Su questo sito avevamo diffidato gia’ 2 anni fa delle misure prese dall’allora ministro Zaia che legavano l’uso dei neonicotinoidi (ma solo sui semi di mais) alla moria delle api. Esistevano decine di indicazioni indipendenti che lasciavano sospettare che i due eventi non fossero causa ed effetto ma che funghi patogeni e virus e forse anche acari fossero i principali sospettati.
Ora un articolo pubblicato su PLoS (leggi virus ed api) ci spiega non solo che i virus ad RNA sono tra i principali incriminati, ma che tali virus si propagano ad altri impollinatori e che il commercio internazionale di polline potrebbe aver causato il diffondersi dell’epidemia.
Resta del tutto evidente la pochezza tecnico-scientifica su cui poggiavano le basi del decreto anti-neonicotinoidi che ben lungi dall’aver influenzato la vitalita’ delle api ha messo ancora piu’ in crisi la maiscoltura italiana e causato il massiccio uso ad altri pesticidi chje potessero proteggere le coltivazioni rese piu’ fragili dalla rimozione di un tale presidio. Lepri, fagiani e passeri (oltre a qualche agricoltore) hanno pagato l’onere una una simile scelta emozionale.
Non si puo’ dimenticare che mentre il fiore del mais e le api hanno davvero pochi rapporti, i neonicotinoidi hanno continuato ad essere permessi ed usati sugli alberi da frutta i cui fiori sono invece molto apprezzati dalle api.
Effetti collaterali di una ideologia politica che demonizza le procedure della ricerca scientifica.
Le coccinelle vivono bene nei campi OGM Bt.
Leggi articolo sulle coccinelle

Pubblicate sulla homepage del MIPAF le analisi sulla presenza accidentale di di OGM non solo nel campo di Fanna di Giorgio Fidenato, ma anche dei campioni prelevati nei campi fiancheggianti piantati a mais tradizionale.
Su trenta campioni (prelevati a 5 ed 8 metri di distanza dal campo di mais Bt, altro che decine di chilometri….) non un solo campione è positivo per la presenza involontaria di OGM.
Un ulteriore risultato concreto prodotto dalla disobbedienza civile di Fidenato è stato quello di dimostrare che la coesistenza è possibile e forse anche facile. Sempre che ci si trovi a parlare con persone ragionevoli.
Leggi il comunicato su:
http://www.politicheagricole.it/InEvidenza/20100813nota_su_ogm.htm
Il periodico studio di PG Economics aggiorna i dati e mostra come l’agricoltura che non ara i terreni grazie alle resistenze ad erbicidi aiuta la riduzione delle emissioni di gas serra. Il risparmi stimato equivale a rimuovere dalle strade 6,94 milioni di autovetture che percorrono ognuna 15.000 chilometri l’anno.
Leggi articolo di PG Economics
La notizia del salmone OGM sembra confezionata ad arte per spiegare il nome di questo sito a coloro che non lo hanno mai letto prima. La storia è vecchia e neanche tanto appassionante:
http://www.repubblica.it/ambiente/2010/06/27/news/salmone_ogm-5187103/?ref=HREC2-4
Si tratta di far funzionare d’estate e d’inverno il gene della crescita dei salmoni in modo da far prima ad arrivare a commercializzarli.
Ma siccome la madre dei creduloni partorisce spesso (i pesci cannuccia sono quella particolare razza che abbocca all’amo anche in assenza dell’esca) e che senza un titolo il capo-redattore non ti consente di pubblicare un articolo su un giornale, qualcuno si deve inventare un possibile disastro ecologico, come ad esempio la scomparsa dei salmoni che risalgono i fiumi (o le banalità, come facciamo noi).
Se poi troviamo in rete lo studio di una Università statunitense che ci fornisce una buona ragione per allarmarci, l’ultima cosa che ci viene in mente è leggere il rapporto, ma la ultimissima è di accendendere il cervello prima di metterci a scivere qualcosa.
http://news.uns.purdue.edu/html4ever/2004/040223.Howard.transgenic.html
Ad esempio non pare interessante leggere che l’esperimernto pubblicato non è fatto con salmoni di 8-10 chili, ma col pesce giapponese medaka che forse pesa 8-10 grammi. Inutile anche dire che hanno messo una femmina in un acquario con un grande maschio GM ed un piccolo maschio normale, studiando poi la frequenza di accoppiamento. Nessun esperimento in natura. Nessuno che si sia chiesto cosa mangerà mai in natura un pesce che deve crescere anche nella stagione sbagliata, quando non ci sono prede. Nessuno che si chiede chi avrà la forza di risalire le cascate di un torrente per andare a fecondare le uova della femmina, tra un gigante dai piedi d’argilla con un metabolismo accellerato ed un salmone normale, ossia un campione d’atletica con un metabolismo perfetto. Scommetto mille euro contro uno che liberando mille salmoni a crescita rapida non se ne trova uno solo vivo dopo due anni. Insomma la solita bufala pseudo-ambientalista proposta sgomitando per trovare spazio tra la cronaca di una partita del campionato di calcio e un vertice politico.
Sono passati 8 anni dalla scomparsa di Giovanni Maria Pace e dopo tanti anni il rimpianto resta inalterato.



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