L’indomito Cappellini sul futuro del Polesine

Marzo 27th, 2014
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Il polesine non è proprio quello che il governatore Zaia crede
Di Vincenzo Cappellini

Il 24 Marzo u.s. il Governatore Luca Zaia ha partecipato ad un “Forum” lodevolmente organizzato dal Gazzettino di Rovigo per discutere dei problemi del nostro Polesine.
Il contenuto dell’incontro è stato poi riportato sul giornale del giorno dopo con il seguente titolo che bene racchiude il pensiero del nostro Presidente Regionale. “Zaia: Lo sviluppo verrà dall’agricoltura e non dall’industria. Basta colture estensive, oggi la crescita è nell’orticolo e nel biologico”. Come polesano che ha impegnato le sue attività precipuamente per lo sviluppo della propria terra , sia nel settore industriale che agricolo, è difficile lasciare senza commenti simili assurdità. Per replicare, unico problema che mi si pone è lo spazio, purtroppo sempre limitato per chi sente il dovere di affrontare sulla stampa argomenti di tale spessore ed osservo:

1) Come in tutte le altre provincie venete che si rispettino, il futuro del Polesine è e non potrà che essere nell’industria . E’ ora che si finisca di considerare Rovigo la provincia negletta della quale, guarda caso, ci si ricorda solo quando si tratta di allocare una mega centrale elettrica, in ogni caso inquinante, od un gassificatore sul mare antistante, come di recente avvenuto. Il Polesine ha già una sua industria e se lo sviluppo della stessa non è purtroppo stato pari a quello delle altre province del Veneto, la motivazione è da ritrovarsi non nell’incapacità dei suoi abitanti, ma nel fatto che, nei primi due decenni del dopoguerra, è mancata soprattutto la sicurezza idraulica dai grandi fiumi che lo racchiudono. Non occorre io ricordi l’alluvione del Po del ’51 e per la quale gli aiuti dello Stato non sono stati certo di generosità pari a quelli che vengono oggi solitamente elargiti. Per tale sciagura il Polesine ha perso 100.000 abitanti : dai 350.000 ca è sceso a 250.000 ca e non si è più ripreso.

Rammento anche, con amarezza, il senso di disprezzo con cui venivano apostrofati “gli alluvionati”, emigrati nelle province Lombardo – Piemontesi. Eppure era tutta brava e buona gente; solo sfortunata, quello sì. Deve sapere il Governatore che il Polesine, nel primo dopoguerra, è stata l’area che, in assoluto, ha dato più di tutti alla Nazione ed al Veneto in particolare. E mi basta citare come esempio il Polo Industriale di Marghera. Ebbene, il merito di questo miracolo economico è stato, dal lato energetico, un onere ed un prezzo pagato soprattutto dal nostro Polesine. Infatti, nel ’45 ed anni immediatamente seguenti, per far funzionare le nuove aree industriali occorrevano, come ovvio, le indispensabili risorse energetiche, ma l’Italia non aveva sufficienti disponibilità economiche per acquistare petrolio all’estero. Cosa è allora avvenuto? Si è ricorsi specialmente al metano del Polesine, per cui la “valuta pregiata” per gli acquisti energetici li ha forniti nel vero il Polesine, pagando il durissimo prezzo dell’abbassamento del suo territorio (anche 2/3 metri), il noto bradisismo positivo, e compromettendo di conseguenza pure l’agricoltura con l’impossibilità di effettuare l’irrigazione, con perdita dei specifici fondi a ciò destinati dal Ministero dell’Agricoltura dell’epoca e la possibilità di derivazione delle acque sia dall’Adige che dal Po, ampiamente utilizzate invece dalle opposte province rivierasche, e con le quali è stato poi indispensabile aprire, a parziale rimedio, una non facile contestazione.
Se al Polesine, considerato quello che ha dato al Veneto, venisse oggi riconosciuto anche un minimo di attenzione per completare il suo non ancora ultimato sviluppo, non gli verrebbe regalato nulla, ma corrisposto solo un parziale indennizzo.

2) Passando al primario, tenuto conto delle dimensioni delle sue aziende agricole, il Polesine è e rimane vocato per le colture estensive, quali il grano, la soia il mais e sarebbe assurdo non utilizzare questo indirizzo soprattutto dopo gli ultimi due decenni nei quali, per causa dei prezzi del mercato globalizzato, si è, tra l’altro, dovuto abbandonare di fatto la barbabietola.
Comunque le colture estensive permettono di assicurare agli italiani carne, latte, formaggi, prosciutti, salumi ecc. Unico guaio, ma gravissimo, onerosissimo ed imperdonabile è quello che viene impedita la coltivazione degli O.G.M. Questi prodotti li possiamo tranquillamente utilizzare e mangiare importandoli dall’estero. Una situazione paradossale la nostra di cui è responsabile in Italia l’Associazione dei Coltivatori Diretti che, proprio nel Governatore Zaia, ha trovato un caparbio e assoluto sostenitore. La ragione per cui il Dott. Zaia abbia assunto questa posizione , che è di certo ideologica per non dire politica, nessuno è mai riuscito a capirla, anche perché non è mai stato in grado di spiegarla neppure lui, come si è potuto evincere dai suoi interventi sulla stampa ed alla televisione.

Passando all’”orticolo ed al biologico”, a parte quest’ultimo per il quale, in coerenza alla mia dichiarata posizione libertaria lascio che gli altri lo coltivino come desiderano e non intendo interferire, il Dott. Zaia deve sapere che la quantità di terreno che può essere investita ad ortaggi non la determina l’agricoltore o coltivatore, ma la “domanda” del mercato; esclusivamente questa !! Siamo d’accordo che un ettaro di ortaggi oggi rende molto di più di una coltura estensiva, ma non è per questo che gli agricoltori possano seminare quanti ortaggi vogliono, perché così riuscirebbero ad avere ricavi superiori. Anzi, devono esser attentissimi. Se il mercato, in ipotesi, “domanda” 100 ettari di insalata di Lusia o di Radicchio Rosso, anche il seminare solo qualche ettaro in più abbasserebbe le quotazioni di vendita, addirittura a livelli sottocosto e quindi del tutto antieconomici.

