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Sicurezza alimentare dei vegetali

Novembre 14th, 2013
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Ecco un modo di analizzare i problemi di sicurezza alimentare senza evocare falsi problemi, come se di veri problemi non ne avessimo già abbastanza.

Leggi La guerra dei pomodori

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Ragioniamo a bocce ferme

Luglio 23rd, 2012
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Di Alberto Guidorzi

La querelle della mortalità delle api ha riempito ormai pagine e pagine di giornali e riviste scientifiche, solo che sulle pagine dei giornali sono passate solo quelle che incolpavano i prodotti che difendevano le coltivazioni agricole è nulla è passato di quanto gli apicoltori professionali hanno messo in atto per attirarsi negli alveari malattie endemiche ed altamente debilitanti o riducenti il numero delle api presenti negli alveari. Parliamo di varroa, nosema e virus e dei prodotti acaricidi che sono usati dagli apicoltori per difendersi e che inevitabilmente vanno a finire nel miele. Questo però è l’andamento che si constata per quanto riguarda la partigianeria e la la parzialità dei mass-media moderni. Vogliamo vedere quali sono i dati di fatto fin qui scaturiti, anche se il Ministro della salute italiano proibisce l’uso dei neonicotinoidi nella protezione delle sementi di piante più meno d’interesse mellifero solo per “simpatia” o per un uso esagerato del principio di precauzione.
Vediamo lo stato delle indagini che si sono succedute e dei risultati provocati dai frequenti casi di ricorso alla magistratura. Purtroppo non parliamo di casi italiani, perché l’immobilismo o mobilismo al contrario della nostra agricoltura e relative associazioni non genera nessuna reazione e si accetta ciò che viene deciso dall’alto. Tanto gli agricoltori italiani giocano alla lotteria nazionale e vincono sistematicamente… Gli altri fanno lobbying mentre gli agricoltori non sanno neppure cosa sia.

Il Regent Ts a base di Fipronil è stato, nel febbraio 2004 messo sotto esame dal giudice istruttore di Saint-Gaudens ed ha messo sotto inchiesta per “inganno” i responsabili di Bayer e Basf, in quanto hanno messo in commercio un prodotto nocivo per l’uomo e gli animali. La stampa si è impossessata della notizia ed ha fatto di tutta un’erba un fascio accomunando come pericolosi sia il Regent Ts che il Gaucho, Cruiser e Poncho. Il politico appena udito il fatto si è precipitato a togliere l’autorizzazione al prodotto e non solo a sospenderne l’uso in attesa delle decisioni degli altri gradi di giustizia. Principe de précaution obblige. Il caso passò ad altro giudice (forse le pressioni elettorali erano calate) che dopo un’istruttoria durata tre anni il 30/1/2009 prese la decisione di non luogo a procedere contro i responsabili delle due società chimiche. La sentenza fu confermata in appello un anno dopo. Le associazioni ambientalistiche e apistiche hanno ricorso in cassazione e questa ha confermato le sentenze di prima e seconda istanza il 30 maggio scorso. Morale della favola le api hanno continuato a morire e per 10 anni gli agricoltori francesi si sono stati privati di un mezzo tecnico perfettamente nella norma. Ai ricorrenti il processo è costato tra i 2,5 ed i 3,5 milioni di euro. La stampa e la televisione hanno ignorato totalmente la sentenza e quindi ancora l’opinione pubblica crede nelle favola di prodotti immessi nell’ambiente senza curarsi delle api.

