L’ultimo treno dell’innovazione in agricoltura

Novembre 15th, 2015
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leggenda-guglielmo-tell Articolo il 17 Novembre aggiornato dopo la pubblicazione iniziale
Michele Morgante teme che l’Europa perda anche questo treno: quello del Genome Editing. Sarebbe un modo di alzare bandiera bianca sulle produzioni agricole decidendo di dipendere sempre più dalle importazioni. E con una situazione politica internazionale tanto instabile, l’Europa diventerebbe molto ricattabile se non riuscisse a garantirsi un sufficiente livello di produzioni alimentari.

Leggi “L’editing genetico per il sistema agricolo“.

Anche pesco ed albicocco hanno bisogno di cisgenesi e ricerca in campo:
Leggi “Contro i parassiti della frutta, l’ingegneria genetica…

Leggi anche “Le forbici sul Genoma umano

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Tiene l’accordo tra Stati ed aziende biotech

Settembre 21st, 2015
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Gli stati EU si assumono la responsabilita’ di legiferare sui circa 100mila ettari coltivati ad Ogm in Europa, ma come previsto lasciano nelle mani di Bruxelles la responsabilità’ del lavoro sporco, ossia continuare a far arrivare in Europa circa 40 milioni di tonnellate di Ogm per la mangimistica, il tutto col benestare di quelli del chilometro zero:

http://www.isaaa.org/kc/cropbiotechupdate/article/default.asp?ID=13727

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Forse ci siamo: Forza, vietiamo l’import di Ogm!

Aprile 22nd, 2015
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Ogm: arriva proposta Commissione Ue, a Stati scelta finale Su ok a divieto ad alimenti e mangimi che li contengono.

(ANSA) - BRUXELLES, 22 APR - Gli Stati membri dell’Ue avranno la possibilità di decidere se limitare o proibire l’uso di alimenti o mangimi prodotti con organismi geneticamente modificati (Ogm), anche se autorizzati a livello comunitario, sul proprio territorio. Questo il succo della proposta di legislazione messa sul tavolo oggi dall’esecutivo Ue, molto attesa a Bruxelles.

“La Commissione europea ha dato ascolto alle preoccupazione di tanti cittadini europei, riflesse
nelle posizioni espresse dai loro governi nazionali”, ha spiegato il commissario europeo alla salute e sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis, in occasione della presentazione della nuova proposta di legislazione su alimenti e mangimi Ogm.

Con le nuove regole, toccherà agli Stati membri giustificare le proprie scelte ‘ogm-free’ in linea con la normativa comunitaria, che include i principi del mercato interno e gli obblighi internazionali, fra cui le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto). Le motivazioni nazionali dovranno
basarsi su “ragioni legittime” diverse da quelle già valutate a livello Ue nel processo di autorizzazione a monte, come il rischio per la salute umana o animale o per l’ambiente. Questa proposta legislativa passerà ora al vaglio di Parlamento europeo e Consiglio Ue.

Nell’Ue sono già 58 gli Ogm autorizzati come alimenti e mangimi (che includono mais, cotone, soia, colza, barbabietola da zucchero) e 17 domande di autorizzazione sono pendenti, dopo
aver ricevuto parere positivo dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa). L’Ue importa quantità importanti di mangimi biotech, e pochissimi alimenti. Secondo i dati, l’Ue
necessita ogni anno di oltre 36 milioni di tonnellate di soia per gli allevamenti.

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Mark Lynas discute di quanto stia andando a rotoli la politica EU sugli OGM

Ottobre 16th, 2014
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Mark Lynas discute di quanto stia andando a rotoli la politica EU sugli OGM. Anche The Guardian segue la strada di altri giornali internazionali della stessa tendenza (New Yorker, Repubblica) e comincia a discutere nel merito di Ogm
www.theguardian.com/environment/2014/oct/15/biotech-crops-in-europe-could-be-dead-and-buried-if-anti-gm-groups-succeed

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Bio polli

Agosto 27th, 2014
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Da questo regolamento comunitario si capisce che forse non abbiamo mai mangiato un pollo o un uovo biologico e non lo mangeremo fino a tutto il 2017.
In cosa consista il 5% di non-biologico sono aperte le supposizioni: da come è scritto il regolamento potrebbe trattarsi di soia OGM. Leggi anche il regolamento EU intero

Sezione 2
Norme di produzione eccezionali in caso
d’indisponibilità di fattori di produzione
biologici ai sensi dell’articolo 22,
paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CE)
n. 834/2007
Articolo 42
Uso di animali non biologici
Ove ricorrano le condizioni di cui all’articolo 22, paragrafo 2,
lettera b), del regolamento (CE) n. 834/2007 e previa auto-
rizzazione dell’autorità competente:
a) in caso di prima costituzione, rinnovo o ricostituzione del
patrimonio avicolo e in mancanza di un numero sufficiente
di avicoli allevati con il metodo biologico, possono essere
introdotti nelle unità di produzione biologiche avicoli
allevati con metodi non biologici, a condizione che le
pollastrelle destinate alla produzione di uova e il pollame
destinato alla produzione di carne abbiano meno di tre
giorni di età;
b) in mancanza di pollastrelle allevate con il metodo
biologico, fino al 31 dicembre 2011 possono essere
introdotte nelle unità di produzione biologiche pollastrelle
destinate alla produzione di uova allevate con metodi non
biologici, di età non superiore a 18 settimane, nel rispetto
delle pertinenti disposizioni del capo 2, sezioni 3 e 4.
Articolo 43
Uso di alimenti per animali non biologici di origine agricola
Ove ricorrano le condizioni di cui all’articolo 22, paragrafo 2,
lettera b), del regolamento (CE) n. 834/2007 e qualora gli
allevatori non siano in grado di procurarsi alimenti per animali
ottenuti esclusivamente con il metodo di produzione biologico, è
consentito l’impiego in proporzioni limitate di alimenti non
biologici di origine vegetale e animale. Sono autorizzate le
seguenti percentuali massime di alimenti non biologici nell’arco
di 12 mesi per le specie non erbivore:
a) 10 % nel periodo dal 1
o
gennaio 2009 al 31 dicembre
2009;
b) 5 % nel periodo dal 1
o
gennaio 2010 al 31 dicembre 2011.
Le percentuali sono calcolate annualmente in percentuale di
sostanza secca degli alimenti di origine agricola. La percentuale
massima autorizzata di alimenti non biologici nella razione
giornaliera è pari al 25 %, calcolata in percentuale di sostanza
secca.
Gli operatori conservano i documenti che provano la necessità di
ricorrere alla presente disposizione.

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Luca Simonetti

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