Sperperating Review [Aggiornato al 26.01.2015]

27 Gen 2015
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20141128_135657Evidentemente abbiamo soldi da Sperperare se continuiamo a fare così’:
Domanda 1: ma se l’Italia ha una bassa resa per ettaro dei cereali (tutti i cereali) rispetto al resto d’Europa, non sarebbe intelligente aumentare questa resa e diminuire le importazioni?
Domanda 2: ma se quando si va ad acquistare mais il mais italiano e’ quello che costa meno (rispetto a quello sia comunitario, quindi con pochi Ogm sia con tanti Ogm quello extracomunitario) e se tantissimi comprano quello estero (vedi questo intervento di Assalzoo http://agronotizie.imagelinenetwork.com/zootecnia/2015/01/15/mais-sul-mercato-si-paga-di-piu-per-quello-estero/41455 ), non si dovrebbe capire che stiamo sbagliando strada?
Sia chiaro che anche senza gli Ogm ci sarebbero enormi aumenti produttivi, ma visto che non ci riusciamo senza Ogm, non sarebbe il caso di provarci con?
Se guardate bene i dati abbiamo una resa per ettaro del mais molto migliorata nel 2014, ma deve dipendere solo dalle piogge di luglio ed agosto che hanno evitato l’assenza di irrigazione. Per capire quale sia la vera situazione a livello nazionale serve aspettare il prossimo mese e vedere quali siano i tenori di fumonisine che vanno a nozze con i luoghi caldi ed umidi.
Ultima nota. La foto qui sopra sono tutti mais Friulani, tutti presi da Silvano Dalla Libera e Giorgio Fidenato che mi hanno regalato ad inizio novembre. Ora fanno bella mostra in una vetrina del CNR a Roma. Al centro un mais con piralide, a destra con due trattamenti di insetticidi, di traverso a tutte le pannocchie il mais Bt senza trattamenti insetticidi.
Il Messaggero non capisce bene l’ordine logico e giuridico del decreto prorogato e della norma appena approvata dal Parlamento. Davide Giacalone invece ha capito ed espresso con coerenza un ragionamento logico

42 commenti al post: “Sperperating Review [Aggiornato al 26.01.2015]”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    “L’Unione europea ha sentito la necessità di cambiare l’attuale sistema di autorizzazione dei prodotti geneticamente modificati, poiché alcuni Stati membri hanno chiesto maggiore libertà e flessibilità di limitare o vietare la coltivazione di OGM sul loro territorio. Gli Stati membri possono inoltre vietare le colture OGM per altri motivi, come la pianificazione urbana e rurale requisiti, l’impatto socio-economico, evitando la presenza involontaria di OGM in altri prodotti e gli obiettivi politici. Squalifiche potrebbero includere anche i gruppi di OGM designati dalla coltura o tratto.”

    Colei che scrive questo è una male informata e quando si è male informati ci si dovrebbe astenere dallo scrivere cretinate.

    La Commissione, e non l’UE, ha semplicemente valutato il rischio che incombeva su di lei, vale a dire che non riuscendo ad approvare i tratti genetici su cui l’EFSA dava il nullaosta, essa era passibile di denuncia all’OMC per non rispetto degli accordi sul libero commercio mondiale sottoscritti. Ecco il perchè della proposta che pilatescamente il parlamento ha adottato e che sfocerà in una Direttiva.

    Solo che nessuno dice che la Commissione per concedere ciò ai singoli Stati ha preteso di non dover sottoporre a votazione dei paesi membri (come avveniva prima), l’ammissione o meno di un tratto genetico modificato che ha svolto tutto l’iter previsto.

    In pratica cosa avverrà: la Commissione approverà a raffica la coltivabilità senza limitazioni nel territorio dell’Unione dei tratti genetici su cui nullaosta (agli Stati la possibilità di prendere decisioni nazionali). Solo che nessuno dice chiaro e tondo che una volta approvato un tratto questo è liberamente importabile su tutto il territorio dell’Unione e le importazioni non sono lasciate alla discrezione degli Stati membri, non solo ma questi non possono neppure vietarne il passaggio sul proprio territorio o impedire a qualcuno di usarli per preparazioni alimentari. Questo fatto non è passato inosservato a Bovè o a Greenpeace ed, infatti, si sono già detti contrari alla Direttiva (saranno di parte ma mica sono fessi).

    Ma vi è un altro aspetto totalmente sottaciuto ed è che ora di fronte agli eventuali strali dell’OMC )Organizzazione Mondiale del Commercio) non c’è più l’UE nel suo insieme, ma ogni singolo Stato che si prende la responsabilità di impedire il libero commercio delle sementi con tratti genetici modificati approvati in sede europea.

    In conclusione aspettiamoci noi italiani delle ritorsioni sul nostro commercio. Io sono convinto che ne vedremo delle belle.

  2. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ecco l’arretrato accumulato dalla Commissione:

    http://www.europabio.org/positions/time-commission-authorize-safe-gmo-imports

  3. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Sommessamente dissento da Alberto.
    Secondo quanto dice Alberto questa misura lascerà libera o la UE o i singoli stati di approvare tutto quello che già importiamo ossia piante GM con molte resistenze. Io non ho l’impressione che i singoli stati (in genere piccoli e deboli, tranne la Spagna) approveranno nuovi tratti ed anzi il mio timore e’ quello opposto ossia che Rep. Ceca, Slovacchia e Portogallo finiranno per smettere di coltivare mais Bt. Per la Spagna non faccio previsioni.
    Non ho capito nel modo in cui lo espone Alberto nemmeno il passaggio sulla responsabilità dei singoli stati verso il WTO. Da quello che ho capito io, resta in capo a Bruxelles l’onere di trattare come EU con il WTO, i singoli stati restano al coperto sotto l’ombrello EU e quindi non avranno ritorsioni commerciali individuali. Quindi la mia previsione è di una Europa quasi tutta Ogm free (tranne la Spagna), ma al tempo stesso nessuna limitazione di nessun genere all’importazione di tutti i nuovi Ogm fatti oltreoceano. Ma nessuno si metterà a coltivarli qui in Europa.

