Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /web/htdocs/www.salmone.org/home/wp-settings.php on line 512 Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /web/htdocs/www.salmone.org/home/wp-settings.php on line 527 Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /web/htdocs/www.salmone.org/home/wp-settings.php on line 534 Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /web/htdocs/www.salmone.org/home/wp-settings.php on line 570 Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /web/htdocs/www.salmone.org/home/wp-includes/cache.php on line 103 Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /web/htdocs/www.salmone.org/home/wp-includes/query.php on line 61 Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /web/htdocs/www.salmone.org/home/wp-includes/theme.php on line 1109 Deprecated: Call-time pass-by-reference has been deprecated in /web/htdocs/www.salmone.org/home/wp-content/plugins/newsletter/plugin.php on line 910 Deprecated: Call-time pass-by-reference has been deprecated in /web/htdocs/www.salmone.org/home/wp-content/plugins/newsletter/plugin.php on line 910 Cappellini | Salmone.org

Vincenzo Cappellini torna a scrivere al Ministro De Girolamo

Novembre 5th, 2013
Post2PDF Versione PDF | No Comments

Ora quasi nella forma di una implorazione a non commettere altri errori in materia di OGM e quantomeno a rispondergli dopo l’illuminante risposta del dott. Cacopardi di poco tempo fa: http://www.salmone.org/ministero-agricoltura-dice-ogm-importati-sono-sicuri/

Leggi la lettera di Cappellini al ministro De Girolamo

Nella categoria: News, OGM & Aspetti legali

Ai Presidenti Provinciali di Confagricoltura delle Regioni del Nord

Settembre 9th, 2013
Post2PDF Versione PDF | No Comments

da parte dell’Avvocato Vincenzo Cappellini

Rovigo, 6 settembre 2013

Egregio Presidente,

a fronte della paradossale ed inammissibile situazione avversa agli O.G.M., creata nei mesi scorsi dalle Autorità governative italiane, e fra queste, per la sua “non conoscenza del problema” e “ temerarietà nell’affrontare la materia”, ha brillato la nostra Ministra dell’Agricoltura, On. Nunzia De Girolamo, ci sono state delle persone che, per contro, hanno operato con professionalità, conoscenza del problema e rispetto della legge, ottenendo così utili e concreti risultati positivi in favore dei citati O.G.M. e quindi per il futuro della nostra agricoltura.

Risultati positivi che, seppur sminuiti da una faziosa ed a volte perfino non corretta campagna di stampa, promossa ed alimentata soprattutto dalla Coldiretti,hanno dimostrato che, anche in Italia, le iniziative Pro – O.G.M. devono proseguire ed anzi essere intensificate per il bene di tutti.
I meriti di questi successi vanno ascritti ad uomini “eroici” come il Dr. Giorgio Fidenato, con la sua “Associazione Agricoltori Federati” ed a “Futuragra” ( Presidente Danilo Campagnolo e Vice Presidente Silvano Dalla Libera). Se oggi si parla di semina del mais O.G.M, dobbiamo ringraziare loro e solo loro, anche per i notevoli sacrifici economici personali che hanno affrontato. Si pensi che Fidenato, ad esempio, ha avuto per tre anni la sua azienda posta sotto sequestro, conti bancari compresi.

A questo punto occorre opporsi alle assurdità del decreto interministeriale 12 luglio 2013, “partorito” dai Ministri dell’agricoltura, On. Nunzia De Girolamo, della Salute, On. Beatrice Lorenzin e dall’Ambiente, On. Andrea Orlando. Se nel suddetto provvedimento legislativo fosse stato scritto che 2 + 2 fa 5 e non quattro, si sarebbe compiuto un errore meno grave. Per porre rimedio a tale amenità interministeriale è giusto dare un’attestazione di partecipazione e condivisione con un contributo minimo di 10 Euro a Futuragra, pro campagna “ Una spiga per la ricerca”.
In tal senso trasmetto pari pari l’e –mail che ho ricevuto dalla sopracitata Futuragra annotando che i fondi saranno investiti pure per degli studi agronomici i cui risultati saranno poi messi a disposizione di tutta l’agricoltura italiana.

