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Per qualcuno la crisi economica non è mai arrivata

Luglio 21st, 2013
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Il duo Rampini-Petrini ci offrono uno spaccato del consumatore a cui non sono diminuiti di un centesimo gli introiti nonostante la crisi. Stiamo parlando del 2% dei consumatori italiani che mangiano biologico e Repubblica si schiera decisamente da questa parte, ossia in difesa di una “minoranza”. Ci aspettiamo la prossima battaglia di Repubblica perché si promuova il gioco del golf nelle scuole e si faccia scuola guida sulle Ferrari testarossa che sono notoriamente prodotte a chilometro zero.

La resa degli OGM

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La Democrazia secondo Ezio Mauro

Giugno 21st, 2013
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un lupo Ezio Mauro è il direttore de La Repubblica, il giornale di riferimento del Partito Democratico, ma La Repubblica in tema di OGM ignora cosa voglia dire il confronto delle opinioni. Dalla scomparsa di Giovanni Maria Pace hanno creduto di poter fare a meno di un giornalista scientifico autorevole e chiunque si fosse espresso in termini favorevoli agli OGM (Umberto Veronesi, Tullio Regge) è stato semplicemente epurato. Il maschio alfa di Repubblica sugli OGM è Carlo Petrini, uno che vende il sale grosso a 40€ al chilo nelle sue boutique del gusto: forse non ha notato la crisi economica del Paese. Per farlo assurgere al ruolo di ispiratore del pensiero unico (anti-OGM) il sistema è semplice: di OGM su Repubblica parla solo lui e così l’harem è garantito.

Strano che in quel giornale nessuno ricordi che le ideologie ossessivo-compulsive dello scorso millennio non hanno avuto fortuna e ci sono costate parecchio.
Non c’è bisogno di essere dei maestri di giornalismo per uscire sconfortati dalla lettura della nuova performance del maschio alfa degli ogm-repubblichini.
L’attacco dove si annuncia che non è la solita polemica OGM, si OGM no lascia stupiti per il solo fatto di aver scritto l’eresia dell’OGM si, come se potessero davvero esistere gli asini che volano.
Si passa quindi ai 5 dogmi (chissà se è già prevista la scomunica in caso di dubbi su anche uno solo di questi punti e se si prevede la radiazione grillina per chi non si allinea democraticamente). Uso la parola dogma perchè contiene OGM.

Primo dogma: gli OGM si possono fare ovunque e li può fare chiunque e spazzerebbero via le nostre mille diversità. Ci provi lui a farli gli OGM allora visto che è così facile. Il fatturato atteso per quest’anno degli OGM è di 130 miliardi di dollari, se li facessero loro (ma solo per venderli ad altri) col 10% del mercato non pagheremmo l’IMU e faremmo anche calare l’IVA: forza Carlin facci sognare. Bella l’idea che spazzerebbero via la diversità; un mais o una soia OGM li pianti solo in una pietraia pianeggiante, se appena hai un terreno migliore cerchi di fare reddito con ben altro che un mangime dove due anni su tre non ti ripaghi le spese (ossia non ti ripaghi le spese nè per il raccolto 2012 nè per quello 2013, lo sanno già gli agricoltori che quest’anno sarà un disastro).

Secondo dogma. Il Senato ha detto basta agli OGM. Bravo, ben detto! Ma come mai il Senato lo ha scritto in un ordine del giorno senza farne una legge? Forse perchè sapeva che gli ordini del giorno fanno una fine peggiore di quella indicata da Ennio Flaiano per i quotidiani (ossia sono buoni per incartare il pesce)? Perchè il saggio e competente Senato (guidato per l’occasione dal senatore Scilipoti) non ci ha spiegato quale procedura attuare per bloccare gli OGM ed ha solo passato la patata bollente al Governo ben sapendo che nessuno ha una qualsiasi soluzione? Che colpe ha questo Governo che raccoglie tredici anni di cecità strategica di tutti i governi che lo hanno preceduto?

