O etichettate, o la smettete di imbrogliarci

Giugno 22nd, 2015
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lente ingrandimento Articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale il 30/06/2015

Un memorabile articolo di Elena Cattaneo che ribalta gli equilibri della “foresta pietrificata” italiota.

Leggi L’Italia, la ricerca pubblica e il paradosso degli OGM.

Martina risolve i problemi dell’agricoltura e crea un nuovo contenitore, una matrioska. Leggi “Perché gli OGM non bastano“.

Dalla Fattori (M5S) Malagoli, Bizzarri, Vieri, Buiatti ed Infascelli.
Nel pubblico Trinca, Galli (ex-AIMA), Pecoraro Scanio, Alberto Manzo
MIPAAF, Cervone FISV e Defez salmone.

Le parole di Malagoli mi ricordano qualcosa o qualcuno, ma non saprei
dire dove e quando le ho sentite, ma mi verra’ in mente prima o poi.
Simone Vieri dice cose che sottoscrivo dalla prima all’ultima.
Buiatti trova ben tre interventi che dicono che la coesistenza non e’
possibile e lui finisce per ammettere che lui ha firmato i protocolli
per la coesistenza del mais.

Questo il link all’evento: http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2015/06/il-futuro-della-ricerca-e-applicazione-degli-ogm-in-agricoltura—convegno-m5s.html

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Ancora un anno senza etichette sulla polenta ignorando il regolamento fumonisine

Marzo 10th, 2014
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Anche il 2013 si chiude con un dato imbarazzante: il 62% dei campioni finora analizzati supera la soglia di 4000 ppb per le fumonisine (http://mangimiealimenti.it/articoli/914-indagine-sulla-contaminazione-da-micotossine-in-mais-campagna-2013 ).

Ancora un anno in cui nonostante si venga minacciati di procurato allarme (da chi pratica invece una colpevole omertà) non si informa il consumatore del tenore di fumonisina dei singoli lotti di mais usato per consumo umano e per i quali si ignora se siano destinati al consumo per adulti o per bambini come recita il regolamento comunitario 1126/2007.

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Etichettatura alimenti derivati da OGM

Novembre 22nd, 2012
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Di Alberto Guidorzi

In concomitanza alle elezioni presidenziali USA sono stati sottoposti a voto popolare vari referendum statali e uno di questi (nota come proposta 37), fatto in California, lo stato più anti OGM degli USA, verteva sulla etichettatura o meno di tutti i prodotti alimentari grezzi o preparati, sia di origine animale o vegetale e contenenti del materiale genetico modificato. La proposta 37 interdiceva ogni accostamento all’aggettivo “naturale” per tutti gli alimenti provenienti da animali nutriti o “punturati” con medicine o vaccini ottenuti con l’uso di OGM . Per volgarizzare sarebbe come se dichiarassimo “non naturali” i formaggi ottenuti con caglio OGM o addirittura i diabetici che usano insulina prodotta da OGM.

La proposta è stata rigettata con il 53,7% dei voti contro un 46,3%. In altri termini si è realizzato un brusco voltafaccia tra gli elettori, in quanto sondaggi di metà settembre davano 61% di favorevoli all’etichettatura e solo il 25% di contrari.

Per contro i non favorevoli basavano i loro motivi di convinzione dell’elettorato sul fatto che l’etichettatura avrebbe comportato costi enormi è facenti rincarare il cibo, soprattutto in assenza di benefici per la salute pubblica. Inoltre vi era il rischio di intasare i tribunali con cause penali e civili aventi per oggetto danni presunti. In altri termini sulla bocciatura del referendum sono prevalse considerazioni di carattere economico e di rifiuto di ingerenza dello Stato. Il tutto era supportato dal pronunciamento di una grossissima maggioranza degli esperti in materia di biologia e di medicina.

Vediamo ora chi erano le organizzazioni favorevoli e contrarie che sono entrate in campo per esercitare potere di convinzione e quanti mezzi economici sono stati spesi.

I favorevoli all’etichettatura erano delle associazioni dei consumatori e dei produttori di alimenti biologici, il partito democratico, i partiti verdi e organizzazioni anti-OGM. Essi hanno messo in campo 8.7 milioni di $ derivati in gran parte dalle associazioni dei consumatori e dai produttori di cibi autodefiniti “naturali”; si ricorda che il partito democratico è nettamente maggioritario in California, ma sembra che non abbia dato sostegni economici. Contrari all’etichettatura era tutta l’industria dell’agroalimentare americana e quindi i fondi messi disposizione sono stati ben maggiori, vale a dire circa sei volte di più, ossia 45,6 milioni di $ raccolti da ben 39 grandi imprese (Dupont, Pepsico, Bayer, Kraft, Nestlé, CocaCola ecc.) Monsanto da sola vi ha contribuito per il 17,8%, cioè 8 milioni di $. Vi erano tuttavia anche scienziati rinomati, associazioni di agricoltori, e dirigenti di istituzioni che si occupano di salute pubblica.

