(articolo modificato dopo la pubblicazione iniziale)
Il mensile di approfondimento economico Espansione organizza una intensa giornata di dibattito intorno al tema degli OGM riunendo molti dei principali attori interessati (leggi la scienza in campo).
Penso sia una occasione per immaginare anche quali domande rivolgere ad alcuni degli interlocutori come ad esempio il presidente di COOP Tassinari, a cui vorrei chiedere ad esempio come si conciliano le politiche anti-OGM della COOP con le dichiarazioni del dirigente Mazzini (leggi Mazzini) sulla impossibilità di avere una filiera senza OGM.
04/05/2011: Alleghiamo uno scambio di lettere avvenuto tra Alberto Guidorzi e Coop, nato dopo la lettura dell’articolo di Bassoni sul mensile Consumatori
Consigli e suggerimenti su quali tematiche portare nella discussione sono sempre ben accetti.
Non sappiamo bene a cosa si riferisca l’ex-Ministro della Salute Sirchia, ci auguriamo solo che non siano altri 3 milioni oltre ai 4 milioni di euro già dichiarati dalla FDG.
Comunque, se non sapessero come impiegarli noi accettiamo volentiri un obolo.
TERRORISMO: SIRCHIA, A MARIO CAPANNA 3 MLN PER UNA RICERCA
L’EX MINISTRO, PECCATO CHE QUESTA PERSONA APPOGGIASSE LE BR
(ANSA) - MILANO, 29 MAR - Tre milioni di euro: a tanto
ammonta il finanziamento statale per un progetto di ricerca
scientifica ideato da Mario Capanna, leader del movimento
studentesco durante gli Anni di Piombo. A sottolinearlo e’ l’ex
ministro della salute Gerolamo Sirchia, durante un incontro oggi
a Milano per ricordare Luigi Marangoni, direttore sanitario del
Policlinico ucciso nel 1981 dalle Brigate Rosse.
Nell’incontro, che rientra nelle iniziative per la Festa del
Perdono a cui il Policlinico e’ intitolato, Sirchia ha parlato
di quegli anni e del clima che si respirava, sottolineando come
ci fossero ”delle persone ‘grigie’, che si confondevano con lo
‘’sfondo” di quegli avvenimenti. ”Una di queste persone
‘grigie’ - ha poi aggiunto, riferendosi a Capanna - 15 giorni fa
ha ottenuto un finanziamento di 3 milioni di euro dallo Stato
per un progetto di ricerca. Peccato che questa persona sia stata
una di coloro che appoggiava le Br”.
Capanna ha creato nel 2002 la Fondazione per i diritti
genetici, un organismo di informazione sull’impatto delle
biotecnologie, mentre nel 2007 fu promotore di una raccolta
firme per impedire all’Italia di coltivare e commercializzare
prodotti Ogm.
Per il terrorismo di quegli anni, ha concluso Sirchia,
”hanno pagato in pochi, e hanno pagato troppo poco. Moltissimi
non hanno pagato affatto, e questa e’ una vergogna per l’Italia.
E anche se siamo qui per la Festa del Perdono, non credo che una
societa’ debba perdonare atti di questo tipo”. (ANSA).
Siccome l’assessore veneto Manzato non è aggiornato sullo stato del processo friulano di Fidenato, meglio chiarire che contro di lui è stata proposta una ammenda, Fidenato non ha accettato e quindi si è aperto un processo che vedrà la prossima udienza a fine giugno (col nuovo mais in fiore).
Non c’è stata nessuna condanna in primo grado.
La frustrazione degli assessori è palese visto che l’intera materia agricola è stata delegata all’Europa e quindi chi fa leggi in Italia dovrebbe tenere conto di questo “dettaglio”, cosa che apparentemente non è stata fatto da anni.