Potrei aggiungere molte altre considerazioni, ma come al solito lo spazio mi è tiranno. Comunque, con l’On. Zaia, sono sempre a disposizione per integrare ed approfondire questi argomenti, sia in un incontro personale che in sede di confronto televisivo. Scelga lui come, dove e quando.

Nella categoria: News, OGM & Politica

In tema ogm: lettera aperta al Presidente Zaia di Vincenzo Cappellini

Febbraio 28th, 2014
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Vincenzo Cappellini spiega a Zaia alcuni concetti

IN TEMA OGM: LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ZAIA

PREMESSA

Con un comunicato stampa ufficiale del 30 gennaio u.s. (vedi allegato n. 1), il Governatore del Veneto Luca Zaia ha, purtroppo, ripreso a parlare di prodotti agricoli O.G.M. Pretesto: “La giornata del cibo sano per tutti contro gli OGM”, iniziativa promossa da un “club” di montanari, di emanazione Coldiretti, e non certo produttori significativi di mais, soia e cereali in genere.

Ho scritto “purtroppo” perché speravo che in questi ultimi tempi la sua errata posizione contraria a questi più che validi prodotti, quali, nel vero, sono gli OGM, si fosse in qualche modo modificata, anche in forza di una sua auspicata più approfondita conoscenza del problema. Niente di tutto ciò !

Le motivazioni del mio nuovo intervento nei suoi confronti sono il dovere, come imprenditore agricolo professionale, di confutare il suo “dichiarato sostegno alla biodiversità”, al “cibo sano”, all’”agricoltura sostenibile” ed alla “trasparenza”, quasi fossero requisiti propri della sola agricoltura dei tempi andati.

Dopo quanto sopra citato il Governatore ha proseguito mettendo sotto accusa le multinazionali produttrici di OGM in quanto, secondo lui, sarebbero “motivate da interessi economici fortissimi” e mirerebbero “a creare una sudditanza tra agricoltori e fornitori”. Praticamente ha riportato tutte le illogiche , paradossali ed infondate accuse propalate dalla Coltivatori Diretti, l’associazione rappresentante la piccola proprietà contadina, la quale, per sue finalità corporative, è stata ed è la causa prima per cui in Italia non è oggi possibile essere liberi non solo di coltivare OGM, ma neppure fare una normale sperimentazione scientifica e tutto questo con incommensurabili danni, presenti, ma soprattutto futuri, per l’intiera nostra economia nazionale.

Proseguendo nelle sue assurdità, comunque tutte di “ispirazione Coldiretti”, il Dott. Zaia è arrivato a dire che gli OGM porterebbero come conseguenza un aumento dell’utilizzo dei fitofarmaci ed all’ inquinamento delle produzioni normali, quando è pacificamente riconosciuto, e da tutti, che vero è esattamente il contrario. Ripeto: esattamente il contrario. Inoltre gli OGM porterebbero guadagni “solo per i grandi possessori di terre coltivate da terzi” (SIC!!) . Ed ancora, gli OGM, sostiene il Governatore, ” non hanno risolto ed anzi hanno fatto crescere fame e povertà nei Paesi del Terzo mondo” (SIC!!).

Sempre procedendo, il nostro Dott. Zaia ha affermato altresì che la pretesa di coltivare gli OGM è un “sopruso” e, dulcis in fundo, così conclude: ” Io dico che la collettività, il nostro Veneto e l’Italia (dagli OGM) hanno tutto da perdere, sia nel breve che nel lungo periodo”.

Per contestare queste inconcepibili assurdità e “non verità” del nostro Governatore e non riempire troppe pagine, mi permetto di rivolgermi a Lui direttamente con alcune schematiche domande ed assicurando, fin d’ora, che se saprà rispondere adeguatamente sarò pronto a riconoscergli questo merito.

Ciò premesso, chiedo allora al Dott. Zaia:

· Perché oltre la metà della popolazione mondiale di 7 miliardi di abitanti si nutre tranquillamente di O.G.M. come i fatti dimostrano e senza alcun problema di salubrità o di altra natura ?

· Perché il cibo OGM è prodotto e consumato soprattutto dalle nazioni più civili, ricche, avanzate e sviluppate quali gli Stati Uniti d’America, il Canadà, il Messico, l’Argentina , il Brasile?

· Perché oltre 27 popolosi Stati del mondo producono già e con piena soddisfazione gli OGM e, tra queste, “entità umane miliardarie” quali sono la Cina e l’India? Nel vero però gli Stati sono ancora di più in quanto molti si stanno ora silenziosamente avviando sulla strada degli OGM, senza parlarne o proclamarlo, perché non sono succubi di assurde ed inaccettabili divieti da parte dei loro governanti, come purtroppo avviene invece in Italia per una miope quanto assurda posizione ideologica contraria a questi prodotti e politicamente così voluta ed imposta dalla Coltivatori Diretti, alla quale Lei inconcepibilmente ” si ispira”.

· Perché nel mondo le superfici coltivate ad OGM sono in costante, inarrestabile aumento? Dal nulla del 1996, solo per il mais,si sono superati i 172 milioni di Ettari e la media di crescita è di oltre 8 milioni all’anno (fonte ISAAA). Per il 2014, le previsioni, anche più prudenziali, danno oltre 180 milioni di Ettari e successivi incrementi minimi annuali del 5%. Come ho avuto modo di scrivere, pari pari, anche all’ex Ministro Nunzia De Girolamo, se Lei, Dott. Zaia, considera che la superficie italiana destinata alle coltivazioni è di circa 8,9 milioni di ettari, possiamo dire che l’agricoltura Biotech aumenta nel mondo di almeno un’Italia all’anno. Per Sua conoscenza sappia altresì che gli ettari O.G.M. coltivati a soia nel mondo sono stati 100 milioni, 31 milioni a Colza e 30 milioni quelli a Cotone.

In testa alla classifica, guarda caso, stanno gli USA con 70,1 milioni di Ha. E qui non occorre ricordi che ci troviamo di fronte allo Stato tecnologicamente più avanzato e progredito del mondo. Non per niente già nel 1969 sono riusciti ad arrivare sulla luna.

E allora cosa mi dice Signor Governatore di questa realtà globale, nota in tutto il mondo e mistificata all’opinione pubblica italiana da una associazione come quella dei Coltivatori Diretti che, millantando di essere l’agricoltura italiana, ma non lo è affatto, è solo brava a reinventare ogni giorno “l’acqua calda”, come la vendita diretta dei prodotti agricoli presso le aziende stesse, sistema questo da sempre adottato dagli agricoltori, sia italiani che esteri,oppure “Campagna Amica” e “Km zero” ed altra aria fritta e rifritta.

