L’EPA fa una bella strigliata a Monsanto

Aprile 3rd, 2012
Post2PDF Versione PDF | 2 Comments

Dal Paese del libero mercato e delle grandi multinazionali ci viene una vera lezione di come dovrebbero funzionare le agenzie pubbliche statali che tutelano il cittadino non in maniera ideologica e preconcetta come da noi, ma in maniera scientifica e neutrale.
Monsanto dal 2007 osserva aumentare la tolleranza di diabrotica al suo Bt specifico in alcuni campi di mais del Corn Belt senza prendere provvedimenti seri e facendo controlli e campionamenti in maniera approssimativa se non omissiva.

Ora l’EPA gli fa una severa ramanzina e spiega a Monsanto come e dove si fanno i campionamenti, come si gestiscono i campi con problemi e come si gestiscono le rotazioni colturali per evitare che parassiti resistenti si spargano per le varie contee. L’affermazione di Monsanto che si tratta solo dello 0,2% die campi di mais del Paese sembra più che altro una ammissione di colpa che lascia sospettare che anche la nuova varietà di mais con doppio Bt anti-diabrotica possa essere solo un modo per prendere tempo. Ma ora Monsanto ha il fiato sul collo dell’EPA e sarà difficile sfuggire ad un controllo così tecnicamente preparato. Leggi anche http://www.dailykos.com/story/2011/12/02/1041774/-EPA-Monsanto-GMO-Corn-Failing-Resistance-Evolving
Gli anti-OGM si rassegnino a pensare che dopo 9 anni senza pesticidi sparsi nei campi come facciamo noi, dopo 9 anni in cui le falde acquifere non venivano trattavate come ci costringono a fare per l’ossessione anti-OGM di cui subiamo le assurdità, ora anche sullo 0,2% dei campi di mais USA si spargeranno gli stessi pesticidi che noi non abbiamo mai smesso di diffondere.

Un ennesimo caso che dimostra come gli OGM non hanno la bacchetta magica, non risolvono tutti i problemi per sempre, non giustificano in alcun modo l’idea di mettersi a fare le cicale pensando di poter abbandonare la ricerca e l’innovazione permanente. Insomma gli OGM non hanno nulla di divino, ma sono tremendamente umani e necessitano di attenzione cura e continuo avanzamento delle conoscenze.

Nella categoria: News, OGM & Mais

Geoinsetticida

Febbraio 2nd, 2012
Post2PDF Versione PDF | 11 Comments

Dalle prove fatte si vede come l’Italia abbia scelto i vari insetticidi. Questione di interessi, non saremmo obbligati ad un unica scelta.

Leggi geoinsetticida

Leggi Appello al Ministro Mario Catania di Alberto Guidorzi

Nella categoria: News, OGM & Mais

Il mais resistente a diabrotica non danneggia i nematodi

Aprile 27th, 2011
Post2PDF Versione PDF | No Comments

Una nuova prova che il mais Bt Mon88017 non danneggia (molto) gli organismi non-target come i nematodi. Resta la domanda di fondo se questo sapccare il capello in 400 e’ uno spreco di fondi che serve solo a dire che servono maggiori ricerche ed approfondimenti.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21511326

Sci Total Environ. 2011 Apr 19.

Assessing the risk posed to free-living soil nematodes by a genetically modified maize expressing the insecticidal Cry3Bb1 protein.
Höss S, Nguyen HT, Menzel R, Pagel-Wieder S, Miethling-Graf R, Tebbe CC, Jehle JA, Traunspurger W.
Source

Institute of Biodiversity-Network (ibn), Drei-Kronen-Gasse 2, 93047 Regensburg, Germany; Ecossa (Ecological Sediment and Soil Assessment), Giselastr. 6, 82319 Starnberg, Germany.
Abstract

