Fidenato, il glifosato e i cordoni ombelicali

Maggio 13th, 2011
Post2PDF Versione PDF | 3 Comments

Come sapete il campo ed il conto corrente di Fidenato sono sequestrati e chi li amministra ha deciso di coltivare soia quest’anno in modo che il terreno dimentichi l’orrendo mais Bt OGM dell’anno scorso.
Naturalmente i semi di soia saranno super-controllati e non c’è rischio di trovare dei semi di soia OGM. Ma il suolo ha la necessità di ripetute lavorazioni e quindi c’è bisogno di rivolgersi ai contoterzisti per spuntare la migliore offerta: tutto secondo copione.

Quella allegata è la richiesta di offerta (leggi richiesta offerta campi fidenato) per le lavorazioni del campo di Fidenato da cui si evince che coltivando soia non OGM si usano 5 diversi erbicidi uno dei quali è proprio il glifosato. In altri termini si potrebbero evitare 4 erbicidi su 5 usando la soia RR (RounupReady), ovvero una soia OGM.
Serve sottolineare questo paradosso per spiegare come quando qualcuno imputa agli OGM di aver inquinato le donne gestanti ed i loro cordoni ombelicali (leggi OGM in gravidanza ) non solo non sa di cosa parla, ma ha un evidente approccio non scientifico al tema.

Nella categoria: News, OGM & Salute, OGM & Soia

Rane, polli ed erbicidi

Settembre 27th, 2010
Post2PDF Versione PDF | 5 Comments

In un articolo scientifico appena pubblicato da un embriologo argentino, A. E. Carrasco, si stabilisce una possibile problematicità tra il glifosate ed alcune malformazioni riscontrate a carico di rane e polli. L’articolo scientifico mostra una buona conoscenza del campo, della letteratura scientifica e della regolazione delle fasi iniziali dello sviluppo embrionale e quindi costituisce una vera novità nel campo degli OGM dal momento che siamo stati spesso abituati ad articoli fortemente ideologici e poco documentati che commentavano dati su cui in realtà  vi era stata pochissima attività sperimentale.

Nell’articolo si inietta glifofosate in embrioni di rana o di pollo (ossia aprendo il guscio dell’uovo) ai primissimi stadi di sviluppo, anche a 2 sole cellule, con dosi subletali di glifosate. I ricercatori trovano un effetto di varie malformazioni. Trattandosi di iniezioni di erbicida su pochi embrioni non e’ possibile fare un’analisi statistica affidabile e quindi sembra che si tratti di vari episodi, ma su un numero di esperimenti molto limitato. Gli autori ipotizzano una maggiore attività da acido retinoico che iniettato da effetti simili a quello del glifosate e tali effetti possono addirittura essere revertiti da un antagonista di acido retinoico.
Gli autori si lanciano però a paventare che alcune malformazioni simili riscontrate su popolazioni del Paraguay derivino dal fatto che le popolazioni colpite si trovano al centro di un’area di intensa coltivazione di soia resistente a glifosate. Questi dati sui casi locali sono pubblicati in spagnolo e non si trova l’articolo scientifico in rete.

Dal complesso dei dati riportati sembra che i dati siano da tenere in maggiore considerazione rispetto a tanti falsi allarmi anche pubblicati nel recente passato. L’uso di un organismo acquatico il cui sviluppo potrebbe essere danneggiato dal glifosate meriterebbe un riscontro sulla presenza di rane nella Pampa argentina. Come si sa è la dose che fa il veleno e se i dosaggi usati sono quelli che si possono trovare nei corsi d’acqua ci si dovrebbe aspettare una forte diminuzione di questi anfibi. Naturalmente andrebbe anche condotta un’analisi sulle concentrazioni di glifosate nell’acqua dei fiumi al fine di valutare se questa possa davvero costituire un pericolo per la popolazione che si dovesse abbeverare a questi corsi d’acqua o alla falda venuta a contatto col glifosate.