    Quindi le vittime dell’accordo sono agricoltori e scienziati europei che diventano un tappetino calpestato da chiunque. Chi ha chiuso l’accordo con mutuo interesse e vantaggio sono: le aziende della grande distribuzione in testa, le sementiere USA e le chimiche tedesche. Il tutto con la benedizione dei Governi che la vendono come una difesa dell’identità e della biodiversità.

    Inutile spiegare che spero ardentemente di essermi sbagliato e che sia Alberto ad avere ragione. Penso che il segnale per capire come girerà la vicenda sarà l’azione del governo dell’UK: se chiedono di coltivare qualsiasi Ogm allora Alberto avrà ragione (io faccio il tifo per lui, ma a me l’accordo non piace per nulla).

  4. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Neppure a me piace per nulla, ma dissento da chi dice che abbiano risolto il problema, e greenpeace e Bové l’han ben capito.

    I singoli Stati non approveranno nulla, potranno solo dire che ciò che la Commissione ha ammesso alla coltivazione nell’UE, nel territorio di quello Stato è proibito. Solo che tutto quello che la Commissione ammette all’importazione (e non esisteranno più le forche caudine delle maggioranze qualificate degli Stati a decidere)può liberamente circolare in tutto il territorio dell’Unione.

    Sono pure d’accordo con te che ciò non comporterà sicuramente un aumento di superficie coltivata ad OGM ammessi alla coltivazione, ma sarà permessa l’entrata in tutti i paesi membri di tutti le derrate OGM con tratti autorizzati.Chi vi si oppone è passibile di denuncia all’Autorità di giustizia europea e se la vede con l’OMC per eventuali denunce di impedimento al libero commercio.

    Ora facciamo il caso di uno Stato che dice no alla coltivazione come l’Italia avendone acquisito il diritto. 1° questa potrà solo sognare di ricevere sementi di varietà di mais o soia di ultima generazione, seppure non OGM, le multinazionali del seme ci venderanno quello che parrà a loro (come minimo varietà obsolete), tanto sanno che noi non possiamo scappare da questo ricatto, manchiamo di una industria sementiera. 2° Arriverà in maggior misura, se non esclusivamente, solo soia e mais OGM pluritratto perchè autorizzato per fare i nostri mangimi perchè non ci possiamo più opporre dietro il paravento che non sono autorizzati, inoltre ne abbiamo un bisogno estremo se vogliamo produrre carne in Italia. Certo, se la filiera degli alimenti OGM non nasce perchè non li compra nessuno non importeremo derrate OGM, ma è una cosa che ce la possiamo permettere a lungo andare vista la nostra dipendenza dalle importazioni dall’estero? 3° La commissione di fronte all’OMC è in regola perche può dire che lei li ha autorizzati i tratti genetici e quindi non è passibile di denuncia, inoltre se qualche Stato estero esportatore di derrate OGM legali si lamenta, gli viene detto di rivolgersi ai singoli Stati che oppongono proibizioni. IN questo caso come minimo partono delle ritorsioni. Non solo ma se vi fosse qualche alzata d’ingegno di escogitare qualche escamotage per boicottare i prodotti liberi di entrare, ma che non si vuol far entrare, a maggior ragione sarà questo Stato ad essere denunciato all’OMC e non l’UE.

    Ecco perchè sono convinto che con l’andar del tempo le cose si ingarbuglieranno tanto e talmente che si constaterà che ci siamo tirati la zappa sui piedi. C’è solo da aspettare.

  5. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Caro Roberto le Tue opinioni mi trovano in parte d’accordo:

    - non credo che se adottassimo gli OGM le nostre importazioni calerebbero di un grammo, anzi questa liberalizzazione determinerebbe un ulteriore calo di competitività per il nostro Paese, per cui le importazioni aumenterebbero;

    - credo che Rep. Ceca, Slovacchia e Portogallo finiranno per smettere di coltivare mais Bt solo se i Paesi contrari agli OGM, ma dovrà essere una norma europea (impossibile da ottenere), si attiveranno per ottenere l’etichettatura dei derivati da OGM (carne, latte, uova, ecc.). Se non ci sarà etichettatura dei derivati la norma è un “Cavallo di Troia” e Tu lo sai benissimo!

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2014/12/via-libera-della-commissione-ambiente.html

  6. bacillusNo Gravatar scrive:

    Consiglio non richiesto. Cerchiamo di non affidarci ai soliti maître à penser. Ripensiamo la cosa ogni volta, ognuno con le sue esperienze ed intuizioni.
    E magari lasciamo spazio a chi di volta in volta ha le competenze per esprimere un giudizio.

  7. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Vorrei fare una domanda a quanti leggono “Salmone”.

    Secondo voi se l’Italia adottasse gli OGM le importazioni calerebbero o aumenterebbero? Perchè?

    Ringrazio tutti, anche nel caso in cui non ci fossero risposte.

  8. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Se usassimo soia tollerante ad erbicidi e mais con 8 resistenze differenti avremmo aumenti di resa per ettaro e riduzione delle importazioni che, per soia e mais, sono attualmente di 2.2 miliardi di euro.

  9. VitangeloNo Gravatar scrive:

    E, aggiungo a quanto scritto da Roberto, finalmente avremmo esperienze nostre nell’uso di materiale genetico che richiede approcci agronomici differenti. Sarebbero i produttori a dire se conviene o no. E i consumatori, che non sono tutti stupidi, capirebbero che forse è meglio acquistare prodotto italiano OGM che importarlo! Tanto è la stessa cosa.
    Altra riflessione a margine: se questo è il nuovo parlamento europeo, vuol dire che la crisi durerà a lungo. Meno male che non ho votato! Lo so, è una misera consolazione.

  10. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @OGM bb!

    Non credo ci sarebbe una grande differenza nel bilancio globale dell’import/export agricolo.
    La superficie coltivabile é una variabile indipendente dai metodi di coltivazione e dalle tecnologie utilizzate.
    Sicuramente ci sarebbero degli scostamenti nei rapporti superficiali fra le colture derivanti dalle differenti rese produttive in rapporto ai costi di coltivazione.
    Gli agricoltori, per quanto grezzi e definiti spesso e maldestramente (eufemismo) “contadini”, sanno far di conto.

