Pomodori viola

28 Gen 2014
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Antociani antiossidati, salutari speriamo siano anche buoni: http://www.lastampa.it/2014/01/28/scienza/benessere/salute/pomodori-viola-logm-diventa-anticancro-7S2p0DqjNZJrIwxXAxrGcI/pagina.html

Sembrano forse strani a prima vista, ma ci dovremmo ricordare che le vere patate andine non-OGM sono appunto viola e si vendono da tempo nei supermercati.

7 commenti al post: “Pomodori viola”

  1. LaniceNo Gravatar scrive:

    Vero mais andino: http://4.bp.blogspot.com/-FYdTJdEerFM/TjdQ1ZTWEaI/AAAAAAAAAEk/sS8cYVrr-TI/s1600/Maiz-morado.jpg

    Si vede che da quelle parti le antocianine vanno di moda.

    (invidia)

    Comunque di questi pomodori ha già parlato tempo fa Veronesi, dicendo (giustamente) che sono antitumorali.

  2. PieroNo Gravatar scrive:

    desolante il commento della coldiretti
    notare l’alto contenuto scientifico delle obiezioni….
    http://www.coldiretti.it/news/Pagine/56–%E2%80%93-25-Gennaio-2014.aspx

  3. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Il problema non trascurabile dei pomodori viola è che sanno poco di pomodoro! E’ anche una questione di gusto, che può modificarsi, niente di male! Però, anche il vecchio licopene fa ancora il suo mestiere dando sapore ai pomodori.
    Diceva il compianto Carlo Cannella che non è il caso di rimpizzarsi di antiossidanti (che sarebbe pericoloso), l’importante è averne in continuo anche se in piccole dosi per riparare i danni di una scorretta alimentazione. Già gli igienisti del ‘700-’800 dicevano “mangiate sempre qualcosa di verde, di giallo e di rosso”. Ovviamente l’invito era rivolto prevalentemente ai ricchi che mangiavano troppa carne. I poveri dovevano accontentarsi della “salutare” dieta mediterranea, che già conteneva i “colori” della salute.

    Se potete, leggete il saggio -se riuscite a trovarlo- di Emilio Sereni “I Napoletani da mangiafoglie e mangia maccheroni”. Regalai una copia a Carlo, che si faceva delle gran belle risate. Quanto ci manca il caro Carlo Cannella!

  4. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Vitangelo

    il nome ci dice che in primis sono arrivati i pomodori gialli, poi la scelta è caduta sui rossi ed inoltre che esistessero pomodori di color viola lo si sapeva da secoli.

    Ora a nessuno viene in mente che se la selezione è continuata solo sui pomodori rossi ci sarà ben un perchè.

    Il colore viola è diventato di moda in giro si sente dire solo: “oh come sono buone le patate viola, come sono buone le carote viola ed ora come sono buoni i pomodori viola”.

    Veramente devo ammettere che siamo di fronte a consumatori deficienti, guardano al colore delle patate e non si accorgono che per pelarle ne devono buttare metà perchè gli occhi sono infossati di mezzo centimetro e con ciò buttano più della metà degli antociani, dall’altra parte pur di non pelare le patate le comprano fritte o già pelate, ma solo piene d’acqua perchè sono immature. Per due secoli abbiamo selezionato le carote per eliminare dal cilindro centrale della radice la parte legnosa e le radici laterali troppo grosse, abbiamo perfino creato le minicarote per averle tenere ed ora devo vedere la gente che mi va a comprare le carote viola che sono la dimostrazione dell’antiselezione per la sola moda di seguire “ovinamente” dei professori universitari insediatisi stabilmente in televisione a raccontare non ciò che è scientifico ma quello che si vogliono sentir dire i consumatori riuniti in gregge. Uno di questi tra l’altro insegna nella facoltà dove io mi sono laureato concorrendone alla squalifica della stessa. Si vede che non vi è più Padre Gemelli!

    Ma la gente non potrebbe bere qualche bicchiere di vino rosso e mangiarsi qualche bietola piatta d’Egitto e qualche cavolo viola, che di antociani ne ingurgiterebbero a iosa?

    Mio padre mi ha detto appena ho iniziato la mia attività commerciale che esistevano dei clienti che erano contenti solo se li imbrogliavi ed in più aggiungeva: “non cercare di svegliarli perchè l’unico risultato che otterresti e di mandarli a farsi imbrogliare da altri, tanto vale che continua a farlo tu”. Noto purtroppo che di tali persone nel XXI secolo ne nascano sempre di più.

    P.S. Vitamgelo io non ho il saggio di Emilio Sereni ma ho il piccolo libro “La storia dei Maccheroni”di Alberto Consiglio acquistato su una bancarella a Napoli e dove sono riportate molte pagine di Emilio Sereni.

  5. PieroNo Gravatar scrive:

    Attenzione, amici: gli argomenti che esponete sono stati utilizzati e lo sono tuttora da quelli del “non abbiamo bisogno di queste produzioni” con l’inevitabile corollario “quindi si devono vietare”

  6. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Piero, vogliamo solo combattere i facili entusiasmi che -come nel caso degli OGM - hanno danneggiato l’applicazione delle biotecnologie in agricoltura, dove c’è tanto bisogno di innovazione di prodotto e di processo. Saranno i consumatori a dire se vanno bene o non. Se al mondo c’è gente che mangia o beve a go-go i succhi del pomodoro viola va benissimo; ci sarà ulteriore differenzazione della produzione mondiale con tutta l’innovazione per ottennere un prodotto migliore, come sempre succede. Ma stiamo attenti all’entusiamo giornalistico sulle novità. Ricordiamoci sempre che ogni medaglia ha il suo rovescio.
    Vietare è un altro discorso; molto grossolano. E va combattuto, sempre. Se un prodotto fa male o non va bene sono i ricercatori i primi a capirlo; e se non trovano rimedi efficaci abbandonono il progetto. Ci sono un marea di esempi. Credo che Aberto potrebbe approfittare per farci una lezione!

  7. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Vitangelo

    La prima cosa che il genetista della DESPREZ costitutore del frumento Cappelle che ha fatto la storia della granicoltura francese per 20 anni, mi ha detto è stato che il lavoro che mi avccingevo ad intraprendere era uguale a colui che buttava in aria il cappello : il più delle volte ricadeva sui piedi, qualche volta rimaneva per aria, ma non era detto che ci rimanesse.

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