Ciò esposto, Le chiedo, Sig. Presidente, di dare ampio spazio alla sopracitata lettera di Futuragra, pubblicandola sul giornale associativo della Sua provincia.
Con l’occasione, vista la modestia dell’importo richiesto, auspico che ogni agricoltore, per quanto possibile,acquisti non una sola, ma più spighe. Mi sembra che detto mio suggerimento sia più che ragionevole.

Ovviamente rimango a disposizione per ogni utile informazione e porgo cordiali saluti.

Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana

Vincenzo Cappellini scrive al Ministro Nunzia del Girolamo

Giugno 13th, 2013
Post2PDF Versione PDF | 17 Comments

Oggetto: O.G.M. ( organismi geneticamente modificati)

Sono un imprenditore agricolo veneto, documentato e convinto assertore degli O.G.M, tra l’altro suo simpatizzante in quanto appartenente allo stesso indirizzo politico.
Grande il mio compiacimento quando è stata nominata Ministro del MIPAAF, molto meno il 21/05/2013, allorché ha affrontato il problema OGM in Senato, e con successive derivanti sue dichiarazioni sulla stampa.
Fortunatamente, On. Ministro, la realtà degli OGM è ben diversa da quella da Lei riportata, per cui mi vedo costretto, mio malgrado, a contraddirLa, rimanendo comunque chiaro che lo faccio solo con intenti costruttivi, per il bene dell’agricoltura italiana e con il più profondo rispetto nei confronti della Sua persona nonché dell’alto ruolo che ricopre.
Lei sbaglia quando dice di essere convinta che l’agricoltura italiana non abbia bisogno degli OGM.
Sbaglia quando asserisce che gli OGM stanno subendo un arretramento notevole.
Sbaglia quando afferma che tutte le organizzazioni di categoria sono contrarie agli OGM.
Sbaglia quando denuncia come fatto negativo l’obbligo di riacquistare di anno in anno delle sementi ecc.ecc.
La realtà degli OGM, nell’economia globalizzata come è quella in cui oggi viviamo, è ben diversa da quanto Le hanno prospettato in seno al Suo Ministero ed in tal senso, seppur molto schematicamente, faccio osservare quanto segue:
Attualmente nel mondo oltre tre miliardi di uomini si nutrono di prodotti OGM e sono in costante aumento. Fra questi, non cittadini di Paesi poveri o sottosviluppati, ma di nazioni civili, ricche ed avanzate quali gli Stati Uniti d’America, il Canada, il Messico, l’Argentina, il Brasile ecc.;
Ben 28 popolosi Stati nel mondo producono già e con piena soddisfazione gli OGM e, tra questi, “realtà umane miliardarie” quali sono la Cina e l’India. Nel vero però gli Stati sono di più, in quanto molti si stanno avviando sulla strada degli OGM senza rumore, senza parlarne o proclamarlo, perchè non sono succubi di assurdi ed inaccettabili divieti da parte dei loro Governi, come purtroppo avviene invece in Italia per una miope quanto assurda posizione ideologica contraria a questi prodotti;
Nel mondo le superfici coltivate ad OGM sono in costante inarrestabile aumento.
Dal nulla del 1996, nel 2012, solo per il mais, si sono superati i 159 milioni di ettari e la media di crescita è di oltre 8 milioni di ettari l’anno ( Fonte ISAAA).
Se Lei considera che la superficie totale italiana destinata a seminativo è di circa 8,9 milioni di ettari, possiamo dire che l’agricoltura BIOTECH aumenta di almeno un’Italia all’anno. Per Sua completezza informativa gli ettari a Soia sono stati 100 milioni, a Colza 31 milioni , a Cotone 30 milioni.
In testa alla classifica, guarda caso, stanno gli USA con 69,5 milioni di ettari. E qui non occorre che io ricordi che ci troviamo di fronte allo Stato tecnologicamente più avanzato e progredito nel mondo. Non per niente, già nel 1969, sono riusciti ad arrivare sulla luna!!
Tale stupefacente espansione in tutto il mondo e non “arretramento”, come Lei ha dichiarato delle colture Biotech, è dettata, non solo dalla irrinunciabile legge del progresso e dalla legittima aspirazione degli agricoltori di far quadrare i loro bilanci, ma anche dalla necessità di produrre cibo a sufficienza per tutti gli abitanti della terra in costante aumento. Nel 1750 eravamo in 791 milioni; nel 1950 siamo saliti a 2.521 milioni e negli ultimi 62 anni, il primo novembre 2011, abbiamo raggiunto i 7 miliardi di uomini. La previsione è che nell’anno 2050 si raggiungeranno i 9 miliardi di abitanti. Ed allora come saranno sfamate tutte queste bocche On. Ministro? Consideri inoltre il prolungamento della vita media delle persone di almeno 20 anni, il miglior tenore di vita di tutti gli abitanti del Pianeta per cui i consumi pro-capite saranno superiori di almeno il 30%, ma soprattutto va tenuto conto del fatto che terreno agricolo “nuovo” al mondo non ne troviamo proprio più. Scoperto tutto On. Ministro, ed anzi è in costante diminuzione per l’inevitabile cementificazione del territorio dovuto alla civilizzazione, che significa aree urbane, aree industriali, viabilità ecc…

