Una legge sulla coesistenza buona solo per fare campagna elettorale

Gennaio 22nd, 2010
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Come era largamente prevedibile il testo della bozza di legge sulla coesistenza (leggi CoOGM) elaborato Conferenza Regioni e Provincie autonome e’ fatto solo per essere bocciato e far perdere tempo e denaro. Le misure contenute nel testo sono semplicemente impossibili da poter consentire che si metta in campo anche un solo seme da OGM e per questo non possono superare il vaglio di agenzie tecniche dell’UE. Lo scopo non dichiarato e’ di far vedere che si e’ lavorato ad un nuovo testo (5 anni dopo quello bocciato dalla Corte Costituzionale),  ma anche usare un argomento fresco per la campagna elettorale di Zaia e soci che si rincorrono a chi e’ piu’ sadico nel portare al patibolo  gli OGM ((leggi Coe) ). Questa legge serve solo a tutelare gli alveari anche selvatici e stabilisce distanze di coesistenza tra le 3 e le 4 volte superiori alle piu’ restrittive distanze vigenti in Europa. In realta’ si arriva a distanze anche 60 volte superiori a quelle tecnicamente necessarie. La vera domanda e’ se chi ha redatto queste linee guida riceve un compenso per aver elaborato il testo in tutti i casi o solo se le linee guida superano l’esame Europeo. Perche’ se si viene remunerati in tutti casi, non conviene redigere un testo che venga approvato altrimenti termina il vitalizio.

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La Francia proroga l’uso dei neonicotinoidi nella concia del seme

Gennaio 8th, 2010
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La Francia, dopo la sospensione temporanea degli anni scorsi, ha reintrodotto nel 2009 la possibilità di utilizzare prodotti a base di neonicotinoidi per il trattamento delle sementi e lo stesso accadrà per il 2010.
Il parere positivo espresso dall’agenzia francese sui controlli è subordinato alla adozione di alcune misure precauzionali quali: l’impiego di seme conciato entro il 15 maggio, l’adozione di misure sulle seminatrici pneumatiche per ridurre la dispersione nell’ambiente di polveri derivate dal conciante e il rispetto di una distanza minima di tre chilometri tra le arnie ed i campi seminati con sementi trattate a base di neonicotinoidi.

Nella categoria: OGM & Europa

Monsanto sotto inchiesta antitrust negli USA

Dicembre 1st, 2009
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Sia l’Economist ( http://www.economist.com/PrinterFriendly.cfm?story_id=14904184 ) che il Washinton Post (leggi qui sotto) segnalano che Monsanto è sotto inchiesta da parte del governo federale per capire se ha violato le leggi sull’antitrust. Nella stessa procedura sono entrati anche Google ed IBM: pensate se in Italia ci si facesse la stessa domanda per FIAT o altri!

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Credo in generale che questa sia una buona notizia.

Molta della ostilità verso gli OGM deriva dal fatto che si tratti di una specie di referendum pro o contro Monsanto e non del giudizio verso una tecnologia: se piu’ attori avranno interesse nella tecnologia e nella commercializzazione delle innovazioni forse ci sara’ migliore disponibilita’ del pubblico che non si sentira’ piu’ di aver affidato il prorio avvenire ad una unica company.

Sopratutto in questo momento in cui gli OGM stanno abbandonando il settore feed ed entrano nel settore food.

Il riso cinese GM (http://www.salmone.org/2009/11/23/il-mais-da-ogm-cinese-invece-del-balsamo-di-tigre/ ) sta andando in campo ed il grano GM ha ricominciato un percorso interrotto 5 anni fa. Il pubblico è sempre meno spaventato dagli OGM come mostra l’indagine al mercato in Svizzera dove il 20% dei consumatori hanno acquistato pane con OGM anche senza essere invogliati dai bassi prezzi (http://www.salmone.org/2009/11/27/il-pane-al-mais-ogm-si-vende-bene/) .

Lo stesso documento della Royal Society sulla accettazione del pubblico, coltivatori, NGO, comunità locali ed altri nell’implementazione delle innovazioni tecnologiche è un segno di dialogo possibile (http://www.salmone.org/2009/10/26/la-royal-society-lancia-gli-ogm-sostenibili/).

Infine il documento dell’Agricoltura biologica USA che mostra la caduta dell’uso di pesticidi sulle coltivazioni Bt (http://www.salmone.org/2009/11/19/lagricoltura-biologica-gli-ogm-del-tipo-bt-riducono-luso-dei-pesticidi/) termina difatto il dibattito sul tema testimoniando come gli OGM sono nemici dei pesticidi.

