Darwin

Gennaio 22nd, 2010
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Questo che segue è un consiglio per gli acquisti. E non c’entrano i saldi. Visto e considerato che la maggior parte dei giornali, riportano e discutono in maniera grezza, superficiale e scandalistica importati e fondamentali questioni per la buona amministrazione del nostro paese, come per esempio, la necessità o meno di vaccinarsi, l’importanza o meno di investire in tecnologia, la necessità di credere nel futuro e dunque, di conseguenza, dotarci, per meglio indagare, di adeguati strumenti d’analisi, insomma visto e considerato tutto questo, sarebbe davvero un buon gesto che i tanti cittadini di buona volontà, che negli anni hanno sviluppato una sana curiosità per le cose del mondo, che questi cittadini, dicevo, comprino e diffondano la rivista Darwin. La rivista Darwin è un bimestrale di cultura scientifica, in senso lato, diretta da Gianfranco Bangone e Gilberto Corbellini. Ha un editor at large che risponde al nome di Anna Meldolesi (attualmente la migliore reporter scientifica, scrive sul riformista). Questa rivista si caratterizza per affrontare svariati temi, neuroscienza, biologia, epidemiologia, biotecnologie e altri, con una metodologia ben definita: chiara, accessibile, divulgativa e con un rigoroso controllo delle fonti. La rivista, per come io conosco le riviste (le riviste letterarie sono stato il veicolo attraverso il quale ho avuto accesso al mestiere di scrittore), è un miracolo che sopravviva in buona salute. Merito dell’impegno dei redattori e dei collaboratori, e tanto sarebbe per tutti guadagnato, se questa rivista si diffondesse a un pubblico più vasto - e sarebbe poi da applauso se i redattori dei giornali ogni tanto la consultassero. Esempio di suddetta metodologia. Sull’ultimo numero, Gianfranco Bangone, firma un dossier intitolato: i conti sbagliati della pandemia. Fra un attimo ne parliamo Prima un inciso. Se come me avete seguito la discussione sulla H1N1v sui giornali o peggio attraverso le inchieste di Striscia o altre simili, vi sarete resi conto del tono usato dai reporter o dai giornalisti, insomma da chi scriveva. Non avevano nessuna voglia di provare a spiegare cos’è una pandemia, quali parametri la definiscono, che modelli statistici si usano per classificarla. Come ci si muove e con quali regole. Alcuni giornalisti, poi ne parlavano -ne parlano - in maniera così sciatta, tanto da confondere batteri e virus. Insomma, non siamo nemmeno all’abc. Ora, se come me, avete dei figli che vanno a scuola, guardano la tv, si fanno domande, avrete notato che spesso i bambini (almeno i miei figli) sono sempre sottoposti a un rischio, e cioè tendono a non credere più a niente, in quanto non sanno cosa è autorevole e cosa non lo è (colpa dell’imprecisione costante e della sciatteria dei svariati giornalisti), oppure al contrario usano per ragionare, una sorta di diffusa teoria del complotto, ossia, qualcun altro muove i fili e noi possiamo difendersi solo e solo se identifichiamo un nemico, di volta in volta buono a spiegare ogni questione. Una specie di sindrome schizzofrenica. Non ho dubbi, il tracollo della democrazia è agevolato sia dalla mancanza di autorevolezza sia dalle varie teorie del complotto (una derivazione dell’olismo, tutto può combaciare con il tutto). Credo sia necessario difendersi. Dunque, tornando a noi. Gianfranco Bangone firma sull’ultimo numero di Darwin un rigoroso articolo sulla pandemia. Perché rigoroso e autorevole? Perché Bangone è una specie di filologo e di fisiologo. Ci mostra tutto quello che viene prima della polemica in corso. Se come me avete avuto difficoltà a orientarvi nella questione, allora troverete giovamento e orientamento dall’articolo di Bangone. Invece di gridare contro le lobby e le multinazionali, per l’appunto, genere preferito da svariati giornalisti e dai tanti commentatori, con molta serietà e pazienza, Bangone si applica a ricostruire la storia di questa pandemia. Come e dove è nata? Quali sono stati i focolai di contagio e che ragionamenti (economici e sanitari) si sono sviluppati successivamente? E’ molto interessante questo dossier, perché leggendolo si capisce che le polemiche - la difficoltà di credere nell’opportunità della vaccinazione- si sono accese per una sorta di distorsione nell’informazione. Distorsione che a sua volta prende il via dall’ignoranza di alcune normali e acclarate strategie sanitarie che in casi come questi vengono messi in atto. La ricostruzione di queste strategie è normale in un paese normale ma purtroppo eccezionale in un paese come l’Italia. Quindi non resta altro da fare, per cercare di tornare alla normalità, di tenerci strette le eccezioni giornalistiche, ossia divulgare il più possibile quegli articoli che per serietà e rigore, costituiscono, appunto un eccezione. In questo caso, infatti, l’eccezione Darwin, conferma la vecchia regola di Parise: pedagogia e democrazia vanno insieme.

Nella categoria: Antonio Pascale

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