Corbellini fa una breve lezione ai docenti di Pollenzo

Luglio 23rd, 2014
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Articolo aggiornato il 31 Luglio dopo la pubblicazione iniziale

Chi nutre lo stomaco e chi la mente

Manlio Rossi Doria, la politica di Coldiretti, il crack di Federconsorzi e le mancate risposte di Martina. Una domanda sorge spontanea, ma se Callisto Tanzi oggi proponesse allo Stato Italiano una attività imprenditoriale secondo voi gli verrebbe dato spazio? Ed allora dopo la vicenda Federconsorzi non si dovrebbero aprire gli occhi sulle ingenti perdite che si stanno accumulando in alcuni Consorzi Agrari?

http://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CropServer?date=20140723&idArticle=191742102&authCookie=1119342686

Anche Guidorzi spiega qualcosa a Martina sul Foglio

Chi vende biologico difende e non vede oltre

Ora arrivano le risposte a Corbellini. Buiatti, Cenni e Farinetti rispondono sull’Unità… Della serie dilettanti allo sbaraglio.

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Dieci punti per dire si agli OGM (e evitare il baratro del declino dell’Europa della pace)

Giugno 4th, 2014
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Gilberto Corbellini non si smentisce e tira fuori i suoi dieci punti mentre l’Europa e’ sull’orlo del baratro e pensa che sul tema degli OGM si possa fare una eccezione sulla logica, sul commercio internazionale, sulle regole comuni e sul fondamento scientifico delle decisioni. Gli OGM faranno forse da rompighiaccio, ma se poi ci restassero nelle mani solo i cocci di una Europa in cui prevalgono solo gli egoismi di certo i colpevoli si saranno salvati altrove.
Non e’ la prima volta che si elencano vari punti del dibattito: ognuno faccia il raffronto con altri pezzi analoghi pubblicati in passato:
http://www.salmone.org/tag/carlo-petrini/
http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/02/12/dieci-risposte-a-carlo-petrini-sugli-ogm/

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Congresso mondiale a Roma sulla libertà di ricerca

Marzo 27th, 2014
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http://www.associazionelucacoscioni.it/landing/terzo-congresso-mondiale-la-libert-di-ricerca

Particolarmente interessante la giornata del prossimo sabato 5 Aprile:
Sabato 5 aprile, Campidoglio di Roma
Sala della Protomoteca
Sessione della mattina (9h15 - 13h30)
PROMUOVERE LA FONDATEZZA SCIENTIFICA
DEL PROCESSO DECISIONALE IN POLITICA
Saluti istituzionali:
– Ignazio MARINO, Sindaco di Roma
“Percezione del rischio, evidenze scientifiche contrastate e processo decisionale”
Presiede: Elena CATTANEO, scienziata, Senatrice a vita
– Catherine RHODES, University of Manchester
– Gilberto CORBELLINI, Università La Sapienza
– Claire DUNLOP, University of Exeter
– Claudio RADAELLI, Université de Bordeaux - Exeter
Relazioni tematiche sul rapporto tra scienza e politica
Presiede: Piergiorgio STRATA
Askold IVANTCHIK, Direttore di ricerca, Centro Nazionale della Ricerca Scientifica (Francia) –“Le riforme dell’Accademia delle Scienze e delle Università in Russia: le sfide politiche e scientifiche”
– Klaus AMMANN (su Organismi geneticamente modificati)
– Jim MURRAY (su sperimentazione animale)
– Andrea GRIGNOLIO “l’influenza di alcune idee relativiste sugli atteggiamenti antiscientifici”
Proposte per colmare il divario tra scienza e politica
Presiede: Gilberto CORBELLINI
interverranno tra gli altri:
– rappresentante della ROYAL SOCIETY: presentazione del programma di affiancamento parlamentari / scienziati *
– Armando MASSARENTI: presentazione della proposta il Senato della scienza *
– Fulco LANCHESTER, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche, Università di Roma “La Sapienza”

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Gilberto Corbellini replica al vice presidente della FDG

Febbraio 8th, 2011
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La FDG scrive al Sole 24 ore e trova la risposta che merita. Seguono la lettera della FDG e la replica di Corbellini uscite oggi, 8 febbraio sul Sole. Ci resta la curiosità di sapere quanti stipendi eroghi ogni anno la FDG, echi ci metta tanti soldi, in gran parte privati, ma non per questo meno sospetti. I fondi della lobby anti-OGM sembrano sembrano essere un torrente in piena. Comunque da ricercatore chiedo che se i fondi per la ricerca debbono andare alla FDG meglio che l’Italia non investa più un centesimo in ricerca.

