Elio Cadelo ha coordinato un nuovo libro sugli OGM che tiene insieme molte competenze interessanti. Oltre a molti specialisti che già conoscete credo saranno di grande interesse le parole sulla psicologia degli OGM da parte di Vittorino Andreoli ed i dati tecnici di un analista finanziario come Giovanni de Caro.
Il libro è ora in libreria a 12€ e Elio Cadelo è interessato ad andare a presentarlo in tutta Italia, quindi chi volesse organizzare un evento può scrivere a sagri@salmone.org proponendo una iniziativa attorno al tema del libro.
Vitangelo Magnifico ci manda uno stralcio di Spazio Rurale con un ricordo di Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, una sua riflessione sulla cosidetta green economy ed un report sull’intervento del presidente Guidi a La Scienza in campo.
I fenomeni di caporalato al Sud continuano e queste sacche di illegalità danneggiano tutti.
Il presidente dei maiscoltori italiani Marco Aurelio Pasti ( leggi Aurelio Pasti ) dice la sua sulla legge friulana (leggi messaggero veneto) che vorrebbe vietare la coltivazione di OGM, senza dare date certe per il reinizio delle sperimentazioni in pieno campo.
Ancora mancati guadagni per gli agricoltori, ancora danni ambientali per l’uso di pesticidi, ancora rischi sanitari per l’immissione in commercio di mais con fumonisine destinato in gran parte ali mangimi.
Una legge fatta solo per farsela bocciare in Europa, ma ostacolare le annunciate semine di mais Bt.
La cruda realtà è che ad oggi non ci sono fondi per consentire a salmone.org di fornire il suo abituale servizio di documentazione sugli OGM.
La gestione del sito secondo i target che ci siamo dati comporta un gran lavoro che necessita dell’aiuto di web manager. I risultati di questo lavoro sono chiaramente documentati dal fatto che cercando su google la sola parola OGM per molti giorni nelle scorse settimane salmone.org era la terza voce tra le più ricercate, sfidando corazzate del livello dei grandi giornali nazionali ed organizzazioni avversarie che grondano fondi da tutte le parti. Appena la ricerca si fa più documentata, associando ad OGM altre parole chiave, spesso salmone è stabilmente in prima pagina.
Nonostante le accuse di essere servi o lobbisti delle multinazionali la situazione reale è che salmone è senza fondi. Chiedo quindi a tutti coloro che hanno affetto per una iniziativa pionieristica e contro-corrente e che si sentono in parte coproprietari di salmone, di aiutare la causa in tutte le forme possibili dal cercare sponsor a fare sottoscrizioni volontarie o donazioni anche di pochi euro. Possiamo offrire agli sponsor solo degli spazi pubblicitari ben sapendo quale è la linea editoriale del sito e l’approccio laico al tema OGM.
Per chi volesse aiutare salmone la modalità di sostegno è quella di fare un versamento alla associazione culturale SAgRi, presso Banca Prossima, codice IBAN: IT40V0335901600100000004062
Grazie.
Da vari anni opero nel settore cerealicolo e in questi giorni in una delle tante visite fatte, un agricoltore mi ha chiesto” Dottò che dici con il grano pagato a 28 euro il quintale mi conviene vendere?” la mia risposta è stata “ La convenienza è legata al margine che ti sei prefissato di ottenere perciò, solo tu puoi sapere se conviene o se devi aspettare”.
Perché vi ho raccontato ciò? Per un semplice motivo perché il nostro settore rispetto a molti altri è un settore anomalo, si semina il grano senza sapere il prezzo al quale verrà pagato alla raccolta e come il grano, anche altri prodotti sono sottoposti ai capricci del mercato.
Io la chiamo “la teoria del mobiliere” ossia ritengo che rispetto a chi produce un mobile e stabilisce un prezzo di vendita che gli garantisca un certo margine, nel settore agricolo si coltiva senza sapere poi a quale prezzo si venderà il proprio prodotto.