Appena eletto, il Ministro dell’agricoltura francese Le Foll ha deciso di interdire l’uso dell’insetticida Cruiser OSR, a base del principio attivo  Thiamethoxam della classe dei neonicotinoidi, sui semi di colza basandosi su una ricerca dell’INRA che aveva alimentato le api con dosi di principio attivo 10 volte superiori a quelle che si trovano nel nettare delle piante protette dal principio attivo. Infatti l’EFSA in una inchiesta aveva decretato “per quanto riguarda le api, le concentrazioni di pesticidi che sono stati testati in studi pubblicati sono superiori ai massimi livelli registrati di residui di neonicotinoidi thiamethoxam, clotianidin e imidacloprid presenti nel nettare ” . Cioè le api, che vengono a contatto con il solo nettare, non trovano mai concentrazioni di neonicotinoidi talmente grandi da supportare lo studio dell’INRA. Tradotto significa che un bicchiere di vino non ubriaca 10 probabilmente si.

Ma gli apicoltori sono proprio così sensibili alle iniziative prese per loro conto da organizzazioni ambientaliste e associazioni di apicoltori? Oppure queste le prendono unicamente per darsi un’immagine di difensori delle api di fronte ad una opinione pubblica che, dato che trova sempre scaffali di cibo pieni, non si preoccupa di sapere che gli agricoltori devono difendere i loro raccolti se si vuole zucchero e olio sugli scaffali o carne dal macellaio; non solo ma gli agricoltori si preoccupano anche delle api molto più delle tante “vispe terese” che blaterano, in quanto sono anche dei frutticoltori e degli orticoltori. Sembra vera la seconda ipotesi se stiamo con quanto scrive A&E (Agriculture & Environnement del mese di luglio).
Le organizzazioni ambientaliste coalizzatesi internazionalmente hanno lanciato un programma di monitoraggio che si chiama COLOSS costituito da 250 ricercatori di 120 paesi ( l’inchiesta e stata messa in atto anche in Italia ecco il questionario http://www.apicoltorimacerata.it/wp-content/uploads/2011/06/Istruzioni-Questionario-COLOSS_20111.pdf). Anche in Francia è in atto il monitoraggio, anzi ne conosciamo i risultati e sono alquanto eloquenti per quanto riguarda il distacco tra ambientalisti, associazioni apicole e apicoltori veri (professionali e amatoriali). Sembra propria che siamo in presenza di una schiera di difensori senza persone che vogliono farsi difendere. In Francia vi sono 41.850 apicoltori recensiti, ma all’inchiesta COLOSS 2012 hanno partecipato solo in 113 e di questo solo 40 erano apicoltori professionali. Un semplice calcolo ci dice che solo lo 0.3% hanno risposto al questionario, ma di questi la metà erano apicoltori dilettanti con un solo alveare. Credete voi che i rilevatori si siano fermati di fronte ad un campione così poco rappresentativo? Eh no! Hanno avuto la dabbenaggine scientifica di trasformare questi pochi dati in percentuali: le perdite invernali risulterebbero del 20,7% (anche i decimali vi hanno messo…). Le motivazioni dei loro cali di api addotti dai partecipanti sono state: 14% intossicazioni, 14% per attacchi di Vespa velutina, 6% da furti e vandalismi. Virus, varroa e nosema sembrano non esistere negli alveari dei partecipanti all’inchiesta, però se si guardano meglio i dati dell’indagine si scopre che il 42% dice di usare medicamenti contro la varroa rientranti nell’ambito di quelli autorizzati, mentre il 40% usa prodotti “fai da te” (sic!).

La querelle api/prodotti insetticidi non è ancora finita perché un articolo del giornale Le Monde dice che l’EFSA avrebbe messo in discussione il modo con cui i prodotti insetticidi vengono registrati e quindi saremmo in presenza di un colossale inganno.
Ecco, alora è meglio “ragionarne a bocce ferme” anche di questo, cioè, quando chi ne sa di più avrà letto il documento dell’EFSA e ne avrà spiegato le varie implicazioni e sfaccettature, e non perché non ci si fida dell’EFSA, ma perché non ci si fida di “Le Monde”.

