ll Venerdì di RepubbliKa [aggiornamento]

12 Ott 2012
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Da varie settimane sono in contatto col giornalista autore del pezzo per cercare di limitare i danni che un gruppo come Repubblica-Espresso avrebbe di certo fatto saltando sulla storia di Seralini.

L’effetto finale di decine di mail, segnalazione di link e telefonate lo vedete con i vostri occhi. ( Leggi dal Venerdì di Repubblica del 12 ottobre 2012 - Nuovo allarme: gli OGM sono veleni, ma lo studio è contestato)

Considerate che avevo già pronosticato l’uso di una delle due immagini che un giornale integralista avrebbe usato (l’alternativa era tra la siringa nel mais e gli scafandri da centrale nucleare ed hanno puntualmente scelto la seconda).

Lo so che l’impresa non è solo disperata, ma anche insensata e devo dire che non so se accetterò più una intervista a queste condizioni.

La cosa che fa gridare allo scandalo è la scelta di usare la rivista Nature come arbitro e far dire a Nature che lo studio è stato validato da ricercatori indipendenti e che deve solo essere ripetuto. Questo è un espediente giornalistico per distorcere il pensiero e gli scritti di una rivista che è intervenuta due volte sull’argomento e tutto ha fatto tranne dirsi neutrale. Ma per piegare ai propri desideri ideologici il pensiero di altri basta usare due frasi di un ragionamento che ne aveva 10 omettendo di dire che nelle altre 8 Nature diceva più o meno quello che dicevo io.

Cosa sono riuscito a far passare:

1. Sono l’unico scienziato italiano che parla pubblicamente ed in maniera esplicita (ma gli altri del CNR confermano le mie asserzioni)
2. accetto di farmi trattare da fazioso (e quindi paragonabile a Seralini, sic!) al prezzo di far scrivere sul Venerdì il link di salmone.org
3. riesco a far passare l’informazione che il glifosato non è di Monsanto, ma solo il Roundup, tecnicismo questo che possiamo apprezzare solo noi.
4. riesco a far scrivere che la storia degli erbicidi non è come la pensa Serra, ma che sul mais (in realtà era la soia, ma poco importa) non-OGM si fanno altri 4-5 trattamenti di erbicidi con altri erbicidi.
5. costringo un giornalista che deve far carriera tra Michele Serra, Antonio Cianciullo e Carlin Petrini a leggere i continui aggiornamenti che arrivano da Nature, dall’EFSA (il comunicato EFSA introdotto all’ultimo istante è un mio piccolo merito) ed i commenti tecnici di tanti altri.

Non ho educato o fatto cambiare idea a Alex Saragosa, ma l’ho “aiutato” a leggere cose che non c’era bisogno di leggere per fare un classico articolo da Venerdì sul tema OGM.
Ora Serve che cambi il clima del Paese ed ho due eventi distinti ed indipendenti che mi danno una certa fiducia che il clima possa davvero cambiare.

Lo so, siamo degli inguaribili ottimisti, che ci volete fare, noi non siamo come quelli che sperano che tutti i ratti si ammalino di tumore.

P.S: Eppure non era molto difficile leggere i comunicati e le informazioni dell’EFSA. Luisa Contri senza dover sentire nessuna o fa un ragionamento lineare e concreto, scevro da ideologie ottocentesche. Leggi (EFSA: Non è credibile lo studio francese sul mai OGM)

15 commenti al post: “ll Venerdì di RepubbliKa [aggiornamento]”

  1. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Hai fatto già troppo considerato che il giornalista gioca in casa di Serra et al.. Speriamo serva ad aprire un ulteriore spiraglio.

  2. roberto defezNo Gravatar scrive:

    …a dimenticavo: il passaggio su Auchan e Carrefour mi procura di certo nuove “amicizie”, ma era fondamentale per poter spiegare ai prossimi che ci accusano di essere pagati dalle multinazionali che in realtà tutti i soldi stanno dalla loro parte

  3. bacillusNo Gravatar scrive:

    Porca miseria Prof., stai facendo miracoli.

