Strategie Coldiretti

06 Nov 2008
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Beccalossi (An): Non si regalino cooperative alla Coldiretti

–IL VELINO AZIENDE–

Roma - Si alza sempre di più il polverone generato dal progetto di Coldiretti di portare i prodotti agricoli sugli scaffali dei supermercati con il proprio marchio “Campagna amica”. Sfidando agricoltori e grande distribuzione organizzata. E dalle campagne la polemica si sposta alle aule di Camera e Senato. L’oggetto di discussione è - stavolta - il disegno di legge 1441 ter A dello scorso 5 agosto che, all’articolo 5, consentirebbe ai consorzi agrari di usufruire delle caratteristiche di prevalenza mutualistica comuni alle cooperative, con tutti i vantaggi economici che ne derivano. Il disegno di legge, la cui lettura è ancora alla Camera, permetterebbe a Coldiretti - che detiene la maggioranza nei consigli di amministrazione della maggior parte dei consorzi agrari - di chiudere il cerchio e riuscire così a “integrare” il proprio progetto con cooperative a tutti gli effetti, per lo meno dal punto di vista legale. E gestite naturalmente dalla stessa organizzazione agricola. “Io mi riconosco nella maggioranza, ma a volte qualcuno fatica a capire che oltre alle cooperative ‘rosse’ di Legacoop, ci sono anche quelle ‘bianche’ di Confcooperative, che risulterebbero gravemente danneggiate da un provvedimento di questo genere”, dichiara al VELINO Viviana Beccalossi, componente della commissione Agricoltura della Camera, che aveva chiesto il ritiro, con un emendamento, proprio dell’articolo 5 relativo ai consorzi agrari.

“Le Confcooperative sono indispensabili per il sistema agricolo italiano - insiste Beccalossi - e l’articolo 5 del Dl 1441 finirebbe con il danneggiare tutta l’agricoltura italiana”. Anche perché, come spiega l’esponente di Alleanza nazionale, il sistema cooperativo italiano è già da qualche tempo sotto osservazione da parte di Bruxelles, e l’approvazione definitiva di questo disegno di legge porterebbe con ogni probabilità a un irrigidimento ulteriore da parte della Comunità europea con conseguenti multe all’Italia. “Senza parlare della violazione dell’articolo 2513 del codice civile. Credo che ci siano tutti i margini per fare ricorso e con molta probabilità qualcuno è già intenzionato a procedere in questo senso”. Poi la Beccalossi lancia l’affondo: “Credo di non svelare alcun segreto se dico che dietro alla connotazione politica di questo disegno di legge c’è la Coldiretti”. Si tratta, secondo l’esponente di An, “di una vera e propria richiesta della Coldiretti alla politica. Richiesta che è stata accolta andando contro a Confcooperative, Cia e Confagricoltura. In questo modo - incalza - si dà voce solo alla Coldiretti. È vero che l’organizzazione dei coltivatori diretti è importante, ma bisogna ricordare che non è l’unica ed esclusiva”.

Sfida Coldiretti, Cremonini: Consumatori non abboccano a poesie

–IL VELINO AZIENDE–

Roma - “Se i prodotti che Coldiretti proporrà ai consumatori saranno competitivi con quelli proposti dall’industria e dal commercio, avranno successo. Spero che i coltivatori diretti non credano, come è già stato fatto in passato, di risolvere il problema dell’agroalimentare italiano e smantellare il sistema dell’import e dell’export del settore” generando una minore importazione delle materie prime da altri paesi. È questo quanto dichiara al VELINO Luigi Cremonini, titolare dell’omonima azienda proprietaria di marchi come Montana, Inalca, Chef Express e Road House, riguardo il progetto dell’organizzazione dei coltivatori diretti di portare sugli scaffali dei supermercati - entro i primi mesi del 2009 - i prodotti agricoli rendendoli riconoscibili dai consumatori con un marchio, quello di “Campagna amica”, tutto italiano e tutto “Coldiretti”. Anche perché, spiega ancora Cremonini, “con una cassetta di mele non si va da nessuna parte”.

Secondo il titolare del Gruppo, i coltivatori diretti, “rappresentano la linfa vitale del sistema agroalimentare italiano e proprio per questo devono dialogare di più con l’industria”. Il fenomeno dei farmers’ market e il progetto della Coldiretti, secondo Cremonini “possono avere valenza per una nicchia di produttori e di consumatori, ma non credo che possano risolvere i problemi dei consumi italiani”. E saranno i consumatori stessi a fare da cartina tornasole. Anche per quanto riguarda le condizioni igienico-sanitarie. “Se il progetto deluderà le aspettative dei consumatori andrà incontro a un cattivo esito, se invece le promesse fatte dall’organizzazione agricola saranno rispettate, la Coldiretti sarà sicuramente premiata. Ma se qualcuno pensa - tiene infine a precisare Cremonini - di poter fare della poesia e che i consumatori abbocchino, è sulla cattiva strada”.
“Per rilanciare i consumi bisogna che arrivino più soldi nelle tasche dei consumatori”. Lo ha dichiarato al VELINO Luigi Cremonini titolare della “Cremonini Spa” a margine del convegno che si è svolto a Roma per festeggiare i 25 anni dalla nascita di Federalimentare. “I consumatori italiani sono preparati ed esigenti e continuano a scegliere, nonostante la crisi, i prodotti di eccellenza. Le aziende che producono e lavorano bene - ha proseguito Cremonini - saranno le ultime a mostrare difficoltà, ma la verità è che, per poter rilanciare i consumi - insiste - i consumatori devono avere più soldi da spendere”.

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Nella categoria: OGM & Economia

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