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La lotta biologica si fa con gli OGM

Giugno 14th, 2012
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coccinellaUn interessante ed innovativo articolo pubblicato da Nature che ci mostra come la riduzione dell’uso dei pesticidi in campi di cotone Bt cinesi abbia oltretutto anche causato una migliore sopravvivenza di artropodi utili quali ragni e coccinelle che quindi hanno aiutato a combattere gli insetti dannosi e patogeni per le piante.

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Ora è la Lotta integrata ad essere trendy

Aprile 26th, 2012
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L’Espresso ha spesso sparato ad alzo zero sugli OGM sponsorizzando il biologico. Senza citare i recenti scandali e frodi che hanno colpito i prodotti da agricoltura biologica, ora si passa ad indicare la linea della lotta integrata con argomenti non dimostrati (pesticidi non dannosi). Naturalmente gli intervistati fanno parte della stessa ristretta cerchia degli amici (Legambiente, Coldiretti, Ag bio, oncologi che non lavorano in strutture pubbliche). Comunque meglio un approccio Bio-Ragionevole che uno bio(il)logico.

L’articolo di Science sui neonicotinoidi è stato notato ed usato per chiedere la scomunica dei neonicotinoidi.

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Articolo su Science su api e neonicotinoidi

Aprile 23rd, 2012
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Appare un nuovo interessante studio sulla più prestigiosa rivista scientifica mondiale, Science, sull’effetto nocivo dei neonicotinoidi sulla capacità di sopravvivenza delle api in presenza di neonicotinoidi. L’articolo punta il dito contro questi pesticidi usati anche per la concia del seme di mais,dimenticando che serve anche per i trattamenti di molti alberi da frutta.
L’articolo a firma di ricercatori francesi dell’INRA è certamente di buon livello. Per chi può è scaricabarile a http://www.sciencemag.org/content/336/6079/348.full.pdf

A Common Pesticide Decreases Foraging Success and Survival in Honey Bees
Mickaël Henry, Maxime Béguin, Fabrice Requier, Orianne Rollin, Jean-François Odoux, Pierrick Aupinel, Jean Aptel, Sylvie Tchamitchian, Axel Decourtye
Nonlethal exposure of honey bees to thiamethoxam (neonicotinoid systemic pesticide) causes high mortality due to homing failure at levels that could put a colony at risk of collapse. Simulated exposure events on free-ranging foragers labeled with a radio-frequency identification tag suggest that homing is impaired by thiamethoxam intoxication. These experiments offer new insights into the consequences of common neonicotinoid pesticides used worldwide.

Ricordando a tutti che nessun articolo da solo è affidabile, ma che il processo scientifico dopo la pubblicazione prevede la validazione da parte della comunità scientifica internazionale. Prevede che ci siano commenti, dibattiti eccezioni e precisazioni, insomma pur essendo pubblicato su una rivista eccellente, gli esami non sono terminati.
Alcune considerazioni si possono già fare: ad esempio le api sono state costrette a bere neonicotinoidi, quanto questo succede davvero in natura? i dosaggi somministrati sono quelli che gli insetti incontrano in un frutteto trattato o sono quelli che derivano andando a posarsi su un fiore di mais il cui seme era stato conciato? La dinamica di decremento della popolazione è una linea teorica oppure avviene davvero in campo? Ossia se delle api intossicate da neonicotinoidi non riescono a tornare all’alveare questo fatto non diminuisce la probabilità che insegnino la strada verso in campo inquinato ad altre e così facendo il danno sarebbe si grave ma non letale per l’alveare? Inoltre non sarebbe possibile comparare gli effetti con altri tipi di sostanze usate in agricoltura agli stessi dosaggi? ad esempio che effetto hanno altri pesticidi usati anche in agricoltura biologica?

Insomma una cautela sull’uso dei neonicotinoidi ora si impone, ma legata allo sviluppo di nuova ricerca e nuove prove per capire cosa stai davvero succedendo e quali siano i veri effetti delle molecole di uso corrente usate come antiparassitari.

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