OGM: Fidenato, agricoltori semineranno mais transgenico
(ANSA) - PORDENONE, 8 MAR - Una decina di coltivatori associati ad ‘Agricoltori Federati’ da meta’ aprile seminera’ mais transgenico: lo ha dichiarato stamani il presidente del sodalizio, Giorgio Fidenato. ”La decisione di procedere con la semina - ha aggiunto - e’ rafforzata dalla missiva che la Direzione generale alla Salute della Commissione Europea ha inviato all’Italia, con cui si conferma il via libera negli Stati membri all’utilizzo di determinate varieta’ transgeniche”. Per aver seminato mais Ogm lo scorso anno, Fidenato e’ stato raggiunto da un decreto penale di condanna al pagamento di 30 mila euro e alla distruzione del raccolto, contro cui l’interessato si e’ opposto in Tribunale. (ANSA).
Ogm: assessore veneto, magistratura fermi chi promette reiterare reato gia’ punito.
CronacaV Venezia, 8 mar. (Adnkronos) - ”Fidenato festeggia la donna con le modificazioni genetiche. Io non ci sto, e chiedo che la magistratura fermi quanti promettono di reiterare un reato gia’ condannato in primo grado”. E’ netto l’invito di Franco Manzato, assessore all’agricoltura del Veneto, a fronte delle dichiarazioni rilasciate oggi dal presidente degli Agricoltori Federati sugli Ogm.
”Si parla tanto di giustizia e della sua necessaria riforma. Ma qui si tratta solo di applicarla - ha aggiunto Manzato - a salvaguardia di quanti si spaccano la schiena per lavorare la terra e ottenere prodotti di qualità che danno fama e valore al made in Veneto e Made in Italy. Chi lavora nel territorio per sentito dire o per telefono vada pure da un’altra parte a fare danni, perché di questo si tratta e come Regione del Veneto valuteremo ogni iniziativa conseguente”.
”Invito tutti i cittadini e tutti gli agricoltori a vigilare e segnalare alla magistratura e alle forze dell’ordine ogni tentativo di utilizzare e piantare sementi la cui commercializzazione e il cui utilizzo in Italia sono vietati. Se costoro voglio proprio ”liberarsi”, vadano in quel terzo mondo che sta diventando succube degli ogm - ha concluso Manzato - i quali generano dipendenza economica e sociale e non creano ricchezza se non nelle borse azionarie e in chi non ha idee imprenditoriali davvero innovative”.
Per l’ennesima volta le istituzioni politiche di questo paese hanno offeso la dignità e l’intelligenza della comunità scientifica italiana. Di fatto, hanno sconfessato, esponendosi ancora al ridicolo sulla scena internazionale, la pertinenza e la qualità scientifica della ricerca biotecnologica che viene prodotta nei laboratori pubblici e privati, che viene pubblicata sulle più prestigiose riviste internazionali e che viene insegnata nelle università italiane.
Martedì 25 gennaio il Sottosegretario Gianni Letta ha tenuto a battesimo, a Roma, il progetto GenEticaMente denominato di “ricerca partecipata”, fungendo da più alto punto di riferimento per un accordo tra 7 ministeri (Università e Ricerca, Agricoltura, Economia, Ambiente, Beni culturali, Sviluppo economico, Affari Esteri e Politiche Comunitarie) e una fondazione privata diretta dal dottore in filosofia Mario Capanna. Partecipanti attivi all’incontro erano il Governatore della Puglia Vendola ed il presidente di COOP Tassinari.
Il progetto risulterebbe finanziato con 20 milioni di euro per i prossimi quattro anni, e si propone di utilizzare una serie di piattaforme genetiche intese a realizzare il miglioramento delle piante di interesse agricolo senza ricorrere agli OGM, secondo la “nuova” tecnologia MAS che è tutt’altro che nuova tanto che numerosi gruppi di veri scienziati italiani usano queste tecnologie da trent’anni. La brochure diffusa dalla Fondazione non consente di capire quale sia il razionale scientifico del progetto, mentre è molto chiaro che l’idea di un controllo “democratico” sulla ricerca (di fatto politico e realizzato attraverso una fondazione privata) rappresenta quanto di più antitetico si possa immaginare rispetto ai principi e ai valori delle moderne liberaldemocrazie. I disastri umani ed economici prodotti nello scorso secolo da Lysenko e dall’eugenetica derivavano da interferenze della politica che soggiogavano singoli ricercatori a scopi ideologici. La comunità scientifica deve vigilare affinche non possano mai più riemergere da un buio passato.
