Genetica e nutrizione per ridurre le emissioni. Leggi ghg
Le Monde gioisce del fatto che qualche parassita sia resitente alla Monsanto (visto che gli stati Europei invece non fanno che sostenere gli affari dell’aziende statunitense).
La diabrotica resistente al Bt in realtà è resistente solo per metà (ossia la sopravvivenza scende dal 50% al 25%), ma resta sensibile alle altre tossine Bt anti-diabrotica. Inoltre se si fanno delle zone rifugio corrette i problemi di resistenza non insorgono.
Ma si deve capirli erano dieci anni che aspettavano una simile notizia ed anche se è una notiziola, si deve fare festa per tirarsi su il morale: contenti loro.
La verità è che la ricerca va avanti e le nuove varietà con anche 8 resistenze sono già sul mercato ed altre nuove appariranno perché l’innovazione paga più della miope conservazione di procedure oramai tramontate. Tutta l’innovazione spinge sulle varietà OGM e quindi coltivare il non-OGM si può fare solo al prezzo di sovvenzioni tanto artificiali quanto insostenibili.
La notizia di gossip del quarto figlio di una coppia tutta dedita alla pubblicità come i Beckham sembrerebbe non essere di interesse per questo blog. Invece rivela la radice dello scontro in atto tra due diverse filosofie di vita: quella dei Verdi per cui l’uomo è un parassita inquinante sul pianeta la cui scomparsa sarebbe un vantaggio per la Terra, contro l’idea che l’uomo è parte integrante della natura e può usare la sua intelligenza per mitigare la sua impronta ecologica senza dover autocondannarsi all’estinzione.
Resta paradossale l’idea che la riproduzione di una specie animale (l’uomo) sia considerata dai pretesi ecologisti un atto contro Natura: la sindrome da guerra ideologica è oramai manifesta.
leggi sulla stampa “Troppi quattro figli, i verdi contro Beckham“
Su questo sito avevamo diffidato gia’ 2 anni fa delle misure prese dall’allora ministro Zaia che legavano l’uso dei neonicotinoidi (ma solo sui semi di mais) alla moria delle api. Esistevano decine di indicazioni indipendenti che lasciavano sospettare che i due eventi non fossero causa ed effetto ma che funghi patogeni e virus e forse anche acari fossero i principali sospettati.
Ora un articolo pubblicato su PLoS (leggi virus ed api) ci spiega non solo che i virus ad RNA sono tra i principali incriminati, ma che tali virus si propagano ad altri impollinatori e che il commercio internazionale di polline potrebbe aver causato il diffondersi dell’epidemia.
Resta del tutto evidente la pochezza tecnico-scientifica su cui poggiavano le basi del decreto anti-neonicotinoidi che ben lungi dall’aver influenzato la vitalita’ delle api ha messo ancora piu’ in crisi la maiscoltura italiana e causato il massiccio uso ad altri pesticidi chje potessero proteggere le coltivazioni rese piu’ fragili dalla rimozione di un tale presidio. Lepri, fagiani e passeri (oltre a qualche agricoltore) hanno pagato l’onere una una simile scelta emozionale.
Non si puo’ dimenticare che mentre il fiore del mais e le api hanno davvero pochi rapporti, i neonicotinoidi hanno continuato ad essere permessi ed usati sugli alberi da frutta i cui fiori sono invece molto apprezzati dalle api.
Effetti collaterali di una ideologia politica che demonizza le procedure della ricerca scientifica.
Le coccinelle vivono bene nei campi OGM Bt.
Leggi articolo sulle coccinelle




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