  11. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Chi afferma che le nostre importazioni diminuirebbero dimentica un piccolo particolare…….. a volte il prezzo di mercato dei prodotti di importazione è inferiore ai nostri costi di produzione, per cui anche adottando gli OGM, con ogni probabilità, non saremo competitivi e le nostre importazioni non diminuirebbero.

    Occorre poi considerare che queste importazioni di soia OGM sono la contropartita per le nostre esportazioni di prodotti industriali …….. agricoltori….SVEGLIA!

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/12/le-importazioni-di-alimenti-sono-la.html

  12. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Oh ecco un altro cultore dell’autarchia. Ma il ventennio non ha insegnato nulla.

  13. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    La madre dei cultori dell’autarchia è sempre in cinta.

  14. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Ma se gli Ogm fossero improduttivi o dannosi la loro morte la decreterebbero gli imprenditori agricoli stessi.
    Decidere che loro non possono decidere non è perchè voi temete che le importazioni resterebbero elevate, ma perchè non deve essere lasciata loro questa libertà di scelta e di giudizio

  15. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Nessuno ha detto che gli OGM sono dannosi o improduttivi. Qualcuno ha detto che non è una strategia giusta per il nostro Paese, soprattutto in considerazione del fatto che la coesistenza è impossibile, per cui aprire agli OGM, alla lunga, significa coltivare solo OGM.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/07/ogm-coesistenza-impossibile.html

  16. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Attenzione OGM; forse hai mal interpretato le mie parole o io non mi so spiegare (ma con tante persone sono chiarissimo e tutti mi capiscono quando mi esprimo).
    Non ho detto che non é una strategia giusta.
    Ho detto che un divieto non é una strategia e il proibizionismo, a maggior ragione in questo campo, non paga.
    Che sia o no una strategia giusta lo deciderà il mercato quando e se mai avremo libertà di scelta imprenditoriale.
    A priori posso solo fare ipotesi come ho fatto.
    Assolutamente passibili di smentita.
    E smettila di tirare il ballo le panzane della coesistenza.
    Sappiamo tutti due che sono balle; bisogna solo avere il coraggio di dirlo a chiare lettere e tu fai il contrario…

  17. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    OGM, coesistenza impossibile
    In questi ultimi tempi si parla tanto di coesistenza tra coltivazioni OGM e coltivazioni convenzionali/biologiche, tanto che i nostri 3 Ministri (De Girolamo, Orlando e Lorenzin), nel decreto che vieta la coltivazione di OGM, si sono dati 18 mesi di tempo per determinare le regole di coesistenza nel nostro Paese.
    La coesistenza, pur essendo legata in termini tecnici alla capacità fisiologica delle piante di incrociarsi (e quindi di scambiare materiale genetico) con altre piante della stessa specie e/o di specie affini, è soprattutto un problema economico. È necessario, infatti, garantire da un lato la possibilità per gli agricoltori di coltivare sia colture GM che convenzionali o biologiche, garantendo dall’altro ai consumatori la possibilità di scegliere fra prodotti realmente diversi. La possibilità della coesistenza dipende pertanto da tre fattori chiave: 1) la tracciabilità, 2) l’etichettatura, 3) la capacità degli agricoltori di fornire prodotti, di qualunque filiera (OGM, convenzionale, biologico), conformi agli obblighi di legge.
    Prevedendo, infatti, un mercato con prezzi differenziati per i diversi prodotti (OGM, convenzionale e biologico), il mancato rispetto degli obblighi di Legge in termini di commistione accidentale tra colture, può potenzialmente condurre ad una perdita di reddito per gli agricoltori. Questo risulta vero sia nel caso in cui un agricoltore biologico o convenzionale si trovi costretto ad etichettare un proprio prodotto come contenente OGM (ovvero laddove la presenza accidentale superi la soglia dello 0,9%), sia quando si verifichi il deprezzamento di uno speciale prodotto transgenico, come per esempio un alimento potenziato (un alimento OGM arricchito di vitamine, o quant’altro), che non raggiunga il grado di purezza richiesto dall’acquirente. Di vitale importanza risulta quindi essere un’efficace gestione della commistione accidentale (coesistenza) tra colture geneticamente modificate e non, dovuta sia alla presenza di impurezze nelle sementi, sia all’impollinazione incrociata, sia alla presenza di piante parentali spontanee (provenienti soprattutto da precedenti coltivazioni), o in relazione alle pratiche di coltivazione e raccolta, nonchè a quelle successive di trasporto e di stoccaggio. Tali fattori determinano delle inevitabili conseguenze economiche in termini di aumento dei costi di produzione della fase agricola e, se mal gestite, di diminuzione dei prezzi di mercato della merce prodotta (si rischia di coltivare ai costi del biologico, per poi vendere ai prezzi del transgenico).
    La domanda è sempre la stessa: è possibile le coesistenza tra questi tipi di coltivazioni (OGM, convenzionale, biologico)?
    Convenzionale e biologico, pur in presenza di alcuni casi di “deriva” di antiparassitari che da campi convenzionali possono inquinare campi biologici, convivono ormai da decenni.
    Più difficile è la risposta relativa alla coesistenza tra OGM e le altre due tipologie di coltivazione. Per rispondere a questa domanda occorre prima di tutto distinguere tra piante coltivate OGM che non hanno parentali selvatiche nel nostro Paese e piante coltivate OGM che hanno piante parentali selvatiche.
    Appartiene al primo gruppo il mais. Il mais non è originario del nostro Paese e, pertanto, sul nostro territorio non ci sono parentali selvatiche di questa pianta. Per il mais non esiste il pericolo che il transgene possa essere veicolato ad altre piante e possa così diffondersi autonomamente nell’ambiente. Permangono comunque problematiche di coesistenza che devono essere risolte prima di introdurre questa pianta nella versione OGM.
    Appartengono al secondo gruppo, ovvero quelle che hanno parentali selvatiche nel nostro Paese, tante altre piante coltivate, come per esempio colza, barbabietola da zucchero, sorgo, ecc. Per questa tipologia di piante il problema della coesistenza è molto più complesso, poiché c’è la possibilità che il transgene possa essere trasmesso alle piante parentali selvatiche e, attraverso queste stesse piante, esso possa diffondersi autonomamente nell’ambiente e dar luogo ad inquinamento genetico diffuso e incontrollabile.
    Pertanto, mentre per la prima tipologia di piante il problema della contaminazione/coesistenza è limitato alle piante coltivate, e con i dovuti accorgimenti potrebbe anche essere risolto (permane comunque il problema della coesistenza economica), per la seconda tipologia di piante il problema della coesistenza è molto più complesso, poiché le piante selvatiche non rispettano le distanze di semina e la contaminazione dei campi coltivati convenzionali/biologici è praticamente inevitabile.
    Di seguito le principali problematiche della coesistenza:
    1. C’è un problema di contaminazione incontrollabile dovuto al polline delle piante coltivate OGM che può fecondare altre piante coltivate della stessa specie non OGM (biologico e/o convenzionale). Tale problematica riguarda anche le piante OGM che non hanno parentali selvatiche nel nostro Paese, in quanto il polline della pianta coltivata OGM è in grado di fecondare altre piante coltivate non OGM. Il problema, ovviamente, andrà valutato caso per caso, poiché la tipologia di fecondazione delle piante può essere diversa (piante allogame, nelle quali prevale una fecondazione incrociata, e piante autogame, nelle quali prevale l’autofecondazione, che può raggiungere percentuali prossime al 100%, come per esempio nel frumento e nell’orzo) e la situazione ambientale può essere anch’essa diversa (esposizione, presenza di venti di forte entità, ecc.);

