E se copiassimo anche questa?

Giugno 12th, 2013
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copiare dai Francesi articolo su Nature Biotechnology sugli OGM
Su Nature Biotechnology un intervento di tre scienziati francesi che fanno le pulci all’approccio politichese del loro governo in tema di OGM e clausola di salvaguardia. http://www.nature.com/nbt/journal/v31/n6/full/nbt.2613.html

Leggi l’articolo.

Visto che siamo soliti inviati a Bruxelles le traduzioni in italiano di vecchi documenti francesi (vedi nota Balduzzi), non è che una volta vogliamo inviare qualcosa di sensato?

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Il pregiudizio della clausola

Febbraio 23rd, 2012
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Traduzione e commento tecnico a cura di Alberto Guidorzi

Leggi il testo completo sulla clausola di pregiudizio

La Francia ha inviato una nota alla Commisione di Bruxelles (DG SANCO) che prelude al deposito di una seconda clausola di salvaguardia.

Essa ha basato la nota sulle seguenti contestazioni: L’AESA dopo aver rilasciato la seconda autorizzazione al MON 810 (data nel 2009) ha emesso altri pareri che cambiano lo scenario e quindi il MON 810 dovrebbe subire una sospensione in attesa di un aggiornamento di valutazione.

Tale posizione è contestabile e lo fa punto per punto Marcel Kuntz sul suo blog http://www.marcel-kuntz-ogm.fr/

Le misure d’urgenza volte a interdire la coltivazione sarebbero giustificate da:

1° “ Contrariamente alle sue conclusioni fatte per il mais Bt11 o il MON 810, l’Aesa sottolinea nel suo nuovo parere, reso sulla base delle sue nuove linee direttrici di valutazione pubblicate nel 2010, l’esistenza di rischi ambientali legati alla coltivazione di questo OGM

In realtà l’AESA ha detto:

§§§ Il gruppo OGM ha concluso che, fatte salve le misure di gestione dei rischi, la coltivazione del mais Bt11 è improbabile che possa sollevare problemi ulteriori di sicurezza per l’ambiente rispetto ad un mais convenzionale.

2° «…. La comparsa di resistenze alla tossina Cry1Ab nelle popolazioni di lepidotteri bersaglio ad essa esposte, sono tali da obbligare a dover usare tecniche di lotta contro questi distruttori ( ad es. Uso di insetticidi) e quindi obbligare ad un impatto ambientale più elevato

§§§ In Realtà l’AESA non giustifica nessuna interdizione, “formula solo delle raccomandazioni (classiche) riguardanti un metodo di gestione di questi rischi. Essa raccomanda solo di prevenire l’eventuale insorgere di resistenze alla tossina Cry1Ab mettendo in atto zone rifugio in modo da diluire o coprire il gene di resistenza.”

3° “Possibilità di riduzione di popolazioni di certe specie di lepidotteri non bersaglio e sensibili alla tossina.”

§§§ In effetti l’EFSA ha detto che solo l1% delle specie di farfalle sono interessate, ma solo in maniera ipotetica.

“La quantità pressoché totale di granuli di polline di mais Bt11 si trova nel campo emettitore o nelle immediate vicinanze e quindi le probabilità che esso possa influire sulla sopravvivenza di larve non bersaglio di altri lepidotteri, fatta eccezione appunto per le popolazioni di specie di lepidotteri interni al campo e quindi testati, si sono dimostrate non andare oltre all’1% di individui con sensibilità alta alla tossina Cry1Ab.”

Anche in questo caso l’EFSA non indica nessun bisogno d’interdire la coltivazione, ma raccomanda solo di gestire il rischio.

“Il gruppo OGM ritiene che i rischi individuati nel corso dell’ERA richiedono solo un gestione e raccomanda che le misure da adottare siano misure adeguate alla mitigazione del rischio e si applichino ovunque siano necessarie. Ad esempio la messa in atto di bande di bordo di mais non Bt11 limiterebbe l’esposizione di quelle larve che si nutrono di piante presenti all’interno del campo. Un altro esempio può essere l’istituzione di isolamenti per salvaguardare dei lepidotteri di interesse conservazionistico in habitat protetti ai sensi della direttiva 2004/35/CE.

Occorre far notare che tali zone nonBt esistono di fatto se si applica la strategia di zone rifugio in ogni caso raccomandabili (ndt: che vanno a vantaggio dell’ambiente, ma anche del produttore in quanto l’incrocio tra polline Bt e ovuli normali “copre” il gene Bt rendendolo innocuo per gli insetti impedendo la selezione per la resistenza). Infatti il decreto sulla coesistenza emesso dal Governo francese (ndt: cosa che fino ad ora le Regioni italiane si sono rifiutate di fare per boicottare la possibilità di semine di OGM nei loro territori!) prevede queste zone rifugio ai bordi dei campi. Occorre inoltre annotare che secondo l’EFSA queste precauzioni applicate alla situazione francese sono inutili perché le coltivazioni Bt, se introdotte, sarebbero inizialmente minoritarie.

§§§ “Se il mais Bt11 e/o il mais MON 810 rimanesse al di sotto del 7,5% di impiego, la mortalità globale dovrebbe rimanere inferiore all’1% anche in casi di specie di lepidotteri estremamente sensibili; pertanto le bordure non si renderebbero necessarie.”

IN CONCLUSIONE: la seguente affermazione (inserita nella nota ed invocata come Misure di Urgenza): “….tenuto conto dell’urgenza del fatto che il MON 810 è suscettibile di presentare un rischio grave per l’ambiente…..” NON HA NESSUNA VALIDITA’ SCIENTIFICA.