  4. bacillusNo Gravatar scrive:

    Certo è che non si poteva scrivere articolo più demenziale. Davvero siamo nel campo del puro cabaret.
    E poi dovrei sentirmi in colpa se mi incazzo al pensiero che a scuola ti insegnano più filosofia che matematica.

  5. bacillusNo Gravatar scrive:

    sì, sì, forse la più bella di tutte è che Defez “non è neutrale” perché coordina questo blog. Blog dietro al quale, si sa, c’è un giro d’affari di milioni e milioni di dollari. Eccerto…

  6. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Bacillus

    Mi sai dire dove sono finiti gli animalisti ed in particolare la rossa Brambilla? Tanto can can per dei cani e non tanto per come erano tenuti ma per la fine che facevano e nulla per dei poveri topi fatti vivere da Seralini oltre ogni limite affinchè sviluppassero tumori mammari grossi come noci da poter mostrare al mondo sui giornali e per televisione. Che bisogno c’era di far sviluppare tumori così grandi. Una donna ne avrebbe sofferto le pene dell’inferno e non credo che il dolore sia sconosciuto ai topi. Essi gridano di fronte al male provocato come qualsiasi umano.

    Perchè Repubblica non ha trattato i topi come cani di Montichiari? Ci sono animali di serie A e di serie C per gli animalisti e varie associazioni finanziate con denaro pubblico?

  7. bacillusNo Gravatar scrive:

    Ahahahah, vero Alberto. Improvvisamente il tema della cavie da laboratorio è sparito dal dibattito pubblico. Si vede che ad alcuni privilegiati è concesso procurare sofferenze.

  8. roberto defezNo Gravatar scrive:

    A radio 3 scienza due venerdì fa io ho posto con chiarezza il tema dell’accanimento immotivato sui poveri animali (i ratti) spiegando anche che l’impianto dell’esperimento se fosse stato proposto in Gran Bretagna sarebbe stato vietato per evitare inutili sofferenze ai ratti

  9. Enrico MarsiliNo Gravatar scrive:

    Complimenti al soldato Defez, sbarcato nella Normandia di chi non capisce una mazza (nel senso del fungo) di scienza.
    Impresa disperata, perche`a Repubblica-Espresso nella pseudoscienza ci sguazzano. Nel mio piccolo ho scritto (quando ancora ci credevo) una lunga email a un giornalista di ROL che aveva sproloquiato sulle biofuel cells. Mi ha risposto cortesemente dicendomi che i tempi del giornale non permettono approfondimenti o fact-checking. Si prende una cosa che faccia rumore, e via.
    Adesso tutto tornera`calmo (anzi, slow) fino al prossimo studio farlocco. Speriamo stavolta usino le drosophile, fanno meno impressione.

  10. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro Enrico Marsili,
    la situazione a Repubblica è ancora più complessa e direi sconcertante.
    Ci sono varie persone che avrebbero la testa sulle spalle, ma non possono parlare. Alcuni lavorano davvero sotto copertura. Anche giornalisti di primissimo piano dicono tranquillamente che il tema OGM su Repubblica è un delirio, ma su questo tema decide Ezio Mauro e la linea è quella di Petrini.
    Pensa che nel mio ultimo messaggio al giornalista del pezzo del Venerdì (scritto prima che uscisse il giornale in edicola, dopo non l’ho sentito e credo non mi cercherà più) l’ho preso in giro a proposito del fatto che solo su Repubblica non c’è dibattito e non si ascoltano tesi che siano fuori dalla linea editoriale. Ho ironizzato sul fatto che se parlassimo di agricoltura (e non di democrazia su Repubblica) la loro tesi sarebbe che le monoculture sono dannose e la biodiversità è un grande valore. Perchè vale se dobbiamo avversare gli OGM, ma non vale quando la monocultura del giornale diserba la biodiversità delle opinioni?

