Il 20% degli imprenditori dell’agricoltura biologica italiana lavorano in Sicilia e su questo comparto si incentra una interessante indagine giornalistica.
Leggi (L’inchiesta: la Sicilia batte tutti nel business dell’agricoltura biologica)
Le notizie che ci arrivano dalla Norvegia sono sconvolgenti e non a caso si scopre una relazione diretta con gli indimenticabili orrori dei genocidi nazisti.
A poche ore dalla tragedia il GR1 descriveva il criminale, autore delle stragi, come “titolare di una azienda agricola biologica e questo gli ha permesso di procurarsi l’esplosivo“.
Vogliamo dire con estrema chiarezza che noi non stabiliamo alcuna relazione tra una una tecnica di coltivazione agricola ed un pazzo criminale neo-nazista. Questo sito non lascerà alcuno spazio che possa consentire qualunque tipo di ambiguità su questa vicenda che non esiteremmo
a definire di volgare sciacallaggio.
Ci possiamo solo augurare che anche coloro che avversano le nostre posizioni dichiarino una simile presa di distanza dalle false speculazioni, appena ribadite, sulle inesistenti relazioni tra suicidi di agricoltori indiani ed utilizzo di semi di cotone trasgenico.
Nel 2011 scade il brevetto in Canada e nel 2014 nel resto del mondo (Scadenza dei brevetti biotech - Problemi per i produttori). Tutti potranno riprodurre semi di soia RR coltivarli e venderli come hanno sempre fatto gli argentini: si tratta di un vantaggio? si svilupperanno piu’ piante selvatiche resistenti a glifosate come gia’ avviene?. Si tratta di un primo grande evento nel campo del biotech che quindi si trova ad affrontare una novita’ assoluta. Certo e’ un cambio di generazione ed il momento per fare considerazioni e valutazioni sulla storia di una tecnologia (quella della soia RR) che ha conquistato il 77% di tutti i mercati dei semi soia mondiali entrando nella dieta della stragrande maggioranza dei capi allevati in tutti i Paesi sviluppati.
Ma e’ stato anche il simbolo dell’odio viscerale ed ossessivo delle multinazionali ambientaliste e di chi si visto espulso sia dal mercato dei semi di soia che da quello della produzione di altri diserbanti. Il tutto mentre le atrazine venivano bandite come troppo inquinanti ed esplodeva il problema di mucca pazza alla fine degli anni ‘90.
Il colpevole numero uno di quella emergenza sanitaria fu stato identificate nella scorretta preparazione delle farine animali, una criticita’ largamente annunciata dalla comunita’ scientifica mondiale in centinaia di articoli scientifici degli anni ‘80 e ‘90 tanto che gia’ nel 1997 fu assegnato il premio Nobel a Stanley Prusiner per le sue scoperte che legavano i prioni alla encelofatia spongiforme ben 4 anni prima che il caso scoppiasse in Italia.
Ma tanti fingono di scordare quegli allarmi degli scienziati di cui nessuno ha tenuto conto come invece ha onestamente ammesso dal cancelliere britannico Tony Blair in un indimenticabile discorso alla Royal Society nel 2002 (leggi Tony Blair alla Royal Society dove il passaggio in questione e’ evidenziato in grassetto).
A quel punto il mercato delle proteine mondiali e’ cambiato profondamente e dal 1996 e’ iniziata l’inarrestabile ascesa della soia OGM come sostituto delle farine animali nella dieta zootecnica.
Ma un mercato cosi’ fiorente ed avanzato come quello della produzione di proteine a partire dai residui di carne, ossa, corna, epiteli, pelli, zoccoli e sangue di animali macellati non poteva di certo sparire in un giorno bandito dalle diete dei mangimi. In fondo si tratta sempre di proteine e di composti azotati e come tali sono stati re-utilizzati e quindi scaricate nei campi come fertilizzanti organici, nel senso che non sintetizzati. Le farine animali sono quindi diventati un tappeto di fertilizzanti per tanti campi sopratutto per coloro come i coltivatori biologici che abborriscono qualunque fertilizzante di sitesi. Non a caso il regolamento EU del 1991 (poi aggiornato, ma non corretto) consente esplicitamente l’uso dell’intero arsenale delle farine animali come fertilizzante nei campi europei di agricoltura biologica (relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e alla indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari).