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Nuovi dati Francesi sulla coesistenza di OGM

Febbraio 20th, 2012
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Questo documento dell’Alto Consiglio delle Biotecnologie francesi costituisce un canto del cigno del comitato che prodotto il documento si è spaccato.
Confido nei successivi commenti,  aggiornamenti e traduzioni che Alberto Guidorzi ci vorrà fare per discutere dei dati esposti nei due documenti scaricabarili dal sito web:

http://www.marcel-kuntz-ogm.fr/article-coexistence-en-99344698.html

Suggerisco di guardare la Tabella 3 del documento di lavoro (rapport de travail) dove si vede che la coesistenza è possibile anche senza separazione dei campi se si rispetta il limite dello 0,9%. Ma basterebbero l’uso di classi di mais con fioritura distanziata di 30 giorni e soli 12 metri di separazione dei campi (anche posti sottovento al campo OGM) per avere un trasferimento fortuito sotto allo 0,3%. Insomma i dati non sono come parole al vento.

Oggi Alberto Guidorzi ci ha inviato un ulteriore contributo: leggi cosa-bolle-in-pentola

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Il gioco delle parti sugli OGM

Settembre 8th, 2011
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images-11Dal Corriere della Sera riportiamo la notizia che la corte europea di giustizia dà torto alla Francia sulla proibizione di coltivare OGM:

IL GOVERNO FRANCESE: «QUESTIONI PROCEDURALI»
Ogm: Corte europea di giustizia dà torto alla Francia che li aveva proibiti
Parigi ha preso di sua iniziativa una clausola di salvaguardia senza rispettare la normativa Ue.

Qui l’articolo completo:
http://www.corriere.it/ambiente/11_settembre_08/ogm-francia-sentenza_bd9094f8-da26-11e0-89f9-582afdf2c611.shtml

Caduta la clausola bocciata dalla Corte Europea si potrebbe piantare anche solo a scopo dimostrativo, anche solo per voler ristabilire la legalità, ma nulla di tutto questo avverrà e scommetto che la Francia resterà stabilmente priva di OGM (coltivati) ancora a lungo.

Aver vinto questa battaglia legale non cambia i termini della partita. Non è interesse delle grandi aziende multinazionali stravincere la partita delle coltivazioni OGM. Basti pensare che già così (con una Europa fintamente OGM-free) controllano il 90% del mercato della soia destinato alla mangimistica. Per il mais è solo questione di tempo. L’Italia con una politica miope già ne deve importare il 30% del suo fabbisogno pagandolo in questi giorni a prezzi salatissimi. Per le grandi aziende sementiere la partita del mais si puo’ anche pertdere (almeno per qualche tempo ancora) ricevendo in cambio una scarsa conflittualità sulle importazione di OGM anche non ancora autorizzati dall’ EFSA. In questo modo tutto il nuovo si fa nei grandi Paesi agricoli e l’Europa, ricca decaduta, finanzia la ricerca, l’agronomia, la coltivazione e le lavorazioni dei Paesi sviluppati ed emergenti.

Ma non basta. Una Europa che perde la partita delle grandi coltivazioni e si dedica ai prodotti di nicchia (se non ai germogli ) sposta il suo interesse sulla coltivazione delle orticole. Per preservare la pace mediatica sul mercato dei semi delle orticole si possono ben sacrificare sia la coltivazione del mais e tutti i maiscoltori che gli scienziati che ancora cercano di dire cose (quasi) ragionevoli. Il baratto è vantaggioso: i semi per le orticole valgono almeno 3 volte più del valore dei semi di mais (OGM e non). In fondo le aziende attaccano solo il ciuccio lì dove il padrone chiede.

Con una simile sentenza le aziende sementiere dovrebbero partire lancia in resta alla riscossa dopo anni di umiliazioni. Non muoveranno un sopracciglio e non daranno alcun fastidio ai manovratori politico-sindacali che stanno scavando da anni la fossa all’agricoltura continentale. Condendo il tutto con 42 miliardi di euro di sovvenzioni tanto anestetiche e soporifere quanto letali.

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Una finestra sulla Francia

Novembre 26th, 2010
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bandiera-francese
Comincia oggi un progetto di Salmone che mira ad aprire degli approfondimenti sul tema degli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) provenienti da vari Paesi dell’Unione Europea. La prima finestra che verrà aperta è con la Francia e col blog di Marcel Kuntz, valutato quest’anno tra i 100 migliori blog di tutta la Francia.

Marcel ed Agnes Ricroch hanno spesso pubblicato metanalisi sulla valutazione della sicurezza alimentare e dell’impatto ecologico degli OGM e crediamo sia utile aumentare il legame tra le singole realta’ degli stati membri con una finestra informativa degli sviluppi locali del dibattito sugli organismi geneticamente modificati.

Si tratta di una nuova dose di lavoro che non ci consente di fornire una traduzione integrale dei pezzi che Marcel Kuntz mettera’ sul suo blog e che salmone rilancera’ con una breve presentazione in italiano, mentre il testo originale restera’ in francese.

Sarcozy crea due commissioni per chiudere con gli OGM

Un comitato scientifico di nomina politica che dovrà dare giudizi influenzati dai committenti politici ed un comitato socio-economico dove siedono alcuni dei gruppi piu’ radicalmente contrari agli OGM.

Inoltre una triste vignetta sui problemi della fame nel mondo vista da un punto di osservazione di ha davvero il problema.

Leggi due commissioni

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Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…