La macchina del fango trasversale

Ottobre 25th, 2011
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Appare su Repubblica l’ennesimo intervento che mira a fare allarmismo su brevetti e prodotti agricoli


http://www.repubblica.it/economia/2011/10/25/news/brevetti-23791788/?ref=HREC1-12

I lettori di salmone sanno bene che (come dice Luca Simonetti), se per uso personale anche i semi OGM possono essere riseminati all’infinito dopo averli acquistati una sola volta. Ma non basta. Ora anche gli Stati Uniti si stanno conformando alle regole europee per la concessione dei brevetti che prevedono non si possa brevettare nulla se non per uno scopo innovativo e non ovvio, quindi nessuna varietà di prodotti agricoli tradizionali rischia nulla.

Se non fosse così Craig Venter avrebbe brevettato il DNA umano e saremmo tutti sua proprietà privata, cosa che palesemente è falsa…

Mi domando come mai prima di scrivere qualcosa non chiedono a qualcuno che ha studiato il problema? La risposta è che contemporaneamente apprenderebbero qualcosa e non potrebbero spaventare il pubblico. Ossia non potrebbero scrivere l’articolo ed il giornale venderebbe meno copie, ecco quale è la vera schiavitù dal denaro.

Nella categoria: News, OGM & Aspetti legali, OGM & Media

Come abbiamo smesso di essere un paese agricolo

Ottobre 21st, 2011
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Fantastico intervento a TEDx di Antonio Pascale su innovazione in agricoltura ed OGM.

Nella categoria: Antonio Pascale

L’Agricoltura chiude

Settembre 1st, 2011
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vincent_van_gogh_ritratto_di_vecchio_contadino_1888Se un allenatore di una squadra di calcio ottenesse i risultati che ottiene la nostra agricoltura non gli farebbero fare nemmeno il raccattapalle. Forse un disastro simile deriva anche dal fatto che solo in questa legislatura sono cambiati 3 ministri, ossia l’agricoltura è considerata una partita persa.

Ma se la politica italiana ne abusa in questo modo perché non lasciare liberi gli agricoltori di decidere e di rischiare in proprio?

Leggi in Italia calano redditi agricoli

Nella categoria: News, OGM & agricoltura italiana

Il nonno della Rivoluzione Verde

Maggio 23rd, 2011
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Un nuovo appassionato pezzo di Sergio Salvi su Nazareno Strampelli

Da pagina 9 di: Scienza e tecnica

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Creazionismo di sinistra

Maggio 16th, 2011
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Tempo fa Carlo Petrini elencò dieci punti per ribadire il no ai cosiddetti “ogm”. Il punto otto merita una particolare attenzione. Petrini sosteneva, tra l’altro, che “le piante mal sopportano le modificazioni genetiche”. Ora, se durante un esame di biologia avessi fatto un’affermazione del genere sarei bocciato a libretto. L’evoluzione dei prodotti agricoli (da diecimila anni) è stata possibile perché le piante sopportano – e come! - le modificazioni genetiche. Nei millenni non abbiamo fatto altro che spostare geni da una parte all’altra. La prima modifica indotta (empiricamente) è stata quella che ha permesso la creazione di cereali che non disperdevano i semi. Abbiamo modificato il loro status selvaggio cercando di ottenere cariossidi più grandi e più ricche di proteine.

Questo è avvenuto e avviene ancora e avverrà sempre e riguarda tutto ciò che consumiamo. Quando modifichiamo un prodotto modifichiamo i suoi geni – per questo tutto è ogm. Ora, affermazioni come quella di Petrini contribuiscono a formare un immaginario ecologista (e di sinistra) di stampo creazionista, un po’ alla testimone di Geova. Meglio non muoversi affatto perché, simbolicamente parlando, le piante non sopportano le modificazioni genetiche, quindi ogni tentativo di miglioramento produce un danno e inquina un presunto stato naturale. Questo atteggiamento – che, tra l’altro, incide sulle élite (di sinistra), ossia quelle che producono e trasmettono cultura - sta strutturando, appunto, l’idea di un ecologismo sì, ma senza innovazione tecnologica. Un paradosso. Per esempio, una foto di famiglia ritrae mio nonno, mia nonna, mio padre ed io, bambino (due anni). Questa foto (1968) illustra tre generazioni. Mia nonna sullo sfondo lavava i panni. L’ha sempre fatto, per tutta la vita – poi è stata felicissima di potersi servire dell’innovazione portata dalla lavatrice, per lei quella era una scelta ecologica, recuperava tempo e risparmiava acqua.

