Autority alimentare…si fara?

Maggio 11th, 2010
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Pochi giorni fa è trapelata una notizia che, se fondata, avrebbe del paradossale; pare infatti che il governo abbia deciso di non dotarsi più di un Ente importante come l’Authority Alimentare, perché ritenuto un Ente inutile. Detto Ente, che avrebbe lo scopo preciso di sorvegliare l’intera filiera alimentare, è presente in ogni Paese membro dell’UE ed a Parma è presente l’Agenzia Europea a cui fanno capo tutte le Agenzie nazionali.
Mi chiedo perciò: Come si può ritenere inutile un Ente che si propone di vigilare sull’intera filiera alimentare? E’ inutile un Ente che, costituito da un comitato scientifico, potrebbe fornire consulenze indipendenti su qualunque argomento abbia attinenza diretta o indiretta con la sicurezza alimentare?
Comprendo che oggi tutto questo è demandato al Ministero della Salute e a quello delle Politiche Agricole, ma non capisco perché, a differenza degli altri Stati europei, in Italia l’Agenzia Nazionale non debba esistere. Il pomo della discordia in questi anni è stata la sede dell’Ente, in un primo tempo doveva essere Foggia, in seguito si è parlato di Verona, per arrivare ad oggi in cui si è giunti al paradosso di ritenere l’Ente non più necessario.
Spero che non sia stata la scelta della sede a far prendere una simile decisione, poiché ciò dimostrerebbe ancora una volta una mancanza di serietà assoluta, infatti non è importante, a mio parere, la sede ma ciò che l’Ente si propone. Escludendo perciò questa prima ipotesi, mi domando allora quali interessi politici possono esserci dietro una simile scelta.
Probabilmente si ritiene più giusto demandare il compito di sorveglianza ai Ministeri, dove la politica ha modo di poter meglio influenzare qualunque scelta, che non costituire un Authority. In effetti, un simile Ente romperebbe certi meccanismi dato che sarebbe costituito da un vero comitato scientifico, capace di interagire con gli Istituti di Ricerca ed indipendente dai partiti.
In tal senso si pensi alle numerose emergenze che si è spesso costretti ad affrontare e si pensi ad un Ente che può quindi valutare con obiettività qualunque aspetto riguardi la produzione di un determinato alimento, senza sentirsi forzato da nessuna multinazionale, dipendendo esclusivamente dalla Commissione Europea.
Qualunque sia stata la causa che ha determinato una simile scelta, spero che al più presto si ponga rimedio, poiché un simile Ente è determinante anche per la credibilità dell’Italia di fronte agli altri Paesi dell’Unione e nel contempo, per gli obiettivi che persegue, rappresenta una istituzione necessaria a garantire il consumatore sulla salubrità dei nostri prodotti alimentari.

Nella categoria: Fernando Di Chio

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