Di qui l’opportunità, e aggiungerei l’inderogabile necessità, che sempre grazie agli OGM, a questo specificatamente “ricercati”, vengano recuperati alla produzione agricola i terreni oggi così detti marginali quali ad esempio le fasce subdesertiche del nostro globo, tipo quella pre- sahariana e similari. In tanta realtà come può Lei, on. Ministro, sostenere che l’agricoltura non ha bisogno di OGM.
Ma il punto che io desidero affrontare è soprattutto quello della SALUBRITA’ messo da Lei in dubbio.
Quante “amenità” sono state scritte e dette a tal proposito da personaggi del tutto inaffidabili, i quali sparano contro gli OGM, non perché abbiano le prove di quanto vanno “gridando”, ma solo perché mossi da altri e diversi scopi, che, in questa sede, non voglio neppure menzionare.
Con tutta tranquillità e certo al 100/100 di non essere smentito, posso affermare che, nella vita dell’uomo, mai dei prodotti agricoli e derrate alimentari sono stati posti sotto controllo quanto gli OGM. Tutto ciò che è OGM è stato preventivamente esaminato, controllato e collaudato dall’E.F.S.A. – Autorità europea per la sicurezza alimentare – con sede a Parma e, di rincalzo, dall’E.M.E.A. – Agenzia europea per i medicinali nonché dall’O.M.S. – Agenzia specializzata dell’ONU per la salute.
In tema di salubrità, oltre a scienziati del calibro del Prof. Umberto Veronese, della defunta Rita Levi Montalcini, di Margherita Hack, del Prof. Dulbecco ecc, in Italia disponiamo di un importante studio ( certamente agli atti del Suo Ministero), il “Consensus Document “, datato 5 maggio 2004, ove ben 15 organismi scientifici del calibro dell’Accademia Nazionale delle Scienze, l’Associazione Nazionale dei Biotecnologici Italiani, La Soc. Italiana di Farmacologia ecc. hanno dichiarato che i “ prodotti geneticamente modificati possono essere ritenuti tranquillamente preferibili a quelli convenzionali che, per contro, questi esami, analisi e controlli costanti non hanno mai subito.
Pure la Comunità Europea, per lo stesso precipuo fine della salubrità, ha stanziato ancora nell’anno 1985 e per uno studio che è durato 15 anni, fino al 2000, ben 300 milioni di Euro per sovvenzionare cinquecento gruppi di ricercatori di tutti i Paesi comunitari e nessuno di questi, ripeto nessuno, ha trovato gli OGM nocivi per la salute umana.
Da ultimo negli Stati Uniti gli Organismi scientifici, tra privati e statali, che hanno studiato gli OGM sono stati oltre 2000 e, parimenti, non uno di questi ha mosso rilievi di sorta.

