Perchè l’8 febbraio a mezzanotte levo il link al documento dell’ANBI

Febbraio 5th, 2011
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Risposte a Giordano Masini (e Bacillus)

ripubblichiamo il testo dell’intervento di Masini come commento al post Le reazioni della comunità scientifica

Caro Roberto, comprendo le ragioni della tua decisione, ma non sono sicuro che sia la decisione giusta. Ti spiego perché. Sono assolutamente convinto, che questa non sia una marcia indietro ma un modo di evidenziare come l’arroganza, protetta e finanziata dalle autorità pubbliche, può avere effetti intimidatori e censori. D’altronde è il caso di ricordare che proprio in questi giorni si è tenuta l’udienza preliminare che vede imputato Giorgio Fidenato (imputato ancora non si sa bene di cosa), mentre nessuno ha mai chiamato a rispondere gli squadristi che hanno devastato la sua proprietà.

E fa impressione vedere la quantità di queste organizzazioni che pasturano quotidianamente alla greppia del contribuente (slow food, coldiretti, codacons…) si siano costituite parte civile contro di lui, oltre ad istituzioni pubbliche vere e proprie, come la regione Friuli e la provinciadi Pordenone. Una battaglia impari, almeno se giudichiamo le risorse

economiche in campo a disposizione quantomeno per pagarsi gli avvocati (nonostante secondo molti saremmo noi a dover vivere in Jacuzzi massaggiati dalle conigliette fornite da Monsanto…) E se in questo paese continua a essere valido quel che diceva sempre un mio caro zio “fai causa solo quando hai torto” non è davvero un’ipotesi tanto peregrina venire citati in giudizio da Capanna o chi per lui, tanto paga Pantalone…

Il fatto è che in questo paese, a trasformare una battaglia giusta e che risponde agli interessi di molti in una questione di principio e di “diritti violati”, come in questo caso il diritto di critica, non le si assicura maggiore visibilità. Tutto il contrario. I radicali in questo paese si sono ridotti sempre a percentuali da prefisso telefonico facendo esattamente così, nonostante avessero ragione praticamente su tutto. C’è una rabbia e una insoddisfazione che cova nel mondo agricolo, Roberto, come mai ho visto in passato, e un’insofferenza del tutto nuova verso le ricette classiche della politica e della rappresentanza sindacale protezionismo più o meno mascherato, filiere corte, km 0, bio, tipico, tracciabilità, ogm-free) ma son tutte persone (forse) disposte ad ascoltare chi offre loro opportunità per guadagnare di più, per star meglio sul mercato e ad incazzarsi contro chi impedisce loro di avvalersene, piuttosto che a indignarsi per un’intimidazione su un blog.

Tra l’altro, te lo ricordi il sottosegretario Buonfiglio che ci venne a dire che loro al ministero davano retta agli ambientalisti perché dal mondo scientifico non si facevano sentire con la stessa forza?