La risposta è, Onorevole Governatore, che tale stupefacente espansione in tutto il mondo e non “arretramento” come dichiarano i suoi “amici” della Coldiretti è dettata non solo dalla irrinunciabile legge del progresso e dalla legittima aspirazione degli agricoltori a far quadrare i loro bilanci, ma anche dalla necessità di produrre cibo a sufficienza per tutti gli abitanti della terra, già oltre 7 miliardi e con una previsione di crescita a 9 miliardi entro il 2050. Il tutto, senza considerare che nel mondo i consumi pro - capite sono destinati ad aumentare di almeno il 30% in quanto la vita media degli abitanti della terra si sta prolungando di almeno 20 anni, ed il tenore di vita, che comporta una automatico aumento dei citati consumi, sta migliorando per tutti.

E’ pacifico, Signor Governatore, che per sfamare tutte queste bocche occorrerà aumentare la produzione delle derrate alimentari e ciò si potrà fare solo con gli OGM che, tra l’altro, permetteranno la messa in coltura di certi terreni sub desertici e comunque con scarsità d’acqua. Questo e molto ancora potranno fare le biotecnologie, altro che i mercati zonali, Campagna Amica ed i Km zero, tutta aria fritta che serve solo per fare un poco di fumo negli occhi dell’opinione pubblica, la quale non può ovviamente conoscere questi risvolti.

Sappia inoltre, Dott. Zaia, che di terreno agricolo “nuovo” al mondo non ne abbiamo proprio più. Tutto è stato scoperto, da un polo all’altro, ed anzi è ora anche in costante diminuzione per l’inevitabile cementificazione del territorio dovuta alla civilizzazione la quale richiede sempre nuove aree urbane, aree industriali, viabilità ecc.

