RoundUp probabile carcerogeno

23 Mar 2015
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L’Organizzazione mondiale della Sanita’ posiziona il RoundUp in categoria 2A (non ne sono certo, ma credo sia la stessa dei cellulari) come probabile carcinogeno. Una seria rianalizzi sul tema e’ finalmente alle porte perché’ e’ subito scoppiata la polemica con Monsanto.
Il rischio maggiore e’ per coloro che spargono l’erbicida.
Giusto per una nota di colore, sembrano esserci due studi che legano il RoundUp a casi di rari tumori (carcinoma dei tubuli renali ed emangiosarcoma) , in entrambi i casi i tumori avvengono su topi maschi. Seralini invece trovava tumori solo in ratti femmine, mente il RoundUp era la cura per il cancro nei ratti maschi.

http://www.telegraph.co.uk/news/science/science-news/11487118/Weedkiller-alert-over-cancer-link.html

20 commenti al post: “RoundUp probabile carcerogeno”

  1. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Che Roundup sia potenzialmente cancerogeno non mi stupisce.
    Trovatemi un qualunque prodotto di sintesi largamente da tutti noi utilizzato che non lo sia.
    Anche fra quelli che mangiamo tutti i giorni dagli scaffali del nostro negozio di fiducia.
    Sono quasi certo che anche l’acido acetilsalicilico (alias Aspirina) lo sia.
    Come l’automobile é potenzialmente strumento di morte, anche il Roundup lo é…
    Rimane comunque da dirimere una questione.
    Il Roundup (o chi per lui) , restando in campo agricolo, lo usano solo i coltivatori che utilizzano OGM o anche tutti gli altri?
    No, lo usano tutti! Anche per togliere l’erba dalle massicciate dei treni.
    Io, seppur controvoglia, non ho mai messo a dimora coscientemente un seme OGM e negli ultimi anni ho utilizzato, anche per ottemperare ai dettami di Regione Lombardia per la “minima lavorazione” (che mi ha anche gratificato con finanziamenti a titolo di coltivazioni ecosostenibili o qualcosa di simile).
    Senza Roundup (che ricordo non é più un brevetto esclusivo di Monsanto… Il glifosate lo fanno tutti!), non avrei potuto ottemperare ai criteri di coltivazione “risparmiosi” (e devo dire a casa mia assolutamente soddisfacenti) della minima lavorazione.
    W le multinazionali … (provocatorio, ma vero).

  2. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    porca trota…..senza Roundup i profitti calano!!! e come cappero faccio a cambiare smartphone tutti gli anni, oppure a pagarmi la crociera, oppure a pagarmi l’abbonamento alla partita di calcio, oppure l’abbonamento a Sky…….e il mio SUV chi lo mantiene? ………. sono pronto al suicidio

  3. TC1507No Gravatar scrive:

    Concordo, Franco Nulli.
    Ma vedrete ora cosa si scatenerà. Continueranno a propinare all’opinione pubblica che il glifosate e tutti i diserbanti esistenti sono nati con gli Ogm e solo per gli Ogm.

  4. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    La classificazione IARC collocherebbe il gliphosate nella categoria 2A, ossia: Sottogruppo 2A – ‘Probabili cancerogeni umani’: categoria è riservata alle sostanze con limitata evidenza di cancerogenicità per l’uomo e sufficiente evidenza per gli animali. In via eccezionale anche sostanze per le quali sussiste o solo limitata evidenza per l’uomo o solo sufficiente evidenza per gli animali purché supportata da altri dati di rilievo.

    Nella categoria sono classificate 73 sostanze ecco l’elenco:

    http://monographs.iarc.fr/ENG/Classification/ClassificationsGroupOrder.pdf

    Tuttavia, attenzione, vale sempre il noto detto di Andreotti: ” a pensar male si fa peccato ma spesso ci si prende”, nel senso che guarda caso la cosa è saltata fuori quando la Monsanto ha esaurito il brevetto e la molecola è divenuta di pubblico accesso. Che la Monsanto abbia già un’altra molecola pronta e nuova ed in avanzato stato di brevetto e quindi voglia togliersi d’attorno la concorrenza che il gliphosato libero potrebbe fargli?

  5. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Hai problemi di DS ma vedo che ogni tanto, di fronte all’evidenza, riesci a capire come va il mondo delle multinazionali.

    Cerchiamo di mettere al centro delle nostre azioni l’uomo e non il profitto!

