La ricerca e la commercializzazione degli OGM non aspettano i tempi pachidermici della burocrazia europea. Mentre noi pensiamo ancora di fermare gli OGM, saranno forse gli OGM a trascurare l’Europa ed a costringere noi a sciegliere se alimentare o meno il nostro parco zootecnico,
leggi il (Programma 180310)
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Un nuovo complesso documento della Commissione indirizzato al Parlamento ed al Consiglio Europeo. Il testo necessita di una analisi più approfondita di questa, ma si può sicuramente affermare che una qualunque legge in materia di OGM è meglio del Far West dove ci stanno tenendo i potenti gruppi lobbistici ed i loro pesanti interessi commerciali.
Importante che si faccia di nuovo menzione alla Direttiva 98/34 ossia al fatto che la materia degli OGM è una materia armonizzata per cui tutti i provvedimenti vano notificati a Bruxelles.
Un paio di commenti rapidi servono a motivare uno studio più accurato del testo. Chi vuole piantare un OGM deve annunciarlo alle autorità competenti al più tardi a Novembre e comunque 3 mesi mesi prima di piantare.
Nell’Annex ci sono le distanze di sicurezza tra mais Bt, convenzionale, biologico e da seme. Ogni stato ha una distanza preferita differente (anche i 25 metri degli Olandesi). L’Italia spicca per non indicare una distanza consigliata, ma già prevede di duplicare un numero non detto o addirittura triplicarlo per esigenze locali.
Non e’ difficile prevedere che una simile iniziativa avra’ un certo seguito ed alcune conseguenze. Ad esempio la fine delle sovvenzioni EU per i comuni senza OGM in assenza di una qualunque prova scientifica che giustifichi questa scelta.
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Impossibile riassumere 206 pagine di rapporto (scarica), ma vi sono non pochi passaggi interessanti
- A pagina 31. Gli Italiani sono a conoscenza e sono interessati al GM food per il 48%, non interessati per il 44% e non ne hanno sentito parlare per il 7%. La media EU è: 35% interessati, 47% disinteressati, 17% non ne hanno sentito parlare.
- A Pagina 39. Il 49% degli Europei pensa i GM foods hanno più rischi che vantaggi, il 46% che hanno rischi uguali o minori rispetto ai vantaggi. In Italia i numeri sono 54% pensa che il GM food abbia più rischi che vantaggi ed il 40% rischi minori o uguali. Dei numeri ancora una volta lontanissimi dalle maggioranze bulgare evocate da qualcuno.
- A Pagina 41. Il GM food è settimo come rischio sanitario percepito col 23% che lo considera un grande rischio, il 37% un rischio significativo e quasi il 40% rischio basso o nullo.
- A Pagina 45. L’85% degli italiani (contro il 75% degli EU) pensa che l’uso dei pesticidi sia un grande o significativo rischio. Solo il 62% pensa che lo stesso del cibo GM (26% alto rischio, 36% significativo) contro il 34% che dice che il rischio e’ basso o nullo. Per paragone il 66% degli italiani attribuisce un rischio alto (30%) o significativo (36%) per la salute umana vivere vicino ad una linea dell’alta tensione. In Germania solo il 31% pensa che tale rischio sia elevato (10%) o significativo (21%), mentre il 68% pensa che il rischio si basso o nullo. Una dimostrazione che la pubblicità negativa nei media cambia le opinioni.
- A Pagina 64. Il 94% dei giovani italiani (contro il 90% media EU) è fortemente d’accordo (63%) o in gran parte d’accordo (31%) che l’interesse dei giovani nella Scienza è essenziale per la prosperità futura.


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