Caro Giordano,
ancora una volta parole sagge e molto condivisibili da parte tua. Grazie.
Come vedi dal titolo di questo post ho intenzione di rimuovere il link al documento dell’ANBI (Documento ANBI) entro le 24 dell’8 febbraio a causa della diffida a mezzo mail che è arrivata da un sito affidabile riconducibile alla FDG a firma dell’Onorevole Capanna (Vedi commento Nr.8 del Post: Le reazioni della comunità scientifica italiana).
Molti (tra cui Piero Morandini) mi segnalano l’inconsistenza delle accuse contenute nella diffida della FDG ed il fatto che la diffida a linkare il documento sia ancora più indiretta. Tutte argomentazioni giuste e che mi confermano gli avvocati che ho sentito, ma come giustamente fai notare tu, Giordano, si fa “causa solo se hai torto” ed hai grandi capitali da investire. Parliamo appunto dei capitali. L’Onorevole Capanna nella conferenza stampa dice che i soldi ci sono già (Vedi Video dal sito Biotecnologie Basta Bugie) mentre nella diffida con minaccia di querela per diffamazione sostiene che sono da reperire. Il mio pregiudizio su questa vicenda è che i soldi la FDG (già CDG) li ha sempre avuti e tanti. Un mio cruccio da sempre insoluto riguarda l’atto di nascita del CDG che nascendo annuncia al mondo il lieto evento con una mezza pagina del Corriere della sera dove campeggiavano le firme del gruppo che diede vita circa 8 anni fa al Consiglio DG poi divenuto FDG, direi una modifica generica. Il punto è che quella mezza pagina era “a pagamento”, ossia qualcuno aveva abbastanza quattrini ed interesse da usare una somma non banale di denaro per fare una inserzione pubblicitaria invece di dare l’anticipo per acquistare un appartamento: chi ha pagato quella fattura?, da dove venivano quei denari? chi aveva un interesse così forte da spendere in una volta sola molto più di quanto speso da Assobiotech in tutti questi anni per sostenere una qualunque iniziativa pro-OGM? Queste domande restano inevase e forse fanno parte dei segreti non svelabili della storia (minore) di questo Paese.
Stabilito che i soldi ci sono sempre stati e che gli interessi sono sempre stati molteplici andiamo alla strategia generale. Caro Giordano tu come tanti segui le vicende degli OGM su uno scenario internazionale ed avrai notato che in molte parti del mondo non esiste più un dibattito scientifico tra pro ed anti OGM a livello scientifico. Sono gli scienziati pro-OGM che dibattono tra loro su quali siano le migliori misure per garantire i consumatori e avviare una fase 2 e 3 delle modifiche genetiche in agricoltura. Ad esempio i geni BT vanno molto bene, ma quelli di resistenza ad erbicidi cominciano a mostrare qualche falla perchè troppo concentrati su una sola via metabolica. L’opposizione ai sostenitori degli OGM si conduce oramai nelle aule giudiziarie e il dibattito è appunto imncentrato sulla diffamazione-querela. Questo succede dalla Francia al Perù e ti posso dire per esperienza personale che sta già succedendo anche in Italia. Il problema è che la logica giudiziaria e quella scientifica sono quanto di più distante si possa immaginare, ma è una soluzione estremamente efficiente.
Pensa a quante centinaia di migliaia di euro servirebbero per dimostrare un qualche effetto negativo di un qualche OGM sulla salute di un qualunque vertebrato rispetto a quanto poco costa pagare la parcella di un avvocato che segua casomai per anni una causa per diffamazione. Se posso fare una stima ad occhio e croce direi che un progetto di ricerca
costa circa quanto 60 cause per diffamazione, o in altri termini l’inserzione a pagamento sul Corriere poteva costare circa 8 cause per diffamazione. Insomma una organizazione o una azienda  che non vuole gli OGM, ma non vuole fare la parte del cattivo ha interesse ad appaltare ad una agenzia esterna, non governativa e non burocratizzata, una campagna giuridico mediatica che serva a chiudere la bocca a chi si oppone. Infine come avrai capito io prendo molto sul serio questa strategia che potrebbe essere solo agli albori in Italia che acquisisce in ritardo le innovazioni internazionali. Prendo molto sul serio queste minacce di querela anche perchè da oltre una anno per una vicenda sostanzialmente identica,ma di cui non scriverò in nessun caso, sono cotretto a mettere da parte 100 euro la settimana sottraendoli al bilancio familiare solo per pagare un avvocato. Per questo preferisco accumulare cicatrici sotto la forma di censure per riuscire a continuare a parlare e pensare nonostante tutto e tenere viva in questo Paese una fiammella di pensiero autonomo, mentre sempre più amici per un giorno si dileguano di fronte alla difficoltà di risalire la corrente del pensiero comune. Fai notare che gli ambientalisti si fanno sentire più degli scienziati. Vero, e vero anche che provo invidia per i fondi che altri riescono a rastrellare li dove dovrebbero essere gli scienziati a farlo. Aggiungerei che anche gli agricoltori fino ad oggi non si sono fatti sentire abbastanza, per questo penso che solo insieme a Futuragra si possa pensare di cambiare qualcosa in questo Paese. Prima che sia troppo tardi.
Un caro saluto, sperando di aver convinto tutti che questa è la la mia proposta su come andare avanti, non di come arretrare.
Roberto
Nella categoria: News, OGM & Media, OGM & Politica

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