A dosi letali il parassita sopravvive in prove di laboratorio. I maligni già sospettano che il parassita arrivi al momento giusto per spingere i coltivatori ad acquistare per l’imminente campagna di semina la nuova varieta’ di cotone Bt piu’ resistente e piu’ costosa. Nel 2010 forse il 90% di tutto il cotone indiano derivera’ da cotone OGM del tipo Bt.
India: Hardy Cotton-Munching Pests Are Latest Blow to GM CropsPallava Bagla
Monsanto has revealed that a common insect pest has developed resistance to its flagship genetically modified (GM) product in India. The agricultural biotechnology leader says it “detected unusual survival” of pink bollworms that fed on cotton containing the Cry1Ac gene from the bacterium Bacillus thuringiensis, which codes for a protein that’s toxic to many insect pests. In a statement to Science, Monsanto claims that the finding from western India “is the first case of field-relevant resistance to Cry1Ac products, anywhere in the world.”
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Una commissione sementi, tutta politica, discute di venti ed orografia del territorio per vietare la coltivazione di mais Bt. Gli sviluppi ci diranno se tale commissione esiste davvero o è frutto della autoreferenzialità della politica. Intanto Futuragra va avanti tranquilla. Leggi (Comunicato FuturAgra).
Ogm, ancora un “no”. Ci si è basati su relazione Regione Friuli
Roma, 18 mar (Velino) - Gli organismi geneticamente modificati non si possono coltivare in Italia. O meglio: in Friuli, e per adesso. La commissione permanente sulle sementi - rappresentata da membri delle Politiche agricole, della Salute, dell’Ambiente e delle regioni - si è riunita questa mattina al dicastero di Luca Zaia di via Venti Settembre e ha detto all’unanimità “no” alla richiesta di Silvano dalla Libera di coltivare mais transgenico. Da quanto ha appreso IL VELINO sembrerebbe che la motivazione sia a ricondurre al fatto che non ci sono elementi sufficienti che consentano di esprimere parere positivo. Tutto è partito proprio dalla Regione Friuli, che ha presentato una relazione dettagliata sui sistemi agrari ed agricoli, sull’agricoltura di qualità, sui venti e sulle piccole imprese che fanno agricoltura. In base agli elementi forniti da questa relazione la Commissione dei 12 presieduta dal capo dipartimento del Mipaaf Giuseppe Nezzo - contemplata nel decreto legislativo 212 del 2001 che sembra non essere mai stato notificato a Bruxelles - ha ritenuto che non ci fosse certezza “sulla possibilità di garantire coesistenza”. Ma non sembra si sia parlato di Ogm in Italia, né di moratoria. Anche perché compito della commissione è quello di valutare, di volta in volta, i singoli casi nello specifico.
Per il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia la decisione presa dalla Commissione “di negare l’autorizzazione alla domanda di iscrizione al registro di un mais Ogm - si legge in una nota - appare particolarmente significativa perché presa all’unanimità da tutti i membri”. Vale a dire ministero dell’Ambiente, delle Politiche agricole, della Salute e i rappresentati delle regioni Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Toscana e Veneto. “Constato con soddisfazione - prosegue Zaia - che la posizione che in questi anni ha condiviso la stragrande maggioranza dei cittadini e dei contadini del nostro Paese, ha trovato, anche nelle diverse istituzioni rappresentate nella Commissione, una comunione di intenti che rassicura ulteriormente tutti i consumatori italiani”. Si aspetta ora il decreto che sarà firmato dai tre ministeri. “Già domani - promette Zaia - firmerò il relativo decreto che manderò ai ministri della Salute e dell’Ambiente”.
L’Unione Consumatori afferma che non esiste un solo lavoro scientifico serio che provi la pericolosita’ degli OGM.
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Articolo pubblicato su La Stampa il 10.03.2010 di Roberto Defez dal titolo: Buon Appetito con gli OGM.
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Rapporto della commissione congiunta della Accademie Nazionali dei Lincei e Accademia Nazionale delle Scienze ( XL) dal titolo: “LE BIOTECNOLOGIE VEGETALI E LE VARIETÀ OGM”
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