Ogm e ricerca
del Sig. Nuccio vice-FDG

Caro direttore, Il Sole 24 Ore ha pubblicato il 31 gennaio un intervento di Gilberto Corbellini contro la Fondazione diritti genetici (Fdg). Se il Sole avesse in precedenza dato notizia del nostro progetto GenEticaMente, che riguarda la totalità dei cittadini, Corbellini e i lettori avrebbero appreso che l’investimento di 20 milioni riguarda il quinquennio 2011-15, somma reperibile da privati e fonti pubbliche che condividano i nostri progetti di ricerca. Il progetto GenEticaMente è la più significativa realizzazione della strategia Europa 2020 ed è volto a fare di Roma la capitale euro-meditteranea della ricerca scientifica partecipata, ovvero condivisa dai cittadini. Possibilità che permette all’Italia di svolgere un ruolo d’avanguardia in Europa e nel mondo. Perciò Lysenko c’entra come i cavoli a merenda. Capiamo perfettamente che per la lobby ultra-filo-ogm questo approccio è indigesto, ma si tratta di affar loro. Per quanto riguarda le preoccupazioni – che sono pure le nostre – sui finanziamenti per la ricerca, la Fdg già contribuisce, come si vede, al loro incremento, ed è già al lavoro per individuare ulteriori fondi da destinare alla ricerca pubblica sulla biotecnologia Mas, strategica per il nostro paese.
Gaspare Nuccio
Vice-presidente Fondazione diritti genetici

Replica di Gilberto Corbellini (articolo dal Sole24ore: Quali criteri sui fondi a GenEticaMente?)

Il vice presidente della Fondazione Diritti Genetici conferma che 20milioni di euro saranno destinati nei prossimi 5 anni al progetto GenEticaMente. E che una parte di questi verranno dalle nostre tasche. Il mio sconcerto non nasce dal fatto che la Fondazione spenda soldi propri o privati per sviluppare piattaforme tecnologiche considerate da migliaia di ricercatori antiquate e non utili per l’agricoltura dell’Italia e il mediterraneo. Ognuno è libero di investire i soldi come vuole. In realtà, è nata l’Anvur (l’Agenzia per la valutazione della ricerca) che dovrebbe accertare la qualità e la fattibilità dei progetti a cui sarà destinato denaro pubblico. Ora, se qualcuno mi garantisce che anche per GenEticaMente varrà lo stesso criterio che vale per i finanziamenti pubblici alle università e agli IRCCS, io mi tranquillizzo. Ma il vice-presidente dice che le fonti pubbliche potranno dare soldi nella misura in cui “condividano i nostri progetti di ricerca”. Condividano come? Ideologicamente? Perché di scientificamente valido, nell’idea che ispira quel progetto, c’è ben poco. Il dottor Nuccio parla poi di una “lobby ultra-filo-ogm”. Io non la vedo. C’è un manipolo di cittadini, quasi tutti ricercatori o professori universitari, che nessuno paga per difendere gli ogm, e che provano attraverso i pochi spazi disponibili a criticare una politica della ricerca agroalimentare delirante. L’unica lobby è quella anti-ogm, guidata da Slow Food, Coldiretti, Coop, Barilla, etc, di cui la Fondazione è un mero pseudopodo propagandistico. Di fronte all’abilità di questa lobby mi tolgo peraltro il cappello, perché come abili illusionisti stanno incantando un intero paese. L’analogia con Lysenko, infine, c’entra. Non voglio dire che si chiederà la carcerazione di chi considera gli ogm non pericolosi e utili, come fece Lysenko per chi criticava le sue teorie. Ottenendo che Stalin facesse morire in carcere uno dei più grandi genetisti agrari del Novecento, Vavilov. Però, quando si dice che la MAS (Marker-Assisted Selection) è” strategica per il nostro paese”, si fa un’affermazione non corroborata da fatti. Ma fondata su pregiudizi. Quindi si cerca di far prevalere politicamente, non attraverso prove, il proprio punto di vista. Come faceva Lysenko. Peraltro, constato una scarsa conoscenza di quello a cui serve, e come si fa la MAS oggi. Per dirne una: lo sanno quelli della Fondazione diritti genetici che all’avanguardia nel mondo, nell’uso della MAS, per la selezione delle varietà da ingegnerizzare geneticamente, c’è Monsanto? Uno solo dei loro sistemi robotizzati, ne hanno tre o quattro, per fare la MAS costa qualche decina di milioni di dollari. A me il progetto GenEticaMente continua a sembrare patetico.

