Le politiche del latte

Novembre 9th, 2015
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11513-latte-martina-servono-strumenti-contro-crisi-mercato Chi chiude col latte a 50 centesimi al litro, chi chiude a 40 e chi lo produce a costi ancora più bassi: una riflessione di Piero Rostagno.

Questo articolo di Annemarie Kaser, probabilmente al di là delle intenzioni, ripropone per l’ennesima volta e in maniera equivoca l’annoso problema della qualità non pagata.
Detto che la montagna si difende con interventi sulla salvaguardia dell’ambiente, in particolare l’assetto idrogeologico e che il reddito di chi vive in montagna e costituisce il primo anello della catena per la salvaguardia dovrebbe essere assicurato indipendentemente dalle leggi di mercato, almeno da quelle che ci vogliono far credere siano leggi, se si riduce tutto a sussidi alla produzione, non si fa altro che incentivare a produrre di più, non a produrre meglio. lo diceva già Prodi nel ’92 e sarebbe istruttivo rileggersi quei testi che già allora denunciavano gli sprechi e ne indicavano le cause (R. Prodi, Il Tempo delle scelte, edizioni Il Sole 24ore)

Detto questo: se e quando si parla di qualità bisogna intendersi bene. Individuare, come fa Annemarie Kaser, nell’Ogm free la caratteristica della filiera (70000 analisi per escludere gli Ogm? – ovvio che non è così ma così appare) significa non valorizzare il prodotto.

Tuttavia c’è chi fa di peggio. È un po’ noioso dover citare ancora una volta Petrini e/o la Coldiretti, ma non è colpa nostra se sui media pare esistano solo loro! Se questi signori continuano a sostenere che i prodotti della zootecnia intensiva sono di scarsa qualità, come si fa a difenderne il valore? Ancora pochi giorni fa dal suo balcone preferito, Repubblica, Petrini affermava: “… il latte è un prodotto altamente industrializzato e standardizzato, il suo prezzo mette in crisi i produttori, diventati ingranaggi di un sistema che li divora, mentre ci consegna prodotti di scarsa qualità”. Stessi concetti che ho avuto modo di ascoltare da un alto dirigente della Coldiretti in occasione di una conferenza.

Gli allevatori che protestano devono anche a costoro questo stato di cose. La crisi in Alto Adige (o in generale in montagna), col latte a 50 centesimi, o quella denunciata a Ospedaletto Lodigiano (http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_novembre_08/ospedaletto-lodigiano-lactalis-guerra-latte-continua-oltranza-blocco-camion-a850b7a0-862d-11e5-af91-bb1507114fbb.shtml ), dove il latte si paga a poco più di 30, sono figlie di stagioni politiche a dir poco miopi (quanto ci è costato il regime delle quote per l’insipienza dei nostri rappresentanti a Bruxelles nell’84?)

Invocare il blocco delle importazioni sapendo che la nostra produzione è ben lontana dal coprire i fabbisogni (d’altronde non è stato forse questo l’argomento con cui ci hanno per anni spiegato che il regime delle quote era iniquo?) o sostenere che il latte all’estero costa meno perché è più scadente, non ci aiuterà a modificare il giudizio di “furbetti” che ci siamo guadagnato negli anni! Poi mettiamoci d’accordo: all’estero, con i pascoli, producono latte scadente; da noi, per via della zootecnia intensiva, produciamo latte scadente. Forse è giusto che chiudano le stalle: passiamo tutti al latte di soia, non gm mi raccomando!

Qualcuno ha ricordato che il latte al consumo in Germania costa meno di un euro a litro. Il Ministro Martina fa bene a svegliarsi all’alba per solidarizzare con gli allevatori. Speriamo resti sveglio quando si tratta di mettere in campo politiche di vero sostegno al comparto, magari osando sfidare il cartello delle industrie.