Altro punto che desidero portare alla Sua attenzione , On. Ministro, è lo sfatare la favola che l’Agroalimentare italiano sia buono ed anzi il primo nel mondo in quanto ottenuto con prodotti non “contaminati” da OGM. (Termine,il “contaminati”, del tutto fuori luogo e posto impropriamente; al limite si potrebbe parlare di “commistione” da OGM). Giudico che questo sia non solo una non verità, ma una “impudente” non verità.
Ma come si fa, domando, a salvare la tipicità delle carni italiane, quando, con inizio 17 anni fa, l’80%-90% di bovini, suini e polli vengono allevati con mangimi OGM?
Pure il prosciutto di Parma, quello di S. Daniele e tutti i salumi in genere ne sono conseguentemente coinvolti.
La stessa considerazione vale per il formaggio italiano. Infatti il latte proviene da stalle che consumano mangimi ottenuti da cereali e semi oleaginosi provenienti dall’estero ed acclaratamente OGM. Ritengo pertanto sia difficile sostenere che il nostro Parmigiano- Reggiano, il Grano Padano, il Gorgonzola, le Mozzarelle ecc siano OGM Free. Eppure sono tutti formaggi non solo buoni, ma anzi ottimi, sani e fanno bene.
Perché vede, On. Ministro, quello che conta in tali attività produttive è il “manico” e noi italiani questo “manico”, il buon Dio ce lo ha fortunatamente dato, per cui, il nostro agroalimentare è buono per questo sostanziale motivo, indipendentemente dal fatto che gli animali siano stati alimentati con mangime OGM o meno.
Spero che qualcuno del suo Ufficio Le confermi ad esempio che il fabbisogno di soia in Italia è soddisfatto con la nostra produzione solo nella misura del 7-8%; mentre il restante 92-93% lo dobbiamo acquistare all’estero sul mercato internazionale. E la soia che arriva dall’estero è OGM al 93%.

Altra amenità sostenuta dai contrari agli OGM è quella di voler produrre latte, carne ed i conseguenti derivati da mangimi ottenuti con prodotti agricoli “convenzionali”, alias OGM Free. Niente di più impossibile a realizzarsi e di più assurdo. Infatti tutti questi prodotti agricoli sono dei beni fungibili, le famose commodity, per cui possono essere trovati sui mercati mondiali solo mescolati ad altri beni fungibili della stessa natura. Così come avviene per il petrolio, il gas ,il ferro ecc. Pretendere di poter disporre di cerali o leguminose “unicamente convenzionali” comporterebbe un livello di costi superiori e non sopportabili, in rapporto alla reale concorrenza del mercato.
Pensi On. Ministro che l’ipocrisia delle nostre leggi arriva a definire “coadiuvanti Tecnologici” cereali ed oleaginose acclaratamente OGM,utilizzati indispensabilmente per la nostra industria mangimistica. Essendo così definiti non sono poi più soggetti ad autorizzazione preventiva, ne alle regole di etichettatura obbligatoria. Noi italiani siamo costretti a fare tutto questo in quanto produciamo solo il 40% del fabbisogno di cereali, oleaginose ed altro, necessari al nostro agroalimentare, per cui non possiamo e non potremo mai fare a meno di rifornirci del restante 60% sul mercato mondiale, quello delle commodity da me prima citate.

Nella sostanza On. Ministro, siamo all’assurdo, al paradossale, per cui gli agricoltori degli Stati esteri, soprattutto extraeuropei, possono coltivare OGM ed esportarli nel nostro Paese, mentre noi agricoltori italiani non possiamo produrli, ma dobbiamo comunque accettarli e mangiarli. Tutto questo ingiustificato ostracismo, lo ribadisco, senza che nessun studio serio e ad alto livello, abbia dimostrato nel mondo che gli OGM sono dannosi alla salute dell’uomo. Ripeto nessuno!
A margine di questo argomento e diversamente da quanto da Lei dichiarato alla stampa, non è vero che tutte le Organizzazioni di categoria sono contrarie agli OGM. Io sono un iscritto a Confagricoltura e La posso assicurare che l’Associazione, a cui appartengo, pone fra le sue finalità l’attenzione non solo verso l’agricoltura convenzionale e biologica, ma parimenti anche nei confronti di quella degli OGM. E la mia Associazione comprende molto del territorio agricolo italiano, ma soprattutto è composta da imprenditori veri, capaci, di quelli che hanno sempre pagato le tasse e, la più parte, ha operato senza attingere ai benefici della cosiddetta piccola proprietà contadina che, per contro, negli ultimi 50 anni, tanti aiuti ha ricevuto dal nostro Paese e quindi molto è costata all’intera comunità.

