A dosi letali il parassita sopravvive in prove di laboratorio. I maligni già sospettano che il parassita arrivi al momento giusto per spingere i coltivatori ad acquistare per l’imminente campagna di semina la nuova varieta’ di cotone Bt piu’ resistente e piu’ costosa. Nel 2010 forse il 90% di tutto il cotone indiano derivera’ da cotone OGM del tipo Bt.
India: Hardy Cotton-Munching Pests Are Latest Blow to GM CropsPallava Bagla
Monsanto has revealed that a common insect pest has developed resistance to its flagship genetically modified (GM) product in India. The agricultural biotechnology leader says it “detected unusual survival” of pink bollworms that fed on cotton containing the Cry1Ac gene from the bacterium Bacillus thuringiensis, which codes for a protein that’s toxic to many insect pests. In a statement to Science, Monsanto claims that the finding from western India “is the first case of field-relevant resistance to Cry1Ac products, anywhere in the world.”
Leggi l’articolo su Science
Il primo ministro indiano Manmohan Singh interviene sulle biotecnologie agricole, nel suo discorso inaugurale del Congresso indiano della scienza a Trivandrum il 3 gennaio 2010. Leggi (Intervento di Singh)
Dopo il cotone da OGM, ora le melanzane geneticamente modificate indiane…
Scarica articolo sulle melanzane
A questa alternativa ci conduce l’attivista politica Shiva in un nuovo libro che non riesce a scalfire la sua immagine di falsificatrice seriale delle informazioni sui suicidi dei contadini indiani.
E chi specula sui suicidi e le miserie dei suoi concittadini non merita altro che la definizione di sciacallo.
Scarica qui l’articolo de Il Sole 24 Ore
Il cotone da OGM in India non ha cambiato la percentuale di suicidi di contadini, ma ha aumentato la redditivita’ per ettaro. Gli scienziati pro-OGM del settore si dolgono che OGM ed approcci ecologici non possano essere visti come le due gambe su cui spingere per poter ridurre l’impatto dei pesticidi. Sono sempre piu’ insistenti le spinte ad usare OGM in agricoltura biologica.
Scarica l’articolo (qui)


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