Senza aflatossine, senza Ogm

Novembre 10th, 2015
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Sarebbe davvero una splendida notizia, debellare le aflatossine con una ricerca tutta italiana. Speriamo funzioni benissimo sempre e che sia l’avvio per una specie di “vaccinazione” delle piante che
userebbero ceppi attenuati per debellare quelli tossici. Tutti i nostri complimenti a chi sta portando avanti questa ricerca.

Due note a margine. Se Pioneer brevetta in questo caso nessuno si strappa le vesti e non grida contro una orrida multinazionale che non regala a popolazioni africane un presidio che potrebbe salvare loro la vita. Anche Coldiretti e’ parte del business, forse è perché non era stata fatta sedere a tavola che gli Ogm non sono passati?

Infine un auspicio, ossia che si trovino anche ceppi di Fusarium che debellino le fumonisine, Casomai finanziando anche qualche azienda italiana?

Leggi Soluzione italiana contro le aflotossine nel mais

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Marco Pasti scrive alla Serracchiani sperando che legga con calma e senza suggeritori interessati

Gennaio 16th, 2014
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serracchiani-ogm Una lettera precisa, concreta e calzata sulle criticità e problematiche del Friuli. Una contro-informazione gratuita su cui sarebbe bello che la Governatrice ragionasse con calma e senza cercare come al solito di inseguire la piazza.


Lettera Aperta a Debora Serracchiani, presidente, e a Sergio Bolzonello, assessore alle attività produttive, della Regione Friuli Venezia Giulia.

In questi giorni sono in discussione presso gli uffici della Regione Friuli Venezia Giulia le regole per la coesistenza tra colture geneticamente modificate, convenzionali e biologiche. L’obbiettivo politico dichiarato dall’Amministrazione Regionale è quello di impedire la coltivazione di mais geneticamente modificato per resistere alla piralide. Nonostante questo obbiettivo sia perfettamente centrato nel testo messo a punto dagli uffici regionali siete stati accusati dagli oppositori degli OGM di voler spalancare le porte alla coltivazione di OGM in Regione. A queste accuse avete risposto che “la Regione Friuli è la prima regione italiana sotto attacco degli OGM” e che le norme per la coesistenza sono l’unico strumento nelle mani della Regione per impedire la coltivazione di OGM.

Appare evidente che il no agli OGM sia la strada che ritenete vincente nell’attuale contesto politico. Tuttavia questa strada non è senza costi per i cittadini e le imprese che vivono e operano in Friuli. Infatti il mais con oltre 90.000 ettari coltivati è la principale coltivazione del Friuli e la piralide è un insetto in grado di causare gravi danni sia quantitativi sia qualitativi a questa coltivazione. La perdita di produzione è molto variabile di anno in anno, ma può essere stimata in non meno del 10% della produzione regionale ovvero in oltre 80.000 tonnellate per un valore di almeno 16 milioni di euro. Ad oggi le varietà geneticamente modificate per resistere alla piralide sono il mezzo di gran lunga più efficiente per il suo controllo e sono stati ritenute sicure per l’uomo e l’ambiente dall’EFSA e dalle più credibili istituzioni internazionali.

A questo va aggiunto il problema delle contaminazione di alcune micotossine, sostanze tossiche prodotte da muffe, che si sviluppano prevalentemente sulle parti di spiga attaccate dalla piralide. Tra le micotossine le fumonisine sono strettamente connesse al danno causato dalla piralide che è in grado di aumentarne il contenuto di oltre 100 volte e sono state classificate come possibili cancerogene per l’uomo dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) anche in base a studi epidemiologici svolti in Friuli sul cancro alla cavità orale, alla faringe e all’esofago. Le fumonisine sono tossiche anche per gli animali tanto che spesso l’industria mangimistica preferisce comprare mais estero a prezzo superiore perché meno contaminato da fumonisine. Complessivamente a livello nazionale si può affermare, in base a stime dell’Università Cattolica di Piacenza, che il danno derivante da intossicazioni croniche da fumonisne agli allevamenti zootecnici sia dello stesso ordine di grandezza del danno subito dai produttori di mais.