    2. C’è un problema di contaminazione incontrollabile dovuto al polline delle piante coltivate OGM, che può fecondare piante parentali selvatiche, che così acquisiscono il transgene e, conseguentemente, le proprietà tipiche di questa pianta OGM, che al momento sono resistenza ai diserbanti o resistenza agli insetti. In questo caso, per esempio, la colza RR è in grado di trasferire il carattere di resistenza ai diserbanti alla “senape selvatica”, la quale si diffonde autonomamente nell’ambiente e determina inquinamento genetico diffuso e incontrollabile (la colza RR sarebbe meglio non coltivarla in Italia);

    3. In relazione alla problematica precedente, nel caso di coesistenza, c’è un problema di contaminazione dovuto al polline delle piante infestanti che hanno acquisito il transgene da piante parentali coltivate OGM, che, in un secondo momento, lo diffondono autonomamente nell’ambiente, provocando così un “inquinamento genetico” diffuso e incontrollabile;

    4. C’è un problema di contaminazione diffusa e incontrollabile dovuto alle piante coltivate in una annata, che disperdono semi nell’ambiente e diventano infestanti della coltivazione che le segue. E’ il caso, per esempio, della colza RR, che negli U.S.A. sta creando grossi problemi agli agricoltori. Cosa accade? Accade che quando si raccoglie il prodotto dell’annata in corso, qualche seme cade sempre a terra e, inevitabilmente, germinerà nell’annata successiva. Tale evento non costituisce un problema se non si fanno le rotazioni e si “ristoppia” la stessa pianta, mentre lo è nel caso in cui vengano effettuati avvicendamenti colturali (rotazioni colturali). Come potrà essere diserbato il campo coltivato se la pianta dell’annata precedente (per esempio “colza RR”) è divenuta infestante e la pianta coltivata nell’anno in corso (per esempio “soia RR”) sono resistenti allo stesso diserbante? Molto semplice, è necessario reintrodurre i vecchi diserbanti ed effettuare trattamenti con miscele di diserbanti, così come sta accadendo negli USA;

    5. C’è un problema di contaminazione ambientale dovuto alla diffusione incontrollata delle piante coltivate che “sfuggono” al campo coltivato, diventano infestanti e si diffondono in modo incontrollato nell’ambiente. In particolare, negli USA, dove da anni queste piante vengono coltivate, c’è il grosso problema della diffusione incontrollata della colza RR, che cresce spontaneamente sui cigli delle strade, nei fossi, nelle sedi ferroviarie e in tutte le aree non coltivate e costituisce un vero problema per gli agricoltori che, spesso, si trovano il campo coltivato infestato da questa colza che è difficile da controllare, poiché è resistente ai diserbanti. Il problema è talmente sentito che le Ditte che hanno il brevetto su queste piante HT hanno offerto gratuitamente gli erbicidi per il controllo dei cigli stradali e dei fossi (si tratta spesso di diserbanti selettivi di post-emergenza e pre-emergenza sistemici, specificamente utilizzabili per il controllo di erbe annuali e perenni e dicotiledoni in aree non coltivate);

    6. C’è un problema di contaminazione incontrollabile accidentale dovuto al seme transgenico che può essere disperso durante il trasporto attuato dai più svariati vettori (animali, vento, acqua, camion adibiti al trasporto dei raccolti, ecc.). Tale seme in un secondo momento germinerà e darà origine ad un inquinamento diffuso e incontrollato;

    7. C’è un problema di contaminazione incontrollabile dovuto ai mezzi meccanici utilizzati per la raccolta in pieno campo. Cosa può accadere? Nella maggioranza dei casi, il coltivatore nel nostro Paese non possiede la mietitrebbia per la raccolta (la mietitrebbia ha dei costi molto elevati e deve lavorare parecchie ore per ammortizzarli) e si affida ad un contoterzista. Il contoterzista nel caso di coesistenza opererà sia in campi coltivati con piante OGM, sia in campi coltivati con piante convenzionali/biologiche. In relazione agli inevitabili residui presenti nella mietitrebbia, che in precedenza aveva raccolto piante OGM, occorrerà prevedere una accurata pulizia, anche interna, della macchina, al fine di evitare inquinamento del raccolto convenzionale/biologico. Tale pulizia ha un costo molto elevato, che andrà a gravare sui costi di coltivazione;

    8. C’è un problema di contaminazione dovuto ai silos di stoccaggio, che dovranno essere mantenuti nettamente separati per le produzioni convenzionali e per quelle transgeniche. A questo proposito, anche al fine di non commettere errori di movimentazione, si auspica la separazione fisica dei centri di stoccaggio, che dovranno essere specifici per ciascun tipo di prodotto (centri di stoccaggio specifici per prodotto OGM, convenzionale, biologico).