Che si tratti di una pratica lecita e’ certo, che si tratti di una pratica sicura forse lascia almeno qualche questione degna di “maggiori approfondimenti” per usare un eufemismo. Forse giova ricordare lo scambio di cortesie che ebbi col ministro dell’agricoltura di dieci anni fa proprio su questo tema conclusosi poi con la pubblicazione su Panorama di un articolo di G. Bangone che ricordava come nel 1991 fosse stato dimostrato che sotterrare animali affetti dall’analogo del morbo di mucca pazza non spegneva la capacita’ infettiva dei prioni che anche dopo tre anni continuavano a poter trasmettere il morbo (Leggi farine animali e biologiche si trova l’articolo di Roberto Defez sul Corriere della sera di 10 anni fa, la risposta con minaccia di adire alle vie legali da parte dell’avvocato dello stato e capo gabinetto del ministro. lo stralcio sui fertilizzanti ammessi in agricoltura biologica ed infine l’articolo su Lancet del 1991 che mosta come l’interramento non distrugge i prioni).
Il mercato delle proteine mondiali e’ una torta molto appetitosa ed e’ bene vigilare che si continui ad andare verso pratiche virtuose migliorando la tecnologia del RR che a quasi 20 anni dalla sua diffusione mostra chiari segni di stanchezza.
Expiration of Biotech Crop Patents - Issues for Growers
- Roger McEowen, Center for Agricultural Law and Taxation Crop; Integrated Managerment News via Seedquest, April 2011
In the near future, the last of the Roundup Ready soybean patents will expire. That expiration will be followed by the expiration of other patents on biotech crops and expiring approvals in overseas markets like the European Union and China.
Those expirations could lead to the planting of so-called “generic” versions of Roundup Ready seeds that lack approval in overseas markets, complicating the export process and potentially disrupting billions in trade. Whether the expirations will lead to lower seed prices and more choices for farmers is an open question and greater use of the historic practice of saving some seed and replanting it in the next crop season remains to be seen. But, as patents expire and regulatory approvals for overseas markets become uncertain, a significant question exists as to whether farmers will continue to have access to these markets.
Certainly, as patents begin to expire on various biotech crops, those crops will remain for a period of time in the commercial grain supply chain. That means that steps will likely be necessary to ensure that the crops will still meet requirements imposed by certain buyers such as the European Union and China. Without those steps, U.S. farmers could face problems in maintaining access to those markets. Another potential problem could arise if the holder of the expired patent develops and markets a new product that could potentially compete with the product for which the patent has expired (the so-called generic product).
The patent expiration of the first generation of RR soybean trait in 2014 will be the first time that a major biotech trait will become potentially subject to competition with generic traits. That could result in lower prices and more choices for farmers. That will most likely be the case if Monsanto sticks to its pledges to maintain and extend current licensing agreements and regulatory approval for overseas markets.
Certainly, Monsanto has legal options that it can utilize to extend its existing monopoly and prevent competition among generic seed products. It appears at the present time that Monsanto does not plan to utilize those options to the extent of diminishing competition in the seed market. But, this entire matter is one that is developing.
A complete brief on this topic is posted on the Center for Agricultural Law and Taxation website as an April 8, 2011 - Expiration of Biotech Crop Patents - Issues for Growers. This article looks at the laws governing seed sales and the current landscape.
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Roger McEowen is the Iowa State University Center for Agricultural Law and Taxation director and an agricultural law professor.
Una ricerca condotta nel Regno unito (Leggi l’articolo su express.co.uk) ) sostiene che i vegetali cresciuti senza usare metdodi di agricoltura biologica, sono piu’ nutrienti, piu’ saporiti ed hanno piì vitamine ed antiossidanti.
Poi ognuno puo’ decidere cosa comprare e perché.
Sarebbe utile votare si al sondaggio proposto dall’Economist sulla possibilità di coesistenza tra i due tipi di agricoltura:
Dear all,
The Economist is currently hosting an online debate on biotechnology: “This house believes that biotechnology and sustainable agriculture are complementary, not contradictory.” Those against GMOs are currently leading
52% against the motion.
Please share this link with appropriate mailing lists, contacts and colleagues & ask them to vote.
Vote here: http://preview-debates.economist.com/debate/days/view/606 On the right side of the page, click the link that says “Vote Now or Add Your View.”



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