Mio nonno era un contadino, povero, sdentato, con i postumi della pellagra. Coltivava biologico e non per scelta etica. Non aveva né fertilizzanti né agrofarmaci. Si lamentava degli insetti che mangiavano la sua roba e la distruggevano, i suoi prodotti non erano buoni e la gente al mercato non li comprava (la sua più grande sofferenza, questa. Perché si spaccava la schiena e lavorava con costanza e determinazione e gli sembrava ingiusto essere colpito da una punizione così crudele) – in effetti, bisognerebbe spiegare a tanti fortunati di oggi che con facilità parlano del mondo contadino, elogiando i ritmi naturali e i cibi sani di una volta che, per esempio, gli insetti non sono culturalmente modificati, cioè non dicono: questo campo è biologico non l’attacchiamo. Mio nonno, ancora, si è spostato nell’arco di tutta la vita, forse di una cinquantina di chilometri dalla sua proprietà. Povertà, ignoranza, sofferenza (tanta) e lingua dialettale stretta gli hanno impedito di accedere a dimensioni diverse da quella agricola. Naturalmente mio nonno mangiava solo prodotti a chilometro zero. E questo per una buona parte della sua vita, fino agli anni ‘60.

Ma qui, la parola passa a mio padre. Che invece ha goduto delle innovazioni tecnologiche di quegli anni. Agrofarmaci, fertilizzanti, meccanizzazione e miglioramento genetico. Ha visto la produzione agricola e il reddito aumentare, quindi ha potuto lentamente fare quello che a mio nonno e a mia nonna non riusciva fare, affrancarsi dalla terra e studiare. Io, dei tre, sono stato il più fortunato. Perché ho potuto beneficiare appieno della rivoluzione agricola e nello stesso tempo capire che questa aveva prodotto dei danni. Come rimediare? C’è solo un modo, capire, ora, attraverso quali nuove tecnologie si arriva a produrre di più, meglio e con meno costi sociali. Si possono ottenere agrofarmaci biodegradabili e innocui? Certo e lo si sta già facendo. Si possono mettere insieme le competenze di varie discipline, agronomia, genetica, ecc e creare dei protocolli di produzione, via via analizzati e studiati, grazie ai quali gli imprenditori agricoli si trasferiscono nuove conoscenze per meglio coltivare? Certo, la Bayer per esempio, sta avviando questo protocollo sulla vite. Si possono ottenere delle piante resistente alla siccità e agli insetti? Certo.

Il più grande filosofo della modernità, e il miglior esperto di lombrichi e colombi, Charles Darwin ci ha insegnato che tutto è cultura, la natura non esiste, perché non si può identificare un suo stato perenne né, la natura, contiene al suo interno speciali valori, inanti (e romantici) e quindi immodificabili. Tutto scorre e si modifica e tutto avviene attraverso l’innovazione culturale e tecnologica. Solo e con i fondi alla ricerca si può sperare di modificare in meglio il mondo, perché non solo le piante, ma il mondo ha bisogno di essere modificato, entrambi, per così dire, sopportano le modificazione genetiche. E’ fondamentale farlo e includere nel cambiamento
l’abbattimento della emotività e una maggiore dose d’analisi e quindi più precisione e maggior attenzione ai costi. Sarebbe un disastro se la sinistra perdesse di vista due parole: innovazione e inclusione. Più innovi più includi.
Adesso la sinistra (a leggere la pubblicità) è oltre. Dove però, non è chiaro, sospetto che, culturalmente, sia precipitata nel buco nero del passato.

Nella categoria: Antonio Pascale, OGM & Luoghi comuni

Le rubriche di Salmone

Antonio Pascale

Fragole della steppa

Antonio Pascale scrive una ficcante riflessione su Letture del Corriere…

Luca Simonetti

La nuova sentenza Monsanto

Siamo arrivati all’ennesima - ma, prevedibilmente, non ultima - puntata…

Fernando Di Chio

Quando arroganza fa rima con ignoranza

Vi chiederete il perché di una simile affermazione….

E’ presto…

geneticamente

Leggi l'elenco dei primi firmatari

geneticamente