Altro argomento importante su cui “desidero aggiornarla” è il discorso della salubrità degli O.G.M., tema sul quale si sono dette “amenità inaccettabili” da parte di alcuni avventurieri dell’informazione, mossi da scopi ben diversi da quelli della correttezza nello scrivere sulla stampa. Come già fatto presente in altra mia nota all’ex Ministro De Girolamo, con tutta tranquillità e certo al 100/100 di non essere smentito, posso affermare che, nella vita dell’uomo, mai dei prodotti agricoli e derrate alimentari sono stati posti sotto controllo quanto gli OGM. Tutto ciò che è OGM è stato preventivamente esaminato, controllato e collaudato dall’E.F.S.A. - Autorità europea per la sicurezza alimentare - con sede a Parma e, di rincalzo, dall’E.M.E.A. - Agenzia europea per i medicinali nonché dall’O.M.S. - Agenzia specializzata dell’ONU per la salute.
In tema di salubrità, oltre a scienziati del calibro del Prof. Umberto Veronesi, delle defunte Rita Levi Montalcini e Margherita Hack, del Prof. Dulbecco ecc, in Italia disponiamo di un importante studio, il “Consensus Document “, datato 5 maggio 2004, ove ben 15 organismi scientifici del calibro dell’Accademia Nazionale delle Scienze, l’Associazione Nazionale dei Biotecnologici Italiani, La Soc. Italiana di Farmacologia ecc. hanno dichiarato che i “prodotti geneticamente modificati possono essere ritenuti tranquillamente preferibili a quelli convenzionali che, per contro, questi esami, analisi e controlli costanti non hanno mai subito”.
Pure la Comunità Europea, per lo stesso precipuo fine della salubrità, ha stanziato ancora nell’anno 1985 e per uno studio che è durato 15 anni, cioè fino al 2000, ben 300 milioni di Euro per sovvenzionare “cinquecento gruppi di ricercatori di tutti i Paesi comunitari” e nessuno di questi, ripeto nessuno, ha trovato gli OGM nocivi per la salute umana.
Da ultimo negli Stati Uniti gli Organismi scientifici, tra privati e statali, che hanno studiato gli OGM sono stati oltre 2000 e, parimenti, non uno di questi ha mosso rilievi di sorta.
Ovviamente, come in tutte le cose di questo mondo, il “bastian contrario facile speculatore” esiste sempre. Comunque si tratta percentualmente di un caso contro mille e per di più, approfondendo la disamina, si può constatare come le finalità, che muovono questi Signori contrari, non sia la “filantropia”o “l’amore del gusto”, ( vedi Arcigola ora Slow food), ma ben diversi nascosti motivi.
Altra sua accusa infondata, Dott. Zaia, il guadagno ottenuto dalle multinazionali sementiere che invece è giusto e meritato, essendo dato da imprenditori agricoli che si avvantaggiano del costoso lavoro di ricerca e del progresso di queste avanzate società internazionali.
Ulteriore punto che desidero portare alla Sua attenzione, come ho fatto con l’ex Ministro De Girolamo, è lo sfatare la leggenda che l’Agroalimentare italiano sia buono ed anzi il primo nel mondo in quanto ottenuto con prodotti non “contaminati” da OGM. (Termine,il “contaminati”, del tutto fuori luogo e posto impropriamente; al limite si potrebbe parlare di “commistione” da OGM). Giudico che questo sia non solo una non verità, ma una “impudente non verità”.
Ma come si fa, domando, a salvare la tipicità delle carni italiane, quando, con inizio 18 anni fa, l’80%-90% di bovini, suini e polli viene allevato con mangimi OGM?
Pure il prosciutto di Parma, quello di S. Daniele e tutti i salumi in genere ne sono conseguentemente coinvolti.
La stessa considerazione vale per il formaggio italiano. Infatti il latte utilizzato proviene da stalle che, tutte, consumano mangimi ottenuti da cereali e semi oleaginosi provenienti dall’estero ed acclaratamente OGM. Ritengo pertanto sia difficile sostenere che il nostro Parmigiano- Reggiano, il Grano Padano, il Gorgonzola, le Mozzarelle ecc siano OGM Free. Eppure sono tutti formaggi non solo buoni, ma anzi ottimi, sani e fanno bene.
Perché veda, Signor Governatore, quello che conta in tali attività produttive è il “manico”. A noi italiani il “manico” il buon Dio ce lo ha fortunatamente dato, per cui il nostro agroalimentare è buono per questo sostanziale motivo, indipendentemente dal fatto che gli animali siano stati alimentati con mangime OGM o meno.
Purtroppo tale realtà non ha impedito all’ex Ministro De Girolamo di prestarsi alla “comparsata” al valico del Brennero del 6 Dicembre u.s., organizzata, con inutile clamore, sempre e solo dalla Coldiretti, per contestare l’arrivo in Italia di prodotti agricoli esteri ( e non ci si nasconda ora dietro la banale scusante che si volevano impedire frodi commerciali, vigilanza questa non certo di competenza del Ministro dell’Agricoltura e della Coldiretti), in ciò violando, tra l’altro, tutte le disposizioni comunitarie che regolano la materia e gli accordi internazionali sul commercio.
Perché, Egregio dott. Zaia, Lei deve sapere che il tanto decantato agroalimentare italiano, non è merito della Coldiretti, ma della vera e propria industria agroalimentare italiana (sorta soprattutto nel secolo XIX), alla quale deve andare il riconoscimento, estensibile anche ad alcuni veri imprenditori agricoli dell’epoca, delle invenzioni di tante specialità gastronomiche. Altro che merito della Coldiretti fondata dall’On. Bonomi solo nell’ultimo dopoguerra! Basta con queste frottole! Basta farsi belli con il lavoro ed i sacrifici e le conquiste degli altri!
Sempre abusando della buona fede dell’opinione pubblica, la quale, come per l’energia nucleare, non può conoscere a fondo certi problemi complessi,oggi alcuni commercianti di alimentari ( alias supermercati, e per carità di patria non faccio nomi) sono arrivati ad offrire sui loro scaffali prodotti come carne , formaggi, salumi, ecc “OGM FREE”, in quanto ottenuti utilizzando prodotti “convenzionali”. Niente di più non veritiero e di più assurdo a realizzarsi.
Infatti tutti i necessari prodotti agricoli di provenienza estera, acquistati dalle nostre industrie del settore, sono dei “beni fungibili”, le “famose commodity”, per cui possono essere reperiti sui mercati mondiali solo miscelati ad altri beni fungibili della stessa natura. Così come avviene per il petrolio, il gas ,il ferro ecc. Pretendere di poter disporre di cerali o leguminose “unicamente convenzionali” comporterebbe un livello di costi superiori e non sopportabili, in rapporto alla reale concorrenza del mercato.
Pensi, Sig. Governatore, che l’ipocrisia delle nostre leggi arriva a definire “coadiuvanti tecnologici” cereali acclaratamente OGM,utilizzati indispensabilmente per la nostra industria mangimistica. Essendo così definiti, non sono poi più soggetti ad autorizzazione preventiva, ne alle regole di etichettatura obbligatoria. Noi italiani siamo costretti a fare tutto questo in quanto produciamo complessivamente ed all’incirca solo il 40% del fabbisogno di cereali, oleaginose ed altro, necessari al nostro agroalimentare, per cui non possiamo e non potremo mai fare a meno di rifornirci del restante 60% sul mercato mondiale, quello delle sopra citate commodity.
Nella sostanza, Signor Governatore, siamo all’assurdo, al paradossale, per cui gli agricoltori degli Stati esteri, soprattutto extraeuropei, possono coltivare OGM ed esportarli nel nostro Paese, mentre noi agricoltori italiani non dobbiamo produrli, ma possiamo comunque accettarli e mangiarli. Tutto questo ingiustificato ostracismo, lo ribadisco, senza che nessun studio serio e ad alto livello, abbia dimostrato nel mondo che gli OGM sono dannosi alla salute dell’uomo. Ripeto nessuno! Amenità per amenità, lo sostiene solo la Coldiretti e le persone che, come Lei, in buona fede, la seguono pedissequamente.
Mi rendo conto che questa mia nota oltre che dura è anche molto lunga. La ragione sta però nella complessità dell’argomento. Ed è proprio per questo che l’opinione pubblica è contraria agli O.G.M. Ma lo è solo perché non ha mai potuto essere informata compiutamente sul problema e, ovviamente, su questo sono andati a nozze i Coldiretti, con tutte le loro assurdità.
Mi si lasci poi aggiungere un cenno alla inammissibile illegalità del comportamento dell’Italia che già da quando Lei era Ministro dell’Agricoltura si è sempre distinta per la sistematica violazione delle norme di legge comunitarie in materia. Il che per un Ministero è un fatto gravissimo, inconcepibile e pure ingiustificabile. Tutti noi cittadini abbiamo il dovere civile e morale di seguire le leggi . E questo obbligo ancor più spetta ad una Amministrazione Pubblica ed allo Stato.
Proprio quando anche Lei era Ministro dell’Agricoltura tutto questo è sistematicamente avvenuto, ed anzi il Diritto Comunitario è stato calpestato. L’impari e quindi vile confronto montato dalla Coldiretti unitamente ai No Global ed altre persone violente contro alcuni piccoli agricoltori del Friuli ha, alla fine, dimostrato che dalla parte della legge, del diritto,della giustizia c’erano proprio loro e non la Coldiretti, purtroppo sostenuta anche dalla Sua politica. Veda la Pronuncia della Corte di Giustizia Europea del 6 settembre 2012 ed ulteriore giudizio emesso dalla stessa Corte in data 8 maggio 2013 , quest’ultima a favore del Dott. Giorgio Fidenato di Pordenone, uomo coraggioso e determinato, che aveva osato “seminare legalmente mais O.G.M.”, distrutto poi da alcuni facinorosi. Non si vanti allora di questa Sua posizione anti OGM, Sig. Governatore e mi permetta anzi un consiglio: modifichi il Suo pensiero. In un stato civile non dovrebbe accadere che un Ministro od un Governatore di Regione, si muovano contro la legalità. Noi italiani, con il già Ministro dell’Agricoltura On. Luca Zaia, abbiamo saputo fare anche questo. E poi ci vantiamo di vivere nella patria del diritto.
Pure la Chiesa cattolica, che la Coldiretti, affermando ” il non vero”, dice di essere contro gli O.G.M., è invece pienamente favorevole ed anzi li benedice in quanto li considera una risorsa a beneficio di tutta l’umanità, ma soprattutto delle popolazioni dei Paesi poveri e sottosviluppati del Terzo Mondo. Questo lo ha sancito il 30 Novembre 2010 l’Accademia Pontificia delle Scienze, dopo anni di studio voluti da Papa Woityla. E la conclusione favorevole al 100/100 agli O.G.M. non è stata un’espressione del Magistero della Chiesa, ma il frutto del lavoro dei migliori esperti internazionali, indipendentemente dal loro credo religioso, ed invitati a pronunciarsi sul tema soltanto con valutazioni tecnico/scientifiche. I Coltivatori Diretti, nelle loro annuali feste del ringraziamento, lascino pertanto in pace i buoni parroci di campagna e non li facciano parlare di questo argomento, che, per molti di loro, non rientra nella normalità conoscitiva.
Mentre sto stendendo questa nota, ho voluto controllare le quotazioni sul mercato Italiano del mais. Ebbene sappia che oggi il mais OGM di provenienza estera è pagato dalle industrie mangimistiche ed italiane in genere almeno 11/13 Euro in più per tonnellata. ( Mercato di Bologna - 13.02.2014 - Mais nazionale comune: Euro 184 - 188; Mais Estero non comunitario: Euro 197 - 199)
Il che non è poco! E lo sa Dott. Zaia perché questo avviene? Perché il mais OGM di importazione è più sano e sicuro di quello nazionale che, non potendo essere OGM, è invece contaminato da malattie funginee, aflatossine, micotossine ecc.
Questi sono i punti essenziali su cui Lei dovrebbe esaminare il problema e non solo seguire gli umori dell’impreparata opinione pubblica, artatamente lasciata all’oscuro , così come ha avuto il coraggio di dichiarare Lei stesso in un confronto televisivo dell’anno scorso con l’agricoltore del Friuli, Dott. Giorgio Fidenato: quell’agricoltore eroe che ha seminato mais OGM . Pensi che il Fidenato ha avuto il raccolto distrutto dai violenti No global della stessa Coldiretti, nonché sequestrati per tre anni l’azienda agricola ed i conti correnti. Salvo poi accorgersi, ripeto dopo tre anni, sia lo Stato, così come la Magistratura, che dalla parte della ragione e del sacrosanto diritto c’era lui, soltanto lui e non la Coltivatori Diretti.
Perdoni l’ardire Dott. Zaia, ma accetti il mio rispettoso invito: di andare al concreto dei problemi, si documenti innanzitutto a fondo e rimanga poi nel realismo delle leggi economiche, che un politico non dovrebbe mai disconoscere. E mi avvio a concludere per davvero. Non so se vorrà rispondere a questo lungo intervento avverso al Suo pensiero. Sappia comunque che con le note da me inviate l’anno scorso all’ex Ministra De Girolamo, conservo “un prezioso riscontro” del MIPAAF a firma del Direttore Generale dello Sviluppo Rurale - DISR V - Dr. Giuseppe Cacopardi che mi permetto di allegare (vedi allegato n. 2) al fine Lei possa constatare cosa è costretto a scrivere un Direttore Generale del Ministero per salvare il salvabile da erronee e paradossali posizioni “inamissibilmente” prese da un Ministro quale l’On. De Girolamo, solo perché irragionevolmente ossequiente alla Coldiretti. (Dice nella sostanza il Direttore Generale che se le importazioni - che non potrebbero che essere OGM - fossero bloccate, noi non saremo in grado di nutrire il popolo italiano) SIC!
Ho anche appreso che il Comune di Calalzo, con il Suo entusiastico beneplacito, si sta dichiarando (ovviamente contra legem) OGM FREE. Bravo se qualcuno mi saprà spiegare cosa centri con le colture OGM un Comune di montagna di 2.000 abitanti dove non so quanto mais o soia verranno mai coltivati. Credo poco più di niente. Siamo quindi al paradossale in tutti i sensi, On. Governatore. Comunque, pur in questa situazione di sfacelo del buon senso e della logica, gli OGM arriveranno ad essere prodotti anche da noi in Italia. Non ci saranno né Coltivatori Diretti, né No global, né Governi, né Ministri dell’Agricoltura o Governatori Regionali che alla fine possano fermare il progresso e la scienza. Gli OGM arriveranno anche da noi e, personalmente, spero presto. Questo soffio di speranza è alimentato in me anche nell’apprendere, fatto sintomatico, che contrariamente a quanto Lei fa, dice ed opera, un Comune di pianura del Friuli ed esattamente Porpetto ha per contro messo a disposizione il proprio territorio per le coltivazioni OGM. E questa volta, a differenza di Calalzo, tutto nel rispetto della legge. La notizia va completata aggiungendo che Sindaco di questo paese, è un Signore la cui attività è stata quella di docente universitario, quale professore ordinario di Patologia Generale presso il Dipartimento di Scienze della vita dell’Università di Trieste. In Italia,per fortuna, esistono anche amministratori pubblici dotati di questi livelli culturali come il sopracitato Sindaco Prof. Pietro Dri di Porpetto.
Ecco perché, pure se sono avanti negli anni, sono certo che la mia speranza di poter coltivare OGM avrà un concreto futuro.
Sempre a Sua disposizione, la saluto con il più profondo rispetto.
Rovigo, li 26.02.2014
Vincenzo Cappellini

