Una nuova metanalisi che include vari tipi di animali e varie diete, con prove fino a due anni e fino a 5 generazioni successive. Per qualcuno i dati non sono sorprendenti, ma servono a contestare alcune approssimazioni ed inesattezze presenti in letteratura scientifica.
Leggi articolo (Nessun problema di salute per gli animali nutriti con colture geneticamente modificate)
Sul sito della FDG appare un commento di Capanna al comunicato di risposta inviatogli dal Consiglio superiore di Sanità. Tale commento è privo dei dati per consentire ad ognuno di valutare i fatti con rigoroso metodo scientifico. Il commento non è né nuovo né approfondito, ma sopratutto manca il testo della domanda rivolta al Consiglio superiore di Sanità, non si conoscono i dati che sono stati loro forniti, manca la risposta intergrale in pdf del Consiglio e manca il testo puntuale delle parole che vengono imputate a Umberto Veronesi ed a me.
Per cercare le mie parole suggerisco ai segugi di guardare la mia audizione al Senato della Repubblica del 2008, insomma niente di nuovo.
Con i miei migliori auguri di buone lettura e buon fine settimana.
Ecco il testo degli articoli del Corriere della sera del 9 ottobre. Giuseppe Sarcina si occupa di Capanna e Mario Pappagallo di Veronesi, come a sottolineare che non si parlano nemmeno per interposta persona.
Aggiungo un commento che andrà di sicuro perso nel vento. Io vengo tacciato di aver diffuso “bufale” e “millantato credito”. Ci si spinge a profetizzare anche che “….qualsiasi cittadino potrebbe denunciar(mi) per procurato allarme”.
Non sappiamo chi farà questo lavoro sporco, vediamo se qualcuno avrà i soldi per intentare una causa e vedremo sopratutto come andrà a finire, ora che il Consiglio superiore di sanità ha accettato integralmente le mie preoccupazioni tanto da chiudere il documento con un Auspicio (leggi parere ministero della sanità) che va esattamente nel solco che ho più volte indicato. Molto significativa è la citazione dell’articolo di Franceschi et al., del 1990. E la richiesta di adeguarsi al documento del luglio 2011 della FAO e dell’Organizzazione mondiale della Sanità (leggi JEFCA). Ma ci sono ancora altri dati che non sono ancora stati presi in considerazione, ma che confermano l’Auspicio del Consiglio di approfondire le indagini sopratutto per i “soggetti a rischio come bambini e celiaci”.
Ma c’è un aspetto più profondo ed anche piu’ morale. Uno scienziato PUBBLICO, finanziato dallo STATO ITALIANO ha secondo me il dovere di dire quello che capisce leggendo la complicatissima letteratura scientifica che spazia dall’agronomia alla salute, dalla tossicologia al diritto. Io posso aver lanciato allarmi eccessivi e mi si potrà ben denunciare per procurato (ingiustificato) allarme cercando di spingermi verso l’italico vizio di tacere e lasciare che che le cose vadano come sono sempre andate e che gli ignari paghino per procedure di cui sono oggi tutti all’oscuro. In fondo se qualcuno mi denuncia sono solo io che rischio, se taccio non rischio nulla.
Io non la penso così.
Preferisco prendermi il rischio del procurato allarme che quello (morale) della procurata omertà. Preferisco rischiare che qualcuno si senta “allarmato” piuttosto che ci sia anche una sola madre di un bambino affetto da una qualsiasi malformazione da carenza da acido folico che possa anche solo pensare “se qualcuno mi avesse avvertita!”. Ho visto solo da poco le immagini dei feti nati con questo tipo di malformazioni e non consiglio a nessuno di guradare quelle immagini che pure sono state proiettate al convegno della Pontificia Accademia derlle Scienze dello scorso anno.
La notizia di gossip del quarto figlio di una coppia tutta dedita alla pubblicità come i Beckham sembrerebbe non essere di interesse per questo blog. Invece rivela la radice dello scontro in atto tra due diverse filosofie di vita: quella dei Verdi per cui l’uomo è un parassita inquinante sul pianeta la cui scomparsa sarebbe un vantaggio per la Terra, contro l’idea che l’uomo è parte integrante della natura e può usare la sua intelligenza per mitigare la sua impronta ecologica senza dover autocondannarsi all’estinzione.
Resta paradossale l’idea che la riproduzione di una specie animale (l’uomo) sia considerata dai pretesi ecologisti un atto contro Natura: la sindrome da guerra ideologica è oramai manifesta.
leggi sulla stampa “Troppi quattro figli, i verdi contro Beckham“
Un grande leader di mercato, un grande gruppo industriale, ma anche un’azienda che oltre che fare prodotti fa anche cultura di un popolo: tutto questo è Barilla. Per tutti questi ruoli che indubbiamente Barilla ricopre appare sempre più triste leggere quali siano le barilla anti ogm di un grande gruppo industriale che pensa di andare indietro nel tempo e nell’evoluzione tecnologica per non essere più dipendente da OGM, fertilizzanti e monoculture.
Insomma come se la FIAT, costretta dalla competizione internazionale non avesse dovuto allestire le pesantissime catene di montaggio che equivalgono nel nostro parallelo alle coltivazioni tradizionali con pesticidi. Quindi per migliorare la vita in fabbrica FIAT ora invece di introdurre macchine che sostituiscano gli operai alla catena di montaggio avesse introdotto degli artigiani che curano i particolari di ogni singolo modello personalizzandolo. Questa è più o meno l’immagine della prospettiva che ci da Barilla.