    Comunque per chi fosse nei paraggi il 3 novembre sono con Dario Bressanini al Festival della Scienza di Genova a parlare di Alimentazione sostenibile in un dibattito con due a me sconosciuti. Una occasione per incontrare altre salmonisti le cui facce non mi sono note,

    ciao roberto

  11. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Dato che come dici a Repubblica ci sono persone con la testa sulle spalle, almeno a loro invia perché non demordano dal continuare a tenere la testa sulle spalle questi 10 punti che ho assemblato da un’intervista a Christian Marescaux e apparsa sul giornale Dernières Nouvelles d’Alsace.

    Almeno si renderanno conto di essere dalla parte giusta e che sono altri, come il tuo interlocutore giornalista, che mettono la testa all’ammasso.

    1° Lo studio è illeggibile in quanto tale. Gli schemi della mortalità sono incomprensibili. Presentare i dati in numero di animali per gruppo deceduti prima dell’età media dei decessi nel gruppo di controllo è quantomeno singolare. Parametrare in questo modo non ha senso. Inconcepibile fare le comparazioni con un solo e unico gruppo di controllo. E’ troppo poco.

    2° La cosa più strana che appare e che manda a monte tutto il lavoro è che il gruppo di controllo dei maschi non trattati mostra una mortalità più elevata di quelli che hanno ingerito OGM e pure una mortalità superiore a quelli che si sono abbeverati con l’erbicida Round-Up (glifosato). Dopo 700 giorni il 90% dei topi maschi non trattati sono morti, mentre solo il 50% è morto tra quelli che hanno avuto la dose massima di OGM e pure solo il 50% di quelli che hanno ingerito l’erbicida. Conclusione: più subiscono il trattamento che si vuol dimostrare nocivo e meno muoiono.? Inconcepibile!

    3° Gli autori prima hanno detto che la cancerogenicità dell’OGM e del Glifosato non era l’obiettivo della ricerca, ma era solo la tossicità e ciò avrebbe giustificato l’esiguo numero di topi usati. Adesso dicono che l’obiettivo era anche la cancerogenicità, ma allora si dovevano adeguare al protocollo che dice che come minimo occorre usare 50 topi per gruppo. Il non averlo fatto comporta che la casualità incide troppo sull’esperimento e quindi lo rende non credibile.

    4° Per l’erbicida si va da una dose omeopatica ad una dose di 45 milioni di volte più forte. Non solo, ma la dose minore si rivela la più tossica. Non si è mai visto che con più si assume una sostanza tossica e meno si muore. Eppure l’hanno bevuto per due anni, era verosimile aspettarsi una mortalità superiore, d’accordo che si dice che i topi alla fine sono pieni di patologie tanto da essere dei morti viventi.

    5° Lo studio non dimostra nulla perché nessuna affermazione è stata validata da test statistici. Chi ha provato a fare dei test statistici ha verificato che nessun risultato si mostra pertinente. Gli specialisti di tali tipi di esperimenti dicono che delle analisi a più variabili non si presentano mai nel modo fatto da Seralini e il suo gruppo.

    6° Vi è una prima incoerenza grave se si dice che gli animali trattati muoiono da due a tre volte più di quelli non trattati e tra l’altro più rapidamente, mentre invece i dati mostrano un andamento tra i maschi trattati inverso, nel senso che ne muoiono meno di quelli non trattati. La seconda incongruenza grave la si trova quando si pretende che tutti gli studi dimostrino che i ratti di questa specie si ammalino di tumore in modo inferiore a quelli che invece si sono osservati sui topi qui trattati. La realtà delle esperienze fatte invece dice che l’insorgenza di tumori spontanei in questa varietà di topi varia tra il 70 ed il 95% a seconda del sesso considerato. In un tale contesto come si può pretendere di trarre conclusioni di cancerogenicità su gruppi di topi di numero così ridotto? Ben 427 lavori scientifici dicono che in questa specie vi è insorgenza di tumori spontanei. E’ la razza più sensibile ai tumori e la cosa è conosciuta in ambito scientifico fin dagli anni 1960.