Terzo. “Qualcuno considera illiberale che un certo tipo di coltivazioni sia vietato”. Che strano, ma davvero non posso fare qualunque cosa mi passi per il cervello? Davvero in questo Paese è vietato nominare senatore il proprio cavallo? Ma qualcuno li rilegge questi testi prima di farglieli pubblicare? Da quale Medio Evo riaffiora un simile pensiero? Ma perchè non vietiamo tutto quello che non ci piace come ad esempio le automobili fatte dalla Toyota o gli yogurt della Danone? Ma anche le lavatrici AEG e le scarpe della Timberland, in fondo non sono a kilometri zero, danneggiano le produzioni nazionali e sono anch’esse produzioni industriali che fanno scomparire la nostra diversità industriale e ne consentiamo la vendita in Italia per la solita ossessiva degenazione del “libero mercato”. Ezio Mauro ne ha parlato con Bossi di questa strategia? Perchè in effetti l’ha pensata prima il Senatur. Ma la chicca finale non la si può perdere: “Chi fa biologico non danneggia il vicino chi semina OGM si”. Ma lo ha mai sentito dire il nostro maschio alfa che le farine animali usate come principale fertilizzante in agricoltura biologica finiscono nella falda. Ha mai pensato che il suo vicino vorrebbe poter produrre un vegetale qualsiasi adatto per il consumo di un vegetariano stretto e non lo può fare perchè il suo vicino bio(il)logico gli ha riempito il canale di farine di sangue, di corna, di epiteli e di residui di macellazione?

Quarto dogma. Coltivare OGM è vietato. Bene, allora andate a Vivaro e sequestrate il campo. Se la legge ve lo consente. Strano, molto strano che un giornale come Repubblica che fa della difesa della magistratura un suo faro, che ripete (sopratutto in questa settimana) che le sentenze della magistratura si accettano e non si discutono, che ripete in ogni suo articolo che la magistratura è un potere autonomo dello Stato e non è asservito al potere politico, strano, davvero molto strano che consenta ad un suo editorialista di punta di esprimere un pregiudizio preventivo su una possibile sentenza del giudice penale che sta processando Fidenato. Evidentemente la Giustizia è giusta solo quando ti da ragione. O forse brucia il fatto che SlowFood si sia costituita parte civile in quel processo ed abbia anche fornito un ricercatore “esperto” del campo che ha testimoniato sotto giuramento che esistevano delle prove sperimentali che dimostravano la pericolosità del mais MON810 come quello piantato da Fidenato come attestato da due pubblicazioni scientifiche. Siamo davvero certi che quelle due pubblicazioni citate sotto giuramento rispondevano all’esatta domanda del giudice ripetuta due volte? Ci fate vedere queste due pubblicazioni tanto chiare e conclusive?

Quinto ed ultimo. Il Governo deve decidere. Bene, bravo, giusto. Ma se posso permettermi prima di decidere sui mille metri quadri di Fidenato (cento metri di lunghezza per dieci di larghezza, fronte strada, insomma più che un campo una corsia) possiamo discutere se continuare a far entrare in Italia quei 4 milioni di tonnelate di soia OGM con cui nutriamo vacche e maiali e facciamo il meglio dei prodotti DOP ed IGP che esportiamo in tutto il mondo? Possiamo decidere che qualunque sia la sorte del campetto di Fidenato la stessa identica sorte sarà riservata ai mangimi OGM venduti in quasi tutti i Consorzi Agrari della penisola? Non è importante per gli imprenditori agricoli sapere se il campo di Fidenato andrà al raccolto o al rogo, quello che importa all’agricoltura italiana è se dovranno continuare a lottare per sopravvivere avendo le due mani legate dietro la schiena mentre paghiamo le intere filiere produttive di Argentina, Brasile Ucraina e Canada che ci consegnano a domicilio tutte le derrate alimentari, in gran parte OGM, che costano meno delle nostre ed hanno migliore qualità. Se si vuole distruggere il campo di Fidenato non abbiamo obbiezioni, basta che un minuto prima spariscano da tutti i Consorzi Agrari tutti i mangimi con OGM che alimentano da 17 anni il nostro parco zootecnico.

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Petrini comincia a studiare

Dicembre 30th, 2011
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A furia di parlare di cose che danneggiano le sue imprese commerciali (OGM) Petrini ha finalmente cominciato a studiare qualcosa senza far finta di sapere tutto. Certo la strada è ancora molto lunga per un neofita non proprio giovanissimo e non abituato a leggere dati tecnici, ma qualche miglioramento si nota. Nel suo attacco al sistema dei brevetti ( leggi broccoli) non si sente più l’ossessione anti-OGM, non si demonizzano i brevetti in quanto tali (che occasione persa forse starà pensando non brevettare il Parmigiano Reggiano o la mozzarella) e sembra quasi che appaia normale brevettare un OGM. Poi ci mette del suo la redazione del giornale nel mescolare broccoli e patata Amflora o presentare solo le tesi degli oppositori dimenticando di chiedere a qualcuno che ne capisce di brevetti o di legislazione internazionale che problemi vede, ma si sa quando l’informazione è telecomandata senza possibilità di accendere il cervello queste sono le conseguenze.
Anche l’attacco alle multinazionali questa volta è meno viscerale, forse avendo dovuto osservare che alcune aziende chiedono il brevetto, ma Syngenta e Limagrain lo osteggiano e quindi non si tratta della rivolta dei braccianti senza terra ma di normalissime battaglie commerciali.

