Una posizione laica sugli OGM

06 Nov 2012
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Davvero difficile essere una associazione di consumatori e non mettere il finto vestito degli anti-OGM.
Altroconsumo pone delle domande ragionevoli e concrete: quale è il vantaggio degli OGM resistenti ad erbicida per i consumatori?
Le risposte ci sono, ma evidentemente, finora, non sono state abbastanza ben spiegate.

Leggi le domande di Altroconsumo

3 commenti al post: “Una posizione laica sugli OGM”

  1. PieroNo Gravatar scrive:

    domanda da … Bertoldo: prima di spiegare l’utilità per i consumatori, qualcuno vuole spiegare da dove proviene il diritto di vietare ciò di cui non sia (ammesso e non concesso)ancora stata dimoltrata l’utilità?

  2. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Piero pone la giusta domanda. La risposta è che in Italia esiste una grave carenza in fatto di democrazia. C’illudiamo di vivere in un Paese libero e democratico, ma basta la rendita di posizione di un gruppo politico o confessionale per blindare sia la democrazia che la libertà. L’esempio del fair play delle elezioni americane e lo scontro in Italia sulle primarie all’interno dello stesso schieramento politico fanno riflettere (ancora una volta).
    Per tornare a Altro Consumo, mi chiedo, ma è possibile che dopo due deccenni di dispute sugli OGM stiamo ancora a discutere su chi se ne avvantaggia e se a farlo è soprattutto il consumatore?
    Si potrebbe rispondere con il famoso tormentone “No mais (o soia, ecc,) No party”, perchè se al produttore non conviene produrlo, il prodotto sul mercato non si trova o lo si trova a prezzi più alti ed accessibili a pochi. E’ questo che fa la differenza (una delle tante, ovviamente)fra il coltivare piante tradizionali e piante migliorate geneticamente (o nelle tecniche colturali, anche se spesso le due cose vanno a braccetto). Anche quelli di Altro Consumo se ragionassero in termini agronomici ed economici (a braccetto anche loro) capirebbero che produrre una varietà migliorata che dà una maggiore produzione o resa economia, magari lasciando invariata la qualità, è già un vantaggio per il consumatore che la paga meno. In genenre la qualità migliora con il miglioramento genetico ed agronomico. E l’esempio più classico viene proprio dal mais. Oltre mezzo secolo fa si passò dalle vecchie varietà agli ibridi con differenze quali-quantitative inimmaginabili per gli agricoltori (e per i consuamtori). Anche allora qualcuno si oppose e arrivò a bruciare i cascinali di chi produceva mais ibridi. Cosa che oggi fa ridere e contemporaneamente piangere se si pensa agli oppositori degli OGM, che da un ventennio, ormai, altri mangiano continuando a godere buona salute (e noi, senza dirlo in giro, ad utilizzarli per produrre prodotti tipici!) mentre da noi si va dietro a chi vorrebbe vederli ancora come veleno e alle riviste che riportano “Oui, les OGM sont des poisons! Allarme rientrato?” lasciando artatamente inalterati i dubbi affidati ai punti interrogativi ed escalamtivi.
    Ecco cosa manca agli italiani e ai giornalisti (…..e anche ai politici, ai sindacalisti, agli ambientalisi, ai consumatori, ecc.) che parlano di produzioni agricole ignorando i sistemi produttivi, che sono più utili, più sani e più intelligenti di quanto si crede (o si vuol far credere!).
    Comunque, in qualsiasi settore, un produttore che non produce, a parità di altri fattori, un bene con costi pari alla media di mercato, è destinanto a chiudere o a fallire. E’ ciò che sta avvenendo nelle nostre campagne, dove si impedisce di produrre beni innovativi carichi di altri vantaggi (in primisi qualitativi ed ambientali!) che consentirebbero una riduzione dei costi di produzione, oltre al rilancio di coltivazioni per le quali registriamo paurosi minimi storici e che altrove fanno registrare aumenti di produzione, grazie all’innovazione compresa l’ingegneria genetica.
    Facciamo capire anche agli amici di Altro Consumo che è ora di ritorare a considerare le scienze agronomiche e i principi base dell’economia. Trascurandoli, di danni ne abbiamo fatto anche già troppi, soprattutto ai consumatori!

  3. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Vitangelo ha impiegato tantissime preziose righe di spiegazioni scientifiche per spiegare un concetto che si esprime, basso basso, in pochissime parole.
    Io produttore dico:

    Se produrre mais mi costa 10 posso vendere (mi permettete di guadagnare?) a 15
    il consumatore finale in questo caso compra a 45 (15X3 almeno compresi tutti i passaggi intermedi e i trasporti)
    Se a me agricoltore costa 20 il prezzo al consumo diventa 60 (sempre 20X3) con la stessa proporzione.
    I numeri sono messi a caso in termini assoluti e servono solo per fare i dovuti rapporti.
    Al “Consumatore”, quello tutelato (?) da Altroconsumo, cosa interessa sapere più di questo?
    E se io Agricoltore posso risparmiare sui miei costi di produzione, Altroconsumo ritiene un “delitto” che io possa permettermi di guadagnare qualcosa di più facendo spendere al “Consumatore” qualcosa di meno? Io farei i salti mortali di gioia!!!

    Lasciamo vivere il progresso, per piacere!!!
    Non facciamoci del male…

    Franco

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