    In definitiva, il problema della coesistenza, pur in presenza di grandi difficoltà attuative e di problematiche economiche, potrebbe, forse, essere risolto per le piante OGM che non hanno parentali selvatiche nel nostro Paese, mentre sarebbe impossibile da risolvere nel caso di piante coltivate OGM che presentano sul nostro territorio parentali selvatiche.

    Come si potrebbe uscire da questa situazione? Probabilmente l’unico sistema idoneo, in grado di consentire una reale coesistenza tra piante OGM e piante convenzionali, potrebbe essere quello di coltivare piante OGM che non originino “inquinamento genetico”, ovvero che non siano in grado di fecondare altre piante. A questo proposito occorre rilevare che la tecnologia transgenica sarebbe già in grado di creare piante OGM con il transgene inserito nei cloroplasti, ovvero nelle parti verdi della pianta. In questo modo il transgene non si troverebbe nel polline e le piante OGM non originerebbero “inquinamento genetico”. Ma questa è un’altra storia.

  18. roberto defezNo Gravatar scrive:

    La gran parte dei problemi che evochi sono per colza resistente ad erbicidi che come sai non e’ autorizzato alla coltivazione in Europa. Immagino tu sappia che la gran parte degli esperimenti di diffusione del polline sono stati condotti con colza resistente a erbicidi, ma non-Ogm.
    Se almeno una delle tue obiezioni derivasse da paure reali e non da pregiudizi che nascondono clamorosi interessi economici, quelle varietà do colza e di tutte le altre piante “naturalmente” resistenti ad erbicidi sarebbero vietate. Invece si vietano solo gli Ogm con motivazioni che invece non si applicano a mutanti spontanei.

  19. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    laddove il problema riguarda la colza l’ho scritto………ci sono comunque altre problematiche legate alla coesistenza con il mais.

    Anche soia resistente agli erbicidi, che Tu hai citato, ha gran parte di queste problematiche.

    Sul mais Bt ho sempre scritto che ne possiamo parlare…….. però approvare il mais Bt significa approvare gli OGM.

  20. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    E proprio vero che il bel tacer non fu mai scritto, specialmente se si è degli ignorantoni in agricoltura perchè si è stati promossi con il 27 politico di sessantottina memoria.

    Barbabietola da zucchero

    Con i comuni diserbanti selettivi della bietola (tipo betanal o Glotix) non si riesce a combattere connvenientemente l’Abutilon theophrasti, l’Amni maius, Bidens, rinascite di Girasole, Xantiun stru marium. Ecco che allora si interviene con miscele di diserbi, dove si aggiunge ai primi due il safari, il venzar e il cirtoxin. Non solo, ma poi occorre tener conto delle temperature e degli stadi di maggiore sensibilità altrimenti i risultati non sono soddisfacenti. In altri termini il fare agricoltura si complica sempre di più.
    Quando si è in presenza Echinochloa crus-galli, avena sp. Lolium sp. si è obbligati a ricorrere ad altri principi attivi in quanto con quanto detto sopra non vi è nulla da fare, come ad esempio gallant, Stratos, Whip, Fusillade N 13, Targa gold; Fervinal o grasidium.

    VISTO CHE CI SONO INFESTANTI RESISTENTI INDIPENDENTEMENTE CHE SIA DISPONIBILE O MENO LA BIETOLA OGM?

    ANZI SE AVESSI LA BIETOLA OGM MI SEMPLIFICHEREI ENORMEMENTE IL LAVORO DI DOVER FARE UN CONSULTO CON SPECIALISTI TUTTE LE VOLTE CHE DEVO DISERBARE.

    NON SOLO MA SAPENDO DELLA PERICOLOSITA’ DI UNA ECCESSIVA PRESSIONE SELETTIVA OGNI TANTO FACCIO UNA PASSATA CON UN DISERBO NORMALE PER EVITARE CHE MI SFUGGA QUALCHE PIANTA CHE HA EVENTUALMENTE MUTATO

    SONO INFESTATO DA BIETOLE RUDERALI? Ottimo perchè non sono resistenti al roundup e quindi le faccio morire tutte. So però che la bietola coltivata è interfeconda con queste, ecco che allora, dato che le varietà attuali coltivate vanno a seme al primo anno, e non sempre alle nostre latitudini, intorno al 2/3 per mille sto attento a non lasciarle maturare il polline e le cavo subito appena sviluppano lo scapo fiorale. Attenzione dovrò cavare al massimo 50 piane in un ettaro

    Sulla Soia, dal 1982 e fino al 1994, si sono sviluppati tecniche e miscele di diserbo appropriate, ma che comportavano interventi mirati e tempestivi con DMR, quindi difficili da farsi, solo che allora vi era un supporto tecnico molto qualificato mediante gli studi di Agronomica e la divulgazione dei tecnici dell’Eridania. Tuttavia con il Chenopodium Album vi era poco da fare. ALTRA PIANTA RESISTENTE AI DISERBI SORTA INDIPENDENTEMENTE DALL’INTRODUZIONE O MENO DELLA SOIA OGM.

    NON SOLO, MA OGGI LA SOIA è DIFFICILMENTE COLTIVABILE IMMUNE DA TANTE INFESTANTI, A CAUSA DI UN DEGRADO DELLA PROFESSIONALITà DEGLI AGRICOLTORI. Oggi nei campi di soia si vede di tutto, un campo di soia è un esempio di biodiversità, ma non di produttività purtroppo. Non sarebbe stato utile avere una soia OGM HT che tra l’altro non c’è nessun pericolo di flusso pollinico? Si badi bene, neppure con i campi convenzionali o biologici di soia?

    Nel Girasole, a causa di un insediamento lento, le erbe infestanti proliferano e il diserbo è difficile, ed infatti la buona tecnica consiglia sempre una fresatura o sarchiatura interfila. Ormai è disponibile un girasole mutato artificialmente (ExpressSun della Pioneer) o mutato naturalmente selezionato con il sistema clearfield e resistente agli imidazolinoni, per di più non OGM secondo la direttiva del 2001, che risolve bene il problema del diserbo. COSA FACCIAMO BUTTIAMO A MARE ANCHE QUESTA POSSIBILITA’ DI LAVORARE MEGLIO IN AGRICOLTURA per seguire Carlin Petrini?