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FIRMA per conoscere l’origine dei fondi a GenEtiCamente

Febbraio 8th, 2011
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Per l’ennesima volta le istituzioni politiche di questo paese hanno offeso la dignità e l’intelligenza della comunità scientifica italiana. Di fatto, hanno sconfessato, esponendosi ancora al ridicolo sulla scena internazionale, la pertinenza e la qualità scientifica della ricerca biotecnologica che viene prodotta nei laboratori pubblici e privati, che viene pubblicata sulle più prestigiose riviste internazionali e che viene insegnata nelle università italiane.
Martedì 25 gennaio il Sottosegretario Gianni Letta ha tenuto a battesimo, a Roma, il progetto GenEticaMente denominato di “ricerca partecipata”, fungendo da più alto punto di riferimento per un accordo tra 7 ministeri (Università e Ricerca, Agricoltura, Economia, Ambiente, Beni culturali, Sviluppo economico, Affari Esteri e Politiche Comunitarie) e una fondazione privata diretta dal dottore in filosofia Mario Capanna. Partecipanti attivi all’incontro erano il Governatore della Puglia Vendola ed il presidente di COOP Tassinari.
Il progetto  risulterebbe finanziato con 20 milioni di euro per i prossimi quattro anni, e si propone di utilizzare una serie di piattaforme genetiche intese a realizzare il miglioramento delle piante di interesse agricolo senza ricorrere agli OGM, secondo la “nuova” tecnologia MAS che è tutt’altro che nuova tanto che numerosi gruppi di veri scienziati italiani usano queste tecnologie da trent’anni. La brochure diffusa dalla Fondazione non consente di capire quale sia il razionale scientifico del progetto, mentre è molto chiaro che l’idea di un controllo “democratico” sulla ricerca (di fatto politico e realizzato attraverso una fondazione privata) rappresenta quanto di più antitetico si possa immaginare rispetto ai principi e ai valori delle moderne liberaldemocrazie. I disastri umani ed economici prodotti nello scorso secolo da Lysenko e dall’eugenetica derivavano da interferenze della politica che soggiogavano singoli ricercatori a scopi ideologici. La comunità scientifica deve vigilare affinche non possano mai più  riemergere da un buio passato.
Verosimilmente la stessa partecipazione di enti pubblici e istituzioni democratiche al progetto va anche contro l’articolo 33 della Costituzione.
La comunità scientifica italiana giudica imbarazzante e umiliante che in un momento di carenza di fondi per la ricerca, endemica nel nostro Paese ma oggi aggravata dalla crisi economica, industriale ed occupazionale, si siano trovati 20 milioni di euro per un progetto che prescinde da qualunque parametro di meritocrazia e da qualunque standard internazionale di valutazione della ricerca. Colpisce in particolare che lo stesso governo e lo stesso ministro che hanno recentemente promosso una legge di riforma che mette al centro del processo di finanziamento della ricerca il principio della valutazione fra pari per la selezione dei progetti di ricerca e ricorre all’istituzione di un Comitato Nazionale dei Garanti per la ricerca per assicurare il buon funzionamento di tali procedure di valutazione (Art. 20 e 21, legge 30/12/2010, n. 240) poi diano il loro appoggio istituzionale e finanziario ad un progetto “di ricerca” che sfugge completamente a tali virtuosi principi. Chi fa ricerca e insegna, dibattendosi giornalmente tra enormi difficoltà e mostra ogni giorno di essere in grado, nonostante la carenza di mezzi, di strutture, di salari e soprattutto di considerazione, di voler e saper competere ai più alti livelli internazionali, non può che rimanere sgomento e domandarsi quale sia il vero atteggiamento di Governo e Ministri verso il tema centrale dell’accesso competitivo ai finanziamenti per la ricerca.
Mentre i migliori cervelli di questo Paese continuano a dover emigrare per poter vivere, mentre sono sempre più evanescenti gli stipendi di precari quarantenni che tutti i laboratori internazionali ci invidiano, mentre continuiamo a pagare a caro prezzo le innovazioni tecnologiche che non abbiamo saputo produrre o trattenere in Italia, dobbiamo anche assistere alla destinazione di ingentissimi fondi pubblici per lo svolgimento di attività di lobbying e rappresentanza di un soggetto privato in uno splendido castello del litorale romano. Questi fondi sfuggono a qualunque tipo di agenzia per la valutazione, ma servono per promuovere una cultura antisviluppo, anticonoscenza ed antiscientifica.
Solo l’Italia persiste compulsivamente nel perseguire una politica della ricerca e dello sviluppo tecnologico in ambito agroalimentare che tutela gli interessi di produttori e distributori economicamente marginali, garantisce un aumento del costo del cibo, latita sulla qualità e l’efficienza dei controlli di sicurezza  e prepara la cancellazione dell’Italia dallo scenario economico agricolo mondiale. I veri costi di simili scelte li pagheranno per decenni i nostri giovani e le future generazioni penalizzate da una cappa di oscurantismo autoreferenziale ed autarchico che la patria di Galileo Galilei non meritava.
Invitiamo i ricercatori, gli operatori della filiera agroalimentare, gli imprenditori e tutti i cittadini a sottoscrivere questo documento di protesta contro una deriva irrazionale che sta minacciando i presupposti culturali della libertà di ricerca scientifica e la libertà economica in un settore quanto mai strategico per l’innovazione e il rilancio economico dell’Italia.

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