La vicenda del latte crudo non pastorizzato vive una nuova giovinezza grazie ad convegno di Slow Food ed alla compiacente sintesi di una giornalista di Reppubblica che taglia una frase (ed il pensiero) al Prof. Calabrese fino a fargli dire che il latte non sterilizzato e’ vivo e fa bene.
http://annameldolesi.italianieuropei.it/2009/01/la-chiocciola-diventa-cospiraz.html
Scarica (qui) l’articolo.
In un Paese come il nostro dove ai veterinari non e’ mai stato permesso di trovare un solo caso di BSE nelle stalle, mentre in Francia per ogni 7 casi scoperti dalle analisi 4 altri casi li trovano i veterinari, stiamo esponendo l’intera popolazione a rischi ottocenteschi. Con un solo gesto abbiamo abbrogato Pasteur e l’intera storia della sicurezza alimentare. Se qualcuno si fosse distratto e’ meglio ricordare che la vita media umana e’ sempre rimasta stabile attorno ai 40 anni dall’epoca dei romani all’ottocento. Se qualcuno sta sognando questo tipo di ritorno al passato si accomodi pure, ma non attragga in questa trappola persone impreparate a capire a che rischi si stanno esponendo.
Scarica l’articol0 (quì) di Anna Meldolesi su Il Riformista del 03.12.2008
Leggi (quì) la nota ANSA
Siamo tornati indietro e non di poco. Tutte le tecniche di sterilizzazione del latte evitavano appunto la bollitura per non degradare o coagulare le proteine del latte. Ora grazie a delle trovate da dilettanti allo sbaraglio, non solo si corre ai ripari dopo aver fatto vittime ignare, ma si peggiora la qualita’ del prodotto. Di certo questo nuovo latte crudo-sfuso-bollito consuma piu’ anidride carbonica di un normale processo di sterilizzazione sul quale chimici e fisici di tutto il mondo hanno studiato per anni per coniugare sicurezza a qualita’ alimentare.
Leggi (quì) la nota ANSA
LATTE CRUDO: ORDINANZA MINSALUTE, OBBLIGO SCRITTA “DA BOLLIRE”
(AGI) - Roma, 10 dic. - Da oggi in poi i distributori che vendono latte crudo non pastorizzato dovranno apporre sulle macchine erogatrici la dicitura ben visibile “prodotto da consumarsi solo dopo bollitura”. E’ quanto prevede un’ordinanza firmata dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, a seguito di alcuni casi di intossicazione di bambini dopo l’assunzione di latte crudo. “La bollitura del latte - ha spiegato la Martini - e’ sufficiente a escludere agenti patogeni, e dopo averlo bollito il latte crudo e’ assimilabile a quello che compriamo normalmente, con la differenza che e’ un latte prodotto sul territorio”. Un prodotto sano, del territorio e a prezzo basso, ma che necessita di alcune precise precauzioni: bollirlo, anzitutto. Bastano pochi secondi per eliminare i batteri, senza che si formi la cosiddetta “panna” sulla superficie del latte, da sempre indigesta per milioni di bambini. E poi “indicare la data di scadenza, che non puo’ superare i tre giorni”. Molte macchine erogatrici, ha sottolineato il sottosegretario, “spingono sul consumo immediato addirittura fornendo i bicchieri di plastica: questi vanno assolutamente eliminati”. L’ordinanza vieta inoltre la somministrazione di latte crudo in mense scolastiche e ospedali, e piu’ in generale nella ristorazione collettiva. Interventi, ha specificato la Martini, “che servono a tutelare la salute pubblica, perche’ non possiamo farci prendere dal mito del ‘ritorno alle origini’ consumando latte crudo senza precauzioni. Parliamo di un mercato da 6 milioni di euro all’anno, il che vuol dire 6 milioni di litri di latte crudo venduto: e’ importante che un giro d’affari cosi’ rilevante abbia questo tipo di tutele”. Occhio, infine, alle categorie a rischio, dai bambini agli anziani: “I produttori dovranno escludere dalle operazioni di marketing queste categorie, perche’ questo prodotto puo’ diventare un vero e proprio boomerang per i produttori stessi”. (AGI)


Versione PDF |
No Comments 

