estremizzando. Le mie sono osservazioni che corrispondono al vero, ma che certo non giustificano un problema “sistematico”. Tuttavia, voglio appunto sottolineare che nelle cose esiste una certa logica a cui bisogna rispondere.
    Gli speculatori ed i catastrofisti si guardano bene dal farlo.

  20. bacillusNo Gravatar scrive:

    …dopo quasi 24 ore mi sbloccate il post? Se non altro per rispetto al mio diretto interlocutore. Grazie.

  21. bacillusNo Gravatar scrive:

    …niente da fare. Questa è l’Italia. Ho un innocuo post bloccato da un giorno solo per un link a questo stesso sito. Tanto per dire che il “sistema” qui va secondo le passionalità di pochi e non certo secondo le esigenze di una collettività.

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