Solo figuracce

08 Gen 2014
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E con EXPO 20145 aqlle porte rischiamo di pagare il conto per tutta Europa quando saremo noi, ossia i delegati di Petrini e Farinetti, a fare da padroni di casa: un interessante articolo tradotto da Alberto Guidorzi.

Chi ha ragione ?

J.A. Bobo, un consigliere del segretario di stato  USA John Kerry, ha incontrato recentemente  un certo numero di ricercatori  e responsabili politici dell’UE coinvolti nelle decisioni sugli OGM.  E’ stato intervistato (1) da un giornalista britannico, al quale  ha espresso le sue perplessità:

  • Ha detto che considera disastrosala gestione degli OGM nell’UE e ci ha invitati a pensarepiù scientificamente invece che politicamente.
  • Ha detto che non comprende come si possa mantenere bloccato questo dossier quando nel restodel mondo tutto procede in modo diametralmente opposto. (2)
  • E’ sicuro cheun tale atteggiamento evolverà verso una crisi che l’UE pagherà cara
  • Ha detto di non capire come gli agricoltori dell’UE non riescano a vedere che presto vivranno una situazione impossibile da sopportare rispetto agli altri produttoridel resto del mondo. Questi, più il tempo passa e piùriusciranno a porre sul mercato, a dei prezzi molto più vantaggiosi di quelli dell’UE, degli alimenti di qualità per gli animali e gli umani.
  • L’UE presto si ritroverà nell’incapacità di rispondere alla domanda mondiale di nutrimento e chi avrà del nutrimento da cedere sarà favorito e preferito negli scambi mondiali.
  • Il minor reddito degli agricoltori dell’UE, che si verificherà non potendo coltivare OGM, rischia di divenire insopportabile (3,4)
  • La minaccia di una crisi alimentareper gli allevamenti dell’UEè già stata prevista nel 2007 (5)(il capitaleanimale della Francia è già diminuito del 30%)

Dal canto suo D. Boy, ricercatore al CEVIPOF di Parigi constata che il blocco degli OGM nell’UE ha caratteristiche di atipicità, appunto per l’inusitata persistenza e aggiunge:

  • La comunità scientifica europeaha totalmente fallito nella comunicazione versol’opinione pubblica
  • Io non credo più purtroppo in un capovolgimento spontaneo dell’andamento di questa situazione.
  • Purtroppo, è dell’opinione che il cambiamento di visionedegli OGM nell’UE potrà venire modificato solo in presenza di una crisi generata dal rifiuto e già messa in preventivo, oppure, quando si constaterà che certi OGM apporteranno molti più vantaggi che rischi per i consumatori. In particolare quando si vedranno i risultati di OGMapportanti benefici diretti al consumatore e non solo all’agricoltore. Specialmente se questi vantaggi andranno a favore dei popoli sottosviluppati (6), che quindi vedranno con occhi grati i produttori di questi cibi.

Qualche nota di ottimismo comunque traspare, specialmente nel constatare che due ministri britannici si sono dichiarati favorevoli alla messa in atto di una ricerca intensiva sulle biotecnologie vegetali ed una revisione delle regole per ammettere l’uso degli OGM nell’UE. Si compiace inoltre che Mark Linas  (7,8) dopo le sue tesi contro gli OGM abbia reso pubblico il suo ravvedimento. Infine  vede di buon occhio il fatto che  un’osservatrice olandese auspichi che  nelle discussioni 2015-2020  sulla PAC si discuta seriamente della situazione insostenibile venutasi a creare nell’UE (9), in quanto più tempo passa e più vengono meno le capacità di stare al passo con le scoperte da parte dei ricercatori europei. Almeno si salvaguardino le prove sperimentali  dai distruttori di OGM! (10)

Tuttavia, la visita di J.A. Labo non può avere avuto solo lo scopo di “esortare”, in fin dei conti le sorti dell’UE non gli interessano più di tanto. Probabilmente gli scopi sono stati altri, vale a dire sondare come in questa situazione si possono trovare campi d’intesa tra due realtà economiche che hanno fatto scelte diametralmente opposte. Sicuramente  si vuole preparare il terreno per i negoziati commerciali che presto dovranno iniziare. Ad esempio, la posizione UE è  ai limiti dal violare le norme del WTO, ora gli USA potranno anche accettare che il rifiuto degli OGM da parte dell’UE, ma pretenderanno altre compensazioni in altri settori dell’agroalimentare. Con quali conseguenze? Sicuramente con costi economici a nostro svantaggio e diminuzione  di occupazione. Ad esempio dato che noi dipendiamo e dipenderemo in futuro molto da loro in fatto di sementi soprattutto non OGM, ma che loro creano per ingegnerizzarle, non sarà che pretenderanno di essere dei fornitori più esclusivi? Ma l’industria sementiera europea dove andrebbe a finire? Limitando gli sbocchi commerciali molto materiale genetico ora detenuto dalle ditte sementiere europee resterebbe inutilizzato e per non perderlo del tutto probabilmente verrebbe venduto proprio alle ditte americane. Perché non è possibile spiegare ai cittadini tramite i mass-media, alla stessa stregua degli oppositori che sono cercati ed accolti come oracoli, quali rischi stanno correndo i cittadini e quali costi poi dovranno sopportare?

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Fonti:

[1] Case P. Food crisis will prompt GM foods rethink, says US aide. Tuesday 05 March 2013
[2] ISAAA (International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications) 2012,http://www.isaaa.org
[3] Park J., McFarlane I., Phipps R. and Ceddia G. The impact of the EU regulatory constraint of transgenic crops on farm income. 2011, New Biotechnology doi :10.1016/j.nbt.2011.01.005
[4] L.M. Houdebine. À qui ne rapportent pas les OGM ?, SPS n° 298, 2011
[5] Mitchell P, Europe’s anti-GM stance to presage animal feed shortage ? 2007, Nature Biotechnology. 25, 1065-1066.
[6] Boy D, OGM l’opinion des Européens. 2012, Futuribles. 383, 119-134. DOI :http://dx.doi.org/10.1051/futur/383119
[7]. Bosch T. La confession-choc d’un célèbre écologiste devenu pro-OGM. 2013,www.slate.fr/story/66861/ogm…
[8] La force de conviction des arguments scientifiques. Science et pseudo-sciences, n° 304, avril 2013, p. 77.
[9] Fresco L.O., 2013. The GMO stalemate in Europe. Science. 339 (6122), 883. doi : 10.1126/science.1236010.
[10] Romeis J., Meissle M., Brunner S., Tschamper D., Winzeler M. 2013. Plant biotechnology : research behind fences. Trends Biotechnol. 31(4), 222-224. doi : 10.1016/j.tibtech.2013.01.020.

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