Allegati:
n. 1) Comunicato stampa 30-01-2014 del Governatore Zaia;
n. 2) Lettera MIPAAF in data 9 settembre 2013

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Vincenzo Cappellini torna a scrivere al Ministro De Girolamo

Novembre 5th, 2013
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Ora quasi nella forma di una implorazione a non commettere altri errori in materia di OGM e quantomeno a rispondergli dopo l’illuminante risposta del dott. Cacopardi di poco tempo fa: http://www.salmone.org/ministero-agricoltura-dice-ogm-importati-sono-sicuri/

Leggi la lettera di Cappellini al ministro De Girolamo

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Ai Presidenti Provinciali di Confagricoltura delle Regioni del Nord

Settembre 9th, 2013
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da parte dell’Avvocato Vincenzo Cappellini

Rovigo, 6 settembre 2013

Egregio Presidente,

a fronte della paradossale ed inammissibile situazione avversa agli O.G.M., creata nei mesi scorsi dalle Autorità governative italiane, e fra queste, per la sua “non conoscenza del problema” e “ temerarietà nell’affrontare la materia”, ha brillato la nostra Ministra dell’Agricoltura, On. Nunzia De Girolamo, ci sono state delle persone che, per contro, hanno operato con professionalità, conoscenza del problema e rispetto della legge, ottenendo così utili e concreti risultati positivi in favore dei citati O.G.M. e quindi per il futuro della nostra agricoltura.

