Fidenato e la nuova legge sulle semine

Settembre 18th, 2015
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Giorgio Fidenato ha ricevuto dalla Commissione UE una lettera (del 4 settembre 2015) con cui lo si informa che, a seguito della sua denuncia (la EU Pilot 3972/12/SNCO), l’Italia “ha abrogato le disposizioni pertinenti del Decreto legislativo 24.4.2001 n. 212”, quello cioè, se ve lo ricordate, che stabiliva l’obbligo, per chi volesse coltivare in Italia sementi GM già autorizzate dalla Commissione, di richiedere un’autorizzazione al Ministero dell’Agricoltura.

Fidenato commenta: “grazie alla mia denuncia, la Commissione era intervenuta nei confronti dell’Italia chiedendogli esplicitamente di abrogare la norma italiana che confliggeva con il diritto dell’Unione Europea.”
Andiamo allora a leggere il testo di legge invocato dalla Commissione.

Si tratta della Legge n. 115/2015, che è la solita “legge comunitaria”, in cui cioè si affastellano alla rinfusa parecchi provvedimenti per adeguare il diritto italiano agli strumenti comunitari più diversi, solitamente per evitare un procedimento d’infrazione da parte dell’UE appunto per il ritardo italiano nell’adattamento al diritto comunitario. All’art. 20 la Legge comunitaria 2015 apporta delle modifiche molto rilevanti all’art. 1 del Decreto legislativo n. 212/2001. Precisamente:

- al secondo comma, viene abrogato l’intero capoverso, che prevedeva per l’appunto l’autorizzazione del MIPAF alla semina;
- nel terzo comma, viene abrogata la lettera a) (in base alla quale la Commissione per i prodotti sementieri GM costituita presso il MIPAF esprimeva pareri sulle condizioni tecniche da seguire nella coltivazione);
- il quinto comma (che puniva con arresto o multa chiunque metteva a coltura sementi GM senza la previa autorizzazione) viene abrogato;
- infine, anche il sesto comma, che irrogava una sanzione amministrativa pecuniaria a chi violasse le prescrizioni tecniche contenute nell’autorizzazione del MIPAF, viene abrogato.

Dunque, Fidenato ha ragionissima: l’Italia ha interamente capitolato, e da oggi in poi non sarà più necessario chiedere l’autorizzazione al MIPAF se si vuole coltivare mais GM (o qualunque altra varietà vegetale GM debitamente autorizzata a livello comunitario.) Il che vuol dire anche che tutte le eventuali sanzioni, penali o amministrative, già irrogate a chi fosse stato condannato in base a queste norme enon ancora eseguite integralmente, non possono più avere esecuzione. E’ chiaramente una buona notizia per chiunque si trovi in questa situazione, dunque in primis proprio per Fidenato.
Tutto a posto dunque? Purtroppo no. Il solito Fidenato continua: “ma temo che, purtroppo, anche con il nuovo decreto sarà la stessa cosa!” E anche stavolta, l’impressione è che abbia più che mai ragione.

Infatti, l’art. 20 della stessa Legge comunitaria, oltre a modificare/abrogare l’art. 1 del D. lgs. n. 212/2001, ci spiega anche come intende muoversi in futuro l’Italia. Ci dice infatti che, in attesa della attuazione della famosa Direttiva UE n. 2015/412 – cioè, quella che consente agli Stati membri di vietare o limitare la coltivazione di OGM – l’Italia farà una serie di richieste alla Commissione (e precisamente, al fine di adeguare l’ambito geografico delle notifiche o domande presentate o delle autorizzazioni alla coltivazione già rilasciate). Se queste domande non verranno accolte, il MIPAF potrà, con un proprio decreto (sentiti altri Ministeri e le Regioni), limitare o vietare in tutto o parte del territorio italiano la coltivazione di uno o più OGM. E chiunque violerà questi divieti o limiti – salvo che l’atto costituisca più grave reato - sarà punito con una pesante multa (da Euro 25.000 a Euro 50.000), oltre che tenuto a rimuovere a sue spese le coltivazioni vietate e a realizzare “misure di riparazione primaria e compensativa” determinate dalla Regione territorialmente competente. Inoltre, restano in vigore i divieti già introdotti in via cautelare (ad es., col famoso Decreto interministeriale del 2013): non si sa fino a quando, ma verosimilmente, fino all’emanazione del nuovo decreto.

Perciò non c’è granché da esultare. Fidenato ha avuto finalmente ragione, vincendo dopo molti anni una autentica battaglia di civiltà, per la quale tutti dovremmo essergli riconoscenti; ma l’impressione è che questo riconoscimento sia arrivato troppo tardi. Nel frattempo l’Italia, prima con il Decreto interministeriale, ora con questa subdola Legge comunitaria, ci ha in qualche modo messo sopra una pezza, e coltivare OGM continua ad essere vietato, proprio come prima – con la sola differenza, però non trascurabile, che stavolta non c’è più alcun contrasto di principio tra la normativa italiana e quella comunitaria, visto che quest’ultima oggi consente ai singoli Stati di vietare la coltivazione di OGM. Certo, forse si potrebbe discutere se sia legittima una misura transitoria, cautelare destinata a restare in vigore per anni: ma stiamo parlando di scaramucce di retroguardia. La partita vera, inutile dirlo, si gioca a Bruxelles.

