Scompare il mais biologico

29 Ott 2009
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Dopo l’introduzione di limiti alle fumonisine scompare il mais biologico
OGM: FUTURAGRA, FALSE E DANNOSE ACCUSE GREENPEACE SU MAIS
(ANSA) - ROMA, 28 OTT - “In Italia le coltivazioni biologiche continuano a perdere terreno (-12,6% tra 2007 e 2008. Fonte Sinab). E questo nonostante non ci sia neanche l’ombra di coltivazioni Ogm nel nostro Paese”. E’ la risposta di Futuragra (associazione agricola pro biotech) al documento ‘Testimoni della contaminazione’, presentato da Greenpeace alla Commissione Ue, secondo il quale la sofferenza del mais biologico sarebbe dovuto alle coltivazioni Ogm. Futuragra, nella lettera di controaccusa inviata ai commissari europei, ricorda che la produzione di mais biologico rappresenta solo l’1% degli ettari in produzione in Veneto e il 3% in Friuli (dati Demoskopea febbraio 2009). “I numeri - si legge nella missiva - sono eloquenti e pensiamo che una seria politica agricola in Europa debba partire da dati reali e non dalla propaganda che da anni crea allarmismo nella popolazione europea malgrado i chiari pronunciamenti della scienza e dell’Unione Europea”. Futuragra infine sottolinea come la politica ogm-free abbia contribuito al collasso della maiscoltura italiana, all’aumento dei costi produttivi e delle importazioni. (ANSA)
Ogm, Futuragra a Greenpeace: Su biologico conti non tornano
Roma, 28 ott (Velino) - “Il biologico contrapposto agli Ogm: nel tentativo di trovare sempre nuove motivazioni per rifiutare l’innovazione in agricoltura, ecco lo spauracchio dell’estinzione del bio a causa delle coltivazioni geneticamente modificate. Questo l’argomento utilizzato da Greenpeace, che ha presentato alla Commissione Europea il suo documento Testimoni della contaminazione, pretendendo di mettere al bando quel principio di coesistenza tra coltivazioni convenzionali, biologiche e geneticamente modificate che la stessa Commissione ha tenuto a sancire nella Raccomandazione n. 556/2003″. Al nuovo anatema contro gli Ogm risponde Futuragra, associazione di imprenditori agricoli favorevoli alle biotecnologie, che ha scritto direttamente alla Commissione per ricordare che in Italia il bio continua a perdere terreno, con una diminuzione delle superfici coltivate del 12,6 per cento tra il 2007 e 2008 (fonte: Bio in cifre 2008, Sinab - Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica). “E questo - sottolinea Futuragra - sebbene delle coltivazioni ogm in Italia non ci sia neanche l’ombra”.
Nella lettera indirizzata ai Commissari europei, a commento del rapporto Testimoni della contaminazione che denuncerebbe la sofferenza delle produzioni di mais biologico a causa delle coltivazioni Ogm, Futuragra ricorda che “due anni fa l’associazione scrisse alle cinque principali regioni italiane produttrici di mais per conoscere la reale dimensione della coltivazione di mais biologico nel nostro Paese” senza ricevere alcuna risposta. “Al silenzio delle istituzioni ufficiali, continua Futuragra, si contrappone l’eloquente dato emerso da un sondaggio svolto sul nostro territorio da Demoskopea nel febbraio 2009 presso i maiscoltori: la produzione di mais biologico rappresenta solo l’un per cento degli ettari in produzione in Veneto e il 3 per cento in Friuli. Un dato che non sorprende anche per l’oggettiva difficoltà di combattere il problema delle micotossine e ottenere un prodotto sano e sicuro per i consumatori”. Ancora una volta, secondo l’associazione, “di fronte alle oggettive difficoltà del sistema produttivo si cerca di sviare il discorso su scenari catastrofistici per alimentare la propaganda anti-Ogm: mentre gli agricoltori presentano bilanci e numeri che parlano di un’agricoltura che ha bisogno delle tecniche più avanzate per rimanere al passo coi tempi, e gli scienziati producono studi che confermano i benefici e la sicurezza delle coltivazioni GM, c’è chi invece pretende scelte fatte senza tenere conto minimamente del quadro produttivo reale”.
“I numeri sono eloquenti - conclude Futuragra - e pensiamo che una seria politica agricola in Europa debba partire da dati reali e non dalla propaganda che da anni crea allarmismo nella popolazione europea malgrado i chiari pronunciamenti della scienza e dell’Unione Europea”. “È ormai assodato che Greenpeace è una lobby multinazionale della disinformazione. Le campagne di demonizzazione dell’innovazione in agricoltura - ha commentato Silvano Dalla Libera - vicepresidente di Futuragra, hanno contribuito all’attuale collasso della maiscoltura italiana ed europea, e di conseguenza all’aumento delle importazioni da Paesi in cui gli Ogm sono coltivati in modo estensivo. La politica dell’Italietta Ogm free oltre che illusoria non porta altro che un aumento dei costi di produzione a tutto danno delle filiere e dei consumatori”.

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Nella categoria: News, OGM & Mais

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