di Vitangelo MAGNIFICO

Caro Serra,
ho letto la tua Amaca di oggi (21 settembre 2012). Già un’altra volta ti ho scritto a riguardo della questione OGM (Settembre 2010).
Per quanto riguarda la tossicità del mais riportata dal Nouvel Observateur ti chiedo di consultare il blog www.salmone.org , troverai risposte confortanti a riguardo. Il giornale francese, per fortuna, non è una rivista scientifica con referee! E può anche scrivere cose scientificamente imprecise. Molti ricercatori hanno il cattivo vezzo di utilizzare i quotidiani e i periodici per divulgare i risultati delle loro ricerche senza sottoporli prima alla revisione di competenti, creando allarmismi o entusiasmi fuori luogo. Io la chiamo “la scorciatoia al Premio Nobel”! Invece, è la via sicura al proprio “sputtanamento”!
Per quanto riguarda, invece, le erbacce, visto che mi sono interessato a lungo dell’argomento, vorrei precisare qualcosa.
Nell’Amaca, ci chiedi :”ha senso un sistema di produzione del cibo, e di gestione della terra, che stermina le piante ritenute “inutili” (quasi tutte) e di conseguenza azzera un habitat che ha impiegato milioni di anni a formarsi e trovare equilibrio? La salute dell’uomo non appare quasi un dettaglio, se è la salute di un pianeta intero a essere sotto attacco?”
La risposta, ovviamente, sarebbe, SI. Purchè accettiamo di morire di fame o quantomeno mangiare molto ma molto meno. E non esagero, dal momento che il controllo delle infestanti in una coltura (impropriamente detto lotta alle malerbe) è uno dei pilastri su cui si poggia una maggiore disponibilità di cibo. Altri pilastri sono il controllo dei parassiti (e le malerbe sono anche da considerare tali!), le tecniche agronomiche, il miglioramento genetico che ci da piante più produttive, ecc.
Orbene, l’utilizzazione delle piante geneticamente modificate per resistere al trattamento con erbicida totale ha lo stesso identico effetto delle scerbature effettuate a mano o con la zappa,o con l’aratro o con il pirodiserbo, ecc.
Caro Serra (e lo sei davvero visto che ti leggo ormai da quasi mezzo secolo a cominciare da quando con una Fiat 500, se ricordo bene, andavi in giro per l’Italia vacanziera e scrivevi per l’Unità) stai tranquillo, perché nessun sistema di lotta alle malerbe le distrugge del tutto. Esse rinascono più vigorose e agguerrite perché risentono dei benefit che l’agricoltore indirizza verso le piante utili. E la cosa che più ti dovrebbe consolare, è che i trattamenti con erbicidi su piante gm resistenti si comportano verso la flora naturale (termine più preciso per indicare infestanti e malerbe!) esattamente come la scerba tura a mano o con la zappa.
Altro discorso è l’uso di più erbicidi al terreno per impedire che le malerbe nascano; quelle si che sconvolgono l’equilibrio della flora infestante ed inquinano di più. Ergo, l’uso di piante utili GM resistenti agli erbicidi ha un impatto più ecologico del “vecchio” sistema con erbicidi selettivi verso la coltura e di alcune lavorazioni meccaniche al terreno!
Quindi, non commettiamo il solito errore degli ambientalisti di confondere la vegetazione spontanea (boschi, macchie, savane, ecc) con la coltivazione a fini alimentari o altri. Sono due mondi diversi. Nel primo le piante crescono spontanee (e qualche volta anche i boschi hanno bisogno di una guida agronomica) e non lasciano spazio alle specie coltivate; nel secondo le colture vanno difese dalla vegetazione spontanea, perché si usano piante che non riescono per nulla a resistere alla pressione della vegetazione spontanea e dei tanti parassiti. Anche il più bel campo di mais, di grano, di pomodoro, ecc, abbandonato non darà la minima traccia di sé solo dopo pochissimi anni. La vegetazione spontanea lo annullerà del tutto pur avendo lasciato nel terreno milioni di semi!