    7° Si è tanto puntato sull’effetto mediatico delle foto per mostrare la mostruosità dei tumori, eppure le riviste di veterinaria sono piene di tumori uguali ed anche più grandi, ma la cosa da notare è un’altra, perché li hanno fatti crescere a dismisura? Quale lo scopo, se non quello di impressionare il profano? Eppure le regole del benessere animale vogliono che non si facciano soffrire gli animali da sperimentazione. Strano che non siano stati mostrati i tumori dei ratti del gruppo di controllo?

    8° I tumori descritti non sono di gravità elevata, sono degli adenomi o dei fibroadenomi che hanno posto problemi per la loro grossezza e meno per la pericolosità. Infatti il numero dei tumori con metastasi sono stati ridicolmente esigui. Quindi ancora una volta l’esiguità del numero di topi non permette valutazioni sulle evoluzioni di cui sopra. La mancanza di analisi statistiche su sviluppo tumorale e mortalità non permettono valutazioni plausibili, infatti, i topi sono morti per prostrazione. Forse è per questo che la rivista The Lancet ha deciso di ristudiare più in profondità i dati. Ma lo studio andrebbe fatto sui dati grezzi che però Seralini si rifiuta di mettere a disposizione cella comunità scientifica. L’EFSA li ha già richiesti due volte, ma invano.

    9° In conclusione vi sono incoerenze nei numeri, dichiarazioni non verificabili, deduzioni fatte prematuramente ed il tutto rende inutile fare riflessioni ulteriori. Si pensi solo che i topi in prova si possono nutrire a piacimento e bere acqua con incluse sostanze tossiche senza limiti. Tutti i ricercatori sanno che per diminuire i tumori nei ratti occorre metterli a dieta e quindi non verificare il fattore quantità di alimentazione è errato in ambedue i casi: sia che si tratti di mais transgenico che di mais convenzionale.

    10° Si crede che lo studio non abbia fatto una buona propaganda ad eventuali altre ricerche su questo argomento. Non rende sicuramente un buon servizio alle ricerca sulle implicazioni ambientali delle biotecnologie. D’altronde Monsanto non ha risposto a Seralini e si pensa che non lo farà, preferirà lasciare Seralini cuocere nel suo brodo inquinato da pressapochismo. Certo che la ricerca francese non ne esce bene.

  12. Enrico MarsiliNo Gravatar scrive:

    @Roberto: non conosco la situazione interna di repubblica, grazie per l` informazione. Se un domani il CDR riuscira` a far passare un po` di pluralita` su questi temi, tanto meglio. Conosco pero` un altro giornale che e` rimasto invischiato con Petrini, ed e` il manifesto. Da quando Petrini detta la linea o quasi, il numero di cialtronate e` aumentato parecchio. E certi figuri come gli pseudoricercatori della FDG hanno una forte influenza.
    @Alberto: Ben scritto!

  13. Giuliano D'AgnoloNo Gravatar scrive:

    Roberto,
    è sfuggito a tutti che Seralini è in chiaro conflitto d’interessi in quanto certifica prodotti omeopatici che dovrebbero detossificare il fegato della ditta Sevene Pharma. Vedi:Giuliano
    http://imposteurs.over-blog.com/article-33136376.html

    http://imposteurs.over-blog.com/article-frederick-lemarchand-ou-la-misere-de-la-sociologie-au-service-du-criigen-45200330.html

  14. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Ho letto solo sommariamente Sono stanco e ho sonno…) l’articolo citato da Giuliano e non so chi sia l’Autore.
    Credo comunque ci siano molti spunti di riflessione se ci fosse del vero in quanto scritto…

    Franco

  15. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Per adesso è stata l’EFSA a mandare a Seralini i dati delle analisi su NK603 effettuate in passato, chissà se avverrà m,ai il contrario, ne dubito

    http://www.efsa.europa.eu/en/press/news/121022.htm

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