Il declino delle attività primarie

Luglio 18th, 2011
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Un grande leader di mercato, un grande gruppo industriale, ma anche un’azienda che oltre che fare prodotti fa anche cultura di un popolo: tutto questo è Barilla. Per tutti questi ruoli che indubbiamente Barilla ricopre appare sempre più triste leggere quali siano le barilla anti ogm di un grande gruppo industriale che pensa di andare indietro nel tempo e nell’evoluzione tecnologica per non essere più dipendente da OGM, fertilizzanti e monoculture.

Insomma come se la FIAT, costretta dalla competizione internazionale non avesse dovuto allestire le pesantissime catene di montaggio che equivalgono nel nostro parallelo alle coltivazioni tradizionali con pesticidi. Quindi per migliorare la vita in fabbrica FIAT ora invece di introdurre macchine che sostituiscano gli operai alla catena di montaggio avesse introdotto degli artigiani che curano i particolari di ogni singolo modello personalizzandolo. Questa è più o meno l’immagine della prospettiva che ci da Barilla.

Sembra che l’Italia abbia alzato bandiera bianca decidendo di dismettere l’agricoltura e tutte le attività correlate.

Ci attende un’agricoltura con meno fertilizzanti, meno chimica e nessun OGM: ossia un’agricoltura dove percentuali insignificanti di prodotto verranno coltivati in Italia e la gran parte sarà frutto d’importazione, finché ce lo potremo permettere.

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Barilla: diabolico perseverare sugli OGM

Maggio 30th, 2011
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Il convegno Agricoltura sostenibile e OGM organizzato da Barilla a dicembre 2010 già gridava vendetta. Io personalmente mi ero garantito di non essere inquinato dal relativo documento redatto per l’occasione: un testo tanto fazioso quanto squilibrato. Ricordo che lo squilibrio degli oratori era tale da vedere l’assenza di scienziati italiani pro-OGM e tanto da causare uno scontro per l’alterazione delle parole e delle idee enunciate dal prof. Veronesi che era stato fatto passare per un anti-OGM.

Fortuna volle che il convegno si trovò a coincidere con l’uscita del tanto atteso documento della Pontificia Accademia delle Scienze per cui il testo di Barilla cadde nel dimenticatoio mentre tre testi di Anna
Meldolesi, mio e di Armando Massarenti apparvero nell’ordine sul Riformista, La Stampa ed il Sole 24 ore oscurando completamente il discusso convegno di Barilla.

Ma chi sbaglia non sarebbe obbligato a perseverare negli errori ed invece Barilla torna ora alla carica cercando di chiedere consulenze, integrazioni, review e commenti a vari ricercatori. Naturalmente nessuno dei consultati può scrivere quello che pensa vedendolo pubblicato tal quale, ma la richiesta è solo quella di inviare commenti per poi lasciare che sia chi ha redatto il testo base (leggi barilla) di fare la sintesi dei contributi ricevuti. Io ho rifiutato di dare un contributo vista la faziosità del documento completo ed ancora di più di quello di sintesi, il cosidetto Executive summary (leggi BCFN-Sintesi Agricoltura OGM).

Propongo che tutti coloro che vengano contattati da Barilla per dare un contributo rifiutino, come ho appena fatto, di essere coinvolti in una simile operazione che nulla ha di equilibrato o scientificamente rispettoso.

Se qualcuno covasse ancora qualche dubbio o speranza o fosse tentato di dare un contributo sperando in un tardivo ravvedimento di Barilla penso sia illuminante il box sulla presunta contaminazione del mais Messicano (leggi la contaminazione in Messico) con l’incredibile citazione dell’articolo su Nature del 2001.

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Luca Simonetti

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