E’ questa forza della natura che ci tutela e ti dovrebbe tranquillizzare. Esiste, e bisogna pretenderla, una buona agricoltura; e in Italia siamo molto più avanti di quanto si crede. Peccato, che ci sono coloro, troppi purtroppo, che totalmente a digiuno di scienze agrarie, scrivono e parlano di agricoltura a vanvera, con il bel risultato di favorire l’agricoltura cattiva! E’ quello che succede ogni giorno in molte trasmissioni televisive e sui giornali italiani (…la Repubblica compresa, spesso purtroppo!).
Secondo il mio parere di agronomo, c’è più cattiva agricoltura nel metodo biologico che in quello convenzionale o integrato!
E per finire: ho raccolto molte definizioni di malerbe. Quella che preferisco è: un’erba della quale non abbiamo ancora scoperto l’utilità.
Infatti, quelle delle quali conosciamo l’utilità sono diventate colture, che, guarda caso, dobbiamo difendere dalle erbacce!
Con affetto.
Vitangelo Magnifico
Non è semplice capirci qualcosa usando solo i commenti giornalistici ad una sentenza che minaccia di rappresentare uno scontro frontale con le normative europee attorno al caso Fidenato. Appare incomprensibile come prodotti validati per la loro sicurezza ambientale e sanitari poi dovendo essere solo autorizzati per la parte economica e di coesistenza tornino a sollevare problemi ambientali già superati. Di certo la storia non finisce qui e questo dispositivo della sentenza potrebbe essere la prima pietra per scardinare l’intrigo auto-paralizzante messo in piedi per non permettere quello che non si può vietare.
Dario Bressanini pubblica oggi un nuovo intervento sull’aumento della coltivazione di mais Bt in Spagna (OGM record in Spagna: 100.000 ettari di mais). Meno male che Dario ha scritto il suo pezzo facendoci raddrizzare una giornata nata con un mediocre articolo di Petrini (Carlo Petrini: sono tornate le api) dove ancora una volta fa correlazioni incomprensibili tra uso di neonicotinoidi e moria delle api. Io avrei una teoria altrettanto valida: le api sono morte perche’ c’era Prodi al Governo e poi quando e’ arrivato Berlusconi nel 2008 la situazione e’ progressivamente migliorata. Secondo me vale tanto quanto la teoria dei neonicotinoidi.
Intanto qualcuno (C’è masi OGM nell’agro romano) parla di mais OGM nel Lazio, ma nessuno ci dice se la presenza di OGM e’ dell’1 per cento o del 99 per cento nel qual caso vorrebbe dire che Futuragra sta facendo scuola, vediamo.
Il parere di Alberto Guidorzi ( una bufala moderna ) sulle api ed i neonicotinoidi in un articolo dello scorso luglio su Spazio Rurale.
Siamo dell’anno del loro giubileo e quindi quelli di Slow Food sono particolarmente pirotecnici. Poi essendo molto Slow, quando decidono di scrivere qualcosa di fondamentale come qui, provano direttamente a scrivere una pietra miliare della storia del giornalismo.
Capita spesso di vedere notizie errate, poco documentate, o anche solo intrise di ideologia da prescindere da qualunque attivita’ di studio, analisi e documentazione, ma vedere un vero albero di Natale addobbato come in questo pezzo (Slow Food: mais italiano e la saggezza delle norme) si resta davvero ammirati.
In uno sola pezzo l’autrice riesce a trattare ben quatro tematiche dove mostra tutta la sua competenza, capacità di analisi ed approfondimento. Apprendiamo che:
1) i neonicotinoidi …sono responsabili della moria delle api;
2) Il TAR del Lazio ha dato ragione all’agricoltore friulano che aveva seminato illegalmente mais OGM
3) Il Friuli Venezia Giulia (non rischia nulla perche’) nel frattempo si e’ dotato di una legge che bandisce le coltivazioni OGM.
4) (Il Ministro Romano deve fare) richiesta all’Europa di una clausola di salvaguardia che come gia’ successo per Francia e Germania, elimini la possibilita’ di coltivare mais OGM su tutto il territorio nazionale.
Ho l’impressione di vivere in un universo parallelo.
Sarebbe interessante se tutti quelli che hanno piantato mais Bt in giro per il Paese decidano di inviare in maniera anonima una foto di una pianta di mais Bt a Fidenato, che poi potrebbe notificarle a chi di competenza per mostrare come il suo non sia un gesto isolato.
Leggi (la giustizia non ferma mais ogm)


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