Before pest-resistant genetically modified maize can be grown commercially, the risks for soil-beneficial, non-target organisms must be determined. Here, a tiered approach was used to assess the risk to free-living soil nematodes posed by maize genetically modified to express the insecticidal Cry3Bb1 protein (event Mon88017), which confers resistance towards western corn rootworm (Diabrotica virgifera; Coleoptera). The toxicity of purified Cry3Bb1 for the nematode Caenorhabditis elegans was determined using a bioassay and gene expression analysis. In addition, a soil toxicity test was used to assess the effects on C. elegans of rhizosphere soil obtained from plots of an experimental field grown with Mon88017, the near-isogenic cultivar, or either of two conventional cultivars. Finally, the indigenous nematode communities from the experimental field site with Mon88017 and from the control cultivars were analyzed. The results showed a dose-dependent inhibitory effect of Cry3Bb1 on the growth and reproduction of C. elegans, with EC50 values of 22.3mgl(-1) and 7.9mgl(-1), respectively. Moreover, Cry-protein-specific defense genes were found to be up-regulated in the presence of either Cry1Ab or Cry3Bb1. However, C. elegans was not affected by rhizosphere soils from Mon88017 compared to the control plots, due to the very low Cry3Bb1 concentrations, as indicated by quantitative analyses (<1ngg(-1) soil). Nematode abundance and diversity were essentially the same between the various maize cultivars. At the last sampling date, nematode genus composition in Bt-maize plots differed significantly from that in two of the three non-Bt cultivars, including the near-isogenic maize, but the shift in genus composition did not influence the composition of functional guilds within the nematode communities.

Nella categoria: News, OGM & Mais, OGM & Ricerca

La coperta e’ corta, ma Paesi sviluppati la tirano meglio

Novembre 10th, 2009
Post2PDF Versione PDF | No Comments

L’agricoltura italiana e’ in crisi per i prezzi bassi di alcuni cereali  (leggi roma-trattori e rivolta) tanto che abbiamo perso centinaia di migliaia di ettari coltivati a cereali. Inoltre la diabrotica ha fatto enormi danni ed ha fatto usare fiumi di pesticidi e l’anno prossimo andra’ peggio (leggi diabroticabs_cr) Ma gli stessi prezzi più bassi del 2008 sono troppo alti per le popolazioni africane.
Solo in condizioni di crisi gravissima le agricolture dei Paesi sviluppati hanno un vero vantaggio a coltivare, se i prezzi calano o salgono le produzioni noi andiamo in crisi. Solo che quando noi ridiamo altri non mangiano: forse dovremmo davvero aiutare le loro produzioni agricole nazionali, senza elemosine e senza ideologismi.

FAME MONDO: FAO, PREZZI CIBO TROPPO ALTI; E’ CRISI IN 31 PAESI
(AGI) - Roma, 10 nov. - Nei paesi poveri, importatori netti di cibo, i prezzi degli alimenti continuano a rimanere sostenuti, nonostante la buona produzione cerealicola registrata nel 2009. Lo rivela la Fao nel suo ultimo rapporto ‘Crop Prospects and Food Situation’ (’Prospettive dei raccolti e situazione alimentare’) che sottolinea come 31 nazioni oggi necessitino di aiuti d’emergenza. La situazione e’ particolarmente grave in Africa orientale dove a causa della siccita’ e dei conflitti in corso circa 20 milioni di persone hanno bisogno di aiuti alimentari, ha denunciato la Fao. Nonostante i prezzi alimentari a livello internazionale siano calati in modo significativo rispetto ai picchi raggiunti un paio d’anni fa, i prezzi del grano e del mais in ottobre sono saliti e quelli del riso di esportazione rimangono piu’ alti dei livelli ante crisi. “Per le popolazioni piu’ povere, il cui bilancio familiare viene speso sino all’80 per cento per il cibo, la crisi dei prezzi alimentari non e’ ancora finita”, ha dichiarato Hafez Ghanem, vicedirettore generale della Fao, “oggi per combattere fame e poverta’ la priorita’ a livello mondiale e’ incrementare gli investimenti nel settore agricolo dei Paesi in via di sviluppo”. Il rapporto esce quando mancano pochi giorni al Vertice mondiale convocato dalla fao dal 16 al 18 novembre allo scopo di raggiungere un ampio consenso per l’immediata riduzione della fame con l’obiettivo di promuovere gli investimenti pubblici e privati nello sviluppo agricolo dei Paesi poveri. In particolare, il documento spiega che in Africa occidentale la produzione cerealicola nel 2009 calera’ rispetto ai buoni raccolti dello scorso anno. Le piogge scarse, inferiori alle medie stagionali, hanno reso necessario in molte zone della regione ripiantare le colture e hanno causato la perdita del bestiame in Mali, Ciad e Niger. I prezzi dei cereali nella regione sono ancora ben al di sopra i livelli di due anni fa prima della crisi dei prezzi alimentari. Ad esempio, si legge nel rapporto, il prezzo del miglio sul mercato di Bamako, la capitale del Mali, di Ouagadougou in Burkina Faso e di Niamey in Niger e’ aumentato rispettivamente del 35, del 42 e del 21 per cento rispetto allo stesso periodo del 2007. Il prezzo del riso importato e’ incrementato tra il 22 e il 46 per cento. La Fao mette inoltre in guardia che il previsto calo della produzione cerealicola della Nigeria potrebbe portare a nuovi rialzi dei prezzi in tutta l’Africa occidentale.
In Africa orientale la situazione desta grande preoccupazione a causa delle scarse precipitazioni che in molte aree hanno distrutto raccolti e pascoli, dell’incremento dei conflitti, dell’interruzione degli scambi commerciali e della permanenza di prezzi alimentari sostenuti. La Fao prevede, ad esempio, che in Kenya la produzione di mais sara’ inferiore del 30 per cento rispetto allo scorso anno. Si stima che circa 3,8 milioni di keniani soffrano di insicurezza alimentare elevata o estrema, per lo piu’ nelle aree agricole e pastorali marginali. In Etiopia il numero delle persone che necessitano di soccorsi umanitari e’ passato dai 5,3 milioni del maggio scorso a 6, 2 in ottobre, mentre in Uganda circa 1,1 milioni di persone hanno bisogno di assistenza alimentare. Nel Sudan meridionale e in Darfur, invece, il proseguire della guerra civile sta facendo peggiorare la gia’ grave situazione alimentare della popolazione: si stima che siano circa 5,9 milioni le persone che per sopravvivere dipendono dagli aiuti alimentari d’emergenza. In Africa australe -si legge ancora sul rapporto- nonostante la buona produzione cerealicola del 2009, persistono prezzi alimentari elevati in diversi paesi, con gravi conseguenze sulla sicurezza alimentare della popolazione. In Nord Africa la produzione complessiva di grano si preveda raggiungera’ il nuovo record di 21,5 milioni di tonnellate, rispetto ai 14,3 milioni di tonnellate del 2008, quando la produzione era stata compromessa a causa della siccita’. In Asia, le prospettive della produzione di riso nel 2009 si sono deteriorate da luglio a seguito delle irregolari piogge monsoniche in India, uno dei principali paesi produttori, e dei disastri naturali in alcuni altri paesi, come il Giappone, la Repubblica della Corea del Nord, la Repubblica democratica popolare del Laos e lo Sri Lanka. (AGI)