Sembra che l’Italia abbia alzato bandiera bianca decidendo di dismettere l’agricoltura e tutte le attività correlate.
Ci attende un’agricoltura con meno fertilizzanti, meno chimica e nessun OGM: ossia un’agricoltura dove percentuali insignificanti di prodotto verranno coltivati in Italia e la gran parte sarà frutto d’importazione, finché ce lo potremo permettere.
Un articolo di Alberto Guidorzi
A proposito della notizia sui licopeni apparsa a piena pagina sul Corriere della Sera del 14 luglio 2011 ed al battage pubblicitario che ne fa la Coldiretti circa i pomodori superlicopenici, ho voluto documentarmi sul licopene e sui suoi effetti clinici ed ho trovato il resoconto di una tavola rotonda all’Accademia dell’Agricoltura di Francia, dunque un consesso che dovrebbe avere autorità. Purtroppo non ho trovato prove cliniche in senso assoluto sul licopene, ma solo di una comparazione tra cibi provenienti da agricoltura biologica (AB) e agricoltura convenzionale (AC).
Preliminarmente ho trovato questo:
“Più bassi tenori in carotenoidi nei cavoli e nella lattuga sono stati rivelati (Leifert et al, 2007, non pubblicati) e nessuna differenza è stata notata su carota. Il tenore in licopene del pomodoro sarebbe più basso in AB (Rossi et al, 2006 ; Hallmann et Rembialkowska, 2007 ; Borguini et al, 2007) o al limite uguale se rapportato alla sostanza secca (Caris-Veyrat et al, 2004). Ugualmente l’uva AB sarebbe più povera in licopene (Lester et al, 2007), mentre il modo di coltivazione non avrebbe influenzato il tenore in xantofille (luteina e zeaxantina) del grano (Roose et al, 2009). La conclusione è che i dati permettono di dubitare su degli effetti significativi degli alimenti AB sulla salute, conformemente a quanto riporta il rapporto Dangour e altri (2008), frutto di un’analisi esaustiva e approfondita dei lavori pubblicati.”
Circa l’aspetto prettamente clinico degli antiossidanti ecco le risultanze trovate:
” Come lo mostra ancora la revisione sistematica di Dangour ed al. (2009c), la letteratura scientifica è molto povera in questo campo, gli studi clinici validi (controllati, incrociati, randomizzati, e compranti alla cieca cibi AB e AC) sono molto scarsi e sovente di cattiva qualità. In quasi tutti gli studi il solo biomarcatore misurato (e supposto essere favorevole alla salute) è l’attività antiossidante del plasma, dopo un periodo più o meno lungo di consumo di quantità più o meno importanti di verdure o frutta Ac o AB.
… Le deboli differenze del tenore in vitamina C del pomodoro osservata da Caris-Veyrat
et al (2004) non sembrano influenzare lo stato antiossidante del plasma di 20 donne adulte aventi consumato della purea di pomodoro AB e AC per tre settimane. E’ quindi difficile concludere che frutta e verdura AB apportino un supplemento di vitamina C.
… Uno studio clinico, doppiamente cieco, fatto su soggetti che hanno consumato 1 kg di mele AB o AC non mostra anch’esso delle differenze nello stato antiossidante (Briviba et al, 2007), il tenore in composti fenolici non è stato influenzato dal modo di produzione. Lo stesso è risultato da uno studio di Carbonaro e al. (2002) dove dei tenori più elevati di polifenoli e vitamine antiossidanti non hanno condotto a delle differenze di concentrazione in prodotti di ossidazione.
… In uno studio incrociato, Ackay et al (2004) non si trovano differenze sullo stato antiossidante del plasma di 8 signorine che hanno bevuto, a dosi moderate del vino AB o AC; neppure Stracke et al (2008) hanno trovato differenze sui dei soggetti consumanti carote AC o AB.
… Un forte consumo (200 g/giorno) di carote AC o AB, per un periodo di due settimane e dieta testimone senza carote, su 36 volontari sani seguiti in una prova a doppio intervento e doppiamente cieco (Stracke et al, 2009b) non ha avuto effetti significativi sul potere antiossidante o sul tasso di carotenoidi nel plasma e neppure sulla degradazione dell’DNA o sui parametri del sistema immunitario.
… Infine uno studio d’intervento per 22 giorni , doppiamente cieco, su 16 adulti che consumavano dei menu paragonabili, ma con degli ingredienti AB o AC (Grinder-Pedersen et al, 2003) mostra che l’escrezione urinaria di due flavonoidi (sui 5 dosati) è leggermente più elevata nei pasti AB, ma l’attività antiossidante totale del plasma è più debole.
… Questi studi d’intervento, poco numerosi e vertenti su marcatori biologici permettono di dubitare di un effetto significativo degli alimenti AB sulla salute. Tali sono anche le conclusioni del rapporto Dangour del 2008 dopo la sua inchiesta e rassegna dei dati pubblicati.
Ciò permette anche a me di continuare a dubitare sugli annunci d’effetto di conseguenze curative e risolutive su invecchiamento, cancro e quant’altro. Sarebbe ora che qualche clinico intervenisse a mettere a punto le cose, perché i massmedia ci marciano ed i gruppi di pressione pure. Come mai che il Prof. Garattini è escluso dai dibattiti? Mi sa che non fa comodo, fanno comodo alcuni sedicenti scienziati che amano apparire.



Versione PDF |
No Comments 