La piralide è uno dei maggiori fattori di rischio di contaminazione anche per le Aflatossine dopo caldo e siccità. Le Aflatossine, classificate come sicuramente cancerogene, sono più rare ma molto più tossiche delle fumonisine, ed hanno la caratteristica di passare nel latte e quindi nei formaggi. La loro presenza potrebbe aumentare nei prossimi anni data la tendenza al rialzo delle temperature ed un controllo efficiente della piralide potrebbe diventare una condizione indispensabile per poter produrre mais in Friuli.

Da un punto di vista ambientale andrebbe considerato che il mais resistente alla piralide non solo riduce la distribuzione di insetticidi non selettivi dell’ambiente, ma richiede meno acqua, energia, concimi e agrofarmaci per essere prodotto dal momento che a parità input otteniamo un 10 percento in più di produzione. Per ottenere lo stesso quantitativo di mais prodotto oggi in Friuli si potrebbero risparmiare 50 milioni di metri cubi d’acqua, 9.000 TEP in meno di energia , 45.000 kg di agrofarmaci e 8.000 tonnellate di concimi o, a parità di superfici investite, assorbire 260.000 tonnellate di CO2 dall’atmosfera in più.

Quindi da norme che permettano la coesistenza possono derivare tangibili vantaggi per gli agricoltori, oltre 30 milioni di Euro, per i consumatori, minor rischio di contaminazione di micotossine possibili o sicure cancerogene, e per l’ambiente, minori consumi di energia, concimi e agrofarmaci per unità di prodotto. Buone norme di Coesistenza permettono ai produttori di scegliere cosa produrre e ai consumatori cosa consumare.

La distanza tra queste considerazioni e l’immagine creata presso l’opinione pubblica in questi anni è considerevole grazie ad una sistematica azione denigratoria svolta da una certa parte dell’agroalimentare italiano che vede nella demonizzazione degli OGM una strategia commerciale per fidelizzare i consumatori e cavalcata da una certa parte della politica per fidelizzare gli elettori. Questa strategia poggia tra l’altro sull’ipocrita omissione del fatto che da oltre 15 anni quotidianamente gli OGM entrano pacificamente e incontrastati in Regione tramite camion, treni e navi di soia GM prodotta all’estero e senza la quale una parte importante dei rinomati prosciutti e formaggi friulani non potrebbe essere prodotta.

Credo sarebbe importante che la Regione compisse uno sforzo per ridurre la distanza tra la realtà produttiva e la sua immagine presso l’opinione pubblica perché i buoni governi guidano i cambiamenti, quelli cattivi utilizzano le paure degli elettori.

Mestre, 15/01/14.
Marco Aurelio Pasti
presidente Associazione Italiana Maiscoltori

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Aflatossine: problema irrisolto

Marzo 19th, 2013
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Nuovi interventi sul tema dello smaltimento del raccolto 2012 sul Fatto alimentare : Troppe micotossine nel mais, il problema riguarda diversi Paesi tra cui l’Italia e prescinde dall’origine della materia prima e da parte di  Vincenzo Cappellini: Parliamo di Aflatossine nei cereali

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Botta e risposta tra Vincenzo Cappellini e Coldiretti

Febbraio 21st, 2013
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Articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale il 21/02/2013

La polemica non sembra spegnersi (leggi anche http://www.salmone.org/vincenzo-cappellini-aflatossine-og/ ) e Coldiretti viene messa in discussione tanto da essere costretta ad una replica che non da risposte puntuali, ma solo allusive e mancanti di una qualunque visione che non sia quella di difendere i prodotti tipici. Un’agricoltura pensata per non rinnovarsi e non competere come se non avessimo capito tutti che sovvenzioni statali ed Europee non terranno più in piedi questo sistema di produzioni.

Leggi articolo di Visentin e la risposta di Cappellini

Il 21 Febbraio Cappellini rilancia sulla stampa locale con un nuovo articolo su “Coldiretti: una politica arretrata

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La decrescita diventa dipendenza economica e culturale

Febbraio 4th, 2013
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Spietratura di campi agricoli
Siamo al tramonto dell’indipendenza alimentare italiana visibile in tutti i suoi aspetti. Tra poco i transalpini (o i cinesi) compreranno a poco prezzo anche il marchio Made in Italy. Per fare un agricoltura con gli OGM servono investimenti economici e culturali, ma ne servono molti di più per essere una economia OGM-free. Stiamo diventando solo un Paese Italia-free.

Record deficit con l’estero per il mais italiano

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Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…