Mi conceda, On. Ministro, una ulteriore annotazione riguardante la violazione sistematica delle norme di legge comunitarie da parte del nostro Paese.
Tutti noi cittadini abbiano il dovere sostanziale e morale di seguire le leggi e credo che tale dovere spetti ancor più ad uno Stato ed all’Amministrazione Pubblica.

Purtroppo così non è, proprio da parte del Suo Ministero.
In tal senso Le cito un paio di casi, ma ne avrei anche molti altri. Uno di questi è la Pronuncia del 6 settembre 2012 della Corte di Giustizia Europea che ha ulteriormente e nuovamente confermato il diritto di semina di una ben precisata varietà di mais OGM , il Monsanto 810 Bt. Ebbene, neppure di fronte ad una declaratoria così chiara il Ministero ha rivisto la sua inammissibile quanto immotivata posizione di rifiuto.
Altra pronuncia/sentenza importante, in quanto recente, è quella emessa dalla stessa Corte in data 8 maggio 2013 la quale, riferendosi al caso del Dott. Giorgio Fidenato di Pordenone, un uomo coraggioso e determinato, che, sapendo di essere dalla parte della ragione e della legalità, aveva osato investire un piccolo appezzamento di terreno con seme di mais OGM e si è trovato con il raccolto distrutto da parte di “una specie violenta di no-global”, molti dei quali appartenenti all’Associazione Italiana Coltivatori Diretti ed alla CIA. Associazioni che non sono mai state capaci di fornire una motivazione seria e concreta di questa loro estremistica posizione contraria. Solo ideologia politica, di certo mossa da secondi scopi.
Purtroppo a questa posizione, profondamente errata, si è momentaneamente accodata la solita Magistratura Italiana che, sbagliando come spesso le accade, ha posto sotto sequestro il fondo del Dott. Fidenato.
Anche il Suo Ministero, On. De Girolamo, nella vicenda OGM, ha brillato per l’illegalità e l’inammissibile non rispetto della legge. Mi riferisco per questo alle richieste di autorizzazione preventiva alla coltivazione di mais OGM, avanzate da molti agricoltori italiani e che sono state evase dal MIPAAF nel totale disprezzo dei tempi previsti dalla legge e “ inventando” complicanze o difficoltà procedurali, non degne di un Paese civile.
All’occorrenza posso produrre, a riprova, la documentazione scritta di quanto sto lamentando, ivi compresi i nominativi dei Dirigenti Ministeriali che in queste operazioni si sono “distinti”.
Per completezza, seppur sorvolando sui particolari, mi lasci aggiungere, On. Ministro, l’informazione che il Vaticano è favorevole ed anzi benedice gli OGM. Credo che Lei, più che ai sessantottini quali il Capanna, vorrà concedere la sua fiducia alla Chiesa Cattolica. E mi fermo veramente chiedendo scusa delle “dimensioni” del mio scritto. Ma è l’argomento che è ponderoso e forse proprio per questo e della conseguente difficoltà a portarlo a conoscenza dell’opinione pubblica che certe Associazioni di Coltivatori stanno cercando di fare “fortuna”.
Fortuna però che riguarderà solo la loro entità sindacale, non certo gli agricoltori italiani e di riflesso tutta la nostra economia nazionale.
Prima di concludere, e per non lasciare senza replica i suoi lamentati rilievi avversi, Le preciso essere vera la necessità per gli agricoltori di dover comperare ogni anno dalle Multinazionali il seme OGM. Ma, rilevato prioritariamente che questa non è una truffa, ma piuttosto un beneficio, faccio osservare che, per gli ibridi di mais ciò già avviene da decenni e nessuno ha mai trovato alcunché da ridire, senza contare che così facendo si ingrassano le Multinazionali che producono antiparassitari e veleni.
E chiudo veramente permettendomi di darle una sommessa “indicazione”. Preferisco questo termine alla parola consiglio.
Riveda e riorganizzi l’organico, soprattutto dirigenziale, del suo Ministero. E’ importante!!
Devono entrarvi persone capaci, corrette e vanno trasferite ad altro incarico quelle “pregiudizialmente” schierate e di parte.
Rimanendo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento La saluto con la massima deferenza.

