OGM ed agricoltura biologica: il matrimonio si rafforza

Gennaio 7th, 2010
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<<Possiamo alimentarci senza danneggiare il mondo?>>. Da un articolo del New York Times. Leggi l’articolo del New York Times

Nella categoria: OGM & mondo

I parassiti ringraziano l’agricoltura biologica

Novembre 24th, 2009
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Il titolo gia’ sembra una risposta alle tre organizzazioni del biologico che mescolano insetticidi ed erbicidi sotto l’unica categoria dei pesticidi (http://www.salmone.org/2009/11/19/lagricoltura-biologica-gli-ogm-del-tipo-bt-riducono-luso-dei-pesticidi/ ). Qui come e’ ovvio i Pests sono insetti ed e’ quindi ovvio che i pesticidi sono gli insetticidi e solo in questo modo useremo su questo sito la parola pesticidi.

Science ( http://sciencenow.sciencemag.org/cgi/content/full/2009/1113/4?etoc ) riferisce di un articolo che mostra come alcuni parassiti preferiscano le coltivazioni biologiche ed altri quelle che usano fertilizzanti sintetici. Ancora una dimostrazione che la Natura non e’ buona e non pensa a nutrirci producendo frutti per noi, che naturale non vuol dire ne’ sicuro ne’ salutare, ma e’ solo (come direbbe Pascale nel suo ultimo libro) una parola-ameba.

Some Pests Prefer Organic
By Phil Berardelli
ScienceNOW Daily News
13 November 2009
Contrary to claims made by some proponents of organic farming, natural fertilizers are often no better than chemical fertilizers at defending crops against insects–and sometimes they’re worse. That’s what British researchers found over the course of a 2-year trial. The results suggest that farmers should tailor fertilizing to individual plant varieties.
Organic farming has gained popularity in recent decades because of its use of natural ingredients. Proponents say that cow manure, for example, is far less harmful to the environment than petrochemical-based products. Some advocates have also claimed that organic fertilizers help plants resist insect pests better than synthetic varieties do. That’s because plants absorb the nitrogen and other nutrients from organic fertilizers more slowly, and the pest larvae that rely on those nutrients have a tougher time gobbling them up.
Previous research on the topic proved inconclusive, so researchers at Imperial College London and two other institutions in the United Kingdom studied how three pests–two types of aphid and one species of moth–responded to the application of natural and synthetic fertilizers on cabbage plants. The team used chicken manure and other green fertilizers derived from beans and alfalfa, plus commercially produced ammonium nitrate, and applied all in both high and low concentrations. The experiment spanned two growing seasons at multiple field sites.
The team got surprisingly mixed results. The moth, Plutella xylostella, favored the conventionally fertilized plants, laying its eggs about four times more frequently on them than on organically fertilized cabbage. One aphid, Myzus persicae, also preferred the commercial fertilizer, laying eggs on ammonium nitrate-fed plants twice as often as on plants fed with organic fertilizer. But the other aphid, Brevicoryne brassicae, preferred the organically grown variety by about a three-to-one egg-laying margin, the researchers report this week in the Proceedings of the Royal Society B.
The lesson here, says entomologist and co-author Simon Leather, is that the complex chemical interactions between fertilizer and plant can be unpredictable, repelling some pests but attracting others. “One size does not fit all,” he says.
Biologist Gordon Port of Newcastle University in the United Kingdom agrees, calling the work a “robust” study. What remains to be seen, he says, is how the natural enemies of the pests (such as ladybugs for the aphids and wasps and spiders for the moths) react to the two different types of fertilizers.