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Il CRA è un Ente inutile?

Dicembre 1st, 2013
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L’analisi è spietata, ma i numeri sono perlomeno imbarazzanti. La ricerca in questo caso diventa un optional e l’organismo appare un serbatoio di assunzioni per personale non-ricercatore e quindi i risultati non sono particolarmente brillanti.

Casomai vista la predilezione ad assumere amministrativi e tecnici ci si può chiedere se continuerà la tendenza ad utilizzare dossier francesi che inoltriamo solo tradotti in italiano a Bruxelles: non sarebbe il caso di fare delle nostre analisi originali?

http://www.lanotiziagiornale.it/cra-il-centro-per-la-ricercache-butta-soldi-dalla-finestra/

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Il Ministero dell’Agricoltura dice che gli OGM importati sono sicuri

Settembre 24th, 2013
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vincenzo-cappellini L’avvocato Cappellini ottiene un nuovo piccolo successo con una risposta del Direttore Generale Cacopardi il quale ammette candidamente che l’intera filiera zootecnica andrebbe in crisi se si vietassero le importazioni di OGM destinati alla mangimistica o all’ALIMENTAZIONE.

Bravo Avvocato Cappellini, vediamo ora cosa ne pensa il Ministero della Salute (per gli aspetti nutrizionali) e il Ministero dell’Ambiente (perché la flora microbica del rumine potrebbe subire un alterazione derivante dall’uso di semi di soia e cotone OGM, con sconosciute ripercussioni sull’ambiente).

Leggi: la lettera del MIPAAF firmata Cappellini e la lettera del Ministero dell’Agricoltura come risposta

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Condannato il MIPAF per mancata risposta

Febbraio 26th, 2013
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Ancora un successo per Gabriele Pirocchi nella causa di Silvano Dalla Libera contro il MIPAF. Questi viene condannato a pagare i primi 1000 euro più altre spese ed ha 30 giorni di tempo per rispondere. I ricorsi convengono e quindi meglio subissare il ministero di richieste.

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Roma/Sezione%202T/2012/201204969/Provvedimenti/201302022_01.XML

Il ricorso introduttivo del giudizio è dunque fondato e per l’effetto va ordinato all’amministrazione intimata di concludere il procedimento - iniziato con la domanda presentata dalla società ricorrente in data 30 gennaio 2012/ 7 febbraio 2012 - entro e non oltre il termine di trenta giorni dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notificazione a cura di parte, se anteriore, della presente sentenza.

Atteso che la risarcibilità del danno prospettato dalla società ricorrente discende dalla spettanza del bene della vita, la relativa domanda, allo stato, deve essere respinta non essendo stata accertata la fondatezza della pretesa sostanziale dedotta con il ricorso.

Le spese di giudizio seguono la soccombenza e vanno liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Seconda Ter,

- accoglie l’azione avverso il silenzio proposta con il ricorso introduttivo e, per l’effetto, ordina all’amministrazione intimata di concludere il procedimento entro e non oltre il termine di trenta giorni dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notificazione a cura di parte, se anteriore, della presente sentenza;

- dichiara inammissibile il ricorso per motivi aggiunti;

- condanna l’amministrazione resistente al pagamento delle spese del giudizio, liquidate complessivamente in € 1.000,00 (mille/00), oltre accessori di legge, in favore della società ricorrente.

Contributo unificato refuso.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 14 novembre 2012 con l’intervento dei magistrati:

Maddalena Filippi, Presidente

Maria Cristina Quiligotti, Consigliere, Estensore

Roberto Caponigro, Consigliere

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Arrestato Giuseppe Ambrosio

Dicembre 11th, 2012
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Articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale il 17 Dicembre 2012

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Per chi non lo conoscesse Ambrosio era un direttore generale del Ministero dell’Agricoltura dagli anni 90′, delegato da Pecoraro Scanio a occuparsi di OGM, firmatario di vari decreti del ministero in campo di divieto di OGM. Confermato da Alemanno, nel novembre 2002 redige il decreto che vietava agli Istituti di ricerca del ministero di fare sperimentazione di OGM in pieno campo anche se tali sperimentazioni erano già state regolarmente approvate dalla commissione (che all’epoca esisteva) per le sperimentazioni in pieno campo a fini di ricerca.
Quindi diventa capogabinetto con Zaia e Direttore ora di tutti gli Istituti di ricerca del CRA. Ora l’arresto per il coinvolgimento in un’inchiesta per corruzione.

Leggi articolo su La Repubblica

La vicenda si allarga in maniera inquietante come riportato sul Tribuna del 14 Dicembre.

ANSA - Corruzione, in manette capo segreteria Politiche Agricole

Blitz Gdf, arrestati anche imprenditori e dirigenti, sequestri per 22 milioni - 11 dicembre, 12:08

ROMA -Il capo della segreteria del sottosegretario Braga, Giuseppe Ambrosio, è tra i destinatari dei provvedimenti della Procura di Roma nei confronti di dirigenti e funzionari del Ministero delle Politiche agricole. Ambrosio è stato anche capo di gabinetto dei ministri Zaia e Galan.

“Quasi tutte le attività del Ministero delle Politiche agricole sono state inquinate da una corruzione diffusa variegata e circolare”. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Roma, Nello Rossi. L’inchiesta che ha portato all’arresto i funzionari e dirigenti del Ministero delle Politiche agricole “é un piccolo trattato di sociologia della corruzione inquietante”. Così il procuratore aggiunto di Roma, Nello Rossi, ha descritto la situazione all’interno del Ministero sottolineando che “c’era un vero e proprio giro di privilegi e malaffare”. “Ci troviamo di fronte a un sistema in cui c’é una spesa pubblica che dovrebbe essere interessata a favorire un settore importante come l’agricoltura e la pesca - ha aggiunto - e che invece viene distorta e inquinata da un’attività corruttiva diffusa”.

La Guardia di Finanza ha eseguito un arresti nei confronti di funzionari pubblici e dirigenti del ministero delle Politiche Agricole e di imprenditori per reati contro la pubblica amministrazione.Complessivamente sono 11 i provvedimenti emessi dalla procura di Roma nei confronti degli indagati. Il reato ipotizzato dai magistrati e’ corruzione e turbativa d’asta. La procura ha anche disposto il sequestro di beni per un valore di 22 milioni di euro. Gli indagati nell’indagine che ha portato all’arresto di funzionari e dirigenti del Ministero sono complessivamente 37. Degli 11 provvedimenti emessi dalla procura di Roma, sei sono custodie di ordinanza cautelare in carcere e cinque agli arresti domiciliari.

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_dicembre_11/appalti-agricoltura-ministero-2113105102765.shtml

Tra i coinvolti nell’inchiesta anche un dirigente della Confederazione italiana agricoltori e uno del Parmigiano Reggiano.

Arresti al ministero delle Politiche agricole. Procura di Roma: attività inquinate da corruzione

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-12-11/corruzione-turbativa-asta-undici-095329.shtml?uuid=AbuuhzAH

Undici arresti tra dirigenti e funzionari pubblici del ministero delle Politiche Agricole e imprenditori con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’operazione “Centurione”. Li ha eseguiti oggi, in seguito a un’ordinanza del gip Flavia Costantini, il comando provinciale di Roma della Guardia di Finanza sulla base di accuse di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, di turbata libertà degli incanti e di turbata libertà nella scelta del contraente. Per le stesse ipotesi di reato sono indagate in tutto 37 persone, di cui 13 sono dirigenti e funzionari pubblici. Contestualmente é stato eseguito nei confronti degli indagati il sequestro preventivo di denaro e beni per un valore di oltre 22 milioni. Ammontano invece a 32 milioni di euro i contributi statali illecitamente percepiti da alcuni imprenditori grazie alla corruzione dei funzionari del Ministero.

Le indagini sono state condotte dal nucleo di Polizia tributaria della capitale e coordinate dal procuratore aggiunto, Nello Rossi, e dal sostituto procuratore, Stefano Fava, del gruppo “reati contro l’economia” della procura della Repubblica di Roma. Dall’inchiesta é emerso un diffuso sistema corruttivo radicato nell’ambito del ministero. «Quasi tutte le attività del ministero delle Politiche agricole sono state inquinate da una corruzione diffusa variegata e circolare», ha detto il procuratore aggiunto di Roma, Lello Rosso, nel corso di una conferenza stampa.

Tra gli arrestati c’é anche Giuseppe Ambrosio, attualmente direttore generale del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in Agricoltura e capo della segreteria del sottosegretario Braga. Ambrosio, soprannominato “il Centurione” (da cui il nome dell’operazione), é stato arrestato oggi assieme alla moglie e a una persona di fiducia, entrambi dipendenti del ministero. Per il dirigente l’accusa non é soltanto quella di avere favorito, dietro compenso, alcuni imprenditori ma anche di avere cooperato alla concessione di contributi pubblici in favore del Comune di Maratea e di Todi, rispettivamente per 63.500 e 125mila euro, ricevendo in cambio l’omessa vigilanza edilizia su alcune opere realizzate abusivamente nelle ville di proprietà. Ville per la cui realizzazione, secondo la ricostruzione degli inquirenti, il funzionario ha impiegato risorse per circa 1,27 milioni di euro «non coerenti con il proprio reddito familiare».

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Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…