Infine sia Monsanto che altre company come Bayer, Pioneer e Syngenta stanno per arrivare sul mercato con nuovi prodotti (ad esempio SmartStax che portano fino ad 8 resistenze contemporanee), non piu’ in competizione ma con joint venture: un’apertura quindi a piu’ attori potrebbe garantire un maggior progresso ed una maggiore adesione alle aspettative dei consumatori.

US: Monsanto’s Dominance Draws Antitrust Inquiry

- Peter Whoriskey The Washington Post, Nov, 29, 2009 http://www.washingtonpost.com

The vast majority of the nation’s two primary crops grow from seeds genetically altered according to Monsanto company patents. Ninety-three percent of soybeans. Eighty percent of corn. The seeds represent “probably the most revolutionary event in grain crops over the last 30 years,” said Geno Lowe, a Salisbury, Md., soybean farmer.

But for farmers such as Lowe, prices of the Monsanto-patented seeds have steadily increased, roughly doubling during the past decade, to about $50 for a 50-pound bag of soybean seed, according to seed dealers. The revolution, and Monsanto’s dominant role in the nation’s agriculture, has not unfolded without complaint. Farmers have decried the price increases, and competitors say the company has ruthlessly stifled competition.

Now Monsanto — like IBM and Google — has drawn scrutiny from U.S. antitrust investigators, who under the Obama administration have looked more skeptically at the actions of dominant firms. During the Bush administration, the Justice Department did not file a single case under antimonopoly laws regulating a dominant firm. But that stretch seems unlikely to continue. This year, the Obama Justice Department tossed out the antitrust guidelines of its predecessor because they advocated “extreme hesitancy in the face of potential abuses by monopoly firms.”

Monsanto says it has done nothing wrong. “Farmers choose these products because of the value they deliver on farm,” Mon santo said in a statement. “Given the phenomenally broad adoption of these technologies by farmers, such questions are normal and to be expected.” “During the same period, our competitors . . . largely ignored biotech,” the company said in a statement. “Monsanto took risks our competition chose not to take.”

Although farmers have grumbled about Monsanto’s regular price increases for Roundup Ready technology for seeds, it is DuPont, a Monsanto rival, that has pressed the antitrust case.

Farmers and seed companies “are afraid to speak in public, worried that they will become victims of retaliation,” Thomas L. Sager, DuPont senior vice president and general counsel, said in a statement. “That’s why it’s so important that antitrust investigators move quickly — to learn the truth before even more harm is done to America’s farmers.”

In court papers, DuPont argues that Monsanto has used the dominance of the Roundup Ready brand to prevent competitors from bringing innovations to market. Several farmers said the cost of Roundup Ready seeds seemed to rise faster than their own margins. But that doesn’t mean, at least just yet, that they’ll stop using them. “Everybody likes Roundup Ready,” said William Layton, a grain farmer on the Eastern Shore. “Maybe it costs a little more than we like. But everybody’s going to keep using it.”

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Sequenziato il genoma del mais

Novembre 24th, 2009
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Circa l’85% del suo genoma e’ costituto da geni che saltano da un punto all’altro del genoma quindi causando la modifica genetica del mais stesso. Ed intanto l’Unione Europea se ne lava le mani (leggi Mais).