Replacing Emoji...
Replacing Emoji...
Replacing Emoji...
Nella categoria: News, OGM & Insicurezza alimentare

Si mangia ma non si tocca

Novembre 4th, 2009
Post2PDF Versione PDF | No Comments

OGM: UE APPROVA MAIS STACK PER ALIMENTAZIONE UMANA E ANIMALE
(AGI) - Bruxelles, 3 nov. La Commissione Europea ha annunciato di aver approvato un mais geneticamente modificato per l’alimentazione umana, animale, per l’importazione e per la trasformazione, sviluppato congiuntamente da Pioneer Hi-Bred, un business di DuPont, e da Dow Agroscience LLC, una sussidiaria completamente controllata da Dow Chemical Company. I prodotti di mais contenenti il carattere di protezione Herculex RW insieme al Roundup Ready Corn 2 (anche conosciuto come 59122/NK603) sono adesso autorizzati per l’importazione nell’Unione Europea (EU). “Siamo incoraggiati da questa autorizzazione e speriamo che i progressi per l’approvazione di prodotti geneticamente modificati nell’Unione Europea continuino,” ha dichiarato Paul Schickler, il Presidente di Pioneer Hi-Bred. “Noi chiediamo con urgenza che la Commissione e gli Stati Membri dell’Unione Europea autorizzino in modo analogo le colture geneticamente modificate per la coltivazione, in modo che gli agricoltori europei abbiano accesso alle stesse tecnologie degli agricoltori nel resto del mondo.” I prodotti contenenti i caratteri stack (59122/NK603) sono stati valutati sicuri per l’uso nell’alimentazione umana ed animale, dall’autorita’ scientifica indipendente dell’Unione Europea, l’EFSA, nel dicembre 2008, ed erano gia’ stati autorizzati in otto paesi nel mondo. In attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni, questo prodotto e’ adesso autorizzato per l’importazione nell’UE in accordo con le regolamentazioni comunitarie, incluse l’appropriata etichettatura e tracciabilita’ dei prodotti e dei loro derivati. L’Herculex RW contiene il carattere Bt che fornisce una migliorata protezione naturale delle piante contro gli attacchi della diabrotica, con riduzione dell’esigenza di utilizzare insetticidi. Il gene Roundup Ready Corn 2 perm

Nella categoria: News, OGM & Europa

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…