Solo in una società basata sull’immagine e la pubblicità si può continuare per anni a lanciare allarmi senza avere dati e passarla liscia. Questa volta l’organizzazione fondata da Patrick Moore ed altri riceve gratis una lezione universitaria di entomologia e di pratica scientifica tanto accurata quanto inutile (per loro). Il testo del documento è a: (mais bt geneticamente modificato: un risposta a Greenpeace - Germania).
Interessante è leggere l’intera ricostruzione da: (Gli scienziati respingo le affermazioni di Greepeace sul Mais Bt)
Sul sito della FDG appare un commento di Capanna al comunicato di risposta inviatogli dal Consiglio superiore di Sanità. Tale commento è privo dei dati per consentire ad ognuno di valutare i fatti con rigoroso metodo scientifico. Il commento non è né nuovo né approfondito, ma sopratutto manca il testo della domanda rivolta al Consiglio superiore di Sanità, non si conoscono i dati che sono stati loro forniti, manca la risposta intergrale in pdf del Consiglio e manca il testo puntuale delle parole che vengono imputate a Umberto Veronesi ed a me.
Per cercare le mie parole suggerisco ai segugi di guardare la mia audizione al Senato della Repubblica del 2008, insomma niente di nuovo.
Con i miei migliori auguri di buone lettura e buon fine settimana.
Ecco il testo degli articoli del Corriere della sera del 9 ottobre. Giuseppe Sarcina si occupa di Capanna e Mario Pappagallo di Veronesi, come a sottolineare che non si parlano nemmeno per interposta persona.
Aggiungo un commento che andrà di sicuro perso nel vento. Io vengo tacciato di aver diffuso “bufale” e “millantato credito”. Ci si spinge a profetizzare anche che “….qualsiasi cittadino potrebbe denunciar(mi) per procurato allarme”.
Non sappiamo chi farà questo lavoro sporco, vediamo se qualcuno avrà i soldi per intentare una causa e vedremo sopratutto come andrà a finire, ora che il Consiglio superiore di sanità ha accettato integralmente le mie preoccupazioni tanto da chiudere il documento con un Auspicio (leggi parere ministero della sanità) che va esattamente nel solco che ho più volte indicato. Molto significativa è la citazione dell’articolo di Franceschi et al., del 1990. E la richiesta di adeguarsi al documento del luglio 2011 della FAO e dell’Organizzazione mondiale della Sanità (leggi JEFCA). Ma ci sono ancora altri dati che non sono ancora stati presi in considerazione, ma che confermano l’Auspicio del Consiglio di approfondire le indagini sopratutto per i “soggetti a rischio come bambini e celiaci”.
Ma c’è un aspetto più profondo ed anche piu’ morale. Uno scienziato PUBBLICO, finanziato dallo STATO ITALIANO ha secondo me il dovere di dire quello che capisce leggendo la complicatissima letteratura scientifica che spazia dall’agronomia alla salute, dalla tossicologia al diritto. Io posso aver lanciato allarmi eccessivi e mi si potrà ben denunciare per procurato (ingiustificato) allarme cercando di spingermi verso l’italico vizio di tacere e lasciare che che le cose vadano come sono sempre andate e che gli ignari paghino per procedure di cui sono oggi tutti all’oscuro. In fondo se qualcuno mi denuncia sono solo io che rischio, se taccio non rischio nulla.
Io non la penso così.
Preferisco prendermi il rischio del procurato allarme che quello (morale) della procurata omertà. Preferisco rischiare che qualcuno si senta “allarmato” piuttosto che ci sia anche una sola madre di un bambino affetto da una qualsiasi malformazione da carenza da acido folico che possa anche solo pensare “se qualcuno mi avesse avvertita!”. Ho visto solo da poco le immagini dei feti nati con questo tipo di malformazioni e non consiglio a nessuno di guradare quelle immagini che pure sono state proiettate al convegno della Pontificia Accademia derlle Scienze dello scorso anno.
Dopo il clamore più nulla, in fondo lo scopo era quello di fare più rumore possibile anche se chi ne paga le conseguenze sono le aziende lasciate in mezzo al guado.
Ora Assosementi pubblica un comunicato sugli OGM nel Lazio. Speriamo che seguano a stretto giro dalle autorità competenti dati, numeri, fatti scevri da ogni ideologia in quanto solo su quelli si potrà commentare. Certo non è bello vedere tante aziende poste sotto accusa senza che si conosca bene di cosa siano imputate.