Una cautela generale da tenere nel valutare questo articolo e’ che non si capisce bene quali siano i controlli di questo esperimento. Il glifosate arriva sul mercato per tentare di sostituire i tanti erbicidi presenti ancora oggi e in genere molto piu’ inquinanti. Il gruppo argentino non ha provato ad iniettare altri tipi di erbicidi e questo non e’ un buon segnale per la credibilita’ e gli intenti del gruppo di ricerca argentino. Inoltre non si tenta nemmeno di valutare quale sia la concentrazione di glifosate nei semi di soia, quindi se esiste un pericolo anche teorico per il consumo di questa soia.
Ci sono anora altri aspetti poco chiari, ma credo si possa dire che questa vicenda terrà banco per un pò, fino a che non si sia dissezionato il problema in maggiore dettaglio.
Gli stessi autori, che citano piu’ volte Seralini e che hanno gia’ firmato documenti anti-OGM prendendo quindi da subito una posizione anche mediatica sulla questione, scrivono nella chiusura del loro articolo che “a loro conoscenza e’ la prima volta che si stabilisce un nesso tra glifosate, malformazioni e aumento dell’attivita da acido retinoico”. Vedremo se questa ipotesi appena elaborata reggera’ alle prove scientifiche ed epidemiologiche a cui andra’ sottoposta.

Nella categoria: News, OGM & Insicurezza alimentare, OGM & Ricerca

Farfalle e lombrichi vivono bene in un campo di mais Bt

Giugno 10th, 2010
Post2PDF Versione PDF | 1 Comment

In uno studio durato 4 anni  http://www.gmo-compass.org/eng/news/513.docu.html
si dimostra come i lombrichi dediti a degradare i residui delle coltivazioni sovrastanti vivano altrettanto bene in un campo di mais tradizionale ed in un campo di mais Bt.

Di segno diverso l’articolo scientifico su PNAS che illustra come siano diventate resistenti all’erbicida glyfosate delle erbe infestanti. Anche nel commento http://www.pnas.org/content/107/3/955.full.pdf+html si evidenzia come il passaggio all’uso del glyfosate sia stato un grande miglioramento agronomico (ed ambientale) che ci ha finora risparmiato tanti erbicidi molto più pericolosi. Pur considerando il fatto che le infestanti stanno guadagnando terreno la situazione generale dimostra come l’uso del glyfosate nella agricoltura da OGM sia stata una scelta saggia e vincente.
Consultando l’enciclopedia mondiale delle infestanti http://www.weedscience.org/summary/MOASummary.asp , si vede come quelle resistenti a glyfosate sono solo il 5,49% del totale dei casi di infestanti. Questi dati vanno sempre considerati perche’ dismesso il glufosate, altri erbicidi verranno usati (forse piu’ graditi alle associazioni anti-OGM) ed altri infestanti ad essi resistenti appriranno. Insomma si devono sempre considerare costi, benefici e le alternative realistiche.

Infine acora  buone notizie sulla decomposizione delle foglie di mais Bt. In un recente articolo su Transgenic research http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19609704
si mostra come il mais Bt si degrada velocemente e non valica il mese di dicembre con quantitativi significativi delle proteine insetticide. Alcune varianti della proteina insetticida scompaiono quasi dopo 2 settimane di interramento nei suoli. La variante Cry1Ab presente nel MON810 e’ la piu’ rsistente. Malgrado cio’ le foglie necrotizzate che si trovano alla base della pianta hanno un contenuto del solo 10% di proteina rispetto alle foglie piu’ vitali nella parte superiore e questo prima ancora di finire nelo suolo per essere degradata da microrganismi e altri prganismi http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20091160
La conclusione di questa massa di analisi e’ che gli autori non vedono problemi di ordine ecologico dovuti alla degradazione di residui di piante di mais Bt.

Nella categoria: News, OGM & Argomenti contro

Goal!, no, illusione ottica

Maggio 7th, 2010
Post2PDF Versione PDF | 1 Comment

Ancora una volta i detrattori degli OGM hanno gridato di gioia, prima di capire che gli era andata male anche questa volta. Inutile ricapitolare l’intera vicenda delle erbe infestanti resistenti al glifosate, quando l’intera vicenda e’ stata gia’ trattata in maniera eccellente ed esaustiva (oltre che spiritosa come al solito) dal sito di BBB:

http://biotecnologiebastabugie.blogspot.com/2010/05/ignoganza-infestans-uninfestante.html

Nella categoria: News, OGM & Argomenti contro

Le azioni di borsa

Ottobre 9th, 2009
Post2PDF Versione PDF | No Comments

Due modi vi vedere il bicchiere mezzo pieno (Leggi Trend.pdf) o mezzo vuoto (leggi Echos.pdf). Ma in entrambi i casi si certifica come l’erbicida RR sia oramai nelle mani di altri e che le innovazioni generano sviluppo per le aziende che si muovono, prendono iniziative e si rinnovano.

Nella categoria: News, OGM & Insicurezza alimentare

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…