Risultati positivi che, seppur sminuiti da una faziosa ed a volte perfino non corretta campagna di stampa, promossa ed alimentata soprattutto dalla Coldiretti,hanno dimostrato che, anche in Italia, le iniziative Pro – O.G.M. devono proseguire ed anzi essere intensificate per il bene di tutti.
I meriti di questi successi vanno ascritti ad uomini “eroici” come il Dr. Giorgio Fidenato, con la sua “Associazione Agricoltori Federati” ed a “Futuragra” ( Presidente Danilo Campagnolo e Vice Presidente Silvano Dalla Libera). Se oggi si parla di semina del mais O.G.M, dobbiamo ringraziare loro e solo loro, anche per i notevoli sacrifici economici personali che hanno affrontato. Si pensi che Fidenato, ad esempio, ha avuto per tre anni la sua azienda posta sotto sequestro, conti bancari compresi.

A questo punto occorre opporsi alle assurdità del decreto interministeriale 12 luglio 2013, “partorito” dai Ministri dell’agricoltura, On. Nunzia De Girolamo, della Salute, On. Beatrice Lorenzin e dall’Ambiente, On. Andrea Orlando. Se nel suddetto provvedimento legislativo fosse stato scritto che 2 + 2 fa 5 e non quattro, si sarebbe compiuto un errore meno grave. Per porre rimedio a tale amenità interministeriale è giusto dare un’attestazione di partecipazione e condivisione con un contributo minimo di 10 Euro a Futuragra, pro campagna “ Una spiga per la ricerca”.
In tal senso trasmetto pari pari l’e –mail che ho ricevuto dalla sopracitata Futuragra annotando che i fondi saranno investiti pure per degli studi agronomici i cui risultati saranno poi messi a disposizione di tutta l’agricoltura italiana.

Ciò esposto, Le chiedo, Sig. Presidente, di dare ampio spazio alla sopracitata lettera di Futuragra, pubblicandola sul giornale associativo della Sua provincia.
Con l’occasione, vista la modestia dell’importo richiesto, auspico che ogni agricoltore, per quanto possibile,acquisti non una sola, ma più spighe. Mi sembra che detto mio suggerimento sia più che ragionevole.

Ovviamente rimango a disposizione per ogni utile informazione e porgo cordiali saluti.

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Vincenzo Cappellini scrive al Ministro Nunzia del Girolamo

Giugno 13th, 2013
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Oggetto: O.G.M. ( organismi geneticamente modificati)

Sono un imprenditore agricolo veneto, documentato e convinto assertore degli O.G.M, tra l’altro suo simpatizzante in quanto appartenente allo stesso indirizzo politico.
Grande il mio compiacimento quando è stata nominata Ministro del MIPAAF, molto meno il 21/05/2013, allorché ha affrontato il problema OGM in Senato, e con successive derivanti sue dichiarazioni sulla stampa.
Fortunatamente, On. Ministro, la realtà degli OGM è ben diversa da quella da Lei riportata, per cui mi vedo costretto, mio malgrado, a contraddirLa, rimanendo comunque chiaro che lo faccio solo con intenti costruttivi, per il bene dell’agricoltura italiana e con il più profondo rispetto nei confronti della Sua persona nonché dell’alto ruolo che ricopre.
Lei sbaglia quando dice di essere convinta che l’agricoltura italiana non abbia bisogno degli OGM.
Sbaglia quando asserisce che gli OGM stanno subendo un arretramento notevole.
Sbaglia quando afferma che tutte le organizzazioni di categoria sono contrarie agli OGM.
Sbaglia quando denuncia come fatto negativo l’obbligo di riacquistare di anno in anno delle sementi ecc.ecc.
La realtà degli OGM, nell’economia globalizzata come è quella in cui oggi viviamo, è ben diversa da quanto Le hanno prospettato in seno al Suo Ministero ed in tal senso, seppur molto schematicamente, faccio osservare quanto segue:
Attualmente nel mondo oltre tre miliardi di uomini si nutrono di prodotti OGM e sono in costante aumento. Fra questi, non cittadini di Paesi poveri o sottosviluppati, ma di nazioni civili, ricche ed avanzate quali gli Stati Uniti d’America, il Canada, il Messico, l’Argentina, il Brasile ecc.;
Ben 28 popolosi Stati nel mondo producono già e con piena soddisfazione gli OGM e, tra questi, “realtà umane miliardarie” quali sono la Cina e l’India. Nel vero però gli Stati sono di più, in quanto molti si stanno avviando sulla strada degli OGM senza rumore, senza parlarne o proclamarlo, perchè non sono succubi di assurdi ed inaccettabili divieti da parte dei loro Governi, come purtroppo avviene invece in Italia per una miope quanto assurda posizione ideologica contraria a questi prodotti;
Nel mondo le superfici coltivate ad OGM sono in costante inarrestabile aumento.
Dal nulla del 1996, nel 2012, solo per il mais, si sono superati i 159 milioni di ettari e la media di crescita è di oltre 8 milioni di ettari l’anno ( Fonte ISAAA).
Se Lei considera che la superficie totale italiana destinata a seminativo è di circa 8,9 milioni di ettari, possiamo dire che l’agricoltura BIOTECH aumenta di almeno un’Italia all’anno. Per Sua completezza informativa gli ettari a Soia sono stati 100 milioni, a Colza 31 milioni , a Cotone 30 milioni.
In testa alla classifica, guarda caso, stanno gli USA con 69,5 milioni di ettari. E qui non occorre che io ricordi che ci troviamo di fronte allo Stato tecnologicamente più avanzato e progredito nel mondo. Non per niente, già nel 1969, sono riusciti ad arrivare sulla luna!!
Tale stupefacente espansione in tutto il mondo e non “arretramento”, come Lei ha dichiarato delle colture Biotech, è dettata, non solo dalla irrinunciabile legge del progresso e dalla legittima aspirazione degli agricoltori di far quadrare i loro bilanci, ma anche dalla necessità di produrre cibo a sufficienza per tutti gli abitanti della terra in costante aumento. Nel 1750 eravamo in 791 milioni; nel 1950 siamo saliti a 2.521 milioni e negli ultimi 62 anni, il primo novembre 2011, abbiamo raggiunto i 7 miliardi di uomini. La previsione è che nell’anno 2050 si raggiungeranno i 9 miliardi di abitanti. Ed allora come saranno sfamate tutte queste bocche On. Ministro? Consideri inoltre il prolungamento della vita media delle persone di almeno 20 anni, il miglior tenore di vita di tutti gli abitanti del Pianeta per cui i consumi pro-capite saranno superiori di almeno il 30%, ma soprattutto va tenuto conto del fatto che terreno agricolo “nuovo” al mondo non ne troviamo proprio più. Scoperto tutto On. Ministro, ed anzi è in costante diminuzione per l’inevitabile cementificazione del territorio dovuto alla civilizzazione, che significa aree urbane, aree industriali, viabilità ecc…