    CI SONO DEGLI AGRICOLTORI IMBECILLI che non fanno quello che la tecnica d’avanguardia detta? ECCO QUESTI E’ BENE CHE VENGANO ESPULSI DALL’AGRICOLTURA PERCHè ARRECANO SOLO DANNO ALLA COLLETTIVITà.

    vOGLIAMO PROTEGGERE I MAISICOLTORI CONVENZIONALI DAL FLUSSO POLLINICO? BENE, CHI SEMINA MAIS OGM S’INCARICA DI CREARE BARRIERE NEI SUOI CAMPI, CHE DISERBERà CONVENZIONALMENTE. I COLTIVATORI BIOLOGICI S’ARRANGINO A DELOCALIZZARE, VISTA L’INFIMA MINORANZA, COME D’ALTRONDE LO FANNO DA TEMPO E SENZA BRONTOLARE QUELLI CHE SEMINANO MAIS BIANCO O MAIS DOLCE.

    HA SE SI CONTINUASSE AD AGGIORNARSI E A STUDIARE INVECE DI SCRIVERE COGLIONATE OGNI VOLTA CHE S’INTERVIENE.

  21. franco nulliNo Gravatar scrive:

    OGM, insisto (non é la prima volta).
    Colza, a dispetto della sua vocale terminale, é un maschietto. Si chiama “il Colza”
    Visto che scrivi paginate da “esperto” almeno usa una terminologia corretta…

  22. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    è sempre riferito a pianta……per cui……. la colza…ovvero la pianta di colza…….è femminuccia

  23. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Eco le solite balle di quando si piscia fuori dal vasino.

  24. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Franco….così la finiamo una volta per tutte

    Còlza
    Vocabolario on line TRECCANI
    còlza s. f., raro m.

    s.f. sta per SOSTANTIVO FEMMINILE……… m. sta per MASCHILE

    quindi colza è sostantivo femminile, raramente maschile (quando indica l’olio di colza)

    http://www.treccani.it/vocabolario/colza/

  25. roberto defezNo Gravatar scrive:

    oltre che dibattere del sesso di colza, potremmo capire quale sia il pericolo della diffusione della soia RR che hai paragonato a colza?

  26. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Roberto, come al solito mi attribuisci cose che non ho detto………..non l’ho paragonata alla colza…..figurati, la soia è pianta autofertile ed autoimpollinante e l’impollinazione avviene antecedentemente all’antesi, quando i fiori sono ancora chiusi………….ho scritto “ha gran parte di queste problematiche” e non c’è bisogno che io le elenchi.

  27. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Allora è cleistogama.

  28. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Biocontainment of genetically modified organisms by synthetic protein design

    Daniel J. Mandell, Marc J. Lajoie, Michael T. Mee, Ryo Takeuchi, Gleb Kuznetsov, Julie E. Norville, Christopher J. Gregg, Barry L. Stoddard & George M. Church

    doi:10.1038/nature14121

  29. TC1507No Gravatar scrive:

    Se l’Italia potesse coltivare mais e soia ogm le importazioni diminuirebbero? Io dico di si, forse non di molto , ma diminuirebbero. Se invece non lo faremo non resteranno stabili come qualcuno si illude ma aumenteranno, come sono aumentate gli ultimi anni. È sotto gli occhi di tutti.
    Poi bisognerebbe incominciare a chiederci (e soprattutto a risponderci) perché il prezzo di mercato dei prodotti d’importazione è inferiore ai nostri costi di produzione? Non è che siamo anche noi che ci complichiamo la vita? (leggi burocrazia)

  30. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    TC 1507

    Non è solo burocrazia, anzi pur essendo una schiavitù, incide molto meno che altri fattori. Abbiamo semplicemente costi superiori e produttività inferiori. La professionalità media degli agricoltori è in calo verticale ed è questo che nessun MInistro dell’Agricoltura e di conseguenza nessun governo vuol vedere. Prima leggere il tuo commento stavo guardando alla televisione sulla 3 i documentari sullo sterminio degli ebrei e mi ero fatto la netta idea che i tedeschi confinanti con i campi di sterminio avessero tenuto lo stesso atteggiamento delle tre scimmiette: non odo, non vedo, non parlo. Ebbene ora che l’ho letto ti posso assicurare che i ministri dell’agricoltura hanno tenuto e tengono lo stesso identico atteggiamento delle tre scimmiette.

    Questi nostri agricoltori non più professionali cosa chiedono: “aumentateci i prezzi dei prodotti agricoli”; invece di chiedere un adeguamento strutturale delle loro aziende agricole, un recupero di conoscenze e un accesso alle innovazioni. Si gira in tondo per cercare di mordersi la coda.

  31. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Da Rinascita Agraria, la Libera Cremona

    REDDITI AGRICOLI, NEL 2014 MENO 11%
    Il Centro Studi di Confagricoltura, elaborando le stime previsionali pubblicate da Eurostat, evidenzia come il reddito agricolo italiano per addetto è sceso nel 2014 dell’11%, tornando a registrare, sia pure di 0,8 punti percentuali, un valore inferiore a quello del 2005 (indice di riferimento = 100), dopo il positivo risultato del 2013 (+11,4%) Nel periodo 2006- 2014, tutti gli anni, escluso appunto il 2013, hanno evidenziato, per l’Italia, valori inferiori al 2005, con minimo nel 2010 quando il decremento di reddito, rispetto all’anno di riferimento, è stato addirittura del 16,9%. Tra i principali Paesi agricoli dell’UE, il Regno Unito è il paese in cui il reddito del settore primario, nel 2014 rispetto al 2013, è cresciuto maggiormente (+6,9%), seguito da Grecia (+4,4%), Francia (+1,1%) e Germania (+0,2%). Oltre l’Italia, solo la Spagna è andata “sotto” (-4,6%). I risultati migliori rispetto al 2005 sono di Germania (+63,6%) e Regno Unito (+56,5%).