Del resto facciamo un passo indietro e vediamo cosa è accaduto quest’anno: alla semina, il grano veniva pagato a meno di 15 euro il quintale e questo ha spinto molti agricoltori a non attuare la concimazione di fondo, molti agricoltori poi (erroneamente per me ) hanno persino preferito adottare seme non certificato perché in tal modo c’era un risparmio di almeno 2 euro.
Cosa è accaduto in seguito però? Il prezzo del grano a partire da metà dicembre ha iniziato una lenta risalita che lo ha portato a oltre 30 euro il quintale e stranamente……sono aumentati i costi dei concimi di copertura, con la differenza però che mentre ora il prezzo dei concimi continua a mantenersi elevato, il prezzo del grano sta lentamente attestandosi a valori più bassi….
Non sono un economista, ma solo un agronomo, però una cosa mi lascia perplesso: come mai in concomitanza della concimazione di copertura c’è stato un aumento del prezzo del grano per poi invertire la rotta alla fine del periodo di concimazione?
Ho provato a chiederlo a molti commercianti operanti nel settore e tutti sono più o meno concordi nel sostenere che non c’è stata speculazione, ma è stato solo un caso fortuito quest’aumento dei concimi e ora il fatto che il prezzo si mantiene alto è legato esclusivamente alla forte crisi in cui versano diversi paesi africani produttori di concimi.
In definitiva, per ricollegarmi all’episodio iniziale, si nota un clima di incertezza generale da parte degli agricoltori che: da un lato non hanno mai certezze sul prezzo al quale gli verrà pagato il prodotto e dall’altro un costo dei mezzi di produzione che incidono notevolmente sul reddito.
Del resto l’agricoltore che mi chiedeva se era il caso di vendere, rappresenta un caso raro, in quanto a dicembre la maggioranza degli stessi, avevano già provveduto a vendere il proprio grano a prezzi ben più bassi proprio a causa della profonda crisi in cui il settore versa e a trarre vantaggio dall’aumento del prezzo sono stati principalmente i commercianti che avevano stivato grandi quantità di prodotto in magazzino.
Quali le considerazioni allora?
a) Il perdurare di prezzi dei concimi così elevati, si rifletterà sulle colture primaverili quali il pomodoro, su cui già grava un clima di incertezza elevatissimo legato alla nuova OCM Ortofrutta.
b) Se il prezzo del grano non si manterrà almeno a livelli di 20 euro al quintale, al momento della raccolta, l’anno prossimo si verificherà un calo ulteriore delle superfici.
c) L’incremento dei costi di produzione inciderà notevolmente sulla qualità del prodotto finale, poiché gli agricoltori per non coltivare in perdita cercheranno di limitare ulteriormente l’adozione dei concimi, con riflessi negativi sulla qualità.
d) Tutto questo comporterà perciò un ulteriore aumento delle importazioni dai paesi extra-UE che, da quanto riportato anche da Agrisole, già nel 2010 hanno oltrepassato i 2,3 milioni di tonnellate.
e) Questa instabilità dei prezzi incide anche sui contratti di filiera che molti commercianti hanno stipulato con gli agricoltori. Questo perché il prezzo di vendita pattuito è frutto di un analisi dei costi che non prevedeva aumenti così accentuati dei mezzi di produzione, garantendo perciò delle marginalità maggiori di quelle che possono essere garantite ora.
In conclusione siamo sempre al punto di partenza con lo spettro di una PAC 2013 che non prevede nulla di buono se non ulteriori tagli per il settore.
Del resto la popolazione mondiale aumenta, l’Europa continua a ostacolare lo sviluppo delle tecnologie OGM e i giovani si allontanano sempre più dall’agricoltura.
Allora o si prende esempio da altri settori garantendo un margine adeguato per chi opera in agricoltura o rischiamo un vero e proprio abbandono di un settore che è stato trainante per anni per l’economia italiana.



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