Di qui l’opportunità, e aggiungerei l’inderogabile necessità, che sempre grazie agli OGM, a questo specificatamente “ricercati”, vengano recuperati alla produzione agricola i terreni oggi così detti marginali quali ad esempio le fasce subdesertiche del nostro globo, tipo quella pre- sahariana e similari. In tanta realtà come può Lei, on. Ministro, sostenere che l’agricoltura non ha bisogno di OGM.
Ma il punto che io desidero affrontare è soprattutto quello della SALUBRITA’ messo da Lei in dubbio.
Quante “amenità” sono state scritte e dette a tal proposito da personaggi del tutto inaffidabili, i quali sparano contro gli OGM, non perché abbiano le prove di quanto vanno “gridando”, ma solo perché mossi da altri e diversi scopi, che, in questa sede, non voglio neppure menzionare.
Con tutta tranquillità e certo al 100/100 di non essere smentito, posso affermare che, nella vita dell’uomo, mai dei prodotti agricoli e derrate alimentari sono stati posti sotto controllo quanto gli OGM. Tutto ciò che è OGM è stato preventivamente esaminato, controllato e collaudato dall’E.F.S.A. – Autorità europea per la sicurezza alimentare – con sede a Parma e, di rincalzo, dall’E.M.E.A. – Agenzia europea per i medicinali nonché dall’O.M.S. – Agenzia specializzata dell’ONU per la salute.
In tema di salubrità, oltre a scienziati del calibro del Prof. Umberto Veronese, della defunta Rita Levi Montalcini, di Margherita Hack, del Prof. Dulbecco ecc, in Italia disponiamo di un importante studio ( certamente agli atti del Suo Ministero), il “Consensus Document “, datato 5 maggio 2004, ove ben 15 organismi scientifici del calibro dell’Accademia Nazionale delle Scienze, l’Associazione Nazionale dei Biotecnologici Italiani, La Soc. Italiana di Farmacologia ecc. hanno dichiarato che i “ prodotti geneticamente modificati possono essere ritenuti tranquillamente preferibili a quelli convenzionali che, per contro, questi esami, analisi e controlli costanti non hanno mai subito.
Pure la Comunità Europea, per lo stesso precipuo fine della salubrità, ha stanziato ancora nell’anno 1985 e per uno studio che è durato 15 anni, fino al 2000, ben 300 milioni di Euro per sovvenzionare cinquecento gruppi di ricercatori di tutti i Paesi comunitari e nessuno di questi, ripeto nessuno, ha trovato gli OGM nocivi per la salute umana.
Da ultimo negli Stati Uniti gli Organismi scientifici, tra privati e statali, che hanno studiato gli OGM sono stati oltre 2000 e, parimenti, non uno di questi ha mosso rilievi di sorta.

Altro punto che desidero portare alla Sua attenzione , On. Ministro, è lo sfatare la favola che l’Agroalimentare italiano sia buono ed anzi il primo nel mondo in quanto ottenuto con prodotti non “contaminati” da OGM. (Termine,il “contaminati”, del tutto fuori luogo e posto impropriamente; al limite si potrebbe parlare di “commistione” da OGM). Giudico che questo sia non solo una non verità, ma una “impudente” non verità.
Ma come si fa, domando, a salvare la tipicità delle carni italiane, quando, con inizio 17 anni fa, l’80%-90% di bovini, suini e polli vengono allevati con mangimi OGM?
Pure il prosciutto di Parma, quello di S. Daniele e tutti i salumi in genere ne sono conseguentemente coinvolti.
La stessa considerazione vale per il formaggio italiano. Infatti il latte proviene da stalle che consumano mangimi ottenuti da cereali e semi oleaginosi provenienti dall’estero ed acclaratamente OGM. Ritengo pertanto sia difficile sostenere che il nostro Parmigiano- Reggiano, il Grano Padano, il Gorgonzola, le Mozzarelle ecc siano OGM Free. Eppure sono tutti formaggi non solo buoni, ma anzi ottimi, sani e fanno bene.
Perché vede, On. Ministro, quello che conta in tali attività produttive è il “manico” e noi italiani questo “manico”, il buon Dio ce lo ha fortunatamente dato, per cui, il nostro agroalimentare è buono per questo sostanziale motivo, indipendentemente dal fatto che gli animali siano stati alimentati con mangime OGM o meno.
Spero che qualcuno del suo Ufficio Le confermi ad esempio che il fabbisogno di soia in Italia è soddisfatto con la nostra produzione solo nella misura del 7-8%; mentre il restante 92-93% lo dobbiamo acquistare all’estero sul mercato internazionale. E la soia che arriva dall’estero è OGM al 93%.

Altra amenità sostenuta dai contrari agli OGM è quella di voler produrre latte, carne ed i conseguenti derivati da mangimi ottenuti con prodotti agricoli “convenzionali”, alias OGM Free. Niente di più impossibile a realizzarsi e di più assurdo. Infatti tutti questi prodotti agricoli sono dei beni fungibili, le famose commodity, per cui possono essere trovati sui mercati mondiali solo mescolati ad altri beni fungibili della stessa natura. Così come avviene per il petrolio, il gas ,il ferro ecc. Pretendere di poter disporre di cerali o leguminose “unicamente convenzionali” comporterebbe un livello di costi superiori e non sopportabili, in rapporto alla reale concorrenza del mercato.
Pensi On. Ministro che l’ipocrisia delle nostre leggi arriva a definire “coadiuvanti Tecnologici” cereali ed oleaginose acclaratamente OGM,utilizzati indispensabilmente per la nostra industria mangimistica. Essendo così definiti non sono poi più soggetti ad autorizzazione preventiva, ne alle regole di etichettatura obbligatoria. Noi italiani siamo costretti a fare tutto questo in quanto produciamo solo il 40% del fabbisogno di cereali, oleaginose ed altro, necessari al nostro agroalimentare, per cui non possiamo e non potremo mai fare a meno di rifornirci del restante 60% sul mercato mondiale, quello delle commodity da me prima citate.