Vincenzo Cappellini
Rovigo, 05.06.2013

Nella categoria: News, OGM & Politica

Vincenzo Cappellini scrive al candidato Catania

Febbraio 19th, 2013
Post2PDF Versione PDF | 4 Comments

…e non pensa che voterà per lui.

Lettera aperta all’Ill.mo Sig. Ministro del MIPAAF – Dott. Mario Catania

Ho appreso che negli ultimi giorni del mese scorso Ella ha chiesto al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini di valutare concretamente l’avvio dell’iter di richiesta della “clausola di salvaguardia” per la coltivazione degli O.G.M. in Italia.
Poiché non risulta che ci siano studi e ricerche recenti che mettono in discussione la bontà sanitaria ed ambientale riguardanti il mais MON 811, detta clausola dovrebbe costituire una normazione intesa a fissare delle regole per bloccare del tutto e su base preventiva la possibilità di seminare OGM in Italia. Con questo Ella ha dimostrato di non essere neutrale al problema. Infatti da quando siede al MIPAAF non ha mai nascosto la sua preconcetta quanto assurda ed immotivata contrarietà alle coltivazioni transgeniche, in ciò assecondando i desiderata del sindacato dei Coltivatori Diretti che, solo in forza di una certa consistenza numerica (non di ettarato e di tradizione), millanta di rappresentare tutta l’agricoltura italiana, pure se questo non è assolutamente vero, soprattutto per quanto riguarda quella “imprenditoriale”, capace di camminare da sola.

Ciò precisato, a parte la circostanza non certo secondaria che Ella è un Ministro dimissionario e pertanto, a mio modesto avviso, e perdoni l’ardire, avrebbe dovuto procedere solo alla cosiddetta ordinaria attività, Le domando: che necessità c’era di riservare agli agricoltori italiani altri suoi “regali” dopo che gli stessi erano già rimasti “appagati” da iniziative quali l’IMU sui terreni e fabbricati agricoli ( redditualità già totalmente comprese nei RD ed RA) o come il famoso art. 62 della legge 27/2012, per cui devono pagare i fornitori entro 60 giorni, pena multe severissime ( chissà come ne verrebbe fuori il nostro Stato se le pubbliche Amministrazioni fossero obbligate a pagare con tale novella normativa). E che dire della “vanificazione” di alcune norme riguardanti i bilanci delle Società Agricole e del Suo assenso alla imperdonabile distruzione delle piantagioni dell’Università della Tuscia? 30 anni di ricerche, miliardi di lire buttati al vento, ricercatori umiliati ecc. ecc.

Potrei continuare in questa impietosa elencazione, ma mi fermo per non risultare eccessivo nella mia critica.
Mi permetta però aggiungere ed anzi contraddirLa quando sostiene che non è favorevole agli OGM in quanto non “gioverebbero al sistema economico agroalimentare italiano ed anzi tutt’altro”. Sue parole.

Comprendo come Ella sia soggetto alla pressante influenza di funzionari burocrati, da troppo tempo stabilmente insediati nel suo Ministero e, guarda caso, di provenienza sindacato Coldiretti, ma Ella è una persona intelligente e non può rimanere estraneo alla realtà che la attornia e che da 17 anni dà la prova concreta e costante di come questi OGM siano invece validi, utili ed ancor più potrebbero esserlo solo che fosse dato spazio alla ricerca scientifica ed alla loro coltivazione .
Già l’ho scritto 100 volte, ma mi permetto di ricordare anche a lei che:
Attualmente, nel mondo, oltre 3,2 miliardi di uomini si nutrono di prodotti OGM. Fra questi, non cittadini di paesi poveri o sottosviluppati, ma di nazioni civili, ricche ed avanzate quali gli Stati Uniti d’America ed il Canada.