Varying responses of insect herbivores to altered plant chemistry under organic and conventional treatments
1. Joanna T. Staley1,*, Alex Stewart-Jones2, Tom W. Pope2,Ý, Denis J. Wright1, Simon R. Leather1, Paul Hadley3, John T. Rossiter1, Helmut F. van Emden3 and Guy M. Poppy2
+
Author Affiliations
1. Division of Biology, Department of Life Sciences, Imperial College London, Silwood Park Campus, Buckhurst Road, Ascot, Berkshire SL5 7PY, UK
2. School of Biological Sciences, University of Southampton, Hampshire SO16 7PX, UK
3. School of Biological Sciences, University of Reading, Whiteknights, Reading, Berkshire RG6 6AH, UK
1. *Author for correspondence (j.staley@imperial.ac.uk).
Abstract
The hypothesis that plants supplied with organic fertilizers are better defended against insect herbivores than those supplied with synthetic fertilizers was tested over two field seasons. Organic and synthetic fertilizer treatments at two nitrogen concentrations were supplied to Brassica plants, and their effects on the abundance of herbivore species and plant chemistry were assessed. The organic treatments also differed in fertilizer type: a green manure was used for the low-nitrogen treatment, while the high-nitrogen treatment contained green and animal manures. Two aphid species showed different responses to fertilizers: the Brassica specialist Brevicoryne brassicae was more abundant on organically fertilized plants, while the generalist Myzus persicae had higher populations on synthetically fertilized plants. The diamondback moth Plutella xylostella (a crucifer specialist) was more abundant on synthetically fertilized plants and preferred to oviposit on these plants. Glucosinolate concentrations were up to three times greater on plants grown in the organic treatments, while foliar nitrogen was maximized on plants under the higher of the synthetic fertilizer treatments. The varying response of herbivore species to these strong differences in plant chemistry demonstrates that hypotheses on defence in organically grown crops have over-simplified the response of phytophagous insects.

Nella categoria: OGM & ricerca

L’agricoltura biologica: gli OGM del tipo Bt riducono l’uso dei pesticidi

Novembre 19th, 2009
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Un lungo e complesso documento di tre organizzazioni dell’agricoltura biologica statunitense promuove le varieta’ Bt. Letto superficialmente sembra una condanna degli OGM che aumentano l’uso di pesticidi, ma leggendo con cura il rapporto si scopre che c’è una approvazione inequivocabile di tutte le varietà Bt capaci di ridurre in maniera significativa l’uso di insetticidi. A pagina 44 il titolo del pargrafo è: Il cotone Bt continua a funzionare bene!. Dal sito della reuters.com

Il rapporto (OrganicPesticide e OrganicTabels) cerca di sommare erbicidi ed insetticidi sotto l’unica dizione di pesticidi, ma poi nell’analisi distingue tra erbicidi e pesticidi veri e propri (chiamati insetticidi). Mentre i primi hanno una bassisima tossicita’ per l’uomo i pesticidi bloccano la trasmissione neuro-muscolare ed in questo modo impediscono di respirare (ossia di allargare i polmoni) sia agli insetti che agli uccelli che a noi. Resta significativo il passo del documento della Pontificia Accademia delle Scienze del 2002 dove si afferma che:

Circa 85 milioni di uccelli e miliardi di insetti sono uccisi annualmente solo negli USA per l’uso dei pesticidi sulle coltivazioni tradizionali. 130.000 esseri umani sono ospedalizzati per lo stesso motivo. Le piante geneticamente modificate ora in uso hanno già fortemente ridotto l’uso dei pesticidi con grandi benefici ecologici. Si aspetta che tali benefici vengano significativamente aumentati al progredire degli sforzi della ricerca.

http://www.anbio.org.br/noticias/vaticano2.htm

Inoltre gli erbicidi vengono spruzzati sui campi per andare nel suolo, quindi molto bassi, mentre la nuvola dei pesticidi viene spruzzata anche da tre metri d’altezza per irrorare il mais.
La confusione che si induce nel lettore è che l’agente arancio spruzzato dalle truppe USA in Vietman era ed è tossico per l’uomo, ed era un erbicida prodotto da Monsanto. Anche tossiche sono le triazine che difatti l’EU vieta e che la Francia ha vietato per davvero.

Molto diverso è il discorso del glifosato che Monsanto ha addirittura tentato di spacciare per “amico dell’ambiente” venendo condannata a rimuovere la auto-pubblicita’ dall’etichetta del prodotto. Ma se non si puo’ dire che sia un erbicida “verde” (come non è verde la benzina e non ci cono automobili o intonaci amici dell’ambiente, ma nessuno gli fa causa) altra cosa è sostenere che siano dannosi per l’uomo come i pesticidi.
Ad esempio basta guardare che ne dice Wikipedia (non da usare come la Bibbia ma come innesco di un approfondimento)

