In Veneto si parla di OGM

Luglio 2nd, 2010
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A Rovigo un interessante dibattito organizzato da Confagricoltura Rovigo in un ex-zuccherificio, un luogo simbolico di come le scelte  sbagliate della politica possano diventare un disastro per le aziende  agricole, il reddito, l’occupazione ed il futuro di grandi aree del  Paese. http://www.rovigooggi.it/articolo/2010-06-30/mondo-agricolo-spezzato-per-gli-organismi-geneticamente-modificati/

Presenti anche Silvano Dalla Libera vice-presidente di Futuragra e  Giorgio Fidenato segretario di Agricoltori federati che ancora non ha avuto alcun tipo di comunicazione dalla procura di Pordenone. Intanto nel campo di Fanna il mais cresce bello e sereno e tra poco arrivera’ a fioritura. Invece il presidente di coldiretti Rovigo sfugge al confronto pubblico e lancia diffamamazioni gratuite senza avere il coraggio e l’onesta’ morale di fare nomi e cognomi. Chi sono questi scienziati pagati dalle multinazionali?
Ennesimo scontro inoltre tra il Ministro Galan e l’assesore Manzato (Lega). Ancora una volta Galan (leggi le dichiarazioni del Ministro Galan) ribadisce di non voler ripetere gli errori dei suoi predecessori all’Agricoltura e questo mette a soqquadro un mondo di rendite di posizione che temono di dover cominciare a lavorare.

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Un ennesimo colpo al settore sementiero

Giugno 29th, 2010
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La prima volta che ho scritto su questo sito, ho detto di essere un agronomo che opera nel settore sementiero e a tale scopo oggi sono qui a parlare (e mi scuso se potrà sembrare un discorso di parte) di un evento a dir poco scandaloso a cui stiamo assistendo.

Si è infatti deciso l’accorpamento dell’Ente Nazionale Sementi Elette ad un altro Ente (INRAN), in un’ottica di snellimento ma che appare più di “svilimento” di un settore importante come il comparto sementiero. Ritengo opportuno precisare però, prima di ogni commento cos’è l’ENSE e cosa ha prodotto in questi ultimi anni.

Tale Ente nacque nel lontano 1954 con lo scopo di certificare i prodotti sementieri, in tal senso la parola “certificazione” aveva un valore più ampio, poiché lo scopo era di puntare ad un riordino del settore puntando ad una maggior qualità nella produzione sementiera nazionale.

In seguito poi con l’obbligo dell’uso di sementi certificate, tale Ente acquisì sempre maggior importanza poiché il compito di sorveglianza assunto, determinò un maggior controllo delle ditte sementiere che mantenevano in purezza e diffondevano nuove varietà di cereali e non solo.

Ora però a quanto pare, la scomparsa dell’obbligo di usare sementi certificate e l’esigenza di tagliare i cosidetti ENTI INUTILI, ha determinato quella che definirei una vera caccia alle streghe che ha coinvolto anche Enti quali l’ENSE appunto, che hanno un buon motivo per continuare ad operare sul territorio, specialmente se si vuol puntare a ciò che si definisce qualità.

Da figlio di agricoltore rammento i tempi in cui, mio padre al tempo della trebbiatura conservava parte del seme raccolto per poterlo poi “svecciare”ossia ripulirlo e riseminarlo nuovamente l’anno seguente. Allora girare per le campagne significava vedere campi di frumento difformi con un livello di inquinamento varietale inverosimile, poiché l’agricoltore, con il lavoro di svecciatura non era in grado di eliminare piante fuori tipo o di altre specie che potevano esser presenti.

In seguito però, con l’avvento dell’obbligo di utilizzare sementi certificate tutto cambiò, non essendo possibile usare seme autoprodotto e grazie anche all’opera di sorveglianza dell’ENSE si sono raggiunti livelli eccellenti, con varietà uniformi e con caratteristiche qualitative e produttive superiori.
A costo di risultare ripetitivo voglio concludere dicendo che un plauso a quanto in questi anni è stato fatto, va anche all’ENSE, poiché il lavoro di sorveglianza e di controllo, ha contribuito al miglioramento della coltivazione di numerose specie erbacee.

Se l’art.68 aveva dato un forte colpo alla qualità, costringendo molte ditte sementiere a ridimensionare la propria produzione di seme, ora un simile atto determinerà un ulteriore smacco a chi si è sempre battuto per ottenere un prodotto di qualità. Mi auguro che questa “fusione” non porti ad uno snaturamento dell’ENSE che in un momento così importante in cui sempre più si discute di colture OGM e della loro auspicabile introduzione, l’ENSE in mancanza di Enti accreditati potrebbe essere l’unico Organismo di Controllo capace di svolgere quel compito di sorveglianza che dette colture necessitano.

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Il campo di Fanna fa paura solo ai politici

Giugno 28th, 2010
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I cittadini di Fanna non hanno battuto ciglio, che il campo sia o non sia OGM per loro i problemi non sono gli OGM. A Roma qualcuno sta tremando: dove sono andati a finire i sondaggi che dicevano che gli italiani sono terrorizzati dagli OGM? Oppure i tre milioni di voti raccolti dall’organizzazione liberi da OGM?.

Qui se non si assoldano i soliti disobbedienti il campo di mais fiorisce ed allora addio rendite di posizione.

Leggi Fanna

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Invito a cena giovedì primo luglio

Giugno 28th, 2010
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Una iniziativa che coniuga informazione a degustazione, per capire cosa sono le piante oggi dopo 10,000 anni di selezione e miglioramento: Organismi Gentilmente Modificati

Leggi a a cena con giudizio

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Bandiera bianca per il grano duro

Giugno 28th, 2010
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Da un editoriale della Libera si vede come la pasta italiana di grano duro oramai non ha più alcun diritto di chiamarsi italiana (leggi duro-grano).
Come faremo a difendere anche i prodotti tipici se le materie prime non sono nazionali?

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Le rubriche di Salmone

Antonio Pascale

Prodotti tipici

E’ dai tempi del fascismo che l’Italia fonda…

Luca Simonetti

Risposta di Zaia a Gilberto Corbellini

La risposta di Zaia al professor Corbellini (1)

Fernando Di Chio

Ma quanto costa produrre?

In questi giorni, la campagna ha un aspetto…