L’idea non è male perché quando l’EPO boccerà alcune delle estensioni che sempre si chiedono le più ampie possibili al momento di depositare un brevetto (anche io quando brevetto a nome e per conto dello Stato Italiano lo faccio) Petrini potrà incassare lo scarto della buccia esterna della cipolla brevettuale come un suo grande successo. Ma così non è e tutte le vicende brevettuali prevedono una trattativa in cui chi chiede chiede la Luna perché ha trovato un lampione. Insomma ancora una volta siamo al lucciole per lanterne.

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Fragole della steppa

Dicembre 13th, 2011
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Antonio Pascale scrive una ficcante riflessione su Letture del Corriere della sera del 27 novembre scorso (leggi Bufale scientifiche). Il vero bersaglio del pezzo sono gli scienziati autorevoli che non intervengono con assiduità a ribattere ad affermazioni degne di maghi e veggenti e stanno tranquilli ritirati nei loro uffici a pensare a cose più importanti.

Ma a Mario Capanna non sembra vero che qualcuno parli di lui e quindi che lui possa “propanare” il suo verbo ai quattro venti. Il termine “propanare” non esiste, ma Mario Capanna lo usa sistematicamente e con convinzione: daltronde non è l’unica cosa che non esiste se non nella sua fervida immaginazione. Cercando su Google il verbo propanare si trova solo riferito ad un altro ignoto creativo che lo riferisce all’uso di una automobile alimentata a gas (propano???).
Dunque Capanna scrive una lettera al Corriere a cui Pascale risponde per le rime (leggi la leggenda della fragola).

L’articolo citato da Capanna è questo (leggi fragola-pesce). Dal testo si desume che trattasi di trasformazione di foglie, rigenerazione a callo e differenziamento di piantine la cui “morfologia non è differente dalla forma iniziale”. Insomma di lische di pesce non si parla, ma sopratutto non si parla di frutti. Gli autori non descrivono i frutti ossia le fragole (e sopratutto non li descrivono nelle generazioni ossia non si sa se erano delle vere piante transgeniche o solo delle chimere).

Non si trova in lettaeratura scientifica notizia di un prosieguo di questa ricerca da parte degli stessi autori che già nel 1998 sembrava che pubblicassero le loro attività su un foglio ciclostilato più che su un giornale scientifico accreditato.
Per onestà dobbiamo ammettere che altri potrebbero aver proseguito le ricerche del Santo Graal ossia la fragola con la lisca, ma ammettiamo con imbarazzo di non essere capaci di tradurre dal mongolo questo interessante articolo (fragola-mongola).

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Bressanini batte Petrini 8 a zero

Settembre 26th, 2011
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Dario Bressanini pubblica oggi un nuovo intervento sull’aumento della coltivazione di mais Bt in Spagna (OGM record in Spagna: 100.000 ettari di mais). Meno male che Dario ha scritto il suo pezzo facendoci raddrizzare una giornata nata con un mediocre articolo di Petrini (Carlo Petrini: sono tornate le api) dove ancora una volta fa correlazioni incomprensibili tra uso di neonicotinoidi e moria delle api. Io avrei una teoria altrettanto valida: le api sono morte perche’ c’era Prodi al Governo e poi quando e’ arrivato Berlusconi nel 2008 la situazione e’ progressivamente migliorata. Secondo me vale tanto quanto la teoria dei neonicotinoidi.

Intanto qualcuno (C’è masi OGM nell’agro romano) parla di mais OGM nel Lazio, ma nessuno ci dice se la presenza di OGM e’ dell’1 per cento o del 99 per cento nel qual caso vorrebbe dire che Futuragra sta facendo scuola, vediamo.

Il parere di Alberto Guidorzi ( una bufala moderna ) sulle api ed i neonicotinoidi in un articolo dello scorso luglio su Spazio Rurale.

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