  6. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Notate che sotto indagine è il glifosate, ossia quello che noi usiamo massicciamente in Italia anche senza avere la soia correlata. Poi è la stampa che parla di RoundUp.
    Comunque IARC ha anche trovato il modo di smorzare qualunque polemica visto che il the argentino, il mate, è nella stessa categoria e di certo gli argentini consumano molto più mate che glifosate

  7. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Per passare ad una cosa più positiva, ricevo questo testo da Sergio Salvi:

    Cari Amici,
    vi comunico che il progetto “Nazareno Strampelli e l’agricoltura di domani”, realizzato nell’ambito del concorso “La Scuola per Expo 2015″ dall’ITIS “E. Mattei” di Recanati (Macerata) in collaborazione col sottoscritto, si è classificato al primo posto nella graduatoria regionale delle Marche per la categoria degli Istituti di Istruzione Secondaria di II grado e sarà presentato a breve, insieme agli altri progetti vincitori, ad Expo Milano 2015.
    Il progetto trae lo spunto dagli studi condotti da Strampelli tra il 1909 e il 1912 sul fenomeno dell’allelopatia, che ho recuperato nel corso delle ricerche svolte in preparazione del mio libro “Sulle tracce di Nazareno Strampelli”.
    Un caro saluto a tutti

    Sergio Salvi

  8. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Sergio

    Con il quale sono in contatto, ma che purtroppo mi dividono 400 km di strada, non così quando lavoravo, merita un grande plauso perchè abbiamo un Premio Nobel non riconosciuto che lui cerca di portare a conoscenza degli italiani desiderosi di sapere che come sempre noi “popolo di navigatori e di poeti” (come diceva Brera nell’incipir dei suoi articoli) abbiamo precorso i tempi anche in genetica e miglioramento vegetale. PRECORRIAMO MA NON PERSEVERIAMO! Anzi inventiamo il “Capanna destructor”…..

  9. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    finalmente uno di Confagricoltura che ha capito come vanno le cose in agricoltura…….forse ha letto i miei post!

    http://www.genteveneta.it/public/articolo.php?id=8152

  10. Flavio MasiNo Gravatar scrive:

    Premetto che ho provato a leggere il pdf dell’ottimo Guidorzi ma era troppo complicato per le mi ridottissime capacità di concentrazione del momento. Se il gliphosate è nella stessa fascia dei cellulari dovrebbe anche essere nella stessa fascia del caffè - che credo sia risultato cancerogeno per i ratti da esperimento.

  11. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Flavio

    Allora ti riporto le conclusioni di una inchiesta francese che va sotto il nome di Agrican che La MSA (mutuelle sociale agricole) ha commissionato e di cui si conoscono i primi risultati con le relative conclusioni:

    Gli agricoltori muoiono meno di cancro che il resto della popolazione. Fumando meno, avendo un’alimentazione più sana e variata e quindi più equilibrata ed essendo meno sedentari che gli altri gruppi socioprofessionali i contadini godono di una migliore salute. ” noi abbiamo identificato che i membri della coorte indagata hanno una maggiore speranza di vita della popolazione in generale”. questa l’affermazione del rapporto. Gli uomini e le donne della coorte indagata hanno rispettivamente 27 e 19% meno rischio di morire di cancro se li compariamo ad un uomo ed ad una donna della popolazione generale del medesimo dipartimento indagato e della medesima età.

    Certo uno potrebbe dire che se abolissimo i pesticidi i contadini comunque vivrebbero di più e si ammalerebbero di meno, solo che dovrebbero mettersi a zappare e dopo maggiori fatiche vedere le loro dispense scarsamente fornite come una volta e quindi sarebbero destinati a morire in più giovane età per una nutrizione inadeguata allo sforzo fisico come capitava non più tardi di 50/100 anni fa.

    Per qualcosa comunque bisogna pur morire!!!!!!

    http://www.journaldelenvironnement.net/article/cancer-les-agriculteurs-sont-ils-vraiment-moins-affectes,25014
    http://www.sciencesetavenir.fr/sante/20110919.OBS0635/cancer-pas-de-surmortalite-chez-les-agriculteurs-d-apres-l-etude-agrican.html

  12. Flavio MasiNo Gravatar scrive:

    Grazie Alberto,
    inchiesta interessante…

  13. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    @OGM bla bla
    almeno leggessi gli articoli
    citazione: “Oltretutto, alla borsa merci il mais e la soia estera, che sono Ogm, valgono di più di quella nostrana, non Ogm». ”
    Chiedersi perchè no? Non aggiungo altro !!

