Il pomodoro dei miracoli

Luglio 16th, 2011
Post2PDF Versione PDF | 1 Comment

Un articolo di Alberto Guidorzi

A proposito della notizia sui licopeni apparsa a piena pagina sul Corriere della Sera del 14 luglio 2011 ed al battage pubblicitario che ne fa la Coldiretti circa i pomodori superlicopenici, ho voluto documentarmi sul licopene e sui suoi effetti clinici ed ho trovato il resoconto di una tavola rotonda all’Accademia dell’Agricoltura di Francia, dunque un consesso che dovrebbe avere autorità. Purtroppo non ho trovato prove cliniche in senso assoluto sul licopene, ma solo di una comparazione tra cibi provenienti da agricoltura biologica (AB) e agricoltura convenzionale (AC).
Preliminarmente ho trovato questo:
“Più bassi tenori in carotenoidi nei cavoli e nella lattuga sono stati rivelati (Leifert et al, 2007, non pubblicati) e nessuna differenza è stata notata su carota. Il tenore in licopene del pomodoro sarebbe più basso in AB (Rossi et al, 2006 ; Hallmann et Rembialkowska, 2007 ; Borguini et al, 2007) o al limite uguale se rapportato alla sostanza secca (Caris-Veyrat et al, 2004). Ugualmente l’uva AB sarebbe più povera in licopene (Lester et al, 2007), mentre il modo di coltivazione non avrebbe influenzato il tenore in xantofille (luteina e zeaxantina) del grano (Roose et al, 2009). La conclusione è che i dati permettono di dubitare su degli effetti significativi degli alimenti AB sulla salute, conformemente a quanto riporta il rapporto Dangour e altri (2008), frutto di un’analisi esaustiva e approfondita dei lavori pubblicati.”
Circa l’aspetto prettamente clinico degli antiossidanti ecco le risultanze trovate:

” Come lo mostra ancora la revisione sistematica di Dangour ed al. (2009c), la letteratura scientifica è molto povera in questo campo, gli studi clinici validi (controllati, incrociati, randomizzati, e compranti alla cieca cibi AB e AC) sono molto scarsi e sovente di cattiva qualità. In quasi tutti gli studi il solo biomarcatore misurato (e supposto essere favorevole alla salute) è l’attività antiossidante del plasma, dopo un periodo più o meno lungo di consumo di quantità più o meno importanti di verdure o frutta Ac o AB.

… Le deboli differenze del tenore in vitamina C del pomodoro osservata da Caris-Veyrat
et al (2004) non sembrano influenzare lo stato antiossidante del plasma di 20 donne adulte aventi consumato della purea di pomodoro AB e AC per tre settimane. E’ quindi difficile concludere che frutta e verdura AB apportino un supplemento di vitamina C.

… Uno studio clinico, doppiamente cieco, fatto su soggetti che hanno consumato 1 kg di mele AB o AC non mostra anch’esso delle differenze nello stato antiossidante (Briviba et al, 2007), il tenore in composti fenolici non è stato influenzato dal modo di produzione. Lo stesso è risultato da uno studio di Carbonaro e al. (2002) dove dei tenori più elevati di polifenoli e vitamine antiossidanti non hanno condotto a delle differenze di concentrazione in prodotti di ossidazione.

… In uno studio incrociato, Ackay et al (2004) non si trovano differenze sullo stato antiossidante del plasma di 8 signorine che hanno bevuto, a dosi moderate del vino AB o AC; neppure Stracke et al (2008) hanno trovato differenze sui dei soggetti consumanti carote AC o AB.

… Un forte consumo (200 g/giorno) di carote AC o AB, per un periodo di due settimane e dieta testimone senza carote, su 36 volontari sani seguiti in una prova a doppio intervento e doppiamente cieco (Stracke et al, 2009b) non ha avuto effetti significativi sul potere antiossidante o sul tasso di carotenoidi nel plasma e neppure sulla degradazione dell’DNA o sui parametri del sistema immunitario.

… Infine uno studio d’intervento per 22 giorni , doppiamente cieco, su 16 adulti che consumavano dei menu paragonabili, ma con degli ingredienti AB o AC (Grinder-Pedersen et al, 2003) mostra che l’escrezione urinaria di due flavonoidi (sui 5 dosati) è leggermente più elevata nei pasti AB, ma l’attività antiossidante totale del plasma è più debole.
… Questi studi d’intervento, poco numerosi e vertenti su marcatori biologici permettono di dubitare di un effetto significativo degli alimenti AB sulla salute. Tali sono anche le conclusioni del rapporto Dangour del 2008 dopo la sua inchiesta e rassegna dei dati pubblicati.

Ciò permette anche a me di continuare a dubitare sugli annunci d’effetto di conseguenze curative e risolutive su invecchiamento, cancro e quant’altro. Sarebbe ora che qualche clinico intervenisse a mettere a punto le cose, perché i massmedia ci marciano ed i gruppi di pressione pure. Come mai che il Prof. Garattini è escluso dai dibattiti? Mi sa che non fa comodo, fanno comodo alcuni sedicenti scienziati che amano apparire.

Nella categoria: News, OGM & Salute

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…