Ben 25 popolosi Stati nel mondo producono già e con piena soddisfazione gli OGM. Tra questi l’lndia, il Brasile a Cina, l’Argentina e via dicendo.
A parte qualche caso, molto sui generis, o folcloristico, gli scienziati e ricercatori sono favorevoli agli OGM. Si tratta di studiosi di fama ,di alta levatura socio politica, e fra questi posso citare il professor Umberto Veronesi,Margherita Hack e lo era pure la Senatrice Rita Levi Montalcini, recentemente scomparsa.

Il Commissario europeo all’Ambiente ha espresso pure lui il suo parere positivo. Così come favorevoli agli OGM sono tre importanti Agenzia tecniche quali l’EFSA (Autorità Ue di sicurezza alimentare con sede a Parma), l’EMEA (agenzia Ue del farmaco) e l’Oms, che è l’organizzazione mondiale della sanità.

• Sottolineo poi come gli OGM non siano imposti sul mercato quale prodotto sostitutivo, ma complementare.
E’ sempre possibile salvaguardare la tipicità di certi prodotti italiani in quanto, tra una coltura OGM ed una “OGM Free” sarebbero più che bastanti le buone pratiche di coltivazione già note ai nostri agricoltori ( Vedasi come esempio la coesistenza delle coltivazioni di mais bianco e mais giallo)
• Giusto proteggere il vino italiano, l’olio d’oliva, il pomodoro, ma come si fa, domando, a salvaguardare la tipicità delle carni italiane quando l’80 – 90% di bovini, suini e polli vengono allevati con prodotti OGM? Pure il prosciutto di Parma, quello di San Daniele e tutti i salumi in genere, ne sono conseguentemente coinvolti. La stessa considerazione vale per il formaggio tipico italiano. Infatti il latte utilizzato proviene da stalle che consumano mangimi ottenuti da cereali e semi oleaginosi acquistati all’estero ed acclaratamente OGM. Ritengo sia pertanto difficile poter sostenere che il nostro Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il Gorgonzola, le Mozzarelle ecc. siano alimenti OGM Free. Eppure sono tutti formaggi non solo buoni, ma anzi ottimi, sani e fanno bene.

Con la coltivazione degli OGM si supererebbero poi i gravi inconvenienti dei parassiti, delle infestanti, delle micotossine, paurosamente aumentate nel nostro mais proprio in questi ultimi anni e verrebbe inoltre risolto il problema dell’attuale rilevante impiego di insetticidi e fitofarmaci.
Nella sostanza siamo all’assurdo per cui gli agricoltori degli Stati esteri possono coltivare OGM ed esportarli in Italia guadagnandoci, mentre a noi agricoltori locali non è consentito produrli, ma dobbiamo comunque mangiarli. Volenti o nolenti.

Potrei continuare, ma desidero non eccedere. Sottolineo soltanto il fatto che l’Italia si è sempre mossa nell’illegalità più censurabile e che tale intenzionalità perversa non è mutata neppure a fronte della pronuncia della Corte di Giustizia Europea C – 36/11 del 6 settembre 2012, che ha nettamente condannato lo Stato italiano per questo suo riprovevole comportamento. Basta leggere le risposte defatigatorie e spedite con mesi e mesi di ritardo, quasi che le epoche di semina fossero un optional , che la competente Direzione del Suo Ministero sta dando anche oggi alle “preventive istanze di autorizzazione alla coltivazione ” da parte di alcuni agricoltori e riportanti una inimmaginabile richiesta massiva di dati ed incombenze quasi tutti inutili e comunque tali da mettere l’interessato nell’impossibilità di assolverli. Malafede pura!!

Questo non è un ammissibile modus operandi, Sig. Ministro; soprattutto da parte di un Ministero che, per contro, dovrebbe essere la culla della legalità, della trasparenza e della correttezza.
Da ultimo Sig. Ministro, non insista sulla tanta vantata contrarietà agli OGM da parte dell’opinione pubblica, pretesto nel quale era solito rifugiarsi un suo predecessore, l’attuale Governatore del Veneto Luca Zaia, quando non sapeva più cosa rispondere alle fondate e razionali argomentazioni di chi era invece razionalmente favorevole agli OGM. L’opinione pubblica non è ancora apertamente favorevole solo perché non le è mai stato data la possibilità di conoscere l’argomento ed anzi le sono state propinate delle non verità.

