Una agricoltura irrilevante non merita nemmeno di avere una ricerca al suo servizio e così gli anti-OGM si rallegrano di questo investimento extra-europeo di una azienda europea che evidentemente pensa che sia talmente rilevante fare OGM che preferisce spendere di più e spostare il centro ricerche altrove pur di non rimanere tagliata fuori dal progresso. Questo è l’ennesimo downgrading dell’agricoltura europea e questa volta ce lo siamo cercati noi. (leggi comunicato)
La crisi fa evocare scenari da carestia (leggi un’altra carestia) a Paolo De Castro, presidente della commissione Europea Agricoltura e per due volte ministro delle politiche agricole italiane negli ultimi 12 anni. Nessuna chiusura sugli OGM e biogas da scarti e non come ci stiamo accingendo a fare dalle produzioni di mais. Non è difficile immaginare quanto mais dovremo importare nel 2012 visto quanto ne stiamo per consegnare alla produzione di energia.
L’Europa da un primo si allo sciogliete le righe in termini di politiche agricole comunitarie, liberalizzando (in prima lettura) la possibilita’ di vietare di coltivare OGM. Altri in passato se ne sono lavati le mani pensando cosi’ di salvare la poltrona. L’onda lunga dell’ambientalismo autarchico e pessimista sta dando i suoi letali frutti.
Leggi: (Stati liberi di vietare gli OGM) - (Coltivare gli OGM: sarà lo stato a decidere) - (Apertura dell’Europa ai prodotti transegenici)
Non ci sono scappatoie, i ritardi nell’elaborare le linee di coesistenza non hanno alcun valore. L’Italia non può vietare di coltivare se non inventandosi qualcosa sui fronti ambientale e sanitario.
Ma per ora nulla è vietato…
Leggi la lettera sanco all’Italia



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