  32. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Se vi interessa posso postarvi fra qualche giorno i dati oggettivi del bilancio di gestione della mia az. Agricola.
    Lasciate solo che mio figlio finisca gli esami universitari cui si sta dedicando in questo periodo.
    Non servono tante statistiche di Confagricoltura o di chi per Lei, che pur stimo.
    Bastano pochi esempi di Aziende come la nostra per capire che di “trippa per i gatti” ne abbiamo molto poca.
    Sopravviviamo, forse, solo per passione per il nostro “lavoro” ( e non è giusto il termine “lavoro”; non ne trovo uno migliore…. )
    Ma fino a quando riusciremo?
    Con l’ottimismo di sempre…
    Franco

    P.S. se non fossi ottimista chi me lo farebbe fare di” lanciare” mio figlio nella mia ingrata professione??

  33. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Molto molto interessante Franco, se ci dai i numeri. Meglio se in percentuale. Meglio ancora se riferiti e paragonati ad anni precedenti.
    Sarebbe bello se molte aziende facessero lo stesso lavoro per confrontare i vari numeri.

  34. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    E quella di Franco è sicuramente un’azienda all’avanguardia, che io stimo essere presenti in Italia per un massimo del 15%. Non augurarti che arrivino i bilanci dei soli “proprietari di terra” che sono l’85%. Se non ci fosse per questi il valore fondiario a illuderli, accontenteremmo facilmente la Tamaro che vuol vedere i campi pieni di papaveri.

  35. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    I dati di Franco, che tra l’altro prende 55-60 mila euro l’anno di PAC, non servono a niente……..io nei miei 13 ettari, non ho mai guadagnato così tanto come nel 2014 (+/- 20 mila euro)……… e poi, NON SARA’ CERTO COLPA DEL FATTO CHE NON SI POSSONO UTILIZZARE GLI OGM!!!!!

    I prezzi calano proprio perchè ci sono gli OGM di importazione. Non si può continuare ad esportare prodotti industriali ed avere come contropartita derrate agricole……… spesso mangimi OGM!

  36. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Caro OGM bb!

    Qui non stiamo parlando di OGM o convenzionale.
    Stiamo parlando di reddito di un’azienda agricola.
    Un discorso se vuoi molto meno scientifico, ma altrettanto importante per la sopravvivenza dell’agricoltura italiana/europea.
    I 55-60 K€ (ma sono meno) che gentilmente la EC mi elargisce sono proporzionali alla superficie coltivata; ergo, in proporzione, prendi gli stessi € anche tu.
    Al contrario di quanto rilevo dai tuoi messaggi io sono felice per te se con 13 Ha riesci ad ottenere un margine di 20K€.
    Non so cosa coltivi, ma in prima approssimazione ipotizzo mais. Correggimi se sbaglio.
    Con 13 Ha di mais, se proprio sei bravissimo e fortunato, produci una media di 10 ton/Ha pari a 130 Ton di mais secco che al prezzo corrente (150 la media dell’ultimo bollettino di Milano) corrispondono oggi a 19.500,00€ di fatturato.
    Metti pure che quest’anno, come tutti i produttori di mais hai avuto una produzione maggiore per via del clima piovoso e favorevole.
    Facciamo finta che sia > del 20%; sono 156 Ton X 150€/Ton = 23.400,00 € di fatturato.
    E tu mi dici che con 3.400,00€ hai coltivato 13 Ha di terreno? Hai pagato “tutte” le tasse, hai essiccato il tuo mais, hai svolto tutte le pratiche burocratiche che il nostro sistema ci impone?
    Fammi conoscere la formula che ti assumo come consulente, anzi come amministratore della mia azienda agricola e vado in vacanza in barca tutto l’anno insieme a mio figlio a pescare…
    Che poi i prezzi calino per colpa delle importazioni OGM é tutto da spiegare.
    Lo stesso ultimo bollettino di Milano parla di 184,5 (medio) per il mais non comunitario…
    Forse si potrebbe parlare del contrario e forse perché il nostro mais vale meno per ragioni oggettive…
    P.S. mi puoi per cortesia dire (perdona la mia ignoranza) quali sono i prodotti industriali che esportiamo a fronte del nostro deficit di prodotti agricoli?

  37. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco

    Non crederci racconta solo balle, non merita nessun credito è solo un fanafarone. Io conosco la zona dove coltiva ed il mais non si è mai coltivato in quelle zone prima che uscissero i mais precoci, che producono molto meno di quelli che ti puoi permettere di coltivare tu nei tuoi terreni e con la disponibilità di acqua che hai. Poi ha detto che fa rotazione e semina anche medica e qui di soldi ne prende pochi. Mo smettiamola di prendere in considerazione quello che dice!

  38. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    - purtroppo, e lo sai benissimo perchè ne abbiamo parlato altre volte, per guadagnare quello che ho guadagnato ho dovuto fare mais ceroso per digestori (38 euro T + IVA) ……… un assurdo, ma tengo famiglia e “pecunia non olet”;

    - ecco un esempio di export di prodotti industriali e di import di prodotti agricoli…………

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/12/le-importazioni-di-alimenti-sono-la.html

    agricoltori sveglia…….. non è vero che gli OGM risolveranno i vostri problemi…..anzi!!!!

    Occorre una lotta politica, indirizzata almeno alla sovranità alimentare.

  39. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    “”"”agricoltori sveglia…….. non è vero che gli OGM risolveranno i vostri problemi…..anzi!!!!

    Occorre una lotta politica, indirizzata almeno alla sovranità alimentare.”"”"”

    SOTTOSCRIVO IN PIENO, MA I PROBLEMI DEGLI AGRICOLTORI DERIVANO PRIMA DI TUTTO DA UN’AGRICOLTURA DI RETROGUARDIA CHE IN ITALIA ORMAI IN MOLTI FANNO . Tuttavia gli OGM qualche problemino lo risolverebbero, certo in minima parte quelli messi a punto dalle multinazionali e in gran parte, invece, quelli molto più mirati che creerebbe una ricerca pubblico-privata ben coordinata, nel senso che una (la privata) finanzierebbe la pubblica per i tratti modificati che metterebbe a disposizione.