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Latte versato e lacrime

Febbraio 6th, 2015
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I nodi della chiusura del regime delle quote latte vengono al pettine e per proteggersi dalle difficoltà la soluzione è semplice: basta vestirsi di giallo.

http://www.lastampa.it/2015/02/06/multimedia/italia/allevatori-di-latte-in-piazza-salvate-il-made-in-italy-nYpLgj6lV3QmiAkWl05DdO/pagina.html

http://www.lastampa.it/2015/02/06/italia/cronache/allevatori-strozzati-ma-il-latte-sugli-scaffali-costa-sempre-di-pi-zaCNWzscWpmHuGe6uw0O3H/pagina.html

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Il ritorno alla natura e le tasse delle quote latte

Dicembre 9th, 2014
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traino-cavalli Ma forse hanno ragione loro, abbiamo sbagliato tutto.

http://www.lastampa.it/2014/12/05/medialab/webdocauto/trattore-addio-nei-campi-tornano-i-cavalli-zkK0EcFsecPbScV4SRa2jI/pagina.html

L’Italia ha ancora un buon clima, ci dobbiamo solo candidare a fare da badanti per i popoli di pensionati dei Paesi del Nord Europa. Accoglierli facendo finta che lo sviluppo del secondo dopoguerra non sia mai avvenuto e sperare che facendo da accoglienza e da assistenza ci scontino così le multe delle quote latte che ancora dobbiamo pagare. Notate solo la distanza tra le piante di mais: per quanto si potranno consentire quelle distanze in agricoltura biodinamica? e poi mi spiegate se gli animalisti sono favorevoli all’uso dei cavalli da traino?

Da Rinascita Agraria
QUOTE LATTE: UE RIFIUTA RICORSO ITALIA
Ancora bufera sulle quote latte e sulla situazione in Italia. L’Unione Europea ha approvato infatti 70,9 mln di euro di tagli sui fondi per irregolarità in 8 Regioni. Il Tribunale dell’Ue ha respinto a Lussemburgo, il ricorso presentato dall’Italia contro la decisione della Commissione europea di applicare sui fondi per l’Italia un taglio forfettario di 70,9 milioni di euro, “a causa di irregolarità nei controlli afferenti il regime delle quote latte riscontrate in Abruzzo, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Calabria, Friuli Venezia Giulia e Valle D’Aosta, nelle campagne 2004/2005, 2005/2006 e 2006/2007″. L’Italia ha due mesi per appellarsi alla sentenza. Sul fronte delle quote latte, il cui sistema terminerà il 31 marzo 2015, restano pendenti tra la Commissione Ue e l’Italia altri due procedimenti di portata finanziaria ben superiore. Il primo riguarda un retaggio del passato: il recupero di 1,4 miliardi di euro ai circa duemila produttori riottosi, per il superamento delle quote di produzione tra il 2005 e il 2009. In realtà l’Italia ha già accelerato le procedure di recupero delle multe, bloccando i pagamenti della Pac ai morosi per il 2012 e il 2013. Bruxelles non intende neppure chiudere un occhio sulla proroga di sei mesi, nel 2011, del pagamento delle multe a un gruppo di produttori in quanto “non giustificabile da alcuna norma in materia di concorrenza”.
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/elementiHP/2014/12/02.html

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I 4,5 miliardi di multe delle quote latte

Febbraio 1st, 2013
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La Campagna elettorale ruota attorno al numero 4. Circa 4 miliardi di euro il valore dell’IMU sulla prima casa, circa 4 miliardi di euro il prestito statale ad MPS e solo ora ci ricordiamo dei 4,5 miliardi di euro di trasferimenti non effettuati a causa delle multe comunitarie sulle quote latte.

Sergio Rizzo sul Corriere ci ricorda la lunga storia di questa assurda vicenda omettendo il ruolo giocato da Coldiretti nell’intera vicenda ed omettendo sopratutto di analizzare a fondo i dubbi che da molto tempo avvolgono le vere valutazioni sulla produzione di latte in Italia che sono parte delle imputazioni che hanno portato all’arresto del ex-capo Gabinetto di Zaia e dirigente del MIPAF Giuseppe Ambrosio.

Insomma una ricostruzione di una parte della storia che omette molti aggiornamenti e dati per cui ci si può solo augurare che a questo segua un secondo e più aggiornato testo.

http://www.corriere.it/economia/13_febbraio_01/truffatori-quote-latte_a443a8ca-6c3b-11e2-9729-7dce41528d1f.shtml

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Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…