Sentenza TAR Della Libera del 2011

08 Mag 2012
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di Luca Simonetti

Siamo così arrivati all’ennesimo episodio del duello fra Della Libera e il MIPAF (stavolta spalleggiato dalla Regione Friuli): e come in ogni serial che si rispetti, non è ancora in vista la fine della saga. Si tratta di un’altra piccola vittoria, che porta Della Libera un passo avanti verso la definitiva libertà di coltivare Ogm, sempre in attesa della definitiva pronuncia della CGE sul ricorso Pioneer che dovrebbe, anche alla luce delle conclusioni dell’Avvocato Generale (già commentate da Roberto Defez),  mettere definitivamente fine alla manfrina (diciamolo) francamente indecorosa inscenata finora da Governo e  Regioni.

Si tratta di questo: nel 2009 Della Libera ha richiesto al MIPAF l’autorizzazione alla messa in coltura di mais Ogm iscritto nel catalogo comune. Il MIPAF, con una interessante variazione sul tema ormai ben noto ai lettori di Salmone, ha comunicato all’agricoltore friulano che “prima di portare la domanda all’attenzione della Commissione per i prodotti sementieri geneticamente modificati è necessario acquisire il parere preventivo delle Regioni interessate, e ha sospeso nelle more il relativo procedimento“.  Della Libera ha quindi impugnato tale sospensione. Il TAR del Lazio gli ha dato ragione, con una motivazione che, per essere fondamentalmente di ordine procedurale, non è però priva di interesse anche dal punto di vista sostanziale (tra l’altro il TAR dichiara subito, alla p. 9, di non voler entrare nel merito dei più recenti sviluppi in sede comunitaria, tirati in ballo forse un po’ troppo ottimisticamente dal MIPAF, in qaunto questi non sembrano ancora essersi conclusi con un chiarimento definitivo).

Il TAR nota innanzitutto che il provvedimento del MIPAF  non è un mero avvio del procedimento (come tale non impugnabile) ma ha contenuto dispositivo, in quanto non solo comunica la (asserita) necessità di acquisire il  parere della Regione, ma altresì dispone la sospensione dei termini di conclusione del procedimento. A parere del TAR, mentre disporre la acquisizione del parere della Regione interessata è lecito, anche se il parere in questione non è imposto da alcuna norma di legge, invece la sospensione è illegittima. Non solo perché l’art. 17.1 della Legge n. 241/1990 prevede la sospensione solo qualora le “valutazioni tecniche di organi od enti appositi” siano richieste “per disposizione espressa di legge o di regolamento“, il che non è nel nostro caso (il parere della Regione è richiesto solo da una circolare ministeriale), ma anche perché detta sospensione è stata effettuata senza indicare alcun termine, che invece è necessario ai sensi dell’art. 2.7 della medesima Legge 241/1990. Il MIPAF ha replicato, su quest’ultimo punto, che è stato predisposto “un disciplinare tecnico per l’istruttoria che prevede una serie di passaggi necessari tra i quali appunto l’acquisizione del parere in contestazione“; ma il TAR rileva che, purtroppo, per il rilascio del parere della Regione non risulta che siano previsti “termini perentori brevi, tali da non incidere in modo significativo sugli originari termini di conclusione del procedimento di cui trattasi“. E la cosa, osserva il TAR, è tanto più grave in quanto le Regioni hanno competenza per l’adozione delle Linee guida per i piani di coesistenza e dei relativi piani, “atti cui tali enti non hanno ancora provveduto, reiteratamente manifestando la volontà contraria all’adozione degli atti di propria competenza“. In altre parole, il TAR sta dicendo: le Regioni non hanno alcuna intenzione di rilasciare parere favorevole, non si vede perché si debba far restare nel limbo sine die l’istanza di Della Libera in attesa di chissà quale rivelazione: tanto vale che la Regione dica di no subito.

Che succederà adesso? Essendo nullo il provvedimento di sospensione, i termini originari imposti al MIPAF per adottare un provvedimento sull’istanza di autorizzazione di Della Libera riprenderanno a  decorrere (con l’unico effetto che, nel frattempo, Della Libera ha perso altri due anni).  Già mi immagino i frenetici contatti tra MIPAF e Regione Friuli per escogitare il provvedimento finale, che ovviamente è facile indovinare quale mai sarà. L’unico dubbio che personalmente mi  coglie, mancando di informazioni sugli atti endoprocessuali, è che il termine di legge per l’adozione di un provvedimento sull’istanza di Della Libera a me sembrerebbe già abbondantemente scaduto (il provvedimento del MIPAF è del 17 maggio 2010, mentre l’istanza di autorizzazione è di oltre un anno prima, il 3 marzo 2009): ma sicuramente qui mi sfugge qualcosa.

2 commenti al post: “Sentenza TAR Della Libera del 2011”

  1. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Carissimo Luca

    Dopo lo smarrimento che ho provato per la scorsa sentenza (ho veramente faticato a capire e metabolizzare i meandri delle argomentazioni cavillose) qui sono di più “sul pezzo”; mi é più chiaro.
    E come tale mi é più ostico perché lo ho capito meglio…

    Come fa il buon Dalla Libera, cui va tutta la mia stima, a venirne fuori?
    E con lui tutti noi agricoltori che vorremmo almeno nel 2013 seminare mais OGM?
    Aspettiamo lumi dalla tua sapienza giuridica… Con poche speranze!

    Grazie in anticipo
    Franco

  2. Luca SimonettiNo Gravatar scrive:

    Stiamo preparando qaulcosa Franco! Ne parliamo a breve.

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