L’epidemia di BSE non è colpa della Scienza, ma del mal governo

Febbraio 17th, 2010
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L’epidemia di BSE non è colpa della Scienza, ma del mal governo:

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Nella categoria: OGM & food safety

5 anni di controlli per gli OGM da importare in Europa

Febbraio 15th, 2010
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OGM: CIBO PER 80% ANIMALI IN UE MA NESSUN RISCHIO PER UOMO
(AGI) - Milano, 12 feb. - Sono quindici gli organismi geneticamente modificati (Ogm) autorizzati in Europa. Si tratta di dieci tipi di mais, due di soia e tre di colza importati dalle aree extra Ue e utilizzati come mangimi per gli allevamenti di tutti i Paesi della Comunita’, Italia compresa.
A fare il punto sugli Ogm, sul loro utilizzo e sugli eventuali pericoli, e’ Paola Testori Coggi, direttore generale della Salute della Commissione Europea intervenuta all’Universita’ Statale di Milano all’appuntamento con Lezioni D’Europa, un’iniziativa della Commissione Europea in collaborazione con Parlamento Europeo e governo italiano destinata agli studenti.
“L’Europa non e’ in grado di produrre tutti i mangimi necessari ai nostri allevamenti animali ed e’ costretta percio’ a importare mangimi fuori dall’Ue. Si tratta per lo piu’ di mangimi Ogm e oggi circa l’80% dei nostri capi di bestiame viene alimentato da mangimi geneticamente modificati - ha spiegato Testori Coggi, chiarendo pero’ che non esiste alcun rischio per la salute umana -. Prima di autorizzare l’ingresso di questi mangimi l’Unione Europea effettua un ciclo di controlli di 5 anni. Negli Stati Uniti ad esempio i controlli durano solo 6 mesi. Pericoli per la nostra salute non esistono: degli Ogm nella carne e nel latte degli animali che arriva sulle nostre tavole non c’e’ traccia”. Ancora aperta invece la questione dell’autorizzazione alla coltivazione di prodotti Ogm sul territorio comunitario: “E’ in corso - ha anticipato il dg alla Salute della Commissione Europea - la procedura di valutazione circa l’autorizzazione alla coltura di una patata Ogm che potrebbe essere molto importante per la produzione della carta”. Nessun rischio infine per quanto riguarda i prodotti che arrivano dai Paesi extra Ue direttamente sulle nostre tavole: “Abbiamo un sistema di trecento porte di ingresso transfrontaliero attraverso il quale controlliamo tutti i cibi che entrano. Sotto questo punto di vista la nostra normativa e’ la piu’ avanzata al mondo e i controlli danno garanzie elevatissime, come si e’ visto nel caso dell’olio di semi di girasole addizionato con un idrocarburo dall’Ucraina: i nostri controlli hanno individuato tutte le partite in arrivo e impedito la loro vendita al dettaglio”. (AGI) .

Nella categoria: OGM & food safety

Le Monde secondo Seralini

Dicembre 15th, 2009
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Il piu’ ostinato anti-OGM francese pubblica un nuovo articolo scientifico ( leggi seralini-3corn) in cui usa un un diverso approccio statistico per reinterpretare i dati prodotti da Monsanto 9 anni fa.

Non dubitiamo che questi dati faranno da base per la richiesta all’EU di una nuova moratoria anti-OGM transalpina e verranno anche portati come dato nella disputa al WTO per giustificare il rifiuto all’importazione e coltivazione di OGM. Nascerà quindi la necessità di approfondire tale reinterpretazione dei dati (postuma) e capire se questi dati possano dire qualcosa in maniera conclusiva.

Comunque sia mangiare l’11% di mais anche OGM al giorno non fa male, che equivale circa ad un piatto di polenta ogni 2 giorni.

Le conclusioni sono via via che Seralini scrive sempre più fosche, ma valutando di non aver dati convincenti (né originali) in mano chiude chiedendo che i test tossicologici siano fatti su ratti alimentati non per 3 mesi con vari tipi di mais, ma per 2 anni (leggi le-monde-seralini).
Una richiesta che dovrebbe essere presa come un regalo di Natale insperato dall’azienda di St.Louis che vede incoraggiata la sua politica di aumentare i test di sicurezza per poter escludere dal mercato degli OGM qualunque azienda medio-piccola.

Suggeriamo a  Seralini di chiedere che nei 2 anni di alimentazione forzata con mais vengano inclusi nel pool di esperti anche un nutrito gruppo di psicologi dei ratti a cui demandare il compito di convicere i poveri malcapitati di alimentarsi per 2 anni di fila col 33% di mais senza indulgere ad atti di autolesionismo pur di cambiare una simile dieta.

Nella categoria: OGM & argomenti contro, OGM & insicurezza alimentare

Un suicidio privarsi degli OGM

Dicembre 4th, 2009
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Le stesse persone che combattono l’HIV, cancro e la malnutrizione vivono come una autoflagellazione l’opposizione agli OGM che sempre più si dimostra come una oculata scelta che maschera interessi economici.

