Agrofarmaci con ricetta? Sì grazie.

Aprile 19th, 2010
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Appena laureato, affiancavo un collega più anziano per fare un po’ di pratica e un giorno un agricoltore ci disse di avere un tecnico che lo assisteva nella coltivazione. Nel sentire il nome del presunto tecnico, il mio collega obiettò che quella persona pur avendo tanta esperienza non aveva alcun titolo, ma la risposta dell’agricoltore fu che tutto ciò a lui non interessava perché l’esperienza valeva più di ogni titolo.

A quel punto il mio collega fece un paragone che secondo me calza a pennello; chiese infatti all’agricoltore se lui, per curare una grave malattia, si sarebbe rivolto a un infermiere con grande esperienza o ad un medico specialista. La risposta è facile da immaginare, per l’agricoltore le cose erano diverse e non paragonabili.

L’esempio che ho fatto è per mettere in risalto come oggi venga considerata la nostra professione. Spesso l’agricoltore è portato a fidarsi di gente che non ha mai sostenuto esami di abilitazione e la patologia vegetale l’ha imparata osservando le piante ma non sa nulla su come ad esempio si sviluppi un patogeno, mentre conosce a memoria tutti i principi attivi in commercio.

In tal senso c’è da rilevare che di tale problema si è interessata anche la Comunità Europea, che ha emanato una Direttiva (la 2009/128/CE), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE il 24/11/2009, la quale ha come obiettivi principali la tutela della salute umana e quella dell’ambiente; i mezzi che, secondo la suddetta direttiva, potrebbero favorire tutto questo sono: l’adozione della lotta integrata, la formazione dei soggetti che adottano gli antiparassitari e infine la sensibilizzazione della popolazione. Tale direttiva, che dovrà essere applicata da ogni Stato membro entro il 2014, in qualche modo rilancia l’utilizzo della lotta integrata intesa come “metodo di lotta che prevede una drastica riduzione nell’uso di agrofarmaci e l’adozione di mezzi di varia natura atti a contenere le popolazioni di patogeni”, metodo che a mio parere è l’unico in grado di garantire un prodotto qualitativamente migliore.

E’ inoltre importante sottolineare che a differenza di ciò che fino ad oggi si è fatto, tale Direttiva parla in modo chiaro (nell’Allegato III al punto 2), di monitoraggio degli organismi nocivi mediante l’utilizzo di pareri di “consulenti qualificati professionalmente”. In tal senso è auspicabile che, a differenza di ciò che accade oggi, in cui un qualsiasi soggetto operante nel nostro settore (con o senza titoli), si permette di consigliare l’adozione di un qualsivoglia agrofarmaco, in futuro, l’adozione degli stessi avvenga previa prescrizione di un tecnico abilitato. Sembrerà assurdo pensare all’agronomo o al perito agrario al pari di un medico, ma ritengo che ciò possa rappresentare un punto di svolta epocale, considerando che in tal modo si garantirebbe ancor più il consumatore sulla genuinità del prodotto che acquista.

A mio parere, infatti, sull’agricoltura l’informazione è spesso fuorviante, in quanto nessuno ha mai spiegato al consumatore che, a parte certi estremismi, esistono metodi di lotta in cui l’uso degli agrofarmaci è limitato e controllato. In conclusione, con tale direttiva l’UE ha voluto lanciare un chiaro segnale agli Stati membri, ossia indurre ad un uso più consapevole degli agrofarmaci, senza i quali non è possibile pensare a produzioni qualitativamente migliori, facendo in modo che tali mezzi di lotta siano adottati nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute umana. A titolo di provocazione aggiungerei che, se oltre ad un uso più consapevole degli agrofarmaci si arrivasse anche alla liberalizzazione degli OGM, le metodologie di lotta integrata farebbero un grande salto di qualità, considerando che in molti casi (e su questo sito c’è appunto un approfondimento dedicato a questo problema) l’adozione di colture OGM determina una forte riduzione nell’uso degli agrofarmaci o “pesticidi” che dir si voglia.

Nella categoria: Fernando Di Chio

Il decreto anti-OGM firmato da Fazio e Prestigiacomo

Aprile 8th, 2010
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Il decreto (leggi decreto Prestigiacomo Fazio) che vieta a Silvano dalla Libera di piantare mais da OGM è stato controfirmato dai Ministri Fazio e Prestigiacomo. Poco cambia nella realtà in quanto a Futuragra non riconoscono la leggittimità giuridica della commissione sementi che ha redatto il testo tecnico, se per tecnico si intende che hanno detto che in Friuli c’à vento! Leggi articoli giornali su firma Prestigiacomo e Fazio

Ancora una volta quella che manca à  una visione strategica dell’imprenditoria ed una mediazione politica, ancora una volta si deve andare allo scontro con un Governo che in quello stesso Friuli ha cercato poco tempo fa di imporre la forza al diritto, i decreti al dialogo. Quella recente lezione sembra non aver insegnato abbastanza.

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Agricoltura: fai da te, che forse capisci

Aprile 7th, 2010
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Ancora una iniziativa di orti in città. Un buon modo per capire quanto sia difficile l’agricoltura, quanto non sia a consumi energetici zero, quanto siano dannose lumache e bruchi e quali siano le estensioni di terreno e l’impiego del tempo necessari per produrre abbastanza da soddisfare le esigenze alimentari di una famiglia.

Leggi orto orchi

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Le nuove frontiere dell’agricoltura

Marzo 26th, 2010
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Tutte le agricolture hanno pregi e difetti: se ognuna desse un contributo senza illudersi di essere la piu’ bella del reame forse cadrebbero un po’ di fondamentalismi e si potrebbe avere infine una visione strategica.

Leggi l’articolo da Il sole 24 ore

Nella categoria: News, OGM & economia, OGM & mondo

Ancora un aumento notevole delle superfici coltivate ad OGM nel mondo

Febbraio 25th, 2010
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Nel rapporto ISAAA relativo alle coltivazioni di OGM del 2009 ancora numeri da record.

Sono stati coltivati altri 9 milioni di ettari in più dell’anno precedente (l’intera superficie agricola italiana è di 13 milioni di ettari). Il 90% dei coltivatori di OGM appartiene a Paesi in via di sviluppo. Il Brasile diventa il secondo Stato che coltiva più OGM al mondo, facendo piazza pulita di chi ancora si illude di trovare angoli del pianteta dove avere commodity OGM-free. (leggi highisaaa2010 e isaaa2010)

Tutti questi dati sono una sottostima del successo degli OGM in quanto informazioni gia’ disponibili da mesi mostrano come Pakistan e Cuba dovrebbero già essere considerate nazioni che coltivano OGM.
Anche i dati del 2009 mostrano come l’Europa sia insignificante nelle sue scelte oscurantiste e autarchiche ed il mondo sia già andato in direzione opposta.

Nella categoria: News, OGM & mondo

Le rubriche di Salmone

Antonio Pascale

Prodotti tipici

E’ dai tempi del fascismo che l’Italia fonda…

Luca Simonetti

Risposta di Zaia a Gilberto Corbellini

La risposta di Zaia al professor Corbellini (1)

Fernando Di Chio

Ma quanto costa produrre?

In questi giorni, la campagna ha un aspetto…