  40. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Insisto e confermo

    Non ho mai detto che OGM sia la soluzione a tutti i problemi dell’agricoltura italiana.
    Dico solamente che OGM (nello specifico in questo momento storico MON 810) sarebbe uno strumento per avere qualche ragione in più per coltivare mais nel nostro paese. Tutto qui.
    Spenderemmo meno per coltivare “meglio”.
    Non lo possiamo fare per ragioni solamente “politiche”?
    Nulla di male ( ma non é vero che non sia male, ci rimettiamo quattrini!)
    Vi assicuro che gli agricoltori italiani sopravviveranno anche a questo illogico sopruso…
    Siamo “tosti” !!!

    Ciao Franco

  41. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    @Franco Nulli Ogm Bbb Alberto
    Neanche io credo di avere i requisisti dell’agricoltore medio delle statistiche.
    Per tirare le somme delle produzioni vegetali mi tocca attendere la vendita della soia (35 qli/ha seminata a fine maggio) e i saldi a ottobre dei conferimenti a prezzi medi dei mais differenziati (103 qli/ ha).
    Non avevo ne riso ne trinciati per biogas.
    Frumento da seme un mezzo disastro:45 qli/ha e impossibilità di farvi seguire la soia di 2°raccolto.
    Il freddo a luglio che non la faceva partire e le giornate nuvolose che accorciavano il fotoperiodo mi han fatto desistere In settembre ho poi seminato le cover per il mais 2015 ,che al momento si presentano bene e qualche risparmio in concimazione azotata e diserbo dovrebbero darmelo questa primavera/estate.

    Se non fosse per i famelici appetiti fiscali /burocratici che ci gravano e incombono di continuo, considerando i soli rischi in campagna del ns mestiere, il bicchiere non lo vedrei del tutto vuoto
    Le piogge continue su colture defogliate da grandine ( 40:60 %) hanno compensando il braccino corto delle assicurazioni..con una produzione, raccolta al pelo, prima delle piogge autunnali superiore a quella, che probabilmente si sarebbe ottenuta, se dopo le grandinate in asciutta fosse seguito clima caldo e secco,come a volte invece accade.
    Per mia fortuna casualmente e inspiegabilmente visto l’andazzo generale in zona ,le granaglie erano abbastanza sane nonostante :
    -lesioni da grandine
    -l’elevata umidità ambientale
    -la presenza di alcune varietà di mais considerate con il senno di poi….a rischio marcescenza (media di alterati al 3,9% con le varietà di mais più suscettibili , il che comporterebbe al prezzo attuale circa 30 centesimi /qle di penalizzazione )
    Soia e frumento per fortuna raccolte a tempo, hanno superato le analisi senza penalizzazioni.
    Ho trattato solo il frumento contro la fusariosi della spiga
    Sul mais che era in rotazione direttamente su cover crops, ho effettuato solo monitoraggi che hanno comportato, secondo disciplinare regionale:niente concia ne geodisinfestante , nessuna autorizzazione al trattamento piralide e diabrotica.
    Chi ha fatto mais da biogas anche qui quest’anno ci ha preso ,io mi accontento di aver i terreni non massacrati in raccolta praticante già pronti per la semina,costi di produzione più bassi e qualche euro/qle di premio per le differenziazioni qualitative e gli speciali che mi consentono , quest’anno di avere meno motivi per lamentarmi ed essere preoccupato per il divenire di parte dei miei colleghi che fan granella comune in convenzionale . A maggior ragione di quelli che oltre ad aver perso parte dei cereali e della soia ,si ritrovano con mais da passare al pulitore ottico ,magari pure dopo aver sostenuto costi di coltivazione superiori ai miei (che per essere compensati necessitavano di produzioni ,prezzi ,qualità maggiori di quelli ricavati ) e/o con un compratore ancora da trovare.
    Insomma se Sparta non ride, Atene piange disperatamente.

    Per quanto invece riguarda il 2015 come molti altri, purtroppo probabilmente non avrò ne frumento ne pisello, che meritino di essere mantenuti come colture, per via delle inondazioni post semine autunnali, che hanno compromesso l’emergenza dei seminati oltre metà ottobre. Questo oltre il danno ci scombussola i piani di rotazione..Speriamo che le condizioni del suolo in febbraio marzo, consentano di provare a reintrodurre nei vuoti, qualche varietà alternativa-primaverile di cereali o leguminose microterme. Almeno per una superficie sufficiente a rispettare la superficie minima obbligatoria per la terza coltura.
    Se cosi non sarà, dovremo inventarci qualcos’altro: il set asside che sembra vada per la maggiore personalmente mi è “indigesto”per via della organizzazione aziendale nello spargimento reflui in ZVN ,il girasole lo abbiamo escluso perché lo devastavano in gran parte i colombi torraioli e i corvidi che qui sembra siano protetti al pari delle vacche sacre in India.
    Si potrebbe provare con :
    -Sorgo da granella sperando di riuscire a tenerlo pulito, non sia appetibile ai volatili quanto il girasole e che i cinghiali scelgano altre destinazioni.
    -Fagioli cannellini seminati a maggio/ giugno se ci fosse ‘ qualche ditta interessata a ritirarli secchi .
    Al momento non mi vengono in mente altre colture possibili e facilmente vendibili.
    Ben vengano altre idee su possibili colture se ne avete da suggerire,tenendo conto che non possiamo sottrarre troppo tempo e energie al 95% della Sau aziendale, per una coltura di dubbia redditività che rappresenta il 5 % della Sau
    Ed è per questo motivo che almeno il 5% della terza coltura a mio avviso molto probabilmente in molte aree rischia di venir destinato in prevalenza a set asside

  42. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Certo Franco ne ho una.

    Puoi seminare frumento duro adesso che non ha bisogno di essere vernalizzato.

    Solo che non ti assicuro un gran prezzo visto con i prezzi spuntati l’anno scorso tutti si sono buttati sul frumento duro e quindi l’offerta 2015 probabilmente sarà molto più numerosa del 2014.

    Ecco Franco (l’altro) tu mi dai una conferma grande come una casa di quello che dico: se chi più chi meno piangono ambedue i Franco, cosa ne è di chi coltiva tanto per riempire la terra? Solo che in Italia non si ha il coraggio di dire che ormai è più la superficie coltivata alla “caz.. di cane” che quella ben coltivata e con immissione di innovazioni.

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