OGM del futuro

Gennaio 30th, 2009
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La ricerca scientifica italiana delle agrobiotecnologie sopravvive appena in un cronico stato di assenza di fondi e di poche strumentazioni dedicate. Alcune Regioni del Nord hanno investito in agrobiotech mentre la gran parte dei fondi del settore va verso metodi per contrastare o identificare OGM e solo in piccola parte a progetti di genomica e di biologia molecolare da non condurre in pieno campo, quindi solo progetti monchi.

Nonostante il clima non sia certo favorevole vi sono alcuni laboratori che sono delle punte di eccellenza del settore. Piante ingegnerizzate per resistere a climi aridi o per assimilare meglio composti dell’azoto sono in via di allestimento. Già produttive sono alcune varietà di frutti di bosco o di uva senza semi ed a maggiore pezzatura e produttività. Ci sono valide ragioni per investire nella produzione di molecole di interesse medico prodotte in piante anche per la fatto che le piante non hanno patogeni in comune con l’uomo. Tra queste la produzione di immunoglobuline in pianta è uno dei campi più promettenti. Infine la recente pubblicazione da parte di due consorzi italiani del sequenziamento del genoma della vite apre grandi applicazioni ed opportunità nel settore.

Nella categoria: OGM & Ricerca

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