Come si sono comportati i media?

La grande maggioranza della carta stampata (18 giornali contro 4) si è pronunciata contro l’etichettatura ed il motivo principale addotto era che essa rappresentava una complicazione amministrativa inutile in quanto la responsabilità di apporre l’etichetta era del distributore e non sul produttore, con conseguenti possibile denunce e relative cause per danni. La questione salutare non è stata molto usata in ambito massmediatico. Sicuramente i perdenti diranno che i massmedia sono stati comprati con i soldi della Monsanto, anche essa ha inciso solo per un 18% nelle sovvenzioni, La realtà è invece che gli americani si sono più preoccupati dal fatto di porre freni all’economia e d’inserire complicazioni amministrative volute dagli anti-OGM, piuttosto che nel prendere in considerazione eventuali effetti negativi sulla salute animale e umana. Indirettamente quindi gli americani, a differenza degli europei, dimostrano di avere molta più fiducia delle autorità scientifiche e sanitarie che sono intervenute per dire che pericoli non ve ne erano.

Si potrebbe quindi trarre la seguente conclusione: dato che il preteso rischio sanitario non esiste ed è ciò che hanno dimostrato le autorità sanitarie, la proposta è stata valutata solo per l’impatto sui costi e per l’intromissione dello Stato e perciò scientemente rifiutata.

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Obama: effetti collaterali

Novembre 9th, 2012
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Barack Obama nuevo presidente Mercoledì mattina abbiamo saputo della rielezione di Obama per un secondo mandato. Per evitare sprechi di denaro pubblico l’elezione è stata accoppiata a vari referendum, come quelli sull’uso della cannabis.

Moltissimi in Europa hanno esultato per il risultato del presidente Obama e per i successi in alcuni referendum connessi come ben sintetizza l’immagine ed il titolo del Manifesto e gli articoli nelle pagine interne.

Ma c’erano anche altri referendum che si tenevano allo stesso tempo e nella California che permette l’uso della marijuana e vuole più tasse, si è tenuto anche un altro referendum su cui era meglio tacere: l’etichettatura dei cibi OGM.
http://www.ukiahdailyjournal.com/ci_21954850/ukiah-police-and-fire-log-thursday-nov-8

La vittoria morale invocata dai perdenti è davvero clamorosa in quanto non costava davvero nulla etichettare (e ricordo a tutti che io personalmente sono, non solo a favore dell’etichettatura degli alimenti contenenti OGM, ma sopratutto a favore della etichettatura dei cibi derivati da animali nutriti con mangimi OGM).
Gli argomenti contro Monsanto si sprecheranno, ma davvero puerili. Le persone serie potrebbero invece decidere se i soldi di Monsanto per fare lobbing sono sporchi ed invece non lo sono quelli di Auchan, Carrrefour e COOP che messe insieme hanno un fatturato 16-volte più alto di quello di Monsanto.
Ecco il tema: chi annusa l’odore dei soldi?

Yes we canna bis
Barack Obama ottiene il secondo mandato in un’America sempre più divisa. Con il presidente soprattutto donne, giovani e minoranze. I repubblicani conservano la Camera ma l’anima del paese vota a sinistra: per la prima volta passano i referendum sui matrimoni gay e l’uso di marijuana a scopo ricreativo. E la California reaganiana vuole perfino più tasse PAGINE 2,3,4,5
http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20121108/

http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20121108/manip2pg/02/manip2pz/331350/

DEMOCRATICI - VITTORIA NETTA, 60,2 MILIONI DI VOTI CONTRO 57,5 E 25 STATI. ASPETTANDO LA FLORIDA
Obama, i gay, la marijuana. È en plein liberal

Questa ri-urbanizzazione delle persone induce una secolarizzazione delle mentalità. Non a caso, il seggio senatoriale del Massachusetts che per mezzo secolo era stato dei Kennedy (prima John, poi Robert, poi Ted) e che con l’ondata reazionaria del 2010 era andato ai repubblicani, è stato riconquistato dalla candidata democratica Elisabeth Warren, la prima lesbica dichiarata a diventare senatrice. Per lo stesso motivo il Colorado e lo stato di Washington sono i primi stati in cui un referendum ha legalizzato la vendita di marijuana a scopo ricreativo (in Massachusetts è stata legalizzata la vendita a scopo terapeutico, come vigeva già in California). Le donne single hanno votato massicciamente Obama non solo e non tanto per una questione di anno di nascita o status sociale, ma perché era in pericolo la politica della contraccezione, era messo in forse il diritto all’aborto.

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Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…