Gli aumenti dei prezzi delle derrate non si fermeranno

Marzo 9th, 2011
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Talvolta e’ meglio far parlare i grafici degli andamenti dei prezzi piu’ di fare qualunque commento:
prezzi-derrate-alimentari

L’analisi dell FAO lascia pochi dubbi:
http://www.fao.org/worldfoodsituation/wfs-home/foodpricesindex/en/

E le prospettive sono anche peggiori se si aggiunge alla crisi del Nord Africa anche la siccita’ in Cina.
Sarebbe interessante se qualcuno chiedesse conto a quelli che predicano il consumo di soli vegetali della situazione attuale, di quali drammi dovremo attraversare per giungere ad una simile economia e di chi paghera’ il prezzo di costi cosi’ alti delle materie prime. La storia del pollo di Trilussa non a caso viene raccontata da chi di polli ne ha mangiati due, non da quello che non ha mangiato.

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Un bel articolo sulla sicurezza alimentare degli OGM

Gennaio 21st, 2011
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Giorgio Morelli e Simona Baima pubblicano un breve, ma gradevolissimo compendio dei principali passaggi necessari per la validazione di un OGM e la sua messa sul mercato.

www.nutrirsi.eu/component/content/article/238-cibi-ogm-e-salute-lo-stato-dellarte-

Costa meno di un euro (che non vanno agli autori come al solito) ed aiuta a riassumere tante informazioni che spesso troviamo sparse ed incoerenti. Aiuta moltissimo una splendida grafica e delle bellissime foto.

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Fatta l’Etichetta…

Gennaio 21st, 2011
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Non è ancora in Gazzetta ufficiale e già la nuova legge sull’etichettatura rischia grosso.

Ancora una volta facciamo finta di non sapere che la materia è stata delegata tanto tempo fa all’Europa per cui forse non a tutti piacerebbero delle discriminazioni che cercano di aiutare i produttori della poca agricoltura italiana (spesso con forti importazioni di OGM nei mangimi da mascherare a tutti i costi) a danno delle tante derrate importate.
Immaginate Auchan e Carefour che si fanno mettere all’angolo dalla distribuzione italiana senza reagire svelando come e da dove i concorrenti hanno preso le materie prime.

Vedremo quanti anni passeranno prima di veder scritto da dove viene il grano duro dei nostri spaghetti o quali mangimi hanno alimentato le vacche nostrane.

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La Pontificia Accademia delle Scienze abbraccia gli OGM

Novembre 30th, 2010
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Un documento di esperti della PAS (Pontificia Accademia delle Scienze) pubblica un testo (PAS Statement, di cui abbiamo anche una versione in italiano, PAS Italiano) in cui considera un dovere morale usare gli OGM per combattere la fame nel mondo. Particolare enfasi viene posta sull’uso delle varietà che riducono l’uso di pesticidi. Un ultimo regalo dello scomparso Presidente Nicola Cabibbo.

Martedì 30 articolo di Anna Meldolesi sul Riformista (leggi PAS Riformista)

Mercoledì 1 Dicembre Roberto Defez su Tuttoscienze de La Stampa (Leggi l’arma anti-fame? Gli OGM)

Giovedi’ 2 dicembre, Armando Massarenti sul Sole 24 ore (Leggi Viva gli OGM, una lezione dal Vaticano)

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Rane, polli ed erbicidi

Settembre 27th, 2010
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In un articolo scientifico appena pubblicato da un embriologo argentino, A. E. Carrasco, si stabilisce una possibile problematicità tra il glifosate ed alcune malformazioni riscontrate a carico di rane e polli. L’articolo scientifico mostra una buona conoscenza del campo, della letteratura scientifica e della regolazione delle fasi iniziali dello sviluppo embrionale e quindi costituisce una vera novità nel campo degli OGM dal momento che siamo stati spesso abituati ad articoli fortemente ideologici e poco documentati che commentavano dati su cui in realtà  vi era stata pochissima attività sperimentale.

Nell’articolo si inietta glifofosate in embrioni di rana o di pollo (ossia aprendo il guscio dell’uovo) ai primissimi stadi di sviluppo, anche a 2 sole cellule, con dosi subletali di glifosate. I ricercatori trovano un effetto di varie malformazioni. Trattandosi di iniezioni di erbicida su pochi embrioni non e’ possibile fare un’analisi statistica affidabile e quindi sembra che si tratti di vari episodi, ma su un numero di esperimenti molto limitato. Gli autori ipotizzano una maggiore attività da acido retinoico che iniettato da effetti simili a quello del glifosate e tali effetti possono addirittura essere revertiti da un antagonista di acido retinoico.
Gli autori si lanciano però a paventare che alcune malformazioni simili riscontrate su popolazioni del Paraguay derivino dal fatto che le popolazioni colpite si trovano al centro di un’area di intensa coltivazione di soia resistente a glifosate. Questi dati sui casi locali sono pubblicati in spagnolo e non si trova l’articolo scientifico in rete.

Dal complesso dei dati riportati sembra che i dati siano da tenere in maggiore considerazione rispetto a tanti falsi allarmi anche pubblicati nel recente passato. L’uso di un organismo acquatico il cui sviluppo potrebbe essere danneggiato dal glifosate meriterebbe un riscontro sulla presenza di rane nella Pampa argentina. Come si sa è la dose che fa il veleno e se i dosaggi usati sono quelli che si possono trovare nei corsi d’acqua ci si dovrebbe aspettare una forte diminuzione di questi anfibi. Naturalmente andrebbe anche condotta un’analisi sulle concentrazioni di glifosate nell’acqua dei fiumi al fine di valutare se questa possa davvero costituire un pericolo per la popolazione che si dovesse abbeverare a questi corsi d’acqua o alla falda venuta a contatto col glifosate.

Una cautela generale da tenere nel valutare questo articolo e’ che non si capisce bene quali siano i controlli di questo esperimento. Il glifosate arriva sul mercato per tentare di sostituire i tanti erbicidi presenti ancora oggi e in genere molto piu’ inquinanti. Il gruppo argentino non ha provato ad iniettare altri tipi di erbicidi e questo non e’ un buon segnale per la credibilita’ e gli intenti del gruppo di ricerca argentino. Inoltre non si tenta nemmeno di valutare quale sia la concentrazione di glifosate nei semi di soia, quindi se esiste un pericolo anche teorico per il consumo di questa soia.
Ci sono anora altri aspetti poco chiari, ma credo si possa dire che questa vicenda terrà banco per un pò, fino a che non si sia dissezionato il problema in maggiore dettaglio.
Gli stessi autori, che citano piu’ volte Seralini e che hanno gia’ firmato documenti anti-OGM prendendo quindi da subito una posizione anche mediatica sulla questione, scrivono nella chiusura del loro articolo che “a loro conoscenza e’ la prima volta che si stabilisce un nesso tra glifosate, malformazioni e aumento dell’attivita da acido retinoico”. Vedremo se questa ipotesi appena elaborata reggera’ alle prove scientifiche ed epidemiologiche a cui andra’ sottoposta.

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Luca Simonetti

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