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Glyphosate
Il glyphosate, in italiano glifosate o glifosato (N-(fosfonometil)glicina, C3H8NO5P), è un analogo aminofosforico della glicina, inibitore dell’enzima 5-enolopiruvil shikimato 3-fosfato sintasi (EPSP sintasi), noto come erbicida totale (non selettivo), di cui Monsanto possedeva il brevetto di produzione, scaduto nel 2001.
Il composto è utile in quanto non tossico per i mammiferi (incluso l’uomo), che non possiedono la via metabolica dello shikimato, in cui la molecola agisce come inibitore, ed in quanto, a contatto con il terreno, la molecola viene degradata quasi immediatamente dalla microflora.
Monsanto vende anche, con il nome commerciale di Roundup ready, sementi di piante modificate geneticamente per essere resistenti al glifosate che può essere quindi utilizzato come diserbante su queste coltivazioni senza timore per la piante di interesse. In coltivazioni tradizionali si sfrutta invece la proprietà del prodotto di essere assorbito solo dalle foglie e non dalle radici, irrorandolo in coltivazioni di piante già adulte più vicino al suolo rispetto alle foglie della pianta di interesse: in questo modo solo le erbe infestanti vengono uccise.
Da un punto di vista operativo, il glyphosate viene spesso erroneamente associato alla categoria dei cosiddetti prodotti “seccatutto”, cioè a quei principi attivi non selettivi (risultano tossici per tutte le piante) come i dipiridilici, assorbiti per via fogliare. In realtà il glyphosate, a differenza di altri prodotti, viene assorbito per via fogliare, ma successivamente traslocato in ogni altra posizione della pianta per via prevalentemente floematica. Questo gli conferisce la caratteristica di fondamentale importanza di essere in grado di devitalizzare anche gli organi di conservazione ipogea delle erbe infestanti, come rizomi, fittoni carnosi ecc., che in nessun altro modo potrebbero essere devitalizzati.
L’assorbimento del prodotto avviene in 5-6 ore, e il disseccamento della vegetazione è visibile in genere dopo 10-12 giorni. Tuttavia il destino della pianta colpita è segnato dal momento in cui la sostanza entra in circolo. Recentemente la Monsanto ha immesso in commercio il sale di potassio del glyphosate, che offre il vantaggio di un assorbimento molto rapido (1 ora circa), mettendo al riparo l’agricoltore da rischi di piogge post trattamento, e un’efficacia migliorata in applicazioni con temperature non ottimali.

l testo delle varie organizzazioni dell’agricoltura biologica condanna le varietà resistenti ad erbicidi (ma omette di spiegarne i grandi vantaggi per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica dai campi no-tillage, non arati) ed approva senza esitazioni la riduzione dell’uso dei pesticidi sulle varietà Bt.
Questa è una ottima base di discussione per riconciliare mondi incomunicanti.

Nella categoria: OGM & agricoltura italiana

Cibi biologici o convenzionali sono indistinguibili

Settembre 10th, 2009
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Gli alimenti biologici sono pubblicizzati come nutrizionalmente superiori a cibi derivanti da altri tipi di agricoltura, ma questa e’ appunto una pubblicita’ di chi quei prodotti li deve vendere, reclamizzare o che ha interessi politici, economici o di tutela di posizioni dominanti del mercato. Manca a queste affermazioni una dimostrazione scientifica di tale pretesa superiorita’. Una estesa analisi britannica della letteratura scientifica internazionale del settore mostra come manchino dati, numeri e valutazioni scientifiche a sostegno di quella che al momento deve essere considerta come una credenza.

Nutritional quality of organic foods: a systematic review

Alan D Dangour, Sakhi K Dodhia, Arabella Hayter, Elizabeth Allen, Karen Lock, and Ricardo Uauy