  14. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    l’unica balla che ha raccontato

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/11/il-prezzo-di-mercato-della-soia-ogm-e.html

  15. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Qualcuno, osservando Bollettini Merci che riportano prezzi di soia nazionale (non OGM) più bassi della soia estera (probabilmente OGM), afferma, erroneamente, che non è vero che la “soia OGM free” ha un prezzo superiore alla “soia OGM”, anzi è vero il contrario. Trattasi di un confronto errato, che non è fattibile, in quanto si tratta di due prodotti completamente diversi, caratterizzati da un contenuto proteico diverso. In particolare, la soia nazionale costa meno della soia di importazione perchè ha un contenuto proteico intorno al 43% e non perchè non è OGM, mentre la soia estera costa di più di quella nazionale perchè ha un contenuto proteico intorno al 49% e non perchè è OGM.

  16. marco pastiNo Gravatar scrive:

    La questione del glifosate mi sorprende, da sempre viene considerato un erbicida “modello” non lisciviabile poco tossico degradabile e ad ampio spettro. Forse considerato anche troppo “perfetto” tanto che per anni i monotoraggi ambientali di molte arpa non lo cercavano neppure. Oggi lo si usa in quantità davvero elevate un po’ in tutto il mondo. Ci dovremmo quindi aspettare un’esplosione di casi di tumore nei prossimi anni? ma se è in uso già da trentanni dovremmo già vederla oggi e di fatti è questa la premessa di uno studio di metanalisi su cui si basa la classificazione dello IARC (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4025008/). Tra l’altro metanalisi eseguita da ricercatori dello IARC. Poi però se uno va sul sito delle statistiche dei tumori degli stati uniti vede che il linfoma non di hodgkin, quello di cui è accusato il glifosate nella metaanalisi, dopo esser cresciuto dagli anni 70 agli anni 90, dagli anni 90 al 2012 è stabile se non addirittura in calo, cioè durante l’esplosione dell’utilizzo del glifosate questo tumore non aumenta anzi tende a calare. Non sono un epidemiologo ma mi piacerebbe che qualcuno mi spigasse come mai una malattia non cresce aumentando l’esposizione a uno degli agenti che può provocarla?

  17. marco pastiNo Gravatar scrive:

    http://seer.cancer.gov/statfacts/html/nhl.html m’ero scordato il link per le statistiche dei tumori negli usa.

  18. Fidenato GiorgioNo Gravatar scrive:

    Marco, come si usa dire, questa posizione sul gliphosate è una delle tante diffamazioni ad usum delphini che viene compiuta dal mondo ambientalista che vuole colpire indirettamente l’OGM. Ormai questi personaggi imperversano in tutti i luoghi; nei parlamenti, nelle testate giornalistiche, nella commissione europea e piano piano stanno insinuandosi anche nelle società scientifiche e negli enti scientifici pubblici. Come minimo bisogna diffidare. Come massimo bisogna cominciare a contrastarli pesantemente!!!!

  19. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Giorgio

    Se ti vuoi informare più compiutamente ecco qualche riferimento serio:

    L’International Agency for Research on Cancer (IARC) a classé l’herbicide comme « cancérigène probable », ce qui est en contradiction avec d’autres évaluations :
    http://www.nature.com/news/widely-used-herbicide-linked-to-cancer-1.17181
    L’agence allemande BfR ne semble pas suivre l’IARC :
    http://www.bfr.bund.de/cm/349/does-glyphosate-cause-cancer.pdf
    Lire aussi :
    http://www.producer.com/daily/toxicologist-pans-un-glyphosate-report/

  20. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Non voglio entrare nel merito del potenziale cancerogeno del Glifosate.
    Non lo conosco e non ne parlo.
    Mi chiedo solo come sia compatibile la pratica della “minima lavorazione”, per cui ad esempio Regione Lombardia ha erogato contributi nell’ultimo quinquennio, con un’agricoltura priva di Glifosate da utilizzare in “pre minima lavorazione”.
    Forse ci sono nuovi prodotti alternativi in dirittura d’arrivo più efficaci e con minor impatto ambientale?
    In questo caso sarei felice di pagare di più…

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