Se le proiezioni restano stabili il 2010 potrebbe essere l’anno in cui il 10% di tutte le coltivazioni mondiali deriveranno da OGM. In 14 anni una tecnologia che ha avuto troppo successo e si è diffusa su tutto il pianeta non poteva non infastidire coloro che contavano su nicchie personali e locali. Pensate per un attimo quanto tempo ci hanno messo le automobili o i telefoni cellulari a diventare il 10% del mercato dei trasporti o della comunicazione…

Leggi articolo sul Forum Barilla

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La Royal Society lancia gli OGM sostenibili

Ottobre 26th, 2009
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In un nuovo documento (royalsociety 2009) la Royal Society traccia il disegno globale per combattere l’insicurezza alimenatre di questo secolo facendo i conti con le materie prime non rinnovabili e propone uno scenario in cui varie tecniche tra cui anche gli OGM si devono muovere in un nuovo disegno organico ed integrato di produzione sostenibile del cibo. Tutt’altro che un documento ideologico o di parte, con nuovi ed interessanti spunti di dialogo che superano le stantie categorie tra pro ed anti OGM che andrebbero abbandonate insieme alle ideologie dello scorso secolo

UK Urged to Lead on Future Food

- Richard Black, BBC News, Oct 22, 2009

The world’s food supply has to rise by about 50% in 40 years, the report says. The UK should plough £2bn ($3.3bn) into crop research to help stave off world hunger, says the Royal Society. It says the world’s growing population means food production will have to rise by about 50% in 40 years and the UK can lead the research needed.

Approaches it endorses include genetic modification, improved irrigation and systems of growing crops together that reduce the impact of diseases. It says that rising yields have brought “complacency” over food supplies. Earlier in the year, the G8 pledged to spend $20bn (£12bn) improving food security for the developing world.

The Royal Society’s report, Reaping the Benefits: Science and the Sustainable Intensification of Global Agriculture, concludes that science has to have a significant role if the food supply is to be maintained in 2050, when the world population may have reached nine billion.

The Green Revolution that created new high-yielding strains of crops such as rice and maize in the 1950s and 60s reduced hunger and improved food security, it says, but a new push is needed quickly. “We need to take action now to stave off food shortages,” said Professor Sir David Baulcombe from Cambridge University who chaired the study. “If we wait even five to 10 years, it may be too late. “In the UK we have the potential to come up with viable scientific solutions for feeding a growing population, and we have a responsibility to realise this potential.”

GM divide
In June, the UN Food and Agriculture Organization said there were now one billion hungry people in the world - “the first time in history” there had been so many.

Although it said rising unemployment and lower incomes were to blame for recent increases in the number of hungry people, investment in science to increase the supply of food was also needed.

The Royal Society says the UK should spend £200m per year for the next 10 years on food-oriented research. Short-term plans could involve improving irrigation so water is used more efficiently, and promoting management patterns where plants are grown together for the benefit of crops. Techniques include growing plants around the edges of agricultural fields that attract predators of insect pests. Investment should also go into advanced plant-breeding technologies, including genetic modification.

Although acknowledging the approach can lead to problems such as the unwanted spread of inserted genes into neighbouring wild plants, it says the genetic modification can in principle produce crop strains resistant to disease, drought, salinity, heat and toxic heavy metals.

Experimental strains resistant to drought and salinity are showing promise, it says - conclusions that were we
“Food security is one of the biggest challenges we currently face,” said ABC’s chairman Julian Little. “Advanced crop breeding using biotechnology and GM methods– are already being used by more than 13 million farmers around the world and helping to deliver higher and more reliable crop yields while mitigating major threats to crop production, such as damaging effects of pests, diseases and droughts.”

Nella categoria: OGM & mondo

Le rubriche di Salmone

Antonio Pascale Lettera aperta contro il fast food del pensiero

Lettera aperta contro il fast food del pensiero. Sabato 27 febbraio, Carlo Petrini, a che tempo che fa, commentando la sentenza del Consiglio di Stato che ha autorizzato la coltivazione del mais bt, ha dichiarato, tra l’altro: che gli ogm inquinano, basta un colpo di vento. Se ne deduce, contrariamente a quanto si sforza di [...]

Luca Simonetti Sentenza del Consiglio di Stato a proposito di Ogm e piani di coesistenza

L’importante sentenza del Consiglio di Stato (n. 183/2010, consultabile qui) a proposito di Ogm e piani di coesistenza richiede, per una migliore comprensione, alcune osservazioni preliminari. Chi ritenesse di non averne bisogno, può tranquillamente saltare il primo paragrafo.
1. Situazione giuridica. La situazione giuridica esistente al momento della proposizione del ricorso si può riassumere come segue. [...]