Verosimilmente la stessa partecipazione di enti pubblici e istituzioni democratiche al progetto va anche contro l’articolo 33 della Costituzione.
La comunità scientifica italiana giudica imbarazzante e umiliante che in un momento di carenza di fondi per la ricerca, endemica nel nostro Paese ma oggi aggravata dalla crisi economica, industriale ed occupazionale, si siano trovati 20 milioni di euro per un progetto che prescinde da qualunque parametro di meritocrazia e da qualunque standard internazionale di valutazione della ricerca. Colpisce in particolare che lo stesso governo e lo stesso ministro che hanno recentemente promosso una legge di riforma che mette al centro del processo di finanziamento della ricerca il principio della valutazione fra pari per la selezione dei progetti di ricerca e ricorre all’istituzione di un Comitato Nazionale dei Garanti per la ricerca per assicurare il buon funzionamento di tali procedure di valutazione (Art. 20 e 21, legge 30/12/2010, n. 240) poi diano il loro appoggio istituzionale e finanziario ad un progetto “di ricerca” che sfugge completamente a tali virtuosi principi. Chi fa ricerca e insegna, dibattendosi giornalmente tra enormi difficoltà e mostra ogni giorno di essere in grado, nonostante la carenza di mezzi, di strutture, di salari e soprattutto di considerazione, di voler e saper competere ai più alti livelli internazionali, non può che rimanere sgomento e domandarsi quale sia il vero atteggiamento di Governo e Ministri verso il tema centrale dell’accesso competitivo ai finanziamenti per la ricerca.
Mentre i migliori cervelli di questo Paese continuano a dover emigrare per poter vivere, mentre sono sempre più evanescenti gli stipendi di precari quarantenni che tutti i laboratori internazionali ci invidiano, mentre continuiamo a pagare a caro prezzo le innovazioni tecnologiche che non abbiamo saputo produrre o trattenere in Italia, dobbiamo anche assistere alla destinazione di ingentissimi fondi pubblici per lo svolgimento di attività di lobbying e rappresentanza di un soggetto privato in uno splendido castello del litorale romano. Questi fondi sfuggono a qualunque tipo di agenzia per la valutazione, ma servono per promuovere una cultura antisviluppo, anticonoscenza ed antiscientifica.
Solo l’Italia persiste compulsivamente nel perseguire una politica della ricerca e dello sviluppo tecnologico in ambito agroalimentare che tutela gli interessi di produttori e distributori economicamente marginali, garantisce un aumento del costo del cibo, latita sulla qualità e l’efficienza dei controlli di sicurezza e prepara la cancellazione dell’Italia dallo scenario economico agricolo mondiale. I veri costi di simili scelte li pagheranno per decenni i nostri giovani e le future generazioni penalizzate da una cappa di oscurantismo autoreferenziale ed autarchico che la patria di Galileo Galilei non meritava.
Invitiamo i ricercatori, gli operatori della filiera agroalimentare, gli imprenditori e tutti i cittadini a sottoscrivere questo documento di protesta contro una deriva irrazionale che sta minacciando i presupposti culturali della libertà di ricerca scientifica e la libertà economica in un settore quanto mai strategico per l’innovazione e il rilancio economico dell’Italia.
Leggi l’elenco dei primi firmatari
Informativa art. 13 D.lgs. 196/2003 Desideriamo informarla che il D.lgs. n. 196/2003 prevede la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali. Secondo la normativa indicata, tale trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti.
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E’ uscita dal sito del senato l’interrogazione di Perduca e Poretti riguardo la questione di GenEticaMente e dei soldi per finanziarlo. ecco il link:
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00522014.pdf
l’interrogazione è a pagina 185



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