Nella sostanza On. Ministro, siamo all’assurdo, al paradossale, per cui gli agricoltori degli Stati esteri, soprattutto extraeuropei, possono coltivare OGM ed esportarli nel nostro Paese, mentre noi agricoltori italiani non possiamo produrli, ma dobbiamo comunque accettarli e mangiarli. Tutto questo ingiustificato ostracismo, lo ribadisco, senza che nessun studio serio e ad alto livello, abbia dimostrato nel mondo che gli OGM sono dannosi alla salute dell’uomo. Ripeto nessuno!
A margine di questo argomento e diversamente da quanto da Lei dichiarato alla stampa, non è vero che tutte le Organizzazioni di categoria sono contrarie agli OGM. Io sono un iscritto a Confagricoltura e La posso assicurare che l’Associazione, a cui appartengo, pone fra le sue finalità l’attenzione non solo verso l’agricoltura convenzionale e biologica, ma parimenti anche nei confronti di quella degli OGM. E la mia Associazione comprende molto del territorio agricolo italiano, ma soprattutto è composta da imprenditori veri, capaci, di quelli che hanno sempre pagato le tasse e, la più parte, ha operato senza attingere ai benefici della cosiddetta piccola proprietà contadina che, per contro, negli ultimi 50 anni, tanti aiuti ha ricevuto dal nostro Paese e quindi molto è costata all’intera comunità.

Mi conceda, On. Ministro, una ulteriore annotazione riguardante la violazione sistematica delle norme di legge comunitarie da parte del nostro Paese.
Tutti noi cittadini abbiano il dovere sostanziale e morale di seguire le leggi e credo che tale dovere spetti ancor più ad uno Stato ed all’Amministrazione Pubblica.

Purtroppo così non è, proprio da parte del Suo Ministero.
In tal senso Le cito un paio di casi, ma ne avrei anche molti altri. Uno di questi è la Pronuncia del 6 settembre 2012 della Corte di Giustizia Europea che ha ulteriormente e nuovamente confermato il diritto di semina di una ben precisata varietà di mais OGM , il Monsanto 810 Bt. Ebbene, neppure di fronte ad una declaratoria così chiara il Ministero ha rivisto la sua inammissibile quanto immotivata posizione di rifiuto.
Altra pronuncia/sentenza importante, in quanto recente, è quella emessa dalla stessa Corte in data 8 maggio 2013 la quale, riferendosi al caso del Dott. Giorgio Fidenato di Pordenone, un uomo coraggioso e determinato, che, sapendo di essere dalla parte della ragione e della legalità, aveva osato investire un piccolo appezzamento di terreno con seme di mais OGM e si è trovato con il raccolto distrutto da parte di “una specie violenta di no-global”, molti dei quali appartenenti all’Associazione Italiana Coltivatori Diretti ed alla CIA. Associazioni che non sono mai state capaci di fornire una motivazione seria e concreta di questa loro estremistica posizione contraria. Solo ideologia politica, di certo mossa da secondi scopi.
Purtroppo a questa posizione, profondamente errata, si è momentaneamente accodata la solita Magistratura Italiana che, sbagliando come spesso le accade, ha posto sotto sequestro il fondo del Dott. Fidenato.
Anche il Suo Ministero, On. De Girolamo, nella vicenda OGM, ha brillato per l’illegalità e l’inammissibile non rispetto della legge. Mi riferisco per questo alle richieste di autorizzazione preventiva alla coltivazione di mais OGM, avanzate da molti agricoltori italiani e che sono state evase dal MIPAAF nel totale disprezzo dei tempi previsti dalla legge e “ inventando” complicanze o difficoltà procedurali, non degne di un Paese civile.
All’occorrenza posso produrre, a riprova, la documentazione scritta di quanto sto lamentando, ivi compresi i nominativi dei Dirigenti Ministeriali che in queste operazioni si sono “distinti”.
Per completezza, seppur sorvolando sui particolari, mi lasci aggiungere, On. Ministro, l’informazione che il Vaticano è favorevole ed anzi benedice gli OGM. Credo che Lei, più che ai sessantottini quali il Capanna, vorrà concedere la sua fiducia alla Chiesa Cattolica. E mi fermo veramente chiedendo scusa delle “dimensioni” del mio scritto. Ma è l’argomento che è ponderoso e forse proprio per questo e della conseguente difficoltà a portarlo a conoscenza dell’opinione pubblica che certe Associazioni di Coltivatori stanno cercando di fare “fortuna”.
Fortuna però che riguarderà solo la loro entità sindacale, non certo gli agricoltori italiani e di riflesso tutta la nostra economia nazionale.
Prima di concludere, e per non lasciare senza replica i suoi lamentati rilievi avversi, Le preciso essere vera la necessità per gli agricoltori di dover comperare ogni anno dalle Multinazionali il seme OGM. Ma, rilevato prioritariamente che questa non è una truffa, ma piuttosto un beneficio, faccio osservare che, per gli ibridi di mais ciò già avviene da decenni e nessuno ha mai trovato alcunché da ridire, senza contare che così facendo si ingrassano le Multinazionali che producono antiparassitari e veleni.
E chiudo veramente permettendomi di darle una sommessa “indicazione”. Preferisco questo termine alla parola consiglio.
Riveda e riorganizzi l’organico, soprattutto dirigenziale, del suo Ministero. E’ importante!!
Devono entrarvi persone capaci, corrette e vanno trasferite ad altro incarico quelle “pregiudizialmente” schierate e di parte.
Rimanendo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento La saluto con la massima deferenza.

Vincenzo Cappellini
Rovigo, 05.06.2013

Nella categoria: News, OGM & Politica

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