Dopo 12 anni forse una risposta è dovuta

Novembre 11th, 2013
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Pioneer aspetta dal 2001 di sapere se può coltivare in Europa il suo mais 1507: forse i tempi di una risposta sono venuti.
http://news.sciencemag.org/environment/2013/11/after-12-year-limbo-new-gm-maize-may-hit-europes-fields

Si tratta ancora della preistoria degli OGM (questo oltre che essere una varietà Bt è anche resistente a glufosinate (http://www.gmo-compass.org/eng/gmo/db/75.docu.html).
Il merito è che finalmente qualcuno diverso da Monsanto chiede di coltivare un OGM e mette di nuovo in crisi il fragile impianto dell’EU.

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Nelle more della Clausola di salvaguardia Fidenato pianta mais OGM

Giugno 19th, 2013
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Il campo è lo stesso dove a novembre 2010 ero andato a prelevare delle spighe di mais OGM della prima semina distrutta dagli ecoterroristi ad agosto. I famosi semi sterili stavano germinando e le spighe erano intatte.

http://gmopundit.blogspot.it/2013/06/sowing-gmo-maize-in-italy-historic.html

http://www.facebook.com/l/yAQGR0wfLAQE07zFqC8BrpB3HxcONlGZeQ_BzoeY4jL96RA/gmopundit.blogspot.it/2013/06/sowing-gmo-maize-in-italy-historic.html%23!/2013/06/sowing-gmo-maize-in-italy-historic.html

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Lettera per Michele Serra

Settembre 25th, 2012
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di Vitangelo MAGNIFICO

alberto_guidorzi

Caro Serra,

ho letto la tua Amaca di oggi (21 settembre 2012). Già un’altra volta ti ho scritto a riguardo della questione OGM (Settembre 2010).

Per quanto riguarda la tossicità del mais riportata dal Nouvel Observateur ti chiedo di consultare il blog www.salmone.org , troverai risposte confortanti a riguardo. Il giornale francese, per fortuna, non è una rivista scientifica con referee! E può anche scrivere cose scientificamente imprecise. Molti ricercatori hanno il cattivo vezzo di utilizzare i quotidiani e i periodici per divulgare i risultati delle loro ricerche senza sottoporli prima alla revisione di competenti, creando allarmismi o entusiasmi fuori luogo. Io la chiamo “la scorciatoia al Premio Nobel”! Invece, è la via sicura al proprio “sputtanamento”!

Per quanto riguarda, invece, le erbacce, visto che mi sono interessato a lungo dell’argomento, vorrei precisare qualcosa.

Nell’Amaca, ci chiedi :”ha senso un sistema di produzione del cibo, e di gestione della terra, che stermina le piante ritenute “inutili” (quasi tutte) e di conseguenza azzera un habitat che ha impiegato milioni di anni a formarsi e trovare equilibrio? La salute dell’uomo non appare quasi un dettaglio, se è la salute di un pianeta intero a essere sotto attacco?”

La risposta, ovviamente, sarebbe, SI. Purchè accettiamo di morire di fame o quantomeno mangiare molto ma molto meno. E non esagero, dal momento che il controllo delle infestanti in una coltura (impropriamente detto lotta alle malerbe) è uno dei pilastri su cui si poggia una maggiore disponibilità di cibo. Altri pilastri sono il controllo dei parassiti (e le malerbe sono anche da considerare tali!), le tecniche agronomiche, il miglioramento genetico che ci da piante più produttive, ecc.

Orbene, l’utilizzazione delle piante geneticamente modificate per resistere al trattamento con erbicida totale ha lo stesso identico effetto delle scerbature effettuate a mano o con la zappa,o  con l’aratro o con il pirodiserbo, ecc.

Caro Serra (e lo sei davvero visto che ti leggo ormai da quasi mezzo secolo a cominciare da quando con una Fiat 500, se ricordo bene, andavi in giro per l’Italia vacanziera e scrivevi per l’Unità)  stai tranquillo, perché nessun sistema di lotta alle malerbe le distrugge del tutto. Esse rinascono più vigorose e agguerrite perché risentono dei benefit che l’agricoltore indirizza verso le piante utili. E la cosa che più ti dovrebbe consolare, è che i trattamenti con erbicidi su piante gm  resistenti si comportano verso la flora naturale (termine più preciso per indicare infestanti  e malerbe!)  esattamente come la scerba tura a mano o con la zappa.

Altro discorso è l’uso di più erbicidi al terreno per impedire che le malerbe nascano; quelle si che  sconvolgono l’equilibrio della flora infestante ed inquinano di più. Ergo, l’uso di piante utili GM resistenti agli erbicidi ha un impatto più ecologico del “vecchio” sistema con erbicidi selettivi verso la coltura e di alcune lavorazioni meccaniche al terreno!

Quindi, non commettiamo il solito errore degli ambientalisti di confondere la vegetazione spontanea (boschi, macchie, savane, ecc) con la coltivazione a fini alimentari o altri. Sono due mondi diversi. Nel primo le piante crescono spontanee (e qualche volta anche i boschi hanno bisogno di una guida agronomica)  e non lasciano spazio alle specie coltivate; nel secondo le colture vanno difese dalla vegetazione spontanea, perché si usano piante che non riescono per nulla a resistere alla pressione della vegetazione spontanea e dei tanti parassiti.  Anche il più bel campo di mais, di grano, di pomodoro, ecc, abbandonato non darà la minima traccia di sé solo dopo pochissimi anni. La vegetazione spontanea lo annullerà del tutto pur avendo lasciato nel terreno milioni di semi!

E’ questa forza della natura che ci tutela e ti dovrebbe tranquillizzare. Esiste, e bisogna pretenderla, una buona agricoltura; e in Italia siamo molto più avanti di quanto si crede. Peccato, che ci sono coloro, troppi purtroppo, che totalmente a digiuno di scienze agrarie, scrivono e parlano di agricoltura a vanvera, con il bel risultato di favorire l’agricoltura cattiva! E’ quello che succede ogni giorno in molte trasmissioni televisive e sui giornali italiani (…la Repubblica compresa, spesso purtroppo!).

Secondo il mio parere di agronomo,  c’è più cattiva agricoltura nel metodo biologico che in quello convenzionale o integrato!

E per finire: ho raccolto molte definizioni di malerbe. Quella che preferisco è: un’erba della quale non abbiamo  ancora scoperto l’utilità.

Infatti, quelle delle quali conosciamo l’utilità sono diventate colture, che, guarda caso, dobbiamo difendere dalle erbacce!

Con affetto.

Vitangelo Magnifico

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Prima sentenza italiana per Fidenato

Marzo 23rd, 2012
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Non è semplice capirci qualcosa usando solo i commenti giornalistici ad una sentenza che minaccia di rappresentare uno scontro frontale con le normative europee attorno al caso Fidenato. Appare incomprensibile come prodotti validati per la loro sicurezza ambientale e sanitari poi dovendo essere solo autorizzati per la parte economica e di coesistenza tornino a sollevare problemi ambientali già superati. Di certo la storia non finisce qui e questo dispositivo della sentenza potrebbe essere la prima pietra per scardinare l’intrigo auto-paralizzante messo in piedi per non permettere quello che non si può vietare.

Leggi Mais OGM, è legittimo il sequestro preventivo

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Bressanini batte Petrini 8 a zero

Settembre 26th, 2011
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Dario Bressanini pubblica oggi un nuovo intervento sull’aumento della coltivazione di mais Bt in Spagna (OGM record in Spagna: 100.000 ettari di mais). Meno male che Dario ha scritto il suo pezzo facendoci raddrizzare una giornata nata con un mediocre articolo di Petrini (Carlo Petrini: sono tornate le api) dove ancora una volta fa correlazioni incomprensibili tra uso di neonicotinoidi e moria delle api. Io avrei una teoria altrettanto valida: le api sono morte perche’ c’era Prodi al Governo e poi quando e’ arrivato Berlusconi nel 2008 la situazione e’ progressivamente migliorata. Secondo me vale tanto quanto la teoria dei neonicotinoidi.

Intanto qualcuno (C’è masi OGM nell’agro romano) parla di mais OGM nel Lazio, ma nessuno ci dice se la presenza di OGM e’ dell’1 per cento o del 99 per cento nel qual caso vorrebbe dire che Futuragra sta facendo scuola, vediamo.

Il parere di Alberto Guidorzi ( una bufala moderna ) sulle api ed i neonicotinoidi in un articolo dello scorso luglio su Spazio Rurale.

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Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…