Viene appena pubblicato su una importante rivista internazionale (GM Maize su Embo Reports ) una riflessione di uno scienziato che pensa di aver trovato la soluzione a tutti i problemi degli OGM ivi incluso il problema della coesistenza con i biologici.
L’idea è quella di parlare d’altro ossia di risolvere un paio di insormontabili problemi scientifici come apomissi ed epigenetica per poi presentarsi casti e puri illudendosi che il dibattito sia posato su ragioni tenciche o almeno razionali.
A sostegno delle sue tesi l’autore cita un articolo di Bitocchi et al. del 2009 (vedi di seguito) che invece recita che gli ibridi di mais non sono riusciti a sconvolgere le varietà tradizionali coltivate in Italia da prima che gli ibridi arrivassero sul mercato negli anni 50.
Un esempio di come un bravo scienziato può avere una visione approssimativa di cosa può avvenire quando dal laboratorio ci si trasferisce nel dibattito mediatico.
Introgression from modern hybrid varieties into landrace populations of maize (Zea mays ssp. mays L.) in central Italy
E. BITOCCHI,* L . NANNI ,* M. ROSSI ,* D. RAU,ý E. BELLUCCI,* A. GIARDINI ,* A. BUONAMICI ,Ý G. G. VENDRAMINÝ and R . PAPA*
*Dipartimento di Scienze Ambientali e delle Produzioni Vegetali, Università Politecnica delle Marche, Via Brecce Bianche, 60131
Ancona, Italy, ÝConsiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Genetica Vegetale, Via Madonna del Piano 10, 50019 Sesto Fiorentino
(Firenze), Italy, ýDipartimento di Scienze Agronomiche e Genetica Vegetale Agraria,Università degli Studi di Sassari, Sassari, Italy
Abstract
Landraces are domesticated local plant varieties that did not experience a deliberate and
intensive selection during a formal breeding programme. In Europe, maize landraces are
still cultivated, particularly in marginal areas where traditional farming is often practiced.
Here, we have studied the evolution of flint maize landraces from central Italy over 50 years
of on-farm cultivation, when dent hybrid varieties were introduced and their use was
widespread. We have compared an ‘old’ collection, obtained during the 1950s, before the
introduction of hybrids, and a recent collection of maize landraces. For comparison, a
sample of maize landraces from north Italy, and of improved germplasm, including hybrids
and inbred lines were also used. A total of 296 genotypes were analysed using 21 microsatellites.
Our results show that the maize landraces collected in the last 5-10 years
have evolved directly from the flint landrace gene pool cultivated in central Italy before
the introduction of modern hybrids. The population structure, diversity and linkage
disequilibrium analyses indicate a significant amount of introgression from hybrid
varieties into the recent landrace populations. No evidence of genetic erosion of the maize
landraces was seen, suggesting that in situ conservation of landraces is an efficient strategy
for preserving genetic diversity. Finally, the level of introgression detected was very
variable among recent landraces, with most of them showing a low level of introgression;
this suggests that coexistence between different types of agriculture is possible, with the
adoption of correct practices that are aimed at avoiding introgression from undesired
genetic sources.
Le Monde gioisce del fatto che qualche parassita sia resitente alla Monsanto (visto che gli stati Europei invece non fanno che sostenere gli affari dell’aziende statunitense).
La diabrotica resistente al Bt in realtà è resistente solo per metà (ossia la sopravvivenza scende dal 50% al 25%), ma resta sensibile alle altre tossine Bt anti-diabrotica. Inoltre se si fanno delle zone rifugio corrette i problemi di resistenza non insorgono.
Ma si deve capirli erano dieci anni che aspettavano una simile notizia ed anche se è una notiziola, si deve fare festa per tirarsi su il morale: contenti loro.
La verità è che la ricerca va avanti e le nuove varietà con anche 8 resistenze sono già sul mercato ed altre nuove appariranno perché l’innovazione paga più della miope conservazione di procedure oramai tramontate. Tutta l’innovazione spinge sulle varietà OGM e quindi coltivare il non-OGM si può fare solo al prezzo di sovvenzioni tanto artificiali quanto insostenibili.



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