ABSTRACT
Background: Despite growing consumer demand for organically produced foods, information based on a systematic review of their nutritional quality is lacking.: We sought to quantitatively assess the differences in reported nutrient content between organically and conventionally produced foodstuffs.
Design: We systematically searched PubMed, Web of Science, and CAB Abstracts for a period of 50 y from 1 January 1958 to 29 February 2008, contacted subject experts, and hand-searched bibliographies. We included peer-reviewed articles with English abstracts in the analysis if they reported nutrient content comparisons between organic and conventional foodstuffs. Two reviewers extracted study characteristics, quality, and data. The analyses were restricted to the most commonly reported nutrients.
Results: From a total of 52,471 articles, we identified 162 studies (137 crops and 25 livestock products); 55 were of satisfactory quality. In an analysis that included only satisfactory quality studies, conventionally produced crops had a significantly higher content of nitrogen, and organically produced crops had a significantly higher content of phosphorus and higher titratable acidity. No evidence of a difference was detected for the remaining 8 of 11 crop nutrient categories analyzed. Analysis of the more limited database on livestock products found no evidence of a difference in nutrient content between organically and conventionally produced livestock products.
Conclusions: On the basis of a systematic review of studies of satisfactory quality, there is no evidence of a difference in nutrient quality between organically and conventionally produced foodstuffs. The small differences in nutrient content detected are biologically plausible and mostly relate to differences in production methods.
Am J Clin Nutr doi: 10.3945/ajcn.2009.28041.

Nella categoria: OGM & agricoltura italiana

L’Altro rompe il dOGMa

Agosto 28th, 2009
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A partire dal 1 agosto il quotidiano l’Altro di Piero Sansonetti ha aperto un vero ed appassionato dibattito nella sinistra sul tema degli OGM e del biologico.
Gilberto Corbellini, presidente di SAgRi, ha cominciato commentando uno studio inglese che dimostrava come gli alimenti biologici non erano migliori di quelli tradizionali. Sono seguite lettere di fuoco da parte di vari lettori fino ad un intervento del 9 agosto a firma plurima dove il gotha del biologico italico arrivava a sostenere che i pro-OGM sono anti-Democrazia, un intervento giustificabile solo dalle elevate temperature raggiunte in tutta Italia. La mia risposta (leggi qui) su richiesta del quotidiano è apparsa il 10 agosto con un nuovo bellissimo intervento di Gilberto Corbellini (leggi qui) in prima pagina.
La polemica e’ poi proseguita spostandosi su temi piu’ filosofici e politici ed e’ tuttora molto viva: qui sotto trovate un elenco dei maggiori interventi che trovate al sito: http://altronline.it/polemica-ogm
OGM Il biologico è moda, il futuro è OGM di Gilberto Corbellini
BIOLOGICO Le capriole pro OGM di Roberto Musacchio e Francesco Martone
La risposta di Rina Gagliardi
Che ci faceva su l’Altro un articolo pro Ogm? di Gaia Pallottino
I miei dubbi di Giorgio Nebbia
Siete impazziti? Non vi leggo più di Vinicio Giandomenico
Se non ci sono tabù…di Nanni Riccobono
Il biologico del futuro dovrà usare gli Ogm di Roberto Defez
Una sinistra darwiniana, la risposta di Corbellini
Transgenico o biologico? Non tutti i tabù sono inutili. di Enzo Scandurra
Il rapporto tra sinistra e scienza di David Bidussa
Le staminali sì, gli Ogm no. Ma non sapete dire perchè di Gilberto Corbellini
Scienza, sinistra e Ogm, i miei dubbi di Alfonso Gianni
Alcune idee sono irrinunciabili di Marcello Cini
Allora ditelo, è un complotto della scienza! Corbellini replica
Ok agli Ogm ma gli “usi di massa” sono un’altra cosa di Roberto Musacchio

Nella categoria: OGM & media

Le rubriche di Salmone

Antonio Pascale Lettera aperta contro il fast food del pensiero

Lettera aperta contro il fast food del pensiero. Sabato 27 febbraio, Carlo Petrini, a che tempo che fa, commentando la sentenza del Consiglio di Stato che ha autorizzato la coltivazione del mais bt, ha dichiarato, tra l’altro: che gli ogm inquinano, basta un colpo di vento. Se ne deduce, contrariamente a quanto si sforza di [...]

Luca Simonetti Sentenza del Consiglio di Stato a proposito di Ogm e piani di coesistenza

L’importante sentenza del Consiglio di Stato (n. 183/2010, consultabile qui) a proposito di Ogm e piani di coesistenza richiede, per una migliore comprensione, alcune osservazioni preliminari. Chi ritenesse di non averne bisogno, può tranquillamente saltare il primo paragrafo.
1. Situazione giuridica. La situazione giuridica esistente al momento della proposizione del ricorso si può riassumere come segue. [...]