Comunque l’ultima indagine di mercato promossa da Futuragra ed affidata al Prof. Renato Mannheimer (IPSO Ricerche), contrariamente a quanto si credeva, ha invece dimostrato che gli italiani sono aperti agli OGM, anche perché sanno di mangiarli e con soddisfazione da 17 anni.
Mi verrebbe da aggiungere qualche considerazione in merito alla Sua “salita” in campo politico per le prossime elezioni del 24 e 25 febbraio pp.vv., ed al fatto che Lei si sia candidato, primo di lista, nel Veneto, mia terra natale, nonché della connessa tempestività di questa sua “iniziativa pro clausola di salvaguardia”, che avrà fatto certamente felice il Sindacato dei Coltivatori Diretti menzionato in apertura di questa missiva, ma, per attenzione alla Sua persona ed al suo alto mandato, mi limito ad ossequiarla augurandole ogni miglior successo per la sua già prestigiosa carriera.

Vincenzo Cappellini

P.S.
Mentre stavo per sottoscrivere la presente lettera, della quale mi scuso per l’estensione, sono stato informato dell’orientamento espresso dalla Coltivatori Diretti volto a “ tornare ad occuparsi di cose elettorali per sostenere chi mostrerà di avere a cuore il modello agricolo da loro perseguibile”. Di conseguenza mi vedo costretto a questa nota aggiuntiva.
Faccio presente che da esperienze associative da me vissute in più di mezzo secolo, in occasione delle elezioni politiche, tutti i sindacati di categoria, per il voto, non solo lasciano ampia democratica possibilità di scelta ai loro iscritti, ma anzi si preoccupano di dare spazio informativo a tutti i partiti e di ogni colore, anche organizzando incontri diretti con i loro associati.
Vedo che questo la Coldiretti non intende farlo e quindi, praticando una sua scelta preventiva del partito da votare, condizionerà comunque la libertà di voto dei suoi associati. Come non bastasse, per la Coldiretti dovrebbero sparire le grandi aziende ed aumentare quelle medio piccole, dimenticando due cose fondamentali:
1) che in Italia l’estensione media dei fondi agricoli si aggira sui 7,9 ettari ( del tutto insufficienti) a fronte dei 50/60 ettari in Francia e Germania, come esempio. Nel mio Polesine è di 5 ettari;
2) che alla comunità, le medie - grandi aziende portano ricchezza reale, superiori introiti fiscali e non assorbono l’enorme quantità di aiuti, dei quali, soprattutto nei decenni passati, la categoria dei Coldiretti ha potuto giovarsi. Nulla da recriminare su quanto avvenuto, ci mancherebbe altro, ma almeno un po’ di rispetto e gratitudine per chi lavora imprenditorialmente portando vantaggi economici al nostro Paese, non nuocerebbe. Tanto affermo facendo presente che io non ho grandi proprietà.
Non è stato pertanto giusto, Sig. Ministro, che Lei abbia assecondato la Coldiretti sollecitando la richiesta della clausola di salvaguardia, con il fine recondito di creare altri impedimenti agli OGM.
Pensi che prima di Lei, con eccezione dell’On. Amato ( ma la sua proposta fu rigettata da parte dell’EFSA in quanto basata su presupposti inconsistenti) nessun Ministro ha osato fare tanto. Eppure si trattava di Ministri, Pecoraro Scanio compreso, tutti di estrazione politica e non nominati come Lei in quanto tecnico e per di più super partes. Ora si capisce perché le sia stato assegnato il primo posto di lista nel Veneto ed in un partito, quale l’U.D.C., di derivazione democristiana, storicamente legata alla Coldiretti.
Ciò detto per trasparenza e linearità, dichiaro che io non la voterò di certo e spero che così facciano anche gli agricoltori imprenditori alla cui categoria mi onoro di essere partecipe.
Rinnovo il mio rispettoso e deferente ossequio. Vincenzo Cappellini

Nella categoria: News, OGM & Politica