Nella categoria: OGM & mais-micotossine

Scompare il mais biologico

Ottobre 29th, 2009
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Dopo l’introduzione di limiti alle fumonisine scompare il mais biologico
OGM: FUTURAGRA, FALSE E DANNOSE ACCUSE GREENPEACE SU MAIS
(ANSA) - ROMA, 28 OTT - “In Italia le coltivazioni biologiche continuano a perdere terreno (-12,6% tra 2007 e 2008. Fonte Sinab). E questo nonostante non ci sia neanche l’ombra di coltivazioni Ogm nel nostro Paese”. E’ la risposta di Futuragra (associazione agricola pro biotech) al documento ‘Testimoni della contaminazione’, presentato da Greenpeace alla Commissione Ue, secondo il quale la sofferenza del mais biologico sarebbe dovuto alle coltivazioni Ogm. Futuragra, nella lettera di controaccusa inviata ai commissari europei, ricorda che la produzione di mais biologico rappresenta solo l’1% degli ettari in produzione in Veneto e il 3% in Friuli (dati Demoskopea febbraio 2009). “I numeri - si legge nella missiva - sono eloquenti e pensiamo che una seria politica agricola in Europa debba partire da dati reali e non dalla propaganda che da anni crea allarmismo nella popolazione europea malgrado i chiari pronunciamenti della scienza e dell’Unione Europea”. Futuragra infine sottolinea come la politica ogm-free abbia contribuito al collasso della maiscoltura italiana, all’aumento dei costi produttivi e delle importazioni. (ANSA)
Ogm, Futuragra a Greenpeace: Su biologico conti non tornano
Roma, 28 ott (Velino) - “Il biologico contrapposto agli Ogm: nel tentativo di trovare sempre nuove motivazioni per rifiutare l’innovazione in agricoltura, ecco lo spauracchio dell’estinzione del bio a causa delle coltivazioni geneticamente modificate. Questo l’argomento utilizzato da Greenpeace, che ha presentato alla Commissione Europea il suo documento Testimoni della contaminazione, pretendendo di mettere al bando quel principio di coesistenza tra coltivazioni convenzionali, biologiche e geneticamente modificate che la stessa Commissione ha tenuto a sancire nella Raccomandazione n. 556/2003″. Al nuovo anatema contro gli Ogm risponde Futuragra, associazione di imprenditori agricoli favorevoli alle biotecnologie, che ha scritto direttamente alla Commissione per ricordare che in Italia il bio continua a perdere terreno, con una diminuzione delle superfici coltivate del 12,6 per cento tra il 2007 e 2008 (fonte: Bio in cifre 2008, Sinab - Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica). “E questo - sottolinea Futuragra - sebbene delle coltivazioni ogm in Italia non ci sia neanche l’ombra”.
Nella lettera indirizzata ai Commissari europei, a commento del rapporto Testimoni della contaminazione che denuncerebbe la sofferenza delle produzioni di mais biologico a causa delle coltivazioni Ogm, Futuragra ricorda che “due anni fa l’associazione scrisse alle cinque principali regioni italiane produttrici di mais per conoscere la reale dimensione della coltivazione di mais biologico nel nostro Paese” senza ricevere alcuna risposta. “Al silenzio delle istituzioni ufficiali, continua Futuragra, si contrappone l’eloquente dato emerso da un sondaggio svolto sul nostro territorio da Demoskopea nel febbraio 2009 presso i maiscoltori: la produzione di mais biologico rappresenta solo l’un per cento degli ettari in produzione in Veneto e il 3 per cento in Friuli. Un dato che non sorprende anche per l’oggettiva difficoltà di combattere il problema delle micotossine e ottenere un prodotto sano e sicuro per i consumatori”. Ancora una volta, secondo l’associazione, “di fronte alle oggettive difficoltà del sistema produttivo si cerca di sviare il discorso su scenari catastrofistici per alimentare la propaganda anti-Ogm: mentre gli agricoltori presentano bilanci e numeri che parlano di un’agricoltura che ha bisogno delle tecniche più avanzate per rimanere al passo coi tempi, e gli scienziati producono studi che confermano i benefici e la sicurezza delle coltivazioni GM, c’è chi invece pretende scelte fatte senza tenere conto minimamente del quadro produttivo reale”.
“I numeri sono eloquenti - conclude Futuragra - e pensiamo che una seria politica agricola in Europa debba partire da dati reali e non dalla propaganda che da anni crea allarmismo nella popolazione europea malgrado i chiari pronunciamenti della scienza e dell’Unione Europea”. “È ormai assodato che Greenpeace è una lobby multinazionale della disinformazione. Le campagne di demonizzazione dell’innovazione in agricoltura - ha commentato Silvano Dalla Libera - vicepresidente di Futuragra, hanno contribuito all’attuale collasso della maiscoltura italiana ed europea, e di conseguenza all’aumento delle importazioni da Paesi in cui gli Ogm sono coltivati in modo estensivo. La politica dell’Italietta Ogm free oltre che illusoria non porta altro che un aumento dei costi di produzione a tutto danno delle filiere e dei consumatori”.
Nella categoria: OGM & mais-micotossine

Le rubriche di Salmone

Antonio Pascale Lettera aperta contro il fast food del pensiero

Lettera aperta contro il fast food del pensiero. Sabato 27 febbraio, Carlo Petrini, a che tempo che fa, commentando la sentenza del Consiglio di Stato che ha autorizzato la coltivazione del mais bt, ha dichiarato, tra l’altro: che gli ogm inquinano, basta un colpo di vento. Se ne deduce, contrariamente a quanto si sforza di [...]

Luca Simonetti Sentenza del Consiglio di Stato a proposito di Ogm e piani di coesistenza

L’importante sentenza del Consiglio di Stato (n. 183/2010, consultabile qui) a proposito di Ogm e piani di coesistenza richiede, per una migliore comprensione, alcune osservazioni preliminari. Chi ritenesse di non averne bisogno, può tranquillamente saltare il primo paragrafo.
1. Situazione giuridica. La situazione giuridica esistente al momento della proposizione del ricorso si può riassumere come segue. [...]