Anche Malagoli non ha alternative alla soia OGM

Agosto 27th, 2014
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In una lunga intervista di Claudio Malagoli su Greenews escono fuori interessanti posizioni…

http://www.greenews.info/idee/malagoli-su-ogm-lillusione-del-risparmio-puo-costare-cara-20140827/

Nella categoria: News, OGM & Argomenti contro

Commento di Elena Cattaneo alla lettera di 716 agricoltori

Luglio 31st, 2014
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Aggiornato il 31 Luglio 2014 dopo la pubblicazione iniziale
Senatrice Elena Cattaneo Un Senato di competenti, grazie da Elena Cattaneo
Il mais OGM è più sano di tutti gli altri mais, gli OGM sono nei nostri mangimi, la ricerca e la sperimentazione in campo devono ricominciare. Un attacco ad alzo zero alle fandonie anti-OGM del clan di Repubblica e dei clan di Lega-Sel-M5S-Legambiente. Un messaggio forte e chiaro a cui il Governo deve rispondere anche per cercare di recuperare credibilità in vista di EXPO 2015.

Lettera degli Agricoltori alla Senatrice Elena Cattaneo

Illustre Senatrice Cattaneo,

siamo degli agricoltori professionisti che ancora si ostinano a cercare di vivere del frutto del loro lavoro mentre la nostra categoria è annualmente decimata con oltre quarantamila aziende agricole che chiudono ogni anno da decenni. Oltre a cause tecniche di dimensione internazionale, viviamo con grande disagio il distacco che osserviamo tra avanzamenti scientifici in campo agricolo e loro possibili applicazioni. Nel nostro Paese i progressi che la ricerca scientifica ha prodotto, e che noi abbiamo potuto toccare con mano visitando campo sperimentali, non possono raggiungere i nostri terreni con un insensato pregiudizio che colpisce tanto noi imprenditori agricoli quanto gli scienziati attivi nel nostro settore. Mentre la quasi totalità dei mangimi acquistati nei Consorzi Agrari deriva da piante geneticamente migliorate, i cosiddetti Ogm, gli agricoltori non possono produrre quegli stessi alimenti che derivano quindi da importazioni extra-comunitarie. Ecco spiegato perché chiudono tante aziende agricole italiane in ossequio ad una assurda ideologia progettata da chi fingendo di parlare di qualità, finisce per speculare su questa produzione primaria impedendo che i nostri figli possano trovare un lavoro in Italia.

Ci rivolgiamo a Lei perché abbiamo visto e apprezzato il Suo impegno nella vicenda Stamina e abbiamo letto diversi interventi nei quali Lei invita a far riferimento al metodo scientifico per decidere sull’uso di nuove tecnologie. Noi pensiamo che questo approccio avrebbe dovuto e dovrebbe ispirare anche il governo delle biotecnologie agrovegetali in Italia.
Noi pensiamo, insieme a numerosi scienziati italiani con i quali in questi anni abbiamo avuto un importante e utile dialogo, che le piante geneticamente modificate rappresentino una risorsa straordinaria per l’economia del Paese. E non intendiamo cadere nell’insensata discussione Ogm vs biologico. Sappiamo e lo sanno molto bene per esempio gli agricoltori californiani, che si può fare agricoltura tradizionale o biologica, fianco a fianco con le coltivazioni Ogm, senza alcun danno, anzi con provati vantaggi per chi coltiva ‘biologico’. Purtroppo in Italia la battaglia contro gli Ogm è stata assunta come strategia di marketing e per ottenere un monopolio del mercato agricolo da parte di un cartello economico ben identificato. A volte l’abbiamo anche vista utilizzata come strumento di posizionamenti politici nei quali, a nostro avviso, non riscontriamo né aderenza ai fatti nè coerenza.
Siccome ci sembra che per una serie di fatti che stanno accadendo a livello europeo, e dato che è in aumento in Italia il numero di agricoltori che chiedono al mondo politico e al governo di autorizzare e finanziare la ricerca sugli Ogm, e di consentire la coltivazione delle piante autorizzate dall’EFSA, pensiamo che una sua azione a livello parlamentare potrebbe dare una spinta decisa per far uscire l’Italia dal sortilegio irrazionale di cui sono preda gli italiani, cioè la paura degli Ogm, che penalizza l’economia agricola del Paese. E che esprime anche un inquietante sentimento antiscientifico.

Saremmo lieti di incontrare Lei e eventuali Illustri Senatori suoi Colleghi che Lei riterrà opportuno coinvolgere, a prescindere dal loro orientamento in materia, affinché ci sia data la possibilità di illustrare il carattere e le attività delle nostre imprese agricole. Siamo anche molto interessati ad avere consigli su come rendere più efficace la nostra azione per ottenete il riconoscimento di libertà fondamentali quali sono la libertà di ricerca scientifica e quella di impresa.

I migliori auguri di buon lavoro e distinti saluti

Deborah Piovan e Franco Nulli

Risposta della Senatrice Elena Cattaneo

Caro Direttore,

da mesi studio la vicenda italiana degli OGM. Non è il mio campo specifico, ma uso altre specie transgeniche (pesci, topi o tessuti di animali di grossa taglia) per ricerche che mirano a possibili terapie per una malattia devastante come la Corea di Huntington. Sugli OGM consulto la letteratura specialistica e colleghi tra i massimi esperti, per capire basi scientifiche, metodi di lavoro e dinamiche economico-industriali del settore. Non trovo prove che gli OGM siano più dannosi o rischiosi per l’ambiente delle coltivazioni tradizionali o di quelle biologiche. Di certo, hanno già molto ridotto l’uso di insetticidi e l’impatto ambientale dell’agricoltura globale e, come ricordavano anche l’Arcivescovo Scola e l’Accademia Pontificia, sono una risposta concreta all’esigenza di sfamare la popolazione mondiale. Penso che, in Italia, la discussione si sia impantanata, in quanto condizionata da pregiudizi ideologici e interessi di nicchia rispetto ai quali anche la più corretta informazione non riesce a incidere.

Mi si dice che ci sono lobby e multinazionali interessate a spingere gli OGM. Però a chiedermi di far sentire la loro voce favorevole sono colleghi scienziati. Vorrebbero studiarli (in campo aperto), anche per capirne meglio il potenziale e i limiti. Mi si dice che gli agricoltori italiani non li vogliono. Eppure ho ricevuto una lettera di oltre 700 di loro (firme a mano) che chiedono di seminare con piante OGM circa 30mila ettari di terreni (più di 50.000 campi da calcio) che sono di loro proprietà. A guidarli Franco Nulli e Deborah Piovan. Espongono, con modi civili, argomenti che trovo ineccepibili sia sul piano dei fatti che su quello dei diritti. Mi spiegano poi che il 62% di tutto il mais italiano -rigorosamente non OGM- dello scorso anno è vietato al consumo umano per i livelli delle tossine fumonisine (che agli animali comunque non fanno bene). E che molti dei nostri migliori prodotti tipici sono quindi fatti usando mangimi OGM importati. Mi chiedo se non vi siano lobby e interessi commerciali “anche” tra coloro che non vogliono gli OGM.
Se qualcosa cambierà (in tempi utili perché una sfida come EXPO2015 - centrato sulla nutrizione - possa giovare al Paese) sarà attraverso un’azione che parta direttamente dall’imprenditoria agricola. La scienza ha fatto la sua parte. Una pubblicazione del 2013, firmata anche da Fabio Veronesi che è presidente della Società Italiana di Genetica Agraria, aggiorna, le prove sperimentali ottenute in laboratori pubblici, giungendo alle stesse conclusioni di un eccellente documento sottoscritto già dieci anni fa dalle principali accademie scientifiche italiane. In sintesi: gli OGM sono sicuri e vantaggiosi per la salute e l’ambiente.

Si rimane in attesa di prove che mostrino l’eventuale dannosità. Ovviamente, devono essere pubblicate su riviste peer review (sottoposte a un processo di revisione paritaria, ndr). Giudico poco interessanti le opinioni personali. Viceversa, la competizione tra scienziati e tra riviste garantisce un’incontestabile trasparenza. Dati edulcorati o falsati non sopravvivono alla prova della valutazione mondiale. Dimostrazione ne è il caso del ricercatore francese che aveva diffuso dati falsi sulla pericolosità degli OGM e che ha dovuto poi ritirare quel lavoro. Ecco perché non trovo razionale invocare il “principio di precauzione” per vietare la coltivazione di OGM. Non innovare, quando farlo significa miglior sicurezza, qualità e raccolto (con prove verificabili) significa paralizzare ogni attività di ricerca in qualsiasi campo.

Come senatrice, ma come cittadina ancora di più, vorrei vedere coinvolte le istituzioni in un’ampia discussione “sui fatti” che possono giustificare il divieto o meno di fare ricerca e coltivare OGM. Al di là di brevetti e multinazionali. Nella loro lettera gli agricoltori chiedono “solo” di concorrere, con l’aiuto degli scienziati italiani, a rilanciare il proprio settore e di conseguenza l’economia e l’occupazione di un comparto che rappresenta il futuro della ricerca mondiale. Spero che in primis il Ministro delle politiche agricole, ma anche tutto il Governo li ascoltino.

Elena Cattaneo

Scarica le 716 firme di agricoltori. Firma anche tu questo testo mandando un messaggio di adesione a sagri@salmone.org

Leggi anche gli articoli usciti sul corriere: 700 contadini che vogliono piantare transgenico e I pregiudizi sugli ogm di Elena Cattaneo

Le reazioni alla lettera della Sen. Cattaneo vengono da organizzazioni private ognuna delle quali difende i privilegi acquisiti e le fette di mercato del proprio business

I giornali credono ancora che ogni stato deciderà’ sugli OGM , ma e’ già’ chiaro che la partita non si chiuderà’ col testo ora in discussione
Ed intanto il solito Giannattasio racconta la parte di informazioni che serve a distorcere la verità’ secondo tesi preconcette. Incredibile che un pensionato singolo abbia tanto spazio sul corriere quando se scrivono decimi di docenti in carica non pubblicano nulla.
Leggi Il Sole24ORE, La Repubblica , e Avvenire

Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana, OGM & Politica

Il campo sperimentale di mais Bt di Colloredo Monte Albano

Luglio 29th, 2014
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manifesto Articolo aggiornato il 31 Luglio, dopo la pubblicazione iniziale.

Il GIP in zona Cesarini conferma il provvedimento provvisorio del PM. Ora si passa al Riesame.

Taboga risponde a Malagoli

Controlli per reiterare gli stessi errori?
leggi il Messaggero Veneto

Il Riesame entro il 29 luglio: leggi il Messaggero Veneto

Leggete ancora: La notte della conoscenza ed il rogo delle loro paure e gli articoli su Il Piccolo e il Gazzettino. Quando la legge viene fatta contro una singola persona: il DL 91 del 24 giugno 2014, art. 4 comma 8 scritto solo per distruggere il campo di Fidenato.

Elena Cattaneo pone 16 domande (in parte retoriche) al Ministro dell’Agricoltura Martina

Il campo di mais Bt di Colloredo in provincia di Udine resta in piedi nonostante che chi avversa gli agricoltori emetta comunicati stampa sostenendo che i campi OGM siano stati distrutti. Ecco le parole di Fidenato, Dalla Libera, Campagnolo, Taboga e gli altri presenti sul campo.

https://www.youtube.com/watch?v=tMc0-dRnegQ&sns=tw

Volpedo 1236 abitanti. Vivaro 1388 abitanti. Colloredo 2245 abitanti. Tre comuni sconosciuti alla stragrande maggioranza degli italiani. Impossibile che meno di cinquemila anime in totale possano influire sulle scelte strategiche di un Paese. Eppure il 9 luglio questi tre luoghi si sono idealmente messi in marcia. Volpedo in provincia di Alessandria oltre un secolo fa fu il teatro dove le masse contadine si misero in marcia per rivendicare dignità e diritti: Giuseppe Pelizza usa i suoi compaesani per dipingere il quadro Quarto Stato che nobilita i nuovi attori che si affacciano a ripensare socialmente il ventesimo secolo. Vivaro in provincia di Pordenone un secolo dopo si mette in moto grazie a tre agricoltori che propugnalo la libertà dell’uso di piante di mais ingegnerizzate, frutto della ricerca scientifica e che li libera dall’uso di potenti quanto tossici insetticidi, l’unica alternativa disponibile per non vedere divorato il loro mais da parassiti voraci. A Colloredo di Montealbano in provincia di Udine il 9 luglio si danno appuntamento circa 400 agricoltori che ergono un muro umano e di trattori per impedire alla locale guardia forestale di distruggere l’unico campo italiano dove si coltivano OGM per fini sperimentali. Si tratta di soli seimila metri quadri, come un campo da calcio, ma questo luogo vede il riscatto degli agricoltori friulani che insorgono contro uno stato arrogante e disinformato. Quattrocento agricoltori che hanno scelto di marciare per la ricerca scientifica e per l’innovazione. In quei seimila metri quadri si sta sperimentando la coesistenza tra le differenti agricolture coltivando mais OGM a quattro metri di distanza da un mais tradizionale per dimostrare che tutti gli agricoltori possono compiere le loro scelte senza disturbare il vicino. Ma si stanno anche allevando crisalidi, larve e adulti di vari tipi di farfalle per dimostrare come il mais OGM ed il suo polline non danneggiano i voli delle farfalle tanto quanto non disturbano i percorsi di formiche, afidi o coccinelle che possono continuare ad arricchire la biodiversità di campi dove non verranno usati insetticidi. Allo Stato italiano non piace l’idea che si possa smettere di spargere insetticidi usando mais OGM ed ha mandato la forestale per ristabilire il suo ordine. Ma gli agricoltori che quegli insetticidi non li vogliono più usare hanno fatto la loro scelta ed è una scelta di chi ha visto, di chi ha capito e di chi non vuole più sottomettersi. Il Quarto Stato è di nuovo in marcia.

Anche nella CIA inizia un dibattito serio su argomenti che i “romani” vorrebbero spazzare sotto al tappeto

La coldiretti contro gli agricoltori

Nella categoria: News, OGM & Politica

Legge

Luglio 27th, 2014
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Debora Serracchiani Semplicemente Legge, sia nel senso di norma giuridica, ma anche nel senso di leggere, consultare e possibilmente capire quanto sta scritto. Le leggi vigenti in disciplina agricola in Europa sono abbastanza semplici ed una Governatrice che lo scorso anno ci ha dimostrato quanta conoscenza avesse della materia in cui è laureata non può non leggere la legge. Non lo può fare anche perchè si dice Semplicemente Europea nel suo manifesto elettorale.

Cara Governatrice, Avvocato Serracchiani, ora legga queste lettere e ci dica cosa intende fare. Il problema sta nel fatto che dei due campi distrutti dalla forestale in Friuli, il secondo e più grande era a Colloredo Montalbano ed è stato distrutto sulla base del DL Competitività alias 91/2014 del 24 giugno 2014 e di quello ce ne occuperemo nei prossimi giorni quando i nodi verranno al pettine, ma il primo campo distrutto dalla Forestale a Mereto di Tomba è stato distrutto sulla base della legge regionale del Friuli la n.5 del 28 marzo 2014 così come le relative sanzioni.

Possiamo solo augurarci che il Friuli decida di restare in Europa e che si adegui alle Leggi vigenti.

Leggi le lettere della commissione europea a Fidenato del 7 Luglio e del 17 Luglio.

Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana, OGM & Aspetti legali, OGM & Politica

Corbellini fa una breve lezione ai docenti di Pollenzo

Luglio 23rd, 2014
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Articolo aggiornato il 31 Luglio dopo la pubblicazione iniziale

Chi nutre lo stomaco e chi la mente

Manlio Rossi Doria, la politica di Coldiretti, il crack di Federconsorzi e le mancate risposte di Martina. Una domanda sorge spontanea, ma se Callisto Tanzi oggi proponesse allo Stato Italiano una attività imprenditoriale secondo voi gli verrebbe dato spazio? Ed allora dopo la vicenda Federconsorzi non si dovrebbero aprire gli occhi sulle ingenti perdite che si stanno accumulando in alcuni Consorzi Agrari?

http://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CropServer?date=20140723&idArticle=191742102&authCookie=1119342686

Anche Guidorzi spiega qualcosa a Martina sul Foglio

Chi vende biologico difende e non vede oltre

Ora arrivano le risposte a Corbellini. Buiatti, Cenni e Farinetti rispondono sull’Unità… Della serie dilettanti allo sbaraglio.

Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana, OGM & Ricerca

Le rubriche di Salmone