
Viene appena pubblicato su una importante rivista internazionale (GM Maize su Embo Reports ) una riflessione di uno scienziato che pensa di aver trovato la soluzione a tutti i problemi degli OGM ivi incluso il problema della coesistenza con i biologici.
L’idea è quella di parlare d’altro ossia di risolvere un paio di insormontabili problemi scientifici come apomissi ed epigenetica per poi presentarsi casti e puri illudendosi che il dibattito sia posato su ragioni tenciche o almeno razionali.
A sostegno delle sue tesi l’autore cita un articolo di Bitocchi et al. del 2009 (vedi di seguito) che invece recita che gli ibridi di mais non sono riusciti a sconvolgere le varietà tradizionali coltivate in Italia da prima che gli ibridi arrivassero sul mercato negli anni 50.
Un esempio di come un bravo scienziato può avere una visione approssimativa di cosa può avvenire quando dal laboratorio ci si trasferisce nel dibattito mediatico.
Introgression from modern hybrid varieties into landrace populations of maize (Zea mays ssp. mays L.) in central Italy
E. BITOCCHI,* L . NANNI ,* M. ROSSI ,* D. RAU,ý E. BELLUCCI,* A. GIARDINI ,* A. BUONAMICI ,Ý G. G. VENDRAMINÝ and R . PAPA*
*Dipartimento di Scienze Ambientali e delle Produzioni Vegetali, Università Politecnica delle Marche, Via Brecce Bianche, 60131
Ancona, Italy, ÝConsiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Genetica Vegetale, Via Madonna del Piano 10, 50019 Sesto Fiorentino
(Firenze), Italy, ýDipartimento di Scienze Agronomiche e Genetica Vegetale Agraria,Università degli Studi di Sassari, Sassari, Italy
Abstract
Landraces are domesticated local plant varieties that did not experience a deliberate and
intensive selection during a formal breeding programme. In Europe, maize landraces are
still cultivated, particularly in marginal areas where traditional farming is often practiced.
Here, we have studied the evolution of flint maize landraces from central Italy over 50 years
of on-farm cultivation, when dent hybrid varieties were introduced and their use was
widespread. We have compared an ‘old’ collection, obtained during the 1950s, before the
introduction of hybrids, and a recent collection of maize landraces. For comparison, a
sample of maize landraces from north Italy, and of improved germplasm, including hybrids
and inbred lines were also used. A total of 296 genotypes were analysed using 21 microsatellites.
Our results show that the maize landraces collected in the last 5-10 years
have evolved directly from the flint landrace gene pool cultivated in central Italy before
the introduction of modern hybrids. The population structure, diversity and linkage
disequilibrium analyses indicate a significant amount of introgression from hybrid
varieties into the recent landrace populations. No evidence of genetic erosion of the maize
landraces was seen, suggesting that in situ conservation of landraces is an efficient strategy
for preserving genetic diversity. Finally, the level of introgression detected was very
variable among recent landraces, with most of them showing a low level of introgression;
this suggests that coexistence between different types of agriculture is possible, with the
adoption of correct practices that are aimed at avoiding introgression from undesired
genetic sources.
Non ci sono scappatoie, i ritardi nell’elaborare le linee di coesistenza non hanno alcun valore. L’Italia non può vietare di coltivare se non inventandosi qualcosa sui fronti ambientale e sanitario.
Ma per ora nulla è vietato…
Leggi la lettera sanco all’Italia
Sarebbe utile votare si al sondaggio proposto dall’Economist sulla possibilità di coesistenza tra i due tipi di agricoltura:
Dear all,
The Economist is currently hosting an online debate on biotechnology: “This house believes that biotechnology and sustainable agriculture are complementary, not contradictory.” Those against GMOs are currently leading
52% against the motion.
Please share this link with appropriate mailing lists, contacts and colleagues & ask them to vote.
Vote here: http://preview-debates.economist.com/debate/days/view/606 On the right side of the page, click the link that says “Vote Now or Add Your View.”
BRUXELLES (Reuters) - Gli esperti legali del Consiglio europeo hanno avanzato “seri dubbi” sul rispetto delle regole internazionali sul commercio da parte del nuovo piano della Commissione europea per consentire ai singoli stati membri se vietare o consentire le colture geneticamente modificate. Lo hanno riferito funzionari Ue.
La Commissione ha presentato a luglio ai governi le proprie proposte, che autorizzerebbero i singoli stati a decidere autonomamente, nel tentativo di porre fine al lungo stallo in seno all’Unione sulle procedure di approvazione dei prodotti Ogm.
Ma una nuova opinione formulata dal servizio legale del Consiglio dei ministri potrebbe dare un brutto colpo al piano, dopo che numerosi governi Ue hanno espresso timori sul rischio che la bozza violi le regole
dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc).
“Tutto quel che attiene alla compatibilità con l’Omc nell’opinione legale non è affatto positivo”, ha detto a Reuters una fonte Ue.
Uno dei principali timori espressi dagli esperti riguarda la modalità con cui i governi possano giustificare un divieto di coltivazione una volta che la Commissione avesse escluso ragioni ambientali per la proibizione.
“Non ci si può basare sui rilievi economici… dunque l’unico motivo rimanente sarebbe quello etico”, indica l’opinione degli esperti, come riferito da un funzionario Ue.
Ma è difficile che le motivazioni etiche possano essere accettate dall’Omc o dal tribunale europeo per giustificare un divieto, dato che molti allevatori già nutrono gli animali con prodotti Ogm importati, aggiunge il parere
legale.
Il risultato è insomma che i divieti nazionali basati su criteri etici rischiano di essere bocciati dalle corti europee o sfidate in sede Omc, concludono gli esperti.
Il parere legale sarà presentato agli esperti dei governi Ue giovedì a Bruxelles, nel corso di un meeting che potrebbe confermare la vasta opposizione, tra i 27 membri Ue, al piano della Commissione.
Italia, Francia e Spagna hanno espresso dubbi sul piano della Commissione e vogliono che le decisioni sulla coltivazione di Ogm continuino a essere assunte a livello comunitario.
Il presidente Scarpa, ha dovuto mordere il freno tutto agosto, ma appena possibile ha dato avvio alle discussioni sulla proposta Barroso dello scorso luglio. La proposta è quella di derogare da qualunque legge, dato scientifico e di ragionevolezza sugli OGM e permettere a tutti gli stati di fare semplicemente quello che gli pare: ma allora a cosa serve avere un amministratore di condominio come Barroso?
Lo stesso trattamento non era stato riservato alla raccomandazione sulla coesistenza del 2003 che non è mai stata recepita in Italia: evidentemente questa proposta aveva più appeal.
Triste osservare che uno degli uomini politici più favorevoli agli OGM, come il presidente Scarpa quando era nella casa madre di Confagricoltura, sia ora diventato un oppositore fiero una volta cambiata casacca.
Cambiare idea è sempre segno di gioventù intellettuale, ma se non si spiega bene a tutti perchè si è cambiata idea in maniera tanto estrema, si genera la sensazione che si tratti solo di questioni personali e si genera quindi una ulteriore diffidenza nella politica.



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