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Un virus provoca la morte delle api

Gennaio 7th, 2011
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Su questo sito avevamo diffidato gia’ 2 anni fa delle misure prese dall’allora ministro Zaia che legavano l’uso dei neonicotinoidi (ma solo sui semi di mais) alla moria delle api. Esistevano decine di indicazioni indipendenti che lasciavano sospettare che i due eventi non fossero causa ed effetto ma che funghi patogeni e virus e forse anche acari fossero i principali sospettati.
Ora un articolo pubblicato su PLoS (leggi virus ed api) ci spiega non solo che i virus ad RNA sono tra i principali incriminati, ma che tali virus si propagano ad altri impollinatori e che il commercio internazionale di polline potrebbe aver causato il diffondersi dell’epidemia.

Resta del tutto evidente la pochezza tecnico-scientifica su cui poggiavano le basi del decreto anti-neonicotinoidi che ben lungi dall’aver influenzato la vitalita’ delle api ha messo ancora piu’ in crisi la maiscoltura italiana e causato il massiccio uso ad altri pesticidi chje potessero proteggere le coltivazioni rese piu’ fragili dalla rimozione di un tale presidio. Lepri, fagiani e passeri (oltre a qualche agricoltore) hanno pagato l’onere una una simile scelta emozionale.
Non si puo’ dimenticare che mentre il fiore del mais e le api hanno davvero pochi rapporti, i neonicotinoidi hanno continuato ad essere permessi ed usati sugli alberi da frutta i cui fiori sono invece molto apprezzati dalle api.
Effetti collaterali di una ideologia politica che demonizza le procedure della ricerca scientifica.

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Le api sono irrilevanti per le misure di coesistenza

Dicembre 2nd, 2010
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Il cosidetto gene flow e’ uno dei parametri determinanti per stabilire i piani di coesistenza. In questo articolo si evidenzia come le api non incidano quasi sull’incrocio tra piante geneticamente diverse attraverso l’impollinazione incrociata, ma molto sta nella attivita’ e nelle pratiche agricole.

Leggi l’articolo dal sito di ScienzeDaily (Coltivazioni transgeniche: come i geni saltano da coltura a coltura)

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La Francia proroga l’uso dei neonicotinoidi nella concia del seme

Gennaio 8th, 2010
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La Francia, dopo la sospensione temporanea degli anni scorsi, ha reintrodotto nel 2009 la possibilità di utilizzare prodotti a base di neonicotinoidi per il trattamento delle sementi e lo stesso accadrà per il 2010.
Il parere positivo espresso dall’agenzia francese sui controlli è subordinato alla adozione di alcune misure precauzionali quali: l’impiego di seme conciato entro il 15 maggio, l’adozione di misure sulle seminatrici pneumatiche per ridurre la dispersione nell’ambiente di polveri derivate dal conciante e il rispetto di una distanza minima di tre chilometri tra le arnie ed i campi seminati con sementi trattate a base di neonicotinoidi.

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Chi di integralismo colpisce…

Ottobre 5th, 2009
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Si tratta di una strana storia che pero’ e’ figlia dello spazio che e’ stato concesso per anni agli approcci anti-scientifici ed anti-OGM.
Mai ci saremmo immaginati di trovarci a difendere le posizioni di Bayer che non ha sempre giocato un ruolo limpido sulle tematiche degli OGM facendo spesso prevalere i suoi interessi nel core-business societario incentrato sulla chimica ed i pesticidi.
In questo caso si vede come l’aver seguito per anni gli approcci antiscientifici ispirati dall’ambientalismo sedicente indipendente si sia ritorto contro la multinazionale tedesca.
Gli argomenti della Bayer dovrebbero essere seriamente pesati dal nostro Ministero dell’Agricoltura che si accinge a mettere in ginocchio l’intera maiscoltura italiana.
AMBIENTE: GB; DOCUMENTARIO, PESTICIDI CAUSA DECLINO API NEONICOTINOIDI HANNO EFFETTO DEBILITANTE A LUNGO TERMINE
(ANSA) - LONDRA, 30 SET
- Un nuovo documentario che uscirà in Gran Bretagna il mese prossimo potrebbe aver risolto il mistero del declino a livello mondiale del numero di api.
Secondo ‘Vanishing of Bees’, questo il titolo del reportage di 90 minuti realizzato da due registi indipendenti, George Langworthy e Maryam Henein, la causa della moria mondiale delle api sarebbe una nuova generazione di pesticidi chiamati neonicotinoidi, che a lungo termine avrebbe un’effetto debilitante sugli insetti.

Uno di questi pesticidi è l’imidacloprid, prodotto dalla Bayer e distribuito in svariati Paesi del mondo con nomi diversi (in Italia si chiama Gaucho). In Francia l’utilizzo dell’imidacloprid è stato vietato proprio in seguito alle pressioni fatte dagli apicoltori.

Il declino delle api è un fenomeno che si è cominciato a registrare nell’inverno del 2004 negli Usa e fino ad ora gli scienziati non sono riusciti ad identificarne una causa. Secondo il documentario, i neonicotinoidi - che vengono applicati ai semi, entrando così a far parte delle piante per andare a colpire i parassiti che leisnet consumano - avrebbero un effetto non immediatamente letale ma a lungo andare distruttivo sulle api, la cui popolazione negli ultimi anni è già stata gravemente colpita da una serie di virus e malattie, dall’acaro varroa al fungo nosema.
Interpellata dall’Independent, che oggi anticipa le rivelazioni del documentario, la Bayer ha respinto le accuse e dichiarato che il suo prodotto non è pericoloso per le api.
“Tutti sanno che la colpa è dell’acaro varroa, del fungo nosema e di altri funghi e virus. Le api più sane del mondo si trovano in Australia dove i neonicotinoidi sono diffusissimi ma non c’é il varroa. Se si prende in considerazione un Paese in cui l’uso dei neonicotinoidi è stato limitato, ovvero la Francia, lì il problema delle api è ancora più grave che in Gran Bretagna” ha dichiarato